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                GLI EDITORIALI

       DEL CALIBANO

   (PIERGIORGIO WELBY)

Io amo la vita: la storia di Piero e Mina Welby - trailer

 

      

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Welby Un atto di giustizia
Riccio Disinformazione medica e

vigliaccheria politica

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ilcannocchiale.it/?r=151504

Riproduci   vivavoce230708
 

            

                  
       Radical italiani
     www.ignaziomarino.it

Il grande fratello 
dei falchi pellegrini e non solo


 

Album di Aria e Vento 2007


Vestivamo alla
marinara 2006
(copyright by Welby)

       
   
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un sorriso
contro la violenza

azione blog iniziata da
Galatea


L'onore dipende spesso
dall'ora che segna l'orologio.
Guillaume Apollinaire
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Calibano: la terra, il fango,
le viscere, la passione cieca,
l'incognito, il caos, la paura,
il talento primordiale, virile,
erotico che spesso vibra di febbre
e non ha bisogno di luce né di parola.
La carne, l'anima, lo spirito insieme
in un ultimo viaggio; prima della
separazione, della libertà di scegliere
un nuovo luogo, un nuovo corpo da
,o dove addormentarsi, come
dice Ariel, sotto un fiore



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IL MARATONETA
  LUCA COSCIONI
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Audiolibri per nonvedenti

e ipovedenti
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Medici Senza Frontiere
               
                
  
       Un momento del V-Day 2007 a Bologna

       "Amore civile" - Nuove forme 
     di convivenza e relazioni affettive


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         HandyLex
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emergenza kenya
      


      
Cristo! come eravamo ridicoli
io e il Nuvola mentre seguivamo
il furgone mortuario del Comune
…ti saresti divertita, cazzo!…
noi sulla circonvallazione
a cambiare la candela sporca
e la tua bara grigio topo gettata
nel cimitero di Prima Porta
…ti saresti divertita, cazzo! …
così come ti divertivi da sballo
a fare l’autostop sulla Colombo
per rubare una giornata alla
disperazione
e sbatterla sulla spiaggia di
Capocotta….
…io e te…confusi tra gli altri
che lanciavano la loro allegria
sugli asciugamani colorati della
fantasia
…io e te…la sera nel vagone
del treno…
ad assaporarci il sale sulle labbra,
a scandalizzare quelle facce
di cartapesta imbolsite dal sopore,
…io e te…ad inventare equilibrismi
sulla corda tesa del pudore ma…
con la mente già chiusi in
quella stanza.
Che assurdità quel grattacielo
di morti murati dietro quei marmi
di fiori appassiti e nomi dimenticati.
Ti lasciammo tra i crisantemi gialli
rubati ad un disgraziato tuo vicino
e l’odore di cera e fiori marciti…
andammo via tirando calci ad
una Pepsi
e cantando All along the watch
tower…
cantavamo forte per non piangere,
forse,
..io non ho pianto…ma,…
una volta tornato in quella stanza,
ho passato la notte alla finestra,
tutta la notte a guardare
il fumo leggero della Marlboro
che mi bruciava gli occhi
e lo scorrere lento dei vagoni.
(P. Welby, 

 

All Along The Watchtower 
dalla raccolta -Natiche Sadiche-)

 

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11 agosto 2014

ALLENAMENTO NON SOLO DEL CORPO

Sto tornando a Roma dal mio allenamento all'aria salubre e pulita, dall'odore di pini, abeti e larici e di erba tagliata fresca. Continuerò da domani a Roma nell'aria piena di polveri sottili. Farò un pezzo di strada a piedi ogni giorno per arrivare al lavoro a via di Torre Argentina 76. Lo devo a Piero, a Luca che prima di me in condizioni di vita in estrema precarietà hanno ancora lottato fino all'ultimo respiro per me per voi, per tutto il paese, per chi capisce, per chi non vuol capire. E' necessaria una legge che regolamenti le scelte della fine vita. La politica si svegli. Non voglio che si continui a far tacere a morte i cittadini, che in estreme sofferenze chiedono di essere sollevati dal dover vivere in un modo secondo loro non dignitoso. Chiedo che la PdL "Rifiuto di trattamenti sanitari e liceità dell'eutanasia" venga calendarizzata. Si inizi finalmente a dibattere seriamente sulla fine vita. E' triste e vergognoso che proprio alla politica del nostro paese manchi questa spinta interiore di cultura umanista e spirituale.





