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Io amo la vita: la storia di Piero e Mina Welby - trailer

 

      

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vigliaccheria politica

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L'onore dipende spesso
dall'ora che segna l'orologio.
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e non ha bisogno di luce né di parola.
La carne, l'anima, lo spirito insieme
in un ultimo viaggio; prima della
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un nuovo luogo, un nuovo corpo da
,o dove addormentarsi, come
dice Ariel, sotto un fiore



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Cristo! come eravamo ridicoli
io e il Nuvola mentre seguivamo
il furgone mortuario del Comune
…ti saresti divertita, cazzo!…
noi sulla circonvallazione
a cambiare la candela sporca
e la tua bara grigio topo gettata
nel cimitero di Prima Porta
…ti saresti divertita, cazzo! …
così come ti divertivi da sballo
a fare l’autostop sulla Colombo
per rubare una giornata alla
disperazione
e sbatterla sulla spiaggia di
Capocotta….
…io e te…confusi tra gli altri
che lanciavano la loro allegria
sugli asciugamani colorati della
fantasia
…io e te…la sera nel vagone
del treno…
ad assaporarci il sale sulle labbra,
a scandalizzare quelle facce
di cartapesta imbolsite dal sopore,
…io e te…ad inventare equilibrismi
sulla corda tesa del pudore ma…
con la mente già chiusi in
quella stanza.
Che assurdità quel grattacielo
di morti murati dietro quei marmi
di fiori appassiti e nomi dimenticati.
Ti lasciammo tra i crisantemi gialli
rubati ad un disgraziato tuo vicino
e l’odore di cera e fiori marciti…
andammo via tirando calci ad
una Pepsi
e cantando All along the watch
tower…
cantavamo forte per non piangere,
forse,
..io non ho pianto…ma,…
una volta tornato in quella stanza,
ho passato la notte alla finestra,
tutta la notte a guardare
il fumo leggero della Marlboro
che mi bruciava gli occhi
e lo scorrere lento dei vagoni.
(P. Welby, 

 

All Along The Watchtower 
dalla raccolta -Natiche Sadiche-)

 

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7 luglio 2014

MA I PAZIENTI NON POSSONO ATTENDERE

Ma i pazienti non possono attendere

Mina Welby

Secondo vari sondaggi, oltre la metà degli italiani è a favore dell’eutanasia legale. Il mondo della politica preferisce però ignorare questo tema, perché considerato troppo «a rischio». Si preferisce infliggere trattamenti inutili a seguito di una medicina difensiva da parte dei medici, per non essere denunciati e, dall’altra parte, sono altri colleghi che sospendono i trattamenti sanitari, decidendo loro o qualcuno dei parenti del malato: almeno 20mila casi ogni anno, secondo una stima dell’Istituto Mario Negri. Ma esiste anche l’eutanasia clandestina che viene praticata da medici compiacenti. Però è difficile trovarne uno. Intanto si moltiplicano i casi dei medici che «escono allo scoperto», dichiarando di aver praticato la sospensione di trattamenti secondo quanto richiesto dai pazienti. E qualcuno confessa anche di essere andato oltre.

         A marzo Carlo Troilo, dirigente dell’Associazione Luca Coscioni, per l’anniversario della morte del fratello Michele scrive una lettera a Giorgio Napolitano, a tutti i parlamentari e ad altri dirigenti politici. Rispondono solo il presidente della Repubblica e il senatore Zanda, capogruppo del Pd. Napolitano auspica «che il Parlamento avvii un confronto di idee il più possibile pacato e approfondito sulle scelte di fine vita». Solo dopo le rimostranze su l’Espresso cominciarono a fioccare le lettere che rassicurarono sulla volontà di collaborazione. In seguito, anche la presidente della Camera Laura Boldrini si è impegnata a sollecitare l’esame da parte delle commissioni competenti. Poi di nuovo silenzio.

Il 9 giugno, assieme a Filomena Gallo e Marco Cappato (rispettivamente segretaria e tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni), abbiamo scritto una lettera ai membri delle commissioni Affari costituzionali e Giustizia di Camera e Senato per chiedere appunto la calendarizzazione della proposta di legge di iniziativa popolare, ma anche un’indagine conoscitiva – che a suo tempo era già stata richiesta da mio marito, Piero Welby – sul «come si muore in Italia», per raccogliere informazioni su come le scelte individuali di pazienti e medici influiscono sul processo del morire, anche in comparazione con ciò che accade all’estero.

