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Cristo! come eravamo ridicoli
io e il Nuvola mentre seguivamo
il furgone mortuario del Comune
…ti saresti divertita, cazzo!…
noi sulla circonvallazione
a cambiare la candela sporca
e la tua bara grigio topo gettata
nel cimitero di Prima Porta
…ti saresti divertita, cazzo! …
così come ti divertivi da sballo
a fare l’autostop sulla Colombo
per rubare una giornata alla
disperazione
e sbatterla sulla spiaggia di
Capocotta….
…io e te…confusi tra gli altri
che lanciavano la loro allegria
sugli asciugamani colorati della
fantasia
…io e te…la sera nel vagone
del treno…
ad assaporarci il sale sulle labbra,
a scandalizzare quelle facce
di cartapesta imbolsite dal sopore,
…io e te…ad inventare equilibrismi
sulla corda tesa del pudore ma…
con la mente già chiusi in
quella stanza.
Che assurdità quel grattacielo
di morti murati dietro quei marmi
di fiori appassiti e nomi dimenticati.
Ti lasciammo tra i crisantemi gialli
rubati ad un disgraziato tuo vicino
e l’odore di cera e fiori marciti…
andammo via tirando calci ad
una Pepsi
e cantando All along the watch
tower…
cantavamo forte per non piangere,
forse,
..io non ho pianto…ma,…
una volta tornato in quella stanza,
ho passato la notte alla finestra,
tutta la notte a guardare
il fumo leggero della Marlboro
che mi bruciava gli occhi
e lo scorrere lento dei vagoni.
(P. Welby, 

 

All Along The Watchtower 
dalla raccolta -Natiche Sadiche-)

 

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5 agosto 2015

CIAOBONASERA


Ciaobonasera

Ovvero della scelta del paese

Sergio Tatarano

Schena Editore 2014

Si può essere idealisti fino in fondo, quando si vive in un paese? A che prezzo? La provincia ed il paese erano uno stato mentale, più che un numero limitato di strade, piazze e case. Era soltanto, al limite, questione di sopravvivenza. In quel contesto, Ciaobonasera non era un semplice saluto. Serio, trentenne suonato di un paese immaginario del Meridione d'Italia, si barcamena tra delusioni e desideri irrealizzabili, tra passione politica e pochezze quotidiane, in un contesto fatto di miserie umane e vita vera.


“E mise in moto e partirono”. Fa un certo effetto leggere un libro con la sensazione di rivivere un epilogo di una vita che continua in progetto.
In quel di “Favilla” vive un Serio – Sergio - riservato, rigoroso. Quello che racconta di se stesso, del suo vivere in un contesto a lui quasi estraneo, la sento come una proiezione sofferta, ammantata con l’ironia del saggio. Il suo saper guardare dentro i fatti, intuire le dietrologie, dà risalto alla sua figura. Una specie di autobiografia in frammenti, di lavori in corso.
Ho conosciuto Sergio otto anni fa. Ritrovo in "Ciaobonasera" quel grande ragazzo che ama quell’angolo della Puglia. Figlio della sua terra, con profondo senso di responsabilità civile verso quel piccolo mondo che lo circonda. L’anima radicale profondamente radicata, anche per educazione, lo distingue e lo spinge a togliere gramigna e rendere fertile quel terreno per la legalità. Lo riesce a descrivere in modo non autocelebrativo, ma facendo finta di essere impacciato. Un esempio: l’essere tirato per la giacchetta per entrare in politica, in lizza come candidato alle elezioni, gli pone dei dilemmi di autovalutazione di valori personali da mettere in gioco. Ma non riesco a distogliermi la sensazione che è un gioco che fa con il lettore – e prende in giro anche se stesso. Conosce troppo bene quali siano le cose che facciano bene alla sua città, ai suoi concittadini, ma un muro di gomma di scelte sbagliate che si vogliono continuare a perpetuare insieme a lui, lo fa sentire fuori luogo, o meglio, fa finta di esserlo. Non perché sia inadeguato a tener testa a chi lo vorrebbe invischiare nelle faccende illegali e nel lasciar correre, per far finta di essere dalla parte dei cittadini, ma descrive le proprie sensazioni per raccontarci con pennellate vive un certo malcostume che vorrebbe sradicare. Studia delle strategie nuove. Avrà fortuna e successo?
Intanto ha trovato la fortuna di un grande amore, la sua donna per la vita, che nel libro fa solamente apparire furtivamente, per mantenere pulito quell’ambito così personale, ma vitale, che è la forza per tutto ciò che nella vita facciamo.
Ciaobonasera è un libro non facile da leggere, perché bisogna saper leggere tra le righe, per certi versi ne trovo uno studio antropologico – culturale. Sergio fa conoscere e fa vivere il lettore in un racconto sulla propria vita, le luci e le ombre dell’ambiente vissuto. Non dà soluzioni, ma indirettamente invita a riflettere su cosa e come fare per vivere ogni momento.

È del tutto frammentario quello che sono riuscita a dire. La conclusione del libro, appunto che “partirono” mi fa augurare a “Serio e Maria” di continuare insieme per il prossimo libro delle avventure piacevoli, che vorranno condividere con chi ha letto Ciaobonasera e molti nuovi lettori. Testimonianze di vita vera aiutano chi non ha imparato a vivere ad iniziare a farlo e correggere delle impostazioni del timone sbagliate e dannose.
Auguri di cuore!
Mina Welby




permalink | inviato da Mina vagante il 5/8/2015 alle 12:38 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


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