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  Calibano [ TERMOVALORIZZATORE DI FOSSILI ONIRICI ]
         

   

                GLI EDITORIALI

       DEL CALIBANO

   (PIERGIORGIO WELBY)

Io amo la vita: la storia di Piero e Mina Welby - trailer

 

      

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Welby Un atto di giustizia
Riccio Disinformazione medica e

vigliaccheria politica

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Riproduci   vivavoce230708
 

            

                  
       Radical italiani
     www.ignaziomarino.it

Il grande fratello 
dei falchi pellegrini e non solo


 

Album di Aria e Vento 2007


Vestivamo alla
marinara 2006
(copyright by Welby)

       
   
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un sorriso
contro la violenza

azione blog iniziata da
Galatea


L'onore dipende spesso
dall'ora che segna l'orologio.
Guillaume Apollinaire
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Calibano: la terra, il fango,
le viscere, la passione cieca,
l'incognito, il caos, la paura,
il talento primordiale, virile,
erotico che spesso vibra di febbre
e non ha bisogno di luce né di parola.
La carne, l'anima, lo spirito insieme
in un ultimo viaggio; prima della
separazione, della libertà di scegliere
un nuovo luogo, un nuovo corpo da
,o dove addormentarsi, come
dice Ariel, sotto un fiore



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IL MARATONETA
  LUCA COSCIONI
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2007/audio/storia_giallo2007
_09_22.ram



Audiolibri per nonvedenti

e ipovedenti
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Medici Senza Frontiere
               
                
  
       Un momento del V-Day 2007 a Bologna

       "Amore civile" - Nuove forme 
     di convivenza e relazioni affettive


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         HandyLex
        Superando.it 

        

         

emergenza kenya
      


      
Cristo! come eravamo ridicoli
io e il Nuvola mentre seguivamo
il furgone mortuario del Comune
…ti saresti divertita, cazzo!…
noi sulla circonvallazione
a cambiare la candela sporca
e la tua bara grigio topo gettata
nel cimitero di Prima Porta
…ti saresti divertita, cazzo! …
così come ti divertivi da sballo
a fare l’autostop sulla Colombo
per rubare una giornata alla
disperazione
e sbatterla sulla spiaggia di
Capocotta….
…io e te…confusi tra gli altri
che lanciavano la loro allegria
sugli asciugamani colorati della
fantasia
…io e te…la sera nel vagone
del treno…
ad assaporarci il sale sulle labbra,
a scandalizzare quelle facce
di cartapesta imbolsite dal sopore,
…io e te…ad inventare equilibrismi
sulla corda tesa del pudore ma…
con la mente già chiusi in
quella stanza.
Che assurdità quel grattacielo
di morti murati dietro quei marmi
di fiori appassiti e nomi dimenticati.
Ti lasciammo tra i crisantemi gialli
rubati ad un disgraziato tuo vicino
e l’odore di cera e fiori marciti…
andammo via tirando calci ad
una Pepsi
e cantando All along the watch
tower…
cantavamo forte per non piangere,
forse,
..io non ho pianto…ma,…
una volta tornato in quella stanza,
ho passato la notte alla finestra,
tutta la notte a guardare
il fumo leggero della Marlboro
che mi bruciava gli occhi
e lo scorrere lento dei vagoni.
(P. Welby, 

 

All Along The Watchtower 
dalla raccolta -Natiche Sadiche-)

 

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15 settembre 2010

CORSO DI FORMAZIONE NUORO

La valorizzazione delle professioni

sociali nei percorsi di fine vita
Asl Nuoro 
serrvizio Qualità, Formazione e Rischio Clinico
Direttore Dott. Giovanni Salis
Nuoro 17 settembre 2010
Aula Conferenze Collodi, 3
Finalità del corso
Promuovere la cultura del trattamento umanizzante nei percorsi
di fine vita ponendo l’attenzione sulle competenze relazionali
dei professionisti sociali e socio-sanitari
 