         La proposta di legge (che potete leggere integralmente sul sito www.eutanasialegale.it) conta quattro articoli molto concisi e precisi. All’articolo uno, viene specificato che «ogni cittadino può rifiutare l’inizio o la prosecuzione di trattamenti sanitari, nonché ogni tipo di trattamento di sostegno vitale e/o terapia nutrizionale. Il personale medico e sanitario è tenuto a rispettare la volontà del paziente». Si richiede solo che il paziente sia maggiorenne, sia capace di intendere e di volere e manifesti la volontà in modo inequivocabile. In caso di incapacità sopravvenuta, la volontà può essere espressa anche da persona di fiducia precedentemente nominata dall’interessato, con atto scritto con firma autenticata dall’ufficiale di anagrafe del Comune. Ognuno può quindi nominare un parente o un amico «fiduciario per la manifestazione delle volontà di cura». Come spiega l’articolo 3 della proposta di legge, non si applicano al medico ed al personale sanitario che abbiano praticato trattamenti eutanasici le disposizioni degli articoli 575 (omicidio volontario), 579 (omicidio del consenziente), 580 (istigazione o aiuto al suicidio) e 593 (omissione di soccorso) del codice penale.

         Il 5 giugno, nell’ambito di un convegno sulla libertà di scelta sul fine vita organizzato a Firenze da MicroMega, assieme a Francesco Lizzani, figlio del regista Carlo, Chiara Rapaccini, compagna di Mario Monicelli, e Carlo Troilo, fratello di Michele – che hanno vissuto il dramma del suicidio di uno dei loro cari – abbiamo lanciato anche un appello al presidente del Consiglio Matteo Renzi. Ma, almeno per il momento, non ci ha ancora risposto. Semmai risponderà. Lo so, presidente Renzi, probabilmente questa proposta di legge è scomoda per lei e la sua politica, ma la gente comune che lei dice di conoscere ha bisogno di essere presa sul serio. La prego, dia un cenno al Parlamento e chieda di metterla in calendario.

Dalla rivista Confronti Nr. luglio-agosto 04/07/14 14.31 Pagina 7




19 marzo 2013

REGISTRO PER TESTAMENTO BIOLOGICO A NAPOLI

 Dichiarazione di Claudio Lunghini, Segretario di Gli Amici di Eleonora Onlus, e di Marco Cappato, Tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni

L’approvazione della delibera per l’approvazione del registro per i Testamenti biologici a Napoli è un forte segnale proprio nel giorno di insediamento del nuovo Parlamento: i diritti civili non sono una questione di serie b e il futuro legislatore deve farsi carico delle volontà dei cittadini. Secondo tutti i sondaggi, oltre la metà dei cittadini è favorevole all’autodeterminazione dei cittadini in materia di scelte di fine vita. Ma la questione è cancellata dai potenti della disinformazione e della politica. Le nostre Associazioni possono prendersi una parte di merito in questa decisione partenopea perché meno di due anni fa iniziammo a dialogare con la giunta De Magistris per l’istituzione del registro delle dat. E proprio il Comune di Napoli è stato il primo ad aderire alla Lega degli Enti locali favorevoli all’istituzione di un registro dei testamenti biologico. Ci auguriamo che l’esempio di Napoli sia seguito da altri Comuni in Italia, che ormai sono in crescita nell’approvazione di tali registri, nonostante i vari Calabrò dicano che non c’è fondamento giuridico e lo abbiamo ricordato più volte: il ruolo che le amministrazioni locali possono svolgere a riguardo è insostituibile, considerando che ai sensi dell’articolo 3, comma 2, del decreto legislativo n. 267 del 2000, il Comune “rappresenta la propria comunità, ne cura gli interessi e ne promuove lo sviluppo”.




7 febbraio 2008

COMUNICATO

 Comunicato n. 32                                7 febbraio 2008

Ministero della Salute

UFFICIO STAMPA

TURCO INCONTRA ASSOCIAZIONE LUCA COSCIONI.

TRASPARENZA PER I FONDI RICERCA, NOMENCLATORE TARIFFARIO

E INTESA STATO REGIONI PER GESTIONE RISCHIO CLINICO

Il Ministro della Salute, Livia Turco, ha incontrato questa mattina l’on. Marco Cappato, Mina Welby e il Prof. Piergiorgio Strata in rappresentanza della Associazione Luca Coscioni. Nel corso dell’incontro sono state affrontate varie tematiche di interesse comune, alcune delle quali proposte di recente da iniziative della stessa Associazione. La prima parte dell’incontro è stata dedicata ad una ampia valutazione sui temi della ricerca, e in particolare alla illustrazione delle linee strategiche che orienteranno le scelte programmatiche del Ministero sulla ricerca sanitaria e le iniziative intraprese dal Ministro Turco per il rinnovo delle procedure di assegnazione dei fondi e per garantire la massima trasparenza alle stesse. Nel merito si è concordato di dare pubblicità, anche attraverso la pubblicazione sul portale del Ministero della Salute, alle decisioni assunte sino ad ora dalla Commissione Nazionale della Ricerca sanitaria, la cui composizione è stata rinnovata di recente, e in particolare alla metodologia adottata per la definizione dei criteri di selezione dei progetti di ricerca attraverso la valutazione secondo il metodo della “peer review” integrato con lo strumento della “study session”.

Nel corso dell’incontro il Ministro della Salute ha inoltre fornito ampie assicurazioni sulla volontà di emanare al più presto i decreti attuativi relativi al trasferimento delle competenze riguardanti la sanità penitenziaria dal Ministero della Giustizia al Ministero della Salute. Per quanto attiene al varo del nuovo Nomenclatore tariffario dei presidi, delle protesi e degli ausili, il Ministro Turco ha confermato che esso è ormai in dirittura di arrivo e che sarà presentato per la ratifica definitiva, nell’ambito del più complessivo rinnovo dei Livelli essenziali di assistenza, in occasione della sessione della Conferenza Stato-Regioni in calendario il prossimo 6 marzo.

Riguardo ai decreti per l'adattamento dell'ordinamento italiano ai principi della Convenzione di Oviedo sollecitato dall’Associazione, il Ministro Turco ha chiarito che essi non possono essere emanati in periodo di ordinaria amministrazione.

Infine, per quanto attiene alla possibilità di varare norme specifiche per la introduzione delle unità di gestione del rischio all’interno delle strutture sanitarie del Paese, scorporando gli articoli relativi dal testo del DdL riguardante interventi per la qualità e la sicurezza delle cure, che aveva da poco avviato il suo iter parlamentare dopo la approvazione da parte del Consiglio dei Ministri come collegato alla legge finanziaria nello scorso mese di novembre, il Ministro ha annunciato l’intenzione di farsi promotrice di una intesa Stato-Regioni che possa garantirne l’attuazione a prescindere dall’iter legislativo del provvedimento. 
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CAPPATO E M. WELBY: “GRAZIE A MINISTRO TURCO PER IMPEGNO CALENDARIZZATO SUI DISABILI.
DIGIUNO PROSEGUE IN ATTESA LINEE GUIDA”

A seguito dell’incontro con il Ministro Livia Turco e del comunicato diffuso dal Ministro questo pomeriggio, Mina Welby e Marco Cappato, giunti oggi al settimo giorno di sciopero della fame insieme a Dominique Velati e Lucio Bertè, hanno dichiarato:

Roma, 7 febbraio 2008

Ringraziamo il Ministro per gli importanti e calendarizzati impegni assunti in materia di strumentazioni per le persone disabili e la prevenzione degli errori medici, oltre che sul trasferimento della medicina penitenziaria alle asl e sull’adozione e pubblicizzazione del
metodo della “peer review” nella valutazione della ricerca medica. In particolare salutiamo l’impegno a “presentare il nuovo Nomenclatore tariffario dei presidi, delle protesi e degli ausili, per la ratifica definitiva, in occasione della sessione della conferenza Stato-Regioni
in calendario il prossimo 6 marzo.”
Prendiamo atto della risposta sui decreti attuativi della convenzione di Oviedo, che non è la risposta che auspicavamo, rammaricandoci per il ritardo di 7 anni accumulatosi.

Rimaniamo invece in attesa di una risposta sull’aggiornamento delle linee guida della legge sulla fecondazione assistita, scadute da oltre 6 mesi. Prosegue su questo punto il digiuno di dialogo promosso dall’Associazione Luca Coscioni, attualmente intrapreso dalle rappresentanti di associazioni di pazienti infertili e da altri militanti radicali. Sospendiamo per 48 ore il nostro digiuno - in segno di riconoscenza al Ministro per gli impegni assunti e le risposte ottenute – e lo riprenderemo da sabato unendoci agli altri compagni attualmente in sciopero della fame.


 




23 gennaio 2008

PROCREAZIONE ASSISTITA

 PROCREAZIONE, DAL TAR LAZIO STOP ALLE LINEE GUIDA
Il Tar del Lazio ha accolto il ricorso di un gruppo di associazioni, fra le quali Madre Provetta, Amica Cicogna e Warm, annullando per eccesso di potere le linee guida sulla fecondazione medicalmente assistita, la legge 40. In particolare la parte contestata riguarda il divieto di diagnosi preimpianto agli embrioni contenuto nelle linee guida. Lo ha annunciato l'avvocato Gianni Baldini in rappresentanza dell'associazione Madre Provetta. Il tribunale amministrativo ha anche chiesto alla Consulta di pronunciarsi sulla costituzionalità della legge 40.

Da 
www.ansa.it/

Finalmente si trovano spiriti coraggiosi a contestare gli errori del passato. Dispiace solo che chi ha speso la propria vita come Luca Coscioni non abbia avuto il tempo di vedere questi piccoli spiragli di luce nel grande buio. Forse gli avrebbero dato motivo per continuare la sua battaglia politica con il suo corpo martoriato. Piero avrebbe chiuso gli occhi più soddisfatto, sapendo che si muoveva qualcosa per i bimbi che amava e dove diceva:"...se dispute ideologiche, spesso capziose, dovessero condannare anche un solo bambino a patire quello che io ho patito...pensateci, pensateci la prossima estate, quando vi tufferete, farete una passeggiata o prenderete un sentiero con la vostra mountain bike."
Purtroppo con gli intoppi nella nostra politica la strada sarà ancora lunga e tortuosa. Non ci sono soltanto opinioni contrarie da parte dei teodem, rispettabili, perchè sinceri, ma le affermazioni da parte di atei devoti e laici fasulli per sottili trame politiche.



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