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Io amo la vita: la storia di Piero e Mina Welby - trailer

 

      

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L'onore dipende spesso
dall'ora che segna l'orologio.
Guillaume Apollinaire
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Calibano: la terra, il fango,
le viscere, la passione cieca,
l'incognito, il caos, la paura,
il talento primordiale, virile,
erotico che spesso vibra di febbre
e non ha bisogno di luce né di parola.
La carne, l'anima, lo spirito insieme
in un ultimo viaggio; prima della
separazione, della libertà di scegliere
un nuovo luogo, un nuovo corpo da
,o dove addormentarsi, come
dice Ariel, sotto un fiore



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Cristo! come eravamo ridicoli
io e il Nuvola mentre seguivamo
il furgone mortuario del Comune
…ti saresti divertita, cazzo!…
noi sulla circonvallazione
a cambiare la candela sporca
e la tua bara grigio topo gettata
nel cimitero di Prima Porta
…ti saresti divertita, cazzo! …
così come ti divertivi da sballo
a fare l’autostop sulla Colombo
per rubare una giornata alla
disperazione
e sbatterla sulla spiaggia di
Capocotta….
…io e te…confusi tra gli altri
che lanciavano la loro allegria
sugli asciugamani colorati della
fantasia
…io e te…la sera nel vagone
del treno…
ad assaporarci il sale sulle labbra,
a scandalizzare quelle facce
di cartapesta imbolsite dal sopore,
…io e te…ad inventare equilibrismi
sulla corda tesa del pudore ma…
con la mente già chiusi in
quella stanza.
Che assurdità quel grattacielo
di morti murati dietro quei marmi
di fiori appassiti e nomi dimenticati.
Ti lasciammo tra i crisantemi gialli
rubati ad un disgraziato tuo vicino
e l’odore di cera e fiori marciti…
andammo via tirando calci ad
una Pepsi
e cantando All along the watch
tower…
cantavamo forte per non piangere,
forse,
..io non ho pianto…ma,…
una volta tornato in quella stanza,
ho passato la notte alla finestra,
tutta la notte a guardare
il fumo leggero della Marlboro
che mi bruciava gli occhi
e lo scorrere lento dei vagoni.
(P. Welby, 

 

All Along The Watchtower 
dalla raccolta -Natiche Sadiche-)

 

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9 settembre 2012

BELLA ADDORMENTATA

BELLA ADDORMENTATA

Ieri ho visto Bella Addormentata. I contenuti sono scontati, lampanti, riassumibili in libertà di scelta. Può esserne deluso chi vorrebbe trovare attacchi violenti contro chi già è conosciuto prepotente e pretende di possedere la verità.

Bellocchio racconta la realtà delle ultime giornate di Eluana alla Quiete, con sovrapposte quattro vicende dolorose esemplari della vita quotidiana. Messe a confronto tra loro ed Eluana stessa incitano alla riflessione sulla fragilità di tutti noi e danno spunto a venire a patti con noi stessi su come affrontare ora dei dilemmi che possono attenderci. Venire a patti con chi ci è vicino nella vita? con il medico di fiducia? rilasciare delle disposizioni scritte? Chi ci ascolterà? Chi ci tutela? La costituzione? Nessuno è obbligato a subire trattamenti sanitari senza il suo consenso. Non c'è una legge che dà indicazioni. Non è definita legge la Convenzione di Oviedo. In Senato attende la discussione e il voto la proposta di legge n. 10 sulle disposizioni anticipate sui trattamenti sanitari, che annulla mie disposizioni scritte. Nemmeno un medico secondo quel testo potrebbe assistermi secondo la mia volontà espressa per iscritto, qualora non fossi capace di esprimermi. Una politica arrogante e insolente entra prepotentemente nella mia vita e non dà libertà di scelta.

Oggi non sappiamo come si muore negli ospedali, nelle case in Italia, chi decide sulla vita e sulla morte.

Una riflessione approfondita da parte di tutte le forze politiche dovrebbe arrivare alla decisione, già chiesta con oltre trentamila firme, con Piero Welby primo firmatario, per l'indagine conoscitiva sull'eutanasia clandestina, sulle sofferenze inutili nelle ultime fasi della vita, di malati gravi, affetti di malattie degenerative, oncologiche, di persone anziane, stanche e tenute in vita non con amorevole assistenza, dove una mano imbocca e accarezza, ma con nutrizione forzata, contro la propria volontà.