 
Destinatari
Assistenti Sociali; Educatori; Operatori socio-sanitari
Numero di partecipanti: 50
Crediti Formativi
E’ stato richiesto l’accreditamento dell’evento come
Formazione Continua alla Segreteria ECM Regione Sardegna
Quota individuale d’iscrizione per gli esterni
Educatori, Assistenti Sociali, Operatori socio-sanitari
€ 20.00 da versare sul c/c n. 13049085 intestato a
ASL 3 via Demurtas 1 Nuoro
Segreteria Organizzativa
Dott. Giorgio Burrai - tel.: 0784 240692
email: burrai.giorgio@aslnuoro.it
Segreteria scientifica
Irene Corbu – A. S. Servizio Socio-Sanitario
tel.: 0784 240243 - email: corbu.uiss@aslnuoro.it
Modalità d’iscrizione
Inviare la scheda di iscrizione (scaricabile dal sito
www.aslnuoro.it alla voce Formazione Territoriale)
al Servizio Qualità, Formazione e Rischio Clinico
fax 0784240967
 
MATTINA 9.00 - 13.00
Moderatore: dott. Gianluca Doa
09.00 Saluti delle Autorità
09.10 F. Palomba: Servizio Sociale Professionale:
aspetti deontologici e operativi nei percorsi di
cura
09.30 G. Doa: Comportamenti sanitari appropriati
quando la vita è al limite
10.15 M. Welby: Uno Stato che tutela i diritti
10.45 P. Lisi: Promozione e difesa della vita
ore 11.30 Pausa caffè
11.45 R. Floridia: Eutanasia o cultura positiva della morte?
ore 12.30 Dibattito
 
POMERIGGIO 14.00 - 18.00
14.00 N. Martinelli: Un progetto di vita per la non
autosufficienza
14.45 U. Albano: L´aiuto tra competenze relazionali
ed atteggiamenti etici
15,30 Lavoro in sottogruppi col compito di:
Costruire l’ipotesi di un protocollo relazionale
nella cura del non autosufficiente
17.30 Restituzione finale in plenaria
18.00 Dibattito
18.30 Conclusioni

Relatori

 Wilhelmine Schett (conosciuta come Mina Welby), insegnante in pensione. Membro della Direzione dell’Associazione Luca Coscioni per la libertà della ricerca scientifica. Da tre anni si occupa dei diritti dei malati e dei disabili, loro vita indipendente e autodeterminazione delle persone.
Federica Palomba, Assistente sociale specialista, è referente in materia di studi e ricerche c/o il Centro per la Giustizia Minorile di Cagliari. Amministratore unico del Centro Europeo di consulenza alle società cooperative, alle imprese e agli enti pubblici. Dal 2009 è Presidente dell'Ordine Regionale A.S.
Rita Floridia, Assistente sociale specialista, responsabile dell’ufficio servizio sociale dell’Ospedale “Maggiore” di Modica-ASP di Ragusa. Componenente per l’ASP7 del Gruppo Piano ed esperta in progettazione e pianificazione sociale.
Patrizia Lisi, Assistente sociale specialista, è cultore di bioetica ed etica sociale, nonché esperta di pianificazione e progettazione sociale presso il Comune di Arezzo.
Nicola Martinelli, Assistente sociale specialista e filosofo, si occupa di temi eticamente sensibili: testamento biologico, diritti del malato terminale, rapporti tra religione e bioetica. Lavora presso il Comune di Casale (TV)
Ugo Albano, Assistente sociale specialista presso l’Azienda Servizi alla Persona di Ravenna, si occupa da anni di handicap e di formazione dei professionisti del settore. Giornalista e pubblicista è autore di diverse pubblicazioni nel campo dei servizi alla persona.
Gianluca Doa, specialista in Ematologia, lavora presso la U.O. Terapia Antalgica Cure Palliative Hospice H24 della ASL Nuoro in qualità di dirigente medico.




27 aprile 2009

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Per saperne di più e affrontare serenamente i problemi con i quali veniamo messi a confronto a causa del progresso della scienza medica.




22 febbraio 2009

TESTAMENTO BIOLOGICO: L'OPINIONE DI MINA WELBY

 Da Periodico Italiano

Dopo la morte di Eluana Englaro i titoli dei giornali sono cambiati. Adesso il problema non esiste più, secondo molti Eluana ha portato con sè tutto il dibattito sul testamento biologico. Ma non è così. In sordina e senza tante grida, si sta continuando a lavorare a quello che sarà il testo per questo documento che dovrebbe dare modo a tutti di poter essere tutelati nel momento di una scelta di vita tanto difficile. Ecco perché noi abbiamo deciso di non stare a guardare, ma di dare voce ai vari protagonisti di questa vicenda. Per capire, per comprendere e poter così autonomamente decidere.