26 febbraio 2013

RICORDANDO COSCIONI WELBY CRISAFULLI

Il 21 febbraio è morto Salvatore Crisafulli. Ricordo la grande e profonda pietas di Piero Welby con cui aveva seguito la vicenda di questo sfortunato padre di famiglia venuto alla ribalta nel 2005. Piero per un periodo seguì la cronaca del miglioramento di Salvatore e ne era sinceramente felice. “Purtroppo,” disse a me, incredula, “io faccio il cammino inverso.” Infatti le loro vite si incrociarono proprio, quando Piero ebbe il suo grave peggioramento. Arriva il 10 dicembre 2006 una e-mail di Salvatore a Welby: “Caro Piero Welby,…rispetto la tua volontà, ma vorrei che tu cambiassi idea, decidendo di lottare fino alla fine, non chiedere la morte ma combatti per la vita….Non chiedere l’eutanasia, unisciti a noi per vivere meglio. Se avessimo un’assistenza adeguata ad hoc, ed alleviando le sofferenze nostre e dei nostri familiari, sono convinto che nessuno chiederebbe di morire.” (Ricordo che già nel 2005 Piero con profonda partecipazione aveva seguito la vicenda di Salvatore.) Piero gli rispose: “Caro Salvatore Crisafulli, la tua voglia di vivere è straordinaria. Mi auguro serva anche per conquistare nuove libertà per i malati e disabili: di vita indipendente, di parola, di assistenza, di voto per gli intrasportabili, come da anni con Luca Coscioni e la nostra associazione cerchiamo di fare. Proprio perché mi sono battuto per questi obiettivi, credo sbaglieresti a viverli come contrapposti alla mia lotta contro la tortura che sto subendo. Uno Stato che non ha pietà di me, che non sa ascoltare la mia voce, sarà meno capace di ascoltare la tua. Uno Stato che saprà rispettare le scelte di fine vita, sarà più capace di rispettare le tante straordinarie vite che siamo.”

Ritengo che le parole espresse da Welby possano essere più che testimonianza, un richiamo forte a quello che fin dal suo nascere nel 2002 l’Associazione Luca Coscioni sta facendo: un carico politico sul rispetto dei diritti umani e civili dei singoli, in base alla nostra Costituzione che tutela l’inviolabile libertà personale di tutti i cittadini. Per venire dal generale al particolare: Salvatore insieme a suo fratello chiede allo Stato di incrementare la ricerca sulle cellule staminali, non specificando di che tipo di staminali. L’Associazione Coscioni è nata con lo scopo della libertà di ricerca scientifica, quindi anche sulle cellule staminali embrionali. Il cammino che ha fatto in soli dieci anni solo su questo “scopo” di Luca è notevole e importante. Non si è limitata a scioperi della fame e manifestazioni, ma ha trovato le strade giuridiche e politiche per cambiare sia la mentalità dei cittadini, sia per cambiare delle leggi proibizioniste, come la Legge 40. Il nostro lavoro è a favore del bene di tutti e mai ci atteggiamo da emblema contro nessuno. In questa direzione va anche la nostra ricerca sull’imparare che il morire non è “un improvviso diventare incoscienti”, ma un “fatto di apprendimento del vivere e saper scegliere”.

Volevo unire il ricordo di Luca, di Piero e di Salvatore, tanto simili e tanto diversi. Sono vite preziose che hanno conosciuto insieme a noi il dolore e ci spronano a continuare nelle loro orme, ciascuno liberamente come crede.

Mina Welby




5 dicembre 2011

SUICIDIO ASSISTITO

SUICIDIO ASSISTITO oppure OMICIDIO DEL CONSENZIENTE? Il raggelante gesto di Lucio MAGRI: il pentobarbital irrompe nel dibattito sul TESTAMENTO BIOLOGICO
(Fonte: StudioCataldi.it)

L'idea che una persona passi prima a pagare le pompe funebri per il proprio funerale francamente è inedita. Si scelgono la musica di sottofondo e la fantasia delle lenzuola per gli ultimi istanti. Ma l'impressione è che Lucio MAGRI, stimato personaggio della cultura e della politica ed anche uomo affascinante, abbia aggiunto un tassello alla discussione italiana sul FINE VITA. Ideali da vendere, passione politica sorgiva, il protagonista merita tutto il rispetto umano. Ma la disamina giuridica deve andare oltre il rispetto che si deve a chi vuol disporre della esistenza ad libitum. Era in COMA VEGETATIVO? No. Era un malato TERMINALE? Neppure. Per il diritto il ragionamento di porre volontariamente fine alla propria vita con le modalità in adozione nella clinica di Zurigo non torna. Allora perché non rivolgersi direttamente a Mafia S.p.A.? Si potrebbe chiedere ad un killer che sappia fare onestamente il suo mestiere di sicario. La depressione: grosso modo quasi tutti gli anziani sono a rischio. Ma il frangente di per sé è REVERSIBILE. Se, però, io sono un medico, in particolare uno psichiatra, quel tipo depresso debbo curarlo. Ma può il titolare della vita porre fine alla vita stessa? E' davvero un diritto? Il suicidio assistito è un diritto? Qui ELUANA ENGLARO e WELBY o lo sciatore LEO DAVID di tanti anni fa, non entrano nel ragionamento. E non c'entra neppure il credo religioso: il testamento biologico non è il tema del discorso. Per il momento, sommessamente, sono convinto che si tratti di OMICIDIO del consenziente se il diritto penale ha ancora un senso. E, poi, suvvia, Ve la immaginate la Commissione Medica elvetica? La clinica trae un utile costante dal ...servizio EUTANASIA o dolce morte che dir si voglia: quale medico dipendente della struttura svizzera se non Ippocrate in persona avrebbe l'ardire di opporsi o soltanto di dubitare della fermezza del proposito del ...paziente. O assassinato? Ma la depressione si cura forse con il pentobarbital sodium?

POSTA e RISPOSTA n°157 torna sull'argomento del suicidio assistito di Lucio MAGRI. Quella Persona tenera, dolce e fortissima che risponde al nome di MINA WELBY, Co-Presidente dell'Associazione Luca COSCIONI, mi aveva indirizzato un opportuno post con riferimento al brutale sasso nello stagno che avevo scagliato con il pezzullo del 3 dic '11. Questo il primo contributo di Mina: "Certo nel nostro paese, l'Italia, non esiste il reato Eutanasia, esiste il reato di omicidio del consenziente. Per questo si vorrebbe la depenalizzazione del suicidio assistito. Esistono situazioni di sofferenze inaudite, e sono sicuramente in aumento a causa dell'invasività della medicina, dove una persona desidera nulla più che poter aver pace e non soffrire più. Le cure palliative hanno anch'esse i loro limiti e non sono accessibili a tutti. Anche in Italia esiste l'eutanasia, ma si fa e non si dice. All'Associazione Luca Coscioni è stata rifiutata l'inchiesta parlamentare sull'eutanasia clandestina in Italia, iniziativa partita da Welby con 25000 firme entro pochi mesi. Non è giusto che le persone devono rifugiarsi all'estero per far nascere vite (legge40) e per morire. Nessuno può essere costretto una vita di sola sofferenza insopportabile. Riguardo alla Svizzera il diritto penale ha dato la possibilità al suicidio assistito, se sia contemplata anche una grave depressione, lo giudicheranno i medici. Trovo inoltre cinico riferirsi alla Mafia! Mina Welby www.lucacoscioni.it". Ho risposto così a Mina: "Il distinguo mi pareva nettissimo. Questo voglio dirglielo chiaro e forte. Ho voluto, forse anche certamente male, esprimere le perplessità che, dal punto di vista giuridico, si agitano dietro il gesto di Lucio MAGRI. Il mio timore è che si presti a strumentalizzazioni per disfarsi di un anziano danaroso e fastidioso da curare da portare a morire in Svizzera. Che il tutto divenga un business e nulla più: secondo Lei quante volte quella commissione medica di Zurigo avrà espresso parere negativo? Le assicuro che la realtà tecnico-giuridica, purtroppo, nasconde sfaccettature insidiose. Altro mio timore è che, stante il carisma indubbio che promanava dalla figura di Lucio Magri, possa 'attizzare' degli emuli. Sono stato un po' brutale, ma è questo il punto di partenza del mio ragionamento. Non cinico. Cinico equivale etimologicamente ad indifferente o sprezzante ai valori e ai sentimenti. Volevo estremizzare il ragionamento giuridico. Le assicuro che al Suo contributo verrà dato il massimo risalto. Se può e vuole, potrà anche sviluppare in modo più esteso il Suo (o Tuo, se posso, visto che quasi sempre do del Tu ai visitatori) pensiero. Da anni curo la rubrica dei lettori ed abbiamo dato spazio, del tutto disinteressatamente, a tanti temi della società quando altri li censuravano o li tenerevano in spregio. La nostra è una voce libera. Personalmente mi ha raggelato la vicenda di Lucio Magri. Mi ha sconvolto." - Ne è scaturita la seguente lettera di MINA WELBY: "Caro Paolo, Ti do subito del tu e ti ringrazio per questa risposta. Mi fa piacere che lavori a Macerata. Due anni fa ero stata invitata dagli studenti per un convegno all'Università. Con me c'era dott. Ciacca che ha assistito Giovanni Nuvoli. C'era anche un professore di diritto penale; dovrei cercare nell'agenda vecchia come si chiamava. Io non ho studiato diritto né penale, né civile. Sono una semplice cittadina e insieme a Piergiorgio abbiamo letto e studiato i documenti disponibili. Per dire la verità, il tuo post è stato molto estremo e mi ha fatto drizzare le orecchie. Sei riuscito a sconvolgere anime tranquille, spero. Anch'io mi sono tenuta breve, e la brevità nel dire delle cose spesso lascia aperto grande spazio per interpretazione e riflessione. Certo che rimangono sempre molti dubbi intorno alle richieste di suicidio assistito all'estero. Credo però, che lo stesso si possa dire di un testamento biologico, o quando dei familiari chiedono a un medico di non far soffrire oltre un loro caro, specialmente se anziano. Qualcuno mi prospettava perfino la possibilità di falsificazioni di documenti. Tutto è possibile. Penso che con i mezzi che oggi ha la giustizia anche delitti di questo tipo possono essere scovati e puniti. Il gesto di Magri mi ha sinceramente lasciata basita. Mi chiedo se una depressione non sia curabile, non dico guaribile. Ho letto un articolo, dove si diceva che era stata la terza volta che era andato in Svizzera. Quindi c'era, a parer mio, una gravità particolare da rispettare. Sarò troppo indulgente verso i medici? Sono sempre piena di dubbi e vorrei mancare mai di rispetto a nessuno. Emuli? Questo timore ho spesso, quando ci sono persone che si rivolgono a me e mi chiedono di aiutarli perchè anche loro vorrebbero farla finita come Welby. Fino ad oggi sono sempre riuscita a far riflettere e insistere perchè avessero migliore assistenza e cure necessarie per avere migliore qualità di vita. E' questo il compito mio nell'Associazione Luca Coscioni: dignità in una vita indipendente, non perchè un malato grave possa essere indipendente, ma che decida lui in tutto e per tutto, e poi dignità nel morire, accompagnati dalle cure necessarie fornite dal SSN, appunto come hanno vissuto Piergiorgio, Luca Coscioni e come vivono Paolo Ravasin, malato di Sla, e Severino Mingroni, un locked-in dell'Abruzzo, per citare solo due di grandi lottatori per una vita dignitosa. E' defatigante la lotta con le strutture dell'assistenza sociale e le istituzioni locali e regionali e specialmente dello Stato per ottenere giustizia nelle cure e l'assistenza per una vita di minima qualità. Ecco, esistono persone in Italia che si lasciano morire per non pesare sulle loro mogli, figli o altri familiari, perchè sono senza assistenza e vedono che la gravità della loro situazione è lasciato tutta sulle loro spalle. Sul nostro sito abbiamo il link soccorso civile. Hai ragione, che ci potrebbe essere chi porta un genitore in Svizzera per un cosiddetto suicidio assistito. Pecunia non olet. E si trova sempre chi a pagamento fa quello che chiedi. C'è anche chi al ritorno viene indagato per aver accompagnato qualcuno a morire. Penso ci possano essere testimonianze utili e che si possa conoscere la verità. Almeno, spero. Mi prenderò del tempo a leggere anche altro nel vostro sito interessantissimo. Intanto grazie e a risentirci. 

Mina Welby"

 - Siamo noi che Ti ringraziamo, cara Mina e voglio farlo anche a nome dei nostri lettori: ad multos annos!

Tratto da: Mina WELBY scrive a Studio Cataldi sul tema del SUICIDIO ASSISTITO - Bioetica e testamento biologico
(Fonte: StudioCataldi.it)




20 settembre 2011

FESTA NAZIONALE FP CGIL

La CGIL invita

Alla Festa Nazionale della Fp Cgil

Il 24 settembre

ore 10.00

Villa Pecori Giraldi - Borgo San Lorenzo

La Salute Bene Comune - STOP OPG

Presentazione del libro: Matti in libertà

con la presenza dell’autrice Maria Antonietta

Farina Coscioni e di Staino

Il report di una realtà volutamente ignorata, impreziosito

da sei vignette inedite di Sergio Staino

coordina

Fabrizio Rossetti FP-CGIL

ore 11.00

Villa Pecori Giraldi - Borgo San Lorenzo

Integralmente Laica

Dalla legge 40 al testamento biologico

ne discutono

Maria Antonietta Farina Coscioni Commissione

Affari Sociali Camera Deputati

Massimo Cozza Segretario nazionale FP-CGIL Medici

Mina Welby Associazione Luca Coscioni

Fabrizio Rufo Docente di Bioetica Università La Sapienza

Sergio Staino Vignettista

Daniela Morozzi Attrice

modera

Michele Bocci La Repubblica




17 febbraio 2009

In partenza

Mi sentivo bene, ero sempre presente e lavoravo su vari progetti. Poi venne il giorno del Decreto d'Urgenza del Governo “per salvare Eluana” che mi ha precipitato in un baratro lontano più di due anni. Vedevo vanificato tutto quello che Piero aveva faticosamente costruito per le scelte delle persone riguardo le loro cure mediche. Lo rivedevo rattristato, impaurito, sentivo il suo bisbiglio, “fate presto!”. Vedevo quei momenti di disperazione e sentivo la sua solitudine perchè anch'io mi ero comportata come oggi si comportano molti benpensanti che volevano che Eluana vivesse a tutti i costi. Io lo facevo per egoismo. E allora sentivo un profondo senso di colpa per essere stata ingiusta con lui. Oggi si verifica una continua aggressione alla persona di Beppino Englaro. E non è finita.

Da sempre nella vita, quando mi pare di essere arrivata ad un bivio, faccio il bilancio, cominciando naturalmente da me stessa.
Non ha senso che gli entusiasmi suscitati dalle mie parole, pronunciate in pubblico, funzionino come fuochi di paglia che muoiono appena accesi. C’è bisogno di far leva su coloro che sono disgustati da certa politica, chiesa e televisione. La loro nausea non riguarda la pietanza ma sul come viene presentata. Bisogna cambiarla in piatto gustoso e di alta cucina. Parlo così perché una vita che non facevo altro che inventare manicaretti dei più improbabili per un palato normale, ma abbordabile per chi non poteva più fare altro che deglutire a fatica e almeno godere ancora qualche buon sapore.
Nel convegno “Verità e menzogne su eutanasia Coscioni, Welby, Englaro” Radio Radicale è riuscita a offrire ai sicuri una conferma, ai dubbiosi chiarezza, ai militanti l’entusiasmo che li unisce in una rete. Ora non dobbiamo perderci di vista. Ci sono i vari impegni isolati in tutto il paese. Servirebbe un coordinamento di informazione sull’intero territorio italiano. Mancano programmi televisivi divulgativi sui temi che da un paio d’anni ci tengono desti. Troppo spesso i conduttori non curano la correttezza dell'informazione, ma cercano di contrapporre personaggi che si affrontano in modo aggressivo, cosa che non aiuta lo spettatore a riflettere. Il relatore che onestamente vorrebbe contribuire con pacatezza all’informazione degli ascoltatori viene aggredito e silenziato. E ora che Eluana non c’è più manca l’esca e i temi importanti vanno dimenticati fino alla prossima occasione di poter inventare un nuovo titolo scandalistico.

Sui giornali si leggono al solito titoli più gridati che troppo spesso non aiutano una causa, semmai facciano promuovere la vendita. Un buon giornalista dovrebbe conoscere il tema di cui parla. Dovrebbe non soltanto scrivere un articolo, tanto per scriverlo e guadagnarsi la giornata ma, da professionista, deve informarsi sul tema a tutto tondo per poter dare un proprio giudizio ai lettori se è opinionista. Ma mi domando perché le penne più raffinate e equilibrate non trovano eco nel pubblico, e sulle piazze si sentono solo gli urli invasati degli esaltati che ripetono quello che è stato loro suggerito da qualche saltimbanco?

Ecco, non voglio cadere nella tentazione di rispondere aggredendo. La nostra forza è l’equilibrio, la fermezza, la limpidezza delle nostre convinzioni che fanno parte della nostra vita, perché le abbiamo acquisito sul campo. Le nostre Cellule Coscioni sono sparse sul territorio. Persone preparate sui temi si trovano sicuramente in ogni regione, nelle università, nelle comunità locali. Ci sono anche persone volenterose che hanno bisogno di un supporto organizzativo. Molti cittadini sentono il bisogno di essere informati. Mi rivolgo in particolare ai nostri studenti che possono fungere da organizzatori di eventi, sparsi nei paesi e nelle città. Non lesinate con la vostra fantasia, voi delle facoltà di scienze di comunicazione. Se avete bisogno anche solo di un incoraggiamento e che mi faccia vedere, io sono con voi, ho bisogno di voi. Dobbiamo prepararci per un grande giorno. Dobbiamo mettercela tutta.




12 febbraio 2009

CONVEGNO

 VERITA' E MENZOGNE SU "EUTANASIA"

COSCIONI, WELBY, ENGLARO

sotto il dominio violento e antidemocratico della partitocrazia

sabato 14 febbraio ore 9.45 - 14.00
Roma
Piccolo Eliseo, Via Nazionale n. 183 

Interverranno tra gli altri:
Vittorio ANGIOLINI e Carlo Alberto DEFANTI,
avvocato e medico degli Englaro,
Emma BONINO, Furio COLOMBO, M.A. FARINA COSCIONI,
Edoardo FLEISCHNER, Luigi MANCONI, Ignazio MARINO,
Demetrio NERI, Federico ORLANDO, Piergiorgio STRATA, Mina WELBY.

Parteciperanno anche parlamentari di maggioranza e
opposizione fra i quali Franca CHIAROMONTE,
Benedetto DELLA VEDOVA, Francesca MARINARO

Ingresso Libero
organizzato da Radio Radicale
Nota:                                                                                 
Il senso di questo convegno è di svelenire i commenti e le grida di assassinio che inficiano una politica fondata su pregiudizi quando si tratta di temi delicati dell'autodeterminazione e del rispetto della volontà personale dei cittadini. Si vuole far ascoltare la voce di esperti che chiariscano termini e modi di applicazione degli strumenti legislativi e giuridici.
                                                 Mina Welby
a nome dei martiri laici Luca, Piero, Eluana, Nuvoli e tutti gli altri che, come Paolo Ravasin, danno testimonianza pubblica in vita della loro volontà per il momento dove non saranno più in grado di esprimersi

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Sabato 14 febbraio, ore 16.30: con Welby ed Englaro contro integralismi ed
opportunismi. 100 per 100 liberi di scegliere. Testamento biologico subito, a
Roma!

Quello che sta accadendo in questi giorni intorno alla vicenda di Eluana
Englaro ci impone di essere da subito mobilitati per l'affermazione della
libertà, della civiltà, dello Stato di diritto.
Proprio quando la ragione e l'umanità sembrano cedere il passo agli interessi privati ed agli istinti più integralisti, occorre rispondere con la forza della democrazia e l'organizzazione di tutti coloro che non vogliono rassegnarsi.
Non c'è tempo da perdere.

Il rischio è che si ripeta quanto accaduto con la legge 40: allora potemmo
avvertire l'opinione pubblica solo dopo che era stata approvata una legge che di fatto vietava la ricerca scientifica e la fecondazione assistita.
Oggi sta accadendo lo stesso con il testamento biologico: in Parlamento,
sotto la spinta vaticana, si vuole approvare una legge che in realtà riduce i diritti ed affida le nostre vite alle scelte di altri.

Dobbiamo organizzarci subito, per trasformare il nostro sdegno in azione
concreta ed efficace. Proprio per questo, abbiamo deciso di darci appuntamento
sabato 14 febbraio, alle ore 16.30, presso la sede del Partito Radicale Nonviolento, in via di Torre Argentina 76, III piano.
Sarà l'occasione per vederci, per contarci, per decidere insieme le
iniziative da intraprendere.

Intanto, insieme ai compagni della Cellula Coscioni di Roma, abbiamo
depositato in Campidoglio venerdì 6 febbraio una proposta di delibera comunale per l'istituzione del registro dei testamenti biologici. Consentirebbe a tutti, in maniera economica ed accessibile, di garantirsi che la propria volontà sia accertata per iscritto, senza dover aspettare 17 anni affinché i tribunali la riconoscano.
Anche di questo vogliamo parlarti, sentire cosa ne pensi, come possiamo
lottare insieme.

Siamo certi che hai chiara l'importanza storica di questo momento.
Ci vediamo sabato allora!

Mina Welby
Mario Staderini

Per informazioni

06.689791 (Associazione Luca Coscioni)
Organizzatori Cellula Coscioni Roma e Radicali Roma




27 agosto 2008

TB al Meeting di Rimini

Al Meeting di Rimini si parla anche di scelte di fine vita e dei problemi direttamente connessi. Mi domando perché in questo paese si dicano ancora le stesse cose che si sono già dette più di dieci anni fa e senza aver fatto un passo avanti. Ma tant’è. La Dott. Silvie Menard, malata oncologica e consulente del Centro di Oncologia Sperimentale dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, afferma che il testamento biologico non ha senso. Lei sarebbe arrivata a questa conclusione dopo essersi ammalata di cancro, prima avrebbe pensato in modo differente. La dottoressa dovrebbe considerare che il Testamento Biologico dovrebbe diventare una possibilità e non una costrizione per i cittadini italiani, come lo è la legge sul divorzio e altre.

Sulla sua paura che potrebbe sfociare in eutanasia, obietto che una legge ben formulata e con i dovuti controlli non può portare a questo. Il nuovo progetto di legge del Sen. Ignazio Marino contiene in appendice articoli sulle cure palliative e le terapie del dolore che dovrebbe chiudere “il buco nei compiti dell’assistenza sanitaria”. Mi meraviglia che questo progetto di legge ancora non sia stato messo in calendario, benché firmato da 101 Senatori, un terzo dei membri del Senato.

“Poiché la vita diventava più breve, l’ho scoperta come più preziosa.”
Dottoressa Menard, queste parole le conoscevo già dalla lunga pratica di vita che ho accompagnato fine alla morte di Piergiorgio Welby che per oltre quarant’anni ha lottato per la vita. La vita di Luca Coscioni è un esempio di raro impegno per la libertà di ricerca scientifica e l’Italia ne dovrebbe andar fiera, ma tace, lo ha compianto soltanto al momento della sua morte e poi è caduto nell’oblio più oscuro.

Alla conclusione di Dott. Cesana “Il padre di Eluana non ha agito come ha fatto per motivazioni economiche. Lui considera ormai la figlia morta, e questo non lo può sopportare. Al contrario le suore sopportano la condizione della figlia. Perché ostacolarle nel farlo? Allora il caso Englaro non è solo impedire la vita, ma anche impedire la carità. Ricordiamoci che la medicina è nata per curare, non come capacità di guarire”, devo obiettare che l’importanza non è che il papà di Eluana consideri la figlia morta, ma che lui voglia dar seguito alla volontà della figlia, espressa da lei ancora in vita. Vuol dire che anche nelle dichiarazioni anticipate sui trattamenti sanitari o testamento biologico, che dir si voglia, si deve rispettare la volontà della persona che le ha espresse per se stessa. Punto! Un eventuale Tutore scelto dalla persona in questione ha soltanto il compito difficile ma di grande responsabilità di curare perché sia eseguita la volontà del tutelato.

Le suore, per quanto possano essere affezionate a quel corpo di Eluana e curarlo con amore, non credo che possano reclamare in questo un diritto a fare la carità. Sicuramente Eluana apprezzerebbe di più che le suorine prestino la loro carità a persone in difficoltà. Certo prestare la carità alle persone che hanno facoltà di rispondere, obiettare, lamentarsi, opporsi, fare richieste, è più difficile. Eluana è lì esposta a qualsivoglia intervento, quantunque amorevole. Io ci trovo, mi perdoni il termine, una certa necrofilia. Per me vita non è il mantenimento delle funzioni di un apparato circolatorio, respiratorio e digerente di un corpo e il mantenimento di tutte le sue funzioni. Vita è capacità di relazione con il mondo circostante, anche se limitata, che poi sarà quella che dopo la morte del corpo continua rinnovata in quell’attimo di eternità che ogni uomo si sogna e in cui io credo.

Se le nuove tecniche di ricerca sulle persone in stato vegetativo permanente dovessero trovare un modo per risvegliarle e riabilitarle a una vita accettabile per loro, sarò pronta a chiedere scusa per la mia ultima affermazione. 

Io personalmente affermo il diritto costituzionale di poter rinunciare a tale tecnica straordinaria e vorrei che si rispetti la mia richiesta. Deve essere il mio modo di difendere la vita, l’umanesimo e, perché no, la carità cristiana contro il primato della tecnica sulla vita e sferrare un colpo al vitalismo occidentale egoista.



Mina Welby

E una piccola nota: Mi sconvolge il fatto che al Meeting non abbiano chiamato persone come Ignazio Marino o Luigi Manconi o altri che potevano parlare direttamente su questo tema ma che lo abbiano voluto mettere in formato "casalinghe di Voghera". O sbaglio?




10 agosto 2008

Testamento Biologico -Ricordando Piero Welby

Oggi su La Voce di Romagna.
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Subject: RICHIESTA DI S.O.S A TUTTI I NAVIGANTI

…se un medico vi dicesse
lei ha una malattia incurabile e le resta poco da vivere però: …noi potremmo farle un buco in pancia (gastrostomia) per poterla alimentare, poi le praticheremo un foro nel collo (tracheostomia) per permetterle di respirare, le introdurremo un tubicino nell’uretra (catetere vescicale) per consentirle di urinare, una infermiera le svuoterà giornalmente l’intestino…naturalmente dovremo sottoporla a forti terapie antibiotiche per contenere le infezioni causate dai tubi…inevitabilmente dovrà sopportare i decubiti, piaghe dolorose che corrodono la carne fino all’osso…però, lei potrà vivere anche un anno o più!
…se un medico vi dicesse:
lei ha una malattia incurabile e le resta poco da vivere però: …noi potremmo ridurre le sue sofferenze al minimo e, su sua richiesta, procurarle una morte indolore, purtroppo la scienza ha i suoi limiti…

DA QUALE MEDICO VORRESTE ESSERE CURATI?

P.Welby Mer 29 Mag 2002 13:38

Carissimo comandante Piero Welby.
Ovunque tu sia in navigazione vorrei dedicarti un mio intervento su questo giornale, dove hai più volte scritto.
So per certo che, prima di lasciarci, hai spento il tuo computer, cancellando tutta le mailing presenti, ma io, in tuo ricordo, non l'ho fatto e da tutta la nostra corrispondenza (più di 1000 lettere) ora ho richiamato la tua richiesta-quesito, del 29 Maggio 2002, per offrirla ai lettori de La Voce.
In questi mesi, dietro la scia della barca senza skipper, di Eluana Englaro, si sono messi opinionisti, politici, religiosi....che hanno ripreso con nuovo vigore a disquisire sulle pene degli altri, a portare acqua davanti alle chiese, mentre "amici", noti avvocati, si sono posti alcuni dubbi, immaginando, questa povera ragazza, diventata donna in stato vegetativo permanente, felice perchè forse sta sognando.
Spesso, in questi 4 anni, ad ogni ora, mentre discutevamo su tutto, ti ho ringraziato di avermi fatto temere di meno la Morte mentre tu continuavi, con il tuo solo abile dito ad amare la Vita.
La Morte, mi dicevi, fa parte della Vita, però di una Vita che vale di essere vissuta.
Come è possibile che molti siano ostili al Testamento Biologico, filosofeggiando ottimamente, per concludere da dove erano partiti così: "chi ci dice che il paziente (senza nome) una volta intubato, forato, cateterizzato, clisterizzato, antibiotato desideri veramente staccare la spina"?
Proprio oggi su un noto quotidiano nazionale vi sono due intere pagine che parlano di "Hospice, dove si sceglie come e quando morire".
Questa inchiesta ha contributo a chiarire, ancora di più, che il malato è uno di noi, che è costretto, purtroppo, ad isolarsi dal branco, dalla moltitudine che cammina sulla battigia, che passeggia in centro, che si reca alla partita, che conduce una vita di relazione autonoma.....sto parlando del "malato quello vero" non di colui che teme di esserlo ma quello che è stato colpito da una malattia degenerativa o tumorale.
Questo nostro amico, siamo tutti convinti che aspiri di soffrire il meno possibile, pensando in ogni ora del giorno e della notte al progredire della sua malattia, all'analisi dei sintomi che, gradualmente, ad esempio, gli faranno perdere l'uso della parola e della deglutizione anticamera del soffocamento.
Questo malato non merita di trovarsi nell'incubo costante di sentirsi privato di decidere della sua dignità, di non poter preparare, in tempo, le valigie, di temere di poter diventare oggetto di "accanimento terapeutico".
"Negli Hospice non ci sono nè sondini per l'alimentazione forzata, nè respiratori, tutto questo se non richiesto è accanimento terapeutico. Le cure sono per ridurre i sintomi, il dolore, la sofferenza anche psicologica, rasserenare nel momento terminale. O per aiutare chi terminale non è, ma non è più curabile."
Un Hospice sarebbe andato bene anche per te, caro Piero Welby?
Sono sicurissimo che non ne hai mai sentito il bisogno, perchè eri ottimamente curato in famiglia e come tante altre persone, fortunate(?), chiedevi solo di poter avere, tu essere inanimato, quando la fatica di vivere sarebbe diventata insopportabile, un medico che ti tranquillizzasse nel momento finale del tuo Hospice domestico.
Sempre di più le persone vogliono decidere "come morire".
Anche uno dei più grandi Papi della storia, con il quale tanti di noi hanno potuto con-vivere parte della propria vita, ha deciso come morire non accettando l'accanimento terapeutico, il rischio di trovarsi in uno stato vegetativo dove il sogno poteva trasformarsi in incubo!
Chi è colpito da forme inguaribili e progressive chiede, spesso, solo di essere tranquillizzato di non trovarsi nell'ansia del soffocamento e dell'eventuale coma e possibile stato vegetativo permanente!
Se il paziente riesce a trasmettere agli altri, in modo chiaro e sicuro, le sue volontà, un suo testamento biologico, allora, spesso, la sua vita si allunga.
Si è verificato per il mio amico Luca Coscioni che alla fine rifiutò il terrore della tracheotomia e ancora di più per il mio comandante Welby che la tracheotomia l'aveva sperimentata.
Ha perfettamete ragione chi gestisce gli Hospice quando afferma che "Una fine vita coccolati accresce il desiderio di continuare a sperare".
Però, subito dopo, penso a Nuvoli, ammalato terminale di SLA, che, pur manifestando, più volte, il desiderio di lasciarci, è stato costretto a togliersi la vita con il "digiuno" e la "sete" a causa di un grave vuoto legislativo.
Un tempo, in assenza di queste incredibili macchine biotecnologiche, che consentono agli apparati del corpo di funzionare, spesso i nostri anziani, quando tutta la famiglia riceveva la diagnosi infausta del medico di famiglia, smettevano di mangiare e di bere sapendo che con il digiuno si arrivava in poco tempo alla morte in uno stato di torpore da inèdia associato a liberazione di endorfine.
Se vogliamo che ciò avvenga "buon digiuno a tutti"
Sergio Giordano

Grazie Sergio

Mina la vivandiera della nostra Zattera




16 marzo 2008

Piergiorgio Welby risponde a Salvatore Crisafulli

Caro Salvatore Crisafulli, la tua voglia di vivere è straordinaria. Mi auguro serva anche per conquistare nuove libertà per i malati e disabili: di vita indipendente, di parola, di assistenza, di voto per gli intrasportabili, come da anni con Luca Coscioni e la nostra associazione cerchiamo di fare. Proprio perché mi sono battuto per questi obiettivi, credo sbaglieresti a viverli come contrapposti alla mia lotta contro la tortura che sto subendo. Uno Stato che non ha pietà di me, che non sa ascoltare la mia voce, sarà meno capace di ascoltare la tua. Uno Stato che saprà rispettare le scelte di fine vita, sarà più capace di rispettare le tante straordinarie vite che siamo.

Piergiorgio Welby

10 dicembre 2006

Ricordo qui la lettera con la quale Piergiorgio rispose a Salvatore che gli
chiese di lottare insieme a lui per la vita.

Leggete qui: 16 marzo 2008
Questa Sanità malata




25 febbraio 2008

UNA LETTERA

Una lettera da Il Tempo mercoledì 13 febbraio 2008

PRO LIFE
Liste Welby e Coscioni

Giuliano Ferrara farà una lista elettorale "pro life".
Se il progetto è, di una lista "per la vita", propongo che essa venga intitolata a Luca Coscioni e a Piergiorgio Welby, che con la loro battaglia politica, i loro scritti, il loro corpo, hanno combattuto e sofferto "per la vita", per la sua dignità, perchè contro il corpo di un uomo indifeso, al massimo della sofferenza fisica e psicologica, non ci si accanisca contro la sua volontà, con una tortura crudele e ancor più grave se dettata da motivazioni politiche o religiose.
Giorgio Pizzonia



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