I politici vogliano conoscere e sapere come vengono accompagnati i cittadini, loro elettori, nelle fasi della vecchiaia e nel vivere e nel morire. Cure palliative? Chi le sa praticare? Dove si fanno i corsi formativi? Non possono essere praticate da dilettanti.

Queste sono le riflessioni che mi impegnano da tanto e Bella Addormentata me le fa ri-dire.

Grazie a Marco Bellocchio per questo suo capolavoro. Può essere visto veramente da tutti e spero che lo vedano in moltissimi, per imparare a parlare anche delle tematiche scomode e indicibili e per conoscere e sapere dei propri diritti personali di libertà e saperli difendere contro l’arroganza e la prepotenza che spesso ci circonda con falsa benevolenza.




7 febbraio 2009

SIAMO ANCORA IN UNO STATO DI DIRITTO?

 

Le giornate passate in particolare quella di ieri mi riaprono una ferita profonda. L’Italia ieri nella persona del primo ministro ha scoperto le sue vergogne. Ringrazio il Presidente Napolitano che è riuscito a coprirla almeno con una foglia di fico, con la sua decisione di non firmare il Decreto scandaloso contro Eluana.

Ma ieri Piero Welby si è rivoltato nella tomba. Non si sarebbe mai aspettato un gesto di un governo che si dice laico, liberale e della libertà, che invece mina lo stato di diritto.

Eluana è viva? Ebbene voi dite questo, ma lei non vuole vivere così!

Con finta e ipocrita pietà la si continua a torturare. Fortuna che lei non lo può percepire. Ma c’è una madre Saturna e un padre Beppino che si feriscono a morte e si torturano con sadico piacere. 17 anni fa si è impedito l’avvenimento della morte liberatrice di Eluana e si sta prolungando un processo di morte.

Ma: “L'interruzione di procedure mediche,” (e il sondino lo è), “onerose, pericolose, straordinarie”, (il sondino è una procedura straordinaria, non è un cucchiaio con cui imbocco qualcuno), “o sproporzionate rispetto ai risultati attesi può essere legittima,” (cosa si attende, la guarigione?) “In tal caso si ha la rinuncia all'accanimento terapeutico.” (quel sondino è stato accanimento nel momento che è stato posizionato, 17 anni fa). “Non si vuole così procurare la morte: si accetta di non poterla impedire." (art.2278 catechismo della Chiesa Cattolica)

Quel sondino non la guarirà mai, non ha senso nutrire un corpo inerme, Quel corpo non è più la Eluana che vedete nelle immagini. Lasciamola andare libera!

Mina Welby

Oggi ore 17.00 tutti i cittadini in piazza in tutta Italia per manifestare contro la posizione antidemocratica del nostro Governo.

A Roma a Piazza Colonna di fronte a Palazzo Chigi.




29 gennaio 2009

RICORSO AL TAR CONTRO SACCONI

 ROMA (29 gennaio) – Il caso di Eluana Englrao torna a far puntare i riflettori sul ministro Sacconi. Questa volta è il Movimento di difesa del cittadino (Mdc) a presentare ricorso al Tar del Lazio contro la direttiva del ministro del Welfare, che impone alle regioni e alle asl di non permettere la sospensione della nutrizione artificiale.

Ricorso contro Sacconi Lo ha annunciato il presidente Mdc Antonio Longo, in una conferenza stampa in cui ha raccolto anche l'appoggio di Mina Welby e dell'associazione “Luca Coscioni”. Secondo l'avvocato Gianluigi Pellegrino, che ha depositato il ricorso 10 giorni fa, «la direttiva è illegittima, perchè crea una discriminazione tra i cittadini capaci di intendere e di volere, che in ogni momento possono rifiutare qualsiasi terapia, come recita la Costituzione, e quelli che sono in uno stato di incapacità. A loro si dice che le volontà espresse prima non hanno alcun valore, e che devono subire ogni tipo di ingerenza sul proprio corpo». La sentenza della Cassazione sul caso Englaro, ha concluso l'avvocato, «non ha aperto la strada all'eutanasia, ma detto che vanno verificate caso per caso le volontà della persona. Sacconi non ha accettato questo principio, cioè che le cure devono essere garantite salvo che non sia possibile ricostruire una diversa volontà del malato».

Dichiarazione di Mina Welby
Mi dichiaro solidale come dirigente dell’Associazione Luca Coscioni con il Movimento Difesa del Cittadino che presenta ricorso nei confronti dell’atto d’indirizzo emanato dal Ministro per il Welfare Maurizio Sacconi. Quest’atto non è fondato su base e motivazione di diritto ma anzi contravviene e ne causa un vulnus patente già al primo impatto di cui si rende conto anche il semplice cittadino. Il Ministro vieta la sospensione della nutrizione artificiale e con ciò di eseguire la volontà ricostruita di Eluana Englaro.

Una persona capace di esprimersi può rifiutare qualsiasi terapia medica, come Welby il respiratore, Nuvoli la nutrizione enterale, ma secondo il Ministro una persona, qualora cadesse in stato vegetativo è costretta a subire l’insulto al suo corpo di una pompa che inietta nel suo stomaco una miscela di prodotti chimici, e questo in violazione dell’art. 32 della nostra Costituzione e all’art. 3 della carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea.

Quando una persona fa testamento dei suoi averi, noi lo eseguiamo scrupolosamente. Tanto più siamo tenuti a rispettare l’espressione di volontà di una persona che dà disposizioni riguardo al proprio corpo.

Il senso civile dei cittadini concorda con le decisioni dei giudici che non sono un’opinione ma fondate sui diritti umani e civili della persona che dovrebbero essere scritti prima di tutto nel DNA di tutti i nostri uomini della politica che invece ne fanno il gioco alle tre carte. Fino a quando?

Basta chiamare in causa la protezione dei disabili attraverso la Convenzione ONU perché, come è stato chiarito dallo stesso TAR della Lombardia, applicare la convenzione ONU, come vorrebbe il Ministro, finirebbe per discriminare il disabile che, divenuto incapace, sarebbe costretto a ricevere delle cure contro la sua volontà che, se non fosse disabile, potrebbe legittimamente rifiutare.

Quindi ribadisco che, se vale il diritto all’autodeterminazione di una persona consapevole, questo deve valere anche per il momento in cui questa stessa persona perda la sua capacità di esprimersi, ma abbiamo la prova della sua volontà anticipatamente espressa.

Mina Welby




28 gennaio 2009

Dichiarazione di Mina Welby*

Eluana / Welby: "La magistratura dalla parte dei cittadini. E lo Stato?"

Il TAR della Lombardia ha dato ragione a Beppino Englaro e ha annullato l’ordinanza del Presidente della Lombardia, Formigoni, che proibiva a tutte le strutture sanitarie lombarde di eseguire la sentenza dei Giudici di Milano di sospendere la nutrizione forzata ad Eluana e darle una morte dignitosa ed opportuna. E’ un nuovo segnale che la Magistratura è all’avanguardia nel nostro paese, il sistema della nostra politica stenta a seguire la Magistratura che interpreta fedelmente il senso civile dei cittadini.
Recepirà domani (27 gennaio) il Senato questo messaggio in modo positivo? La mia esperienza, purtroppo, negativa, sperimentata finora, per quello che riguarda l’opinione della maggior parte dei nostri politici, non mi rende fiduciosa nell’attesa di un testo cosiddetto condiviso sui trattamenti sanitari. Spero che per la famiglia Englaro, si apra finalmente la possibilità della soluzione desiderata, e che finalmente i cittadini possano percepire che lo Stato italiano è laico, perché capace di rispettare anche le volontà delle minoranze.
26 gennaio 2009

*membro della Direzione Nazionale dell’Associazione Luca Coscioni




18 gennaio 2009

L'ATTESA DI ELUANA

Se oggi fossi lì con voi, non vorrei parlare. La sofferenza di mamma e papà Englaro è immensa, ma sentita e compresa da tante persone. E voi che siete lì presenti, ne siete testimonianza viva. Ma qualcuno che dovrebbe capire, perché illuminato dalla spiritualità di una religione che è amore, pietà, solidarietà, libertà, accoglienza, misericordia, non vuole capire e ideologicamente usa questi stessi valori per contrapporre alla speranza disperazione e sconforto. Le fiammelle delle nostre candele, i fuochi delle nostre torce vogliono significare al mondo e a chi aspetta la libertà che non tutti la pensano così. Vogliono essere segno, per chi ha fede in una vita oltre la vita terrena, di quella luce che svela ogni mistero della vita, ma anche della battaglia laica che credenti e non credenti e diversamente credenti combattiamo insieme, senza ipocrisie né chiusure. Vogliamo tutti la stessa cosa per Eluana, la pace, il riposo per quel corpo che lei non vorrebbe fosse mantenuto in quel limbo di non vita e di una morte sospesa.

Sappiamo tutti che la giustizia umana è fallibile. Per questo motivo si è data delle regole alle quali nessuno ha diritto di contravvenire. Dove sono gli uomini coraggiosi in questa Italia che era stata da anni implorata di aver pietà di un corpo in attesa di dissolvimento e di due genitori in attesa di poter elaborare il proprio lutto? La medicina ha i suoi codici, gli uomini possono sbagliare, ma è giusto che gli errori vengano corretti.

Dei giudici hanno depositato una sentenza di grande umanità, ma prima di tutto basata sul diritto della persona, sancita dalla nostra Legge Fondamentale, la nostra Costituzione. Lei ci illumina la nostra strada della vita civile per non perdere la democrazia. E noi tutti qui portiamo la nostra testimonianza e non vogliamo essere anonimi e per questo ci facciamo illuminare i nostri volti e rivendichiamo e chiediamo il coraggio civile di una struttura che dia finalmente il riposo a Eluana, come lei più di diciassette anni fa avrebbe sicuramente scritto, se allora ci fosse stata una legge per le dichiarazioni anticipate sui trattamenti sanitari. Mi auguro che questa dolorosa esperienza di una famiglia serva al Parlamento come spinta a varare una legge che impedisca in futuro il più possibile queste situazioni di morti sospese.

Ritengo vita quella capacità di capire, sentire, percepire, conoscere, gioire, esprimere sentimenti, gioia, dolore, tristezza, sconforto. Invece qui è rimasto un corpo inerte con le sue funzioni metaboliche che aspetta di essere lasciato alla terra. La vera Eluana vive in un’altra dimensione che nessuno di noi riesce a descrivere né immaginare. Credo che sia di tutti noi questo pensiero e speranza che tutti ci attende.


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8 gennaio 2009

La controffensiva di papà Englaro

 Eluana, la controffensiva di papà Englaro Pronto il ricorso al Tar contro Formigoni

da Repubblica.it del 8 gennaio 2009

di Piero Colaprico

Si chiama "atto d'urgenza". I legali dicono di non averlo ancora organizzato, papà Beppino Englaro mantiene il silenzio che s'è imposto sulle questioni legali (e sabato sarà ospite a Che tempo che fa, Raitre). Ma risulta a Repubblica che la decisione sia stata presa, nel giorno della Befana. E che la controffensiva degli Englaro, "in nome dello Stato di diritto", sia pronta. Ed è pronta a scattare se la clinica di Udine, ancora impegnata a interrogarsi se e quando accettare la paziente Eluana, dovesse fare marcia indietro e dire di no. La decisione, in Friuli, forse slitterà ai primi giorni della prossima settimana, fa capire l'amministratore delegato della clinica Claudio Riccobon. E anche l'udienza per far ripartire la procedura di ricovero coatto della donna in stato vegetativo da oltre diciassette anni potrebbe celebrarsi, davanti al Tar, il tribunale amministrativo regionale, tra meno di due settimane.

Le sentenze dei tribunali danno ragione ai ricorsi per conto di Eluana. Ma la Regione Lombardia a settembre si è rifiutata di fornire un hospice: lo stesso governatore Roberto Formigoni ha spiegato i criteri politici, ma anche religiosi, di questa scelta, restando sordo a ogni obiezione. Anzi, aggiungendo che "il Servizio sanitario nazionale dà compito alla Regione di assistere, curare, tentare di guarire, non esiste l'obbligo alle Regioni di dare la morte". E che la sentenza così com'era non gli bastava: "Ci dicano intanto che abbiamo un obbligo, sinora non l'hanno fatto".

Inoltre, nei giorni di una campagna politico-religiosa contro le scelte degli Englaro, la Regione Lombardia ha accolto e ritrasmesso immediatamente la direttiva sui disabili emessa dal ministro del Welfare Maurizio Sacconi. Un atto amministrativo che, nella notte tra il 16 e il 17 dicembre, aveva avuto la forza di dirottare l'autoambulanza che stava per prelevare Eluana Englaro dalle suore Misericordine di Lecco per trasportarla al terzo piano, reparto privato, della clinica "Città di Udine", dove tutto era pronto per "l'ultimo viaggio".

L'avvocato Vittorio Angiolini, d'accordo con la curatrice speciale di Eluana, Franca Alessio, ha dunque deciso di ricorrere contro la Regione. E lo scenario che si profila può portare a conseguenze che forse i politici non avevano preventivato. E cioè che, se verrà dichiarato illegittimo dal Tar della Lombardia il rifiuto del servizio sanitario a rispettare una sentenza (dello scorso luglio) confermata dalla Cassazione, il primo passo sarà la nomina di un commissario. Questo commissario speciale si sostituisce ai funzionari della Regione. E quindi ordina - ne ha il potere - di rispettare la sentenza. Cioè indica (impone) il luogo dove consentire a questa paziente di riprendere il cammino naturale della morte per incidente d'auto, bloccato da una rianimazione che non ha rianimato, inceppato da terapie e pratiche che Eluana, in vita, aveva dichiarato di non voler accettare. Eluana, quindi, potrebbe persino essere accompagna da una scorta di carabinieri o poliziotti per far valere i suoi diritti, calpestati - se gli Englaro otterranno ragione - dalla Regione e dal Welfare.

Già all'indomani delle prese di posizione politiche contro le sentenze, alcuni magistrati e tecnici avevano eplicitamente suggerito di rivolgersi alla forza pubblica. Resta da aggiungere che questo ricorso era stato accantonato dagli Englaro solo quando i friulani avevano firmato il protocollo che stabiliva i criteri medici, umani e giuridici per gli ultimi giorni di una persona che, a detta della medicina internazionale più accreditata, vive "staccata" dal mondo esterno. E c'era (e c'è ancora) un primario dell'ospedale pubblico, Amato Da Monte, che s'era detto disponibile ad accompagnare Eluana alla morte, insieme con un'équipe di volontari (che ci sono ancora, senza defezioni).


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29 dicembre 2008

La ballata dell’angelo ferito

La ballata dell’angelo ferito

di GUIDO CERONETTI

Urlate urlate urlate urlate.
Non voglio lacrime. Urlate.
Idolo e vittima di opachi riti
Nutrita a forza in corpo che giace
Io Eluana grido per non darvi pace

Diciassette di coma che m’impietra
Gli anni di stupro mio che non ha fine.
Una marea di sangue repentina
Angelica mi venne e fu menzogna
Resto attaccata alla loro vergogna

Ero troppo felice? Mi ha ghermita
Triste fato una notte e non finita.
Gloria a te Medicina che mi hai rinata
Da naso a stomaco una sonda ficcata
Priva di morte e orfana di vita

Ho bussato alla porta del Gran Prete
Benedetto: Santità fammi morire!
Il papa è immerso in teologica fumata
Mi ha detto da una finestra un Cardinale
Bevi il tuo calice finché sia secco
Ti saluta Sua Santità con tanto affetto

Ho bussato alla porta del Dalai Lama.
Tu il Riverito dai gioghi tibetani
Tu che il male conosci e l’oppressura
Accendimi Nirvana e i tubi oscura
Ma gli occhi abbassa muto il Dalai Lama

Ho bussato alla porta del Tribunale
E il Giudice mi ha detto sei prosciolta
La legge oggi ti libera ma tu domani
Andrai tra di altri giudici le mani.
Iniquità che predichi io gemo senza gola
Bandiera persa qui nel gelo sola

Ho bussato alla porta del Signore
Se tu ci sei e vedi non mi abbandonare
Chiamami in cielo o dove mai ti pare
Soffia questa candela d’innocente
Ma il Signore non dice e non fa niente

Ho bussato alla porta del padre mio
Lui sì risponde! Figlia ti so capire
Dolcissimo io vorrei darti morire
Ma c’è una bieca Italia di congiura
Che mi sentenzia che non è natura

E il mio papà piangeva da fontana
Me tra ganasce di sorte puttana.
Cittadini, di tanta inferta offesa
Venga alla vostra bocca il sale amaro.
Pensate a me Eluana Englaro

(28 dicembre 2008)


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29 agosto 2008

A QUANDO LA CALENDARIZZAZIONE DELLA PROPOSTA DI LEGGE SUL TESTAMENTO BIOLOGICO?

 Testamento biologico-caso Englaro, Farina Coscioni: cosa aspetta il Parlamento a calendarizzare e discutere le proposte di legge già depositate?
"Alcuni punti anticipati dall’onorevole Lupi del Pdl sono inaccettabili. La volonta’ del malato va sempre e comunque difesa e tutelata"


Roma, 29 agosto 2008

• Dichiarazione di Maria Antonietta Farina Coscioni, deputata radicale e co-presidente dell’Associazione Luca Coscioni

Finalmente anche della maggioranza comincia a farsi strada la consapevolezza che è necessaria, opportuna e urgente una legge sul testamento biologico; per il vice-presidente della Camera Maurizio Lupi il caso di Eluana Englaro evidenzia la necessità di colmare un vuoto giuridico, e sostiene che è doverosa un’iniziativa legislativa in questo senso. E’ quanto sosteniamo da sempre.

“Ne discuteremo in Parlamento”, promette Lupi. Benissimo, non attendiamo altro. Non siamo stati certo noi, nella passata legislatura, a bloccare dibattito e confronto, per esempio, sulla proposta che aveva faticosamente predisposto l’ex presidente della Commissione Sanità, senatore Ignazio Marino. In questa legislatura abbiamo già presentato un progetto di legge, lo si calendarizzi, lo si discuta e ci si confronti. Detto questo, è bene dire subito che alcuni punti anticipati da Lupi sono per noi radicali inaccettabili: penso per esempio al non considerare idratazione e alimentazione come cure mediche che non possono essere sospese.

Uno dei punti che riteniamo imprescindibili è che va innanzitutto difesa e tutelata la volontà del malato. E’ tempo che il Parlamento entri in sintonia con il paese, e vari una legislazione compatibile con il “comune sentire”. Alla fine di luglio sono stati per esempio diffusi i risultati, clamorosi, di un sondaggio della SWG: l’81 per cento degli interpellati è favorevole alla richiesta di interruzione delle cure, quando si presentano casi come quello di Eluana.

Sarebbe inoltre opportuno che soprattutto il servizio pubblico radio-televisivo approntasse programmi di informazione e di approfondimento su questi temi, consentendo a tutti noi di poter conoscere le varie posizioni e potersi fare così un’opinione. E’ tempo che di questi temi si parli e ci si confronti alla luce del sole, e che le varie posizioni siano conosciute per poter essere apprezzate dalla pubblica opinione.




1 agosto 2008

Eluana

Sulle ultime battute che riguardano questa triste vicenda di Eluana e i suoi genitori non ho parole.
Leggetevi le notizie sui giornali e andate sul forum Eutanasia di radicali.it
http://www.radicali.it/phpbb2/viewtopic.php?t=3828&sid=5e0df1b0e3948309729defa26bbb99f0

Si gioca a palla




31 luglio 2008

LETTERA A ELUANA

Su Donna Moderna del 31 luglio

Cara Eluana,

queste parole di silenzio accompagnino te e i tuoi genitori negli ultimi passi che da anni eri costretta ad aspettare. La vostra sofferenza è stata lunga e tortuosa. Sei stata relegata a un letto in uno stato che mai avresti voluto subire, alla mercè di altri, benché premurosi e amorevoli nelle cure del tuo corpo. Hai trovato un giudice illuminato e giusto che ha saputo sapientemente ricostruire il tuo concetto di vita e di morte, come d’altronde è stato fatto per Piergiorgio in tribunale. Se tu, cara Eluana potessi percepire le mie parole sorrideresti, come mi ha sorriso Piergiorgio, quando ho pronunciato il mio consenso per terminare la sua sofferenza. Il nostro volere, di tuo padre e mio, sta un passo in dietro dalla vostra autodeterminazione, tua e di Piergiorgio. Puoi essere fiera di tuo padre, che, costretto dagli eventi tragici, già 16 anni fa, si è arreso, con grande responsabilità, alla tua voglia di libertà e ha continuato per te, inesausto e con grande dignità a reclamare l’adempimento della tua volontà.
Possa tu, cara Eluana, trovare riposo per sempre.

Con affetto

Mina



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