Cominciamo così con l’intervistare Mina Welby. Una donna che da tempo lotta perché si attui una normativa che permetta all’individuo di scegliere. Lo fa da anni, prima come compagna di vita di Piero ed ora come attivista in diverse realtà.

Nell’ultimo periodo la questione sulla necessità di un testamento biologico è stata quanto mai attiva. Tu sei stata tra le prime, con tuo marito, a porre la questione. Come ti senti oggi?
Mi sentivo bene, ero sempre presente e lavoravo su vari progetti. Poi venne il giorno del Decreto d’Urgenza del Governo che mi ha precipitato in un baratro lontano più di due anni. Vedevo vanificato tutto quello che Piero avevo lentamente costruito sulle scelte delle persone riguardo le loro cure mediche. Lo rivedevo rattristato, impaurito, sentivo il suo bisbiglio, fate presto. Vedevo quei momenti di disperazione e sentivo la sua solitudine perchè anch’io mi ero comportata come oggi si comportano molti benpensanti che volevano che Eluana vivesse a tutti i costi. E allora sentivo un profondo senso di colpa per essere stata ingiusta con lui. Oggi si verifica una continua aggressione alla persona di Beppino Englaro. Il 6 febbraio come prima firmataria ho depositato al Campidoglio con altri 14 promotori una petizione popolare di delibera per l’istituzione di un registro di testamenti biologici nel Comune di Roma.

Il Presidente del Consiglio, dopo aver guardato e osservato senza pronunciarsi, ha attuato una serie di azioni volte a fermare in tutti i modi una azione che era stata avvallata, in precedenza, dalla nostra legislatura. Che cosa credi voglia fare?
Vedo nel Presidente del Consiglio non un presidente che mira al bene dei cittadini, ma un freddo calcolatore. Non ho idea di quali possano essere le sue prossime mosse. Non vorrei dirlo qui per non ricordargli eventualmente delle cose che non avrebbe mai pensato di voler fare.

Come ti poni nei confronti del padre di Eluana, diverse volte accusato di voler solo “apparire”?
Un padre che ha un’unica figlia e la perde in un incidente; sì, perchè già allora l’aveva persa. Prima si rivolge ai medici, che la terapia della nutrizione enterale non vogliono interrompere, si spera in una ripresa. Il padre, e la madre, sperano che Eluana si possa risvegliare. Passa un anno, passano due anni. Nulla cambia. Beppino inizia una lotta giudiziaria che dura anni. Beppino vuole apparire? Come lo conosco non mi sembra proprio il tipo. Per apparire, usare la propria figlia e il proprio dolore? Credo che lui saprebbe scegliere un argomento migliore per farlo.

Cosa credi sia necessario inserire nel testo del Testamento Biologico? Quale è l’aspetto che a tuo avviso deve essere maggiormente tutelato?
Nel testo delle dichiarazioni anticipate sui trattamenti sanitari deve risaltare bene che il malato è informato sulla patologia di cui eventualmente soffre e che sappia dei vantaggi e delle controindicazioni di determinate cure o terapie che chiede o che rifiuta. E’ necessario nominare un fiduciario che garantisca il testatore che le sue volontà vengano eseguite. In particolare per chi rifiuta delle terapie si dovrebbe aggiungere la clausola “qualora non fossero recuperabili le mie capacità cognitive per una normale vita di relazione”. Questa dicitura potrebbe valere in particolare in caso di incidente.
In questa maniera, credo, una persona può far valere in pieno la sua volontà e i medici curanti possono stare in pieno dalla parte del malato ed eseguire la sua volontà, senza infliggergli cure e terapie futili e inutili.

Perché non si riesce a trovare un accordo? Qual’è la cosa che blocca tutto? Il tabù della morte? O la prevaricazione di interessi diversi da quelli della persona che sta male?
Qui credo che parli della legge in materia di dichiarazioni anticipate. Sono tanti anni che in parlamento si parla di testamento biologico. Gli italiani sono superstiziosi. Nessuno vuol parlare della morte. Si fanno gesti scaramantici (senza scendere nei particolari!). Anche per questo manca una corretta informazione e i politici non fanno eccezione. C’è molta superficialità nel maneggiare anche dei termini. Solo un esempio. Nutrizione si usa quando il malato è nutrito tramite PEG o sondino. In quelle situazioni non si può parlare di cibo. E’ disonestamente fuorviante. L’alimentazione avviene in modo naturale mangiando. Tutte le società scientifiche internazionali indicano la nutrizione enterale (sondino o PