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  Calibano [ TERMOVALORIZZATORE DI FOSSILI ONIRICI ]
         

   

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Io amo la vita: la storia di Piero e Mina Welby - trailer

 

      

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Il grande fratello 
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dall'ora che segna l'orologio.
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l'incognito, il caos, la paura,
il talento primordiale, virile,
erotico che spesso vibra di febbre
e non ha bisogno di luce né di parola.
La carne, l'anima, lo spirito insieme
in un ultimo viaggio; prima della
separazione, della libertà di scegliere
un nuovo luogo, un nuovo corpo da
,o dove addormentarsi, come
dice Ariel, sotto un fiore



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Cristo! come eravamo ridicoli
io e il Nuvola mentre seguivamo
il furgone mortuario del Comune
…ti saresti divertita, cazzo!…
noi sulla circonvallazione
a cambiare la candela sporca
e la tua bara grigio topo gettata
nel cimitero di Prima Porta
…ti saresti divertita, cazzo! …
così come ti divertivi da sballo
a fare l’autostop sulla Colombo
per rubare una giornata alla
disperazione
e sbatterla sulla spiaggia di
Capocotta….
…io e te…confusi tra gli altri
che lanciavano la loro allegria
sugli asciugamani colorati della
fantasia
…io e te…la sera nel vagone
del treno…
ad assaporarci il sale sulle labbra,
a scandalizzare quelle facce
di cartapesta imbolsite dal sopore,
…io e te…ad inventare equilibrismi
sulla corda tesa del pudore ma…
con la mente già chiusi in
quella stanza.
Che assurdità quel grattacielo
di morti murati dietro quei marmi
di fiori appassiti e nomi dimenticati.
Ti lasciammo tra i crisantemi gialli
rubati ad un disgraziato tuo vicino
e l’odore di cera e fiori marciti…
andammo via tirando calci ad
una Pepsi
e cantando All along the watch
tower…
cantavamo forte per non piangere,
forse,
..io non ho pianto…ma,…
una volta tornato in quella stanza,
ho passato la notte alla finestra,
tutta la notte a guardare
il fumo leggero della Marlboro
che mi bruciava gli occhi
e lo scorrere lento dei vagoni.
(P. Welby, 

All Along The Watchtower 
dalla raccolta -Natiche Sadiche-)

 

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19 marzo 2013

REGISTRO PER TESTAMENTO BIOLOGICO A NAPOLI

 Dichiarazione di Claudio Lunghini, Segretario di Gli Amici di Eleonora Onlus, e di Marco Cappato, Tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni

L’approvazione della delibera per l’approvazione del registro per i Testamenti biologici a Napoli è un forte segnale proprio nel giorno di insediamento del nuovo Parlamento: i diritti civili non sono una questione di serie b e il futuro legislatore deve farsi carico delle volontà dei cittadini. Secondo tutti i sondaggi, oltre la metà dei cittadini è favorevole all’autodeterminazione dei cittadini in materia di scelte di fine vita. Ma la questione è cancellata dai potenti della disinformazione e della politica. Le nostre Associazioni possono prendersi una parte di merito in questa decisione partenopea perché meno di due anni fa iniziammo a dialogare con la giunta De Magistris per l’istituzione del registro delle dat. E proprio il Comune di Napoli è stato il primo ad aderire alla Lega degli Enti locali favorevoli all’istituzione di un registro dei testamenti biologico. Ci auguriamo che l’esempio di Napoli sia seguito da altri Comuni in Italia, che ormai sono in crescita nell’approvazione di tali registri, nonostante i vari Calabrò dicano che non c’è fondamento giuridico e lo abbiamo ricordato più volte: il ruolo che le amministrazioni locali possono svolgere a riguardo è insostituibile, considerando che ai sensi dell’articolo 3, comma 2, del decreto legislativo n. 267 del 2000, il Comune “rappresenta la propria comunità, ne cura gli interessi e ne promuove lo sviluppo”.




8 marzo 2013

EUTANASIA LEGALE


il 15 marzo in tutta Italia inizia la raccolta firme sulla proposta di legge di iniziativa popolare per l'Eutanasia legale con l'obiettivo di metterla al più presto all'ordine del giorno del nuovo Parlamento.

Abbiamo deciso l'avvio della campagna dopo le incoraggianti disponibilità raccolte nelle scorse settimane e il sostegno di associazioni come Exit Italia, UAAR, Amici di Eleonora Onlus, oltre a quello di Radicali italiani. Siamo ora forti anche dei risultati dell'ultimo Rapporto Eurispes secondo il quale, tra il 2012 e il 2013, è ulteriormente aumentato il numero di quanti si dichiarano favorevoli all'eutanasia: dal 50,1% all'attuale 64,6%.

Avremo 6 mesi di tempo per raccogliere almeno 50.000 firme autenticate e certificate. Ci auguriamo potranno essere molte di più. Sarà necessario organizzare tavoli di raccolta nelle strade e nelle piazze di tutta italia, coinvolgere movimenti e associazioni, trovare autenticatori tra i consiglieri comunali e provinciali, gli assessori e i sindaci fin nei più piccoli comuni italiani, oltre ai notai e ai cancellieri.

Ti chiediamo di partecipare a questa impresa, per il poco o tanto che potrai fare, e che per noi sarà prezioso. La prima cosa che ti chiederemo di fare sarà quella - dal 15 marzo - di andare a firmare e far firmare i tuoi amici, parenti e conoscenti presso i Comuni o presso i nostri tavoli e, se puoi, di aiutarci ad aprire sempre più punti di raccolta firme in tutta Italia. Sul sitowww.eutanasialegale.it troverai continuamente le informazioni aggiornate della campagna. Ci affideremo molto a Internet per dare a ciascuno gli strumenti per attivarsi nella sua realtà.

Se puoi, dacci subito conferma di quanto potrai fare scrivendo a: coordinamento@eutanasialegale.it
Grazie!




26 febbraio 2013

RICORDANDO COSCIONI WELBY CRISAFULLI

Il 21 febbraio è morto Salvatore Crisafulli. Ricordo la grande e profonda pietas di Piero Welby con cui aveva seguito la vicenda di questo sfortunato padre di famiglia venuto alla ribalta nel 2005. Piero per un periodo seguì la cronaca del miglioramento di Salvatore e ne era sinceramente felice. “Purtroppo,” disse a me, incredula, “io faccio il cammino inverso.” Infatti le loro vite si incrociarono proprio, quando Piero ebbe il suo grave peggioramento. Arriva il 10 dicembre 2006 una e-mail di Salvatore a Welby: “Caro Piero Welby,…rispetto la tua volontà, ma vorrei che tu cambiassi idea, decidendo di lottare fino alla fine, non chiedere la morte ma combatti per la vita….Non chiedere l’eutanasia, unisciti a noi per vivere meglio. Se avessimo un’assistenza adeguata ad hoc, ed alleviando le sofferenze nostre e dei nostri familiari, sono convinto che nessuno chiederebbe di morire.” (Ricordo che già nel 2005 Piero con profonda partecipazione aveva seguito la vicenda di Salvatore.) Piero gli rispose: “Caro Salvatore Crisafulli, la tua voglia di vivere è straordinaria. Mi auguro serva anche per conquistare nuove libertà per i malati e disabili: di vita indipendente, di parola, di assistenza, di voto per gli intrasportabili, come da anni con Luca Coscioni e la nostra associazione cerchiamo di fare. Proprio perché mi sono battuto per questi obiettivi, credo sbaglieresti a viverli come contrapposti alla mia lotta contro la tortura che sto subendo. Uno Stato che non ha pietà di me, che non sa ascoltare la mia voce, sarà meno capace di ascoltare la tua. Uno Stato che saprà rispettare le scelte di fine vita, sarà più capace di rispettare le tante straordinarie vite che siamo.”

Ritengo che le parole espresse da Welby possano essere più che testimonianza, un richiamo forte a quello che fin dal suo nascere nel 2002 l’Associazione Luca Coscioni sta facendo: un carico politico sul rispetto dei diritti umani e civili dei singoli, in base alla nostra Costituzione che tutela l’inviolabile libertà personale di tutti i cittadini. Per venire dal generale al particolare: Salvatore insieme a suo fratello chiede allo Stato di incrementare la ricerca sulle cellule staminali, non specificando di che tipo di staminali. L’Associazione Coscioni è nata con lo scopo della libertà di ricerca scientifica, quindi anche sulle cellule staminali embrionali. Il cammino che ha fatto in soli dieci anni solo su questo “scopo” di Luca è notevole e importante. Non si è limitata a scioperi della fame e manifestazioni, ma ha trovato le strade giuridiche e politiche per cambiare sia la mentalità dei cittadini, sia per cambiare delle leggi proibizioniste, come la Legge 40. Il nostro lavoro è a favore del bene di tutti e mai ci atteggiamo da emblema contro nessuno. In questa direzione va anche la nostra ricerca sull’imparare che il morire non è “un improvviso diventare incoscienti”, ma un “fatto di apprendimento del vivere e saper scegliere”.

Volevo unire il ricordo di Luca, di Piero e di Salvatore, tanto simili e tanto diversi. Sono vite preziose che hanno conosciuto insieme a noi il dolore e ci spronano a continuare nelle loro orme, ciascuno liberamente come crede.

Mina Welby




1 novembre 2012

LETTERA A MARIA ANTONIETTA FARINA COSCIONI

Cara Maria Antonietta,

vedo già da anni che le dimostrazioni in piazza non servono ad altro che a dare visibilità e voce a chi dovrebbe non partecipare alle dimostrazioni, ma rendersi testimone e prendere parte con il proprio corpo al disagio e alla vera battaglia propositiva e non disfattista.

Maria Antonietta, credo che ancora ci sarà da combattere insieme al Ministro Fornero che si è espresso così: "i soldi ci sono. Bisogna costringere le Regioni per vincolarli per gli ammalati". 

Per questo voglio iniziare il digiuno di convinzione dei Presidenti di tutte le Regioni che i soldi spesi per i malati di SLA e per i non-autosufficienti sono spesi bene. In modo particolare mi rivolgo ai Presidenti delle Regioni non virtuose per i quali i disabili sono una spesa e un peso. Capiscano che non basta la solidarietà e l’impegno della società civile e delle persone di buona volontà verso i meno fortunati. 

Anche i malati gravissimi e i non autosufficienti devono essere liberi ad esplicare la loro piena dignità di persone in una vita indipendente e autogestita e vedere i familiari sereni. Non devono sentirsi compatiti, ma incoraggiati e stimolati, sostenuti nella loro stanchezza. Se non sono aiutati davvero a vivere in modo pieno, la loro sofferenza dello spirito diventa insopportabile. Vorrei che ognuno di loro possa dire che sofferenza, che comunque c'è, non è il contrario di felicità e che si può essere felici, quando si è rispettati nella propria dignità.

Ti aggiungo qui un articolo di un giornale telematico sardo che ci fa stare ancora in un limbo e mi ricorda un nostro comune digiuno di dialogo oltre quattro anni fa: la richiesta dei nuovi LEA e l'aggiornamento del Nomenclatore Tariffario. Questa volta sono sicura di voler andare fino in fondo. I malati non devono digiunare, e non parlo di cibo, ma di nutrimento per la loro vita totale.

Anch'io ti aggiornerò e forse avrò da chiederti aiuto con delle interrogazioni per persone in situazoni particolarmente difficili e trattate senza rispetto.

Un affettuoso abbraccio

Mina

http://www.sardiniapost.it/politica/1206-la-diretta-salvatore-usala-incontra-i-ministri-fornero-e-balduzzi





12 ottobre 2012

OCEAN TERMINAL A LUGANO


Ocean Terminal è il titolo del volume di Piergiorgio Welby pubblicato postumo e curato Francesco Lioce. "È un insieme di prose spezzate che si riannodano a distanza o si interrompono proprio quando sembrano preannunciare altri sviluppi: dall'infanzia cattolica alla scoperta della malattia, fino all'immaginario hippy e alla tossicodipendenza, passando attraverso gli squarci di una Roma vissuta nelle piazze o nel chiuso di una stanza. In un continuo susseguirsi di toni lucidi e febbrili, poetici e volgari, Welby riavvolge il nastro della propria vita, adottando un linguaggio babelico (stream of consciousness) che colpisce per originalità e potenza". Da queste bellissime pagine, di rara intensità, di scavo interiore, sintesi letteraria dell'esistenza di questo importante intellettuale, pittore e fotografo, nasce l'idea e l'esigenza di far conoscere, attraverso il palcoscenico, chi fosse. Un condannato a vita in cui forte è il conflitto tra l'abbandono della speranza e l'inno alla vita, in un corpo che diviene ogni giorno di più un abito sgualcito e che, come in Lasciatemi morire, esprime l'insofferenza di colui che assiste da spettatore a un dibattito di cui è, invece, involontario protagonista. Perché il teatro Come riportato dal direttore artistico del progetto Giorgio Taffon nella sua recensione al libro di Piergiorgio Welby, "Ocean Terminal costituisce anche una grande sfida per i teatranti: un materiale drammaturgico di grande fascino per una prova d'attore che richiede un approccio libero dai condizionamenti correnti e meramente commerciali dell'attuale teatro italiano, un ritorno al teatro politico, al teatro della polis grazie alla struttura verbale che nella sua vivezza, credibilità, efficacia e tensione narrativa, dovuta alla profondità lancinante dei temi, costituiscono una base di partenza decisiva. Anche a livello registico il proliferare libero d'immagini, i giochi immaginativi, la totale libertà inventiva non possono che trasmettere all'occhio e alla mente di un regista grandi suggestioni di creatività scenica. Ritengo che la scelta di Ocean Terminal ai fini di un'elaborazione teatrale si ponga inevitabilmente sul piano della tanto invocata quanto poco praticata ricerca di un teatro davvero necessario". Anche per questi motivi, sottolinea Emanuele Vezzoli la mia esigenza, come attore e regista, è quella di rendermi il tramite attraverso cui trasferire la ricchezza del tesoro Piergiorgio Welby agli altri uomini, raccogliendo la promessa fatta a MinaWelby ed in accordo con quanto egli stesso afferma: "non esiste un'arte privata, un artista ha l'obbligo morale di incidere sulla realtà". La voce di Welby potrebbe rivivere incarnata sulla scena per pronunciare le ragioni prime ed ultime dell'esistenza umana, per invocare l'empatia degli spettatori, per chiamare la comunità civile alla discussione sugli interrogativi ultimativi e radicalmente umani, per divenire interpreti ed attori del nostro stesso destino. Le nostre associazioni, nello statuto costitutivo e nei lavori fin qui realizzati e prodotti, hanno sempre voluto mettere in evidenza il valore civile del teatro, fino alla necessità come uomini e artisti di creare un legame tangibile tra poesia e vita quotidiana. Per questo, in seguito alla proposta di Francesco Lioce, Luca Morricone, Giorgio Taffon ed Emanuele Vezzoli, Ticto & Teatri&Culture si sono fatti promotrici dello straordinario ed ambizioso progetto.


Dopo aver conseguito il diploma presso la Scuola del Piccolo Teatro di Milano diretta da Giorgio Streheler, inizia la sua carriera con Franco Parenti e lavora con importanti nomi dello spettacolo quali Franco Parenti, Valentina Cortese, Franco Zeffirelli, Sergio Fantoni e Jean Paul Denizon al teatro Les Bouffes du Nord. Ha recitato negli spettacoli Quel che sapeva Maisie e Professor Bernhardi diretti da Luca Ronconi al Piccolo Teatro di Milano e in Le False Confidenze di Marivaux con Toni Servillo. Recentemente è stato protagonista dello spettacolo La bicicletta di Stanislavskij diretto da Giancarlo Sammartano e Dal Profondo di Annamaria Panzera. Per il cinema ha lavorato con J. Taymor in Titus, S. Castellitto in Libero Burro, S. Casini in Un Paradiso di Bugie, G. Campiotti, Souheil Ben Barka ne Les Amants de Mogador, Anna Maria Panzera in L'Affare Bonnard, Mauro Campiotti in Il Cantico di Maddalena e Panus Agelopoulus in A Hero in Rome. Tra le numerose fiction televisive di successo a cui ha preso parte: I Cesaroni, Raccontami, Distretto di Polizia, Nero Wolfe. Dal 2008 collabora con l'Associazione Teatri&Culture, firmando la regia de Gl'Innamorati di C. Goldoni e, più recentemente, nel 2009 ha diretto Io, sola, ho visto di Giorgio Taffon ai Riverside Studios di Londra riscuotendo ampi consensi di pubblico e critica.
http://www.ilcortile.ch/teatro-il-cortile-lugano-prossimamente-soloinscen.html


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7 ottobre 2012

IPOCRISIA

A coloro che dicono di sapere cosa è bene o male per noi e propongono leggi che invadono la nostra libertà di coscienza del procreare, del vivere e del morire, chiedo se sono disposti a mettersi a confronto con la sofferenza di una coppia desiderosa di un figlio sano. Se sono disposti a passare una giornata nella famiglia di un malato di Sclerosi Laterale Amiotrofica assistito soltanto dalla moglie e da un infermiere per un’ora al giorno? Ma lo sanno che la sla non colpisce solo il malato, ma ci va di mezzo tutta la famiglia? Sono disposti ad andare in una rianimazione, in un reparto intensivo, in un hospice e vedere e sentire le testimonianze dei corpi attaccati con solo un filo alla vita. Conoscono il linguaggio degli occhi imploranti di chi vorrebbe terminare la propria sofferenza? Preferiscono stare commossi su un calvario immaginario, sdolcinato da iconografie da santino, anziché partecipare a un calvario vero di corpi feriti e martoriati da tristezza, abbandono, malattia. Falsa benevolenza ammanta ipocritamente arroganza e prepotenza. Ma credete per davvero anche voi che vita è sempre un bene? Morte è solo male? 



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17 settembre 2012

PIERO RICORDA ELUANA


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15 settembre 2012

RICORDANDO IL CARD. CARLO MARIA MARTINI

L’uomo Cardinale Carlo Maria Martini

Ho davanti a me il testo dell’articolo del Sole24Ore del 21 gennaio 2007, Io Welby la morte, del Cardinale Carlo Maria Martini. Vorrei far ricordare il Cardinale, come meglio posso, e come ho vissuto il suo messaggio allora e nel passare degli anni. Non si possono fare confronti tra persone senza urtare la sensibilità di qualcuno. Oso farlo e ne chiedo scusa al Cardinale.

Il Cardinale è morto dopo aver rifiutato la terapia di nutrizione artificiale. Ha fatto quello che aveva fatto anche Giovanni Nuvoli, quando al medico era stato impedito a lasciarlo morire come era morto Welby, con l’interruzione della ventilazione artificiale. Lo so, queste sono parole dure che richiamano delle realtà così differentemente interpretate. Da diventare scandalo pubblico.

Carlo Maria Martini non sedeva sullo scranno da cardinale, era uomo come lo sapeva essere lui. Considerava la scelta di Welby e le varie vicende aperte e note al pubblico di quel periodo e ne dava la sua valutazione, “situazioni simili saranno sempre più frequenti e la Chiesa stessa dovrà darvi più attenta considerazione anche pastorale”. Credo che queste sue parole erano suggerite da grande amore per tutti, qui in particolare per i sofferenti. Riesce a far emergere la responsabilità per noi stessi e per gli altri. Dà alto valore alla coscienza degli uomini e delle donne.

L’altro passo significativo è questo…. “è responsabilità di tutti accompagnare chi soffre, soprattutto quando il momento della morte si avvicina. Forse sarebbe più corretto parlare non di «sospensione dei trattamenti» (e ancor meno di «staccare la spina»), ma di limitazione dei trattamenti. Risulterebbe così più chiaro che l’assistenza deve continuare, commisurandosi alle effettive esigenze della persona, assicurando per esempio la sedazione del dolore e le cure infermieristiche.” Non è una mia interpretazione, ma la sedazione di Welby da parte del medico Dott. Riccio dal Cardinale era accettata. Valuta per certe situazioni il punto di vista giuridico e la necessità di una legislazione adeguata che aiuti i pazienti e protegga i medici contro accuse e denunce.

Guardare la vita a partire dalla fine è la cosa più straordinaria di quest’uomo e credo ci voglia dire di non sprecare l’atto più importante della nostra vita.





9 settembre 2012

BELLA ADDORMENTATA

BELLA ADDORMENTATA

Ieri ho visto Bella Addormentata. I contenuti sono scontati, lampanti, riassumibili in libertà di scelta. Può esserne deluso chi vorrebbe trovare attacchi violenti contro chi già è conosciuto prepotente e pretende di possedere la verità.

Bellocchio racconta la realtà delle ultime giornate di Eluana alla Quiete, con sovrapposte quattro vicende dolorose esemplari della vita quotidiana. Messe a confronto tra loro ed Eluana stessa incitano alla riflessione sulla fragilità di tutti noi e danno spunto a venire a patti con noi stessi su come affrontare ora dei dilemmi che possono attenderci. Venire a patti con chi ci è vicino nella vita? con il medico di fiducia? rilasciare delle disposizioni scritte? Chi ci ascolterà? Chi ci tutela? La costituzione? Nessuno è obbligato a subire trattamenti sanitari senza il suo consenso. Non c'è una legge che dà indicazioni. Non è definita legge la Convenzione di Oviedo. In Senato attende la discussione e il voto la proposta di legge n. 10 sulle disposizioni anticipate sui trattamenti sanitari, che annulla mie disposizioni scritte. Nemmeno un medico secondo quel testo potrebbe assistermi secondo la mia volontà espressa per iscritto, qualora non fossi capace di esprimermi. Una politica arrogante e insolente entra prepotentemente nella mia vita e non dà libertà di scelta.

Oggi non sappiamo come si muore negli ospedali, nelle case in Italia, chi decide sulla vita e sulla morte.

Una riflessione approfondita da parte di tutte le forze politiche dovrebbe arrivare alla decisione, già chiesta con oltre trentamila firme, con Piero Welby primo firmatario, per l'indagine conoscitiva sull'eutanasia clandestina, sulle sofferenze inutili nelle ultime fasi della vita, di malati gravi, affetti di malattie degenerative, oncologiche, di persone anziane, stanche e tenute in vita non con amorevole assistenza, dove una mano imbocca e accarezza, ma con nutrizione forzata, contro la propria volontà.

I politici vogliano conoscere e sapere come vengono accompagnati i cittadini, loro elettori, nelle fasi della vecchiaia e nel vivere e nel morire. Cure palliative? Chi le sa praticare? Dove si fanno i corsi formativi? Non possono essere praticate da dilettanti.

Queste sono le riflessioni che mi impegnano da tanto e Bella Addormentata me le fa ri-dire.

Grazie a Marco Bellocchio per questo suo capolavoro. Può essere visto veramente da tutti e spero che lo vedano in moltissimi, per imparare a parlare anche delle tematiche scomode e indicibili e per conoscere e sapere dei propri diritti personali di libertà e saperli difendere contro l’arroganza e la prepotenza che spesso ci circonda con falsa benevolenza.




5 luglio 2012

OCEAN TERMINAL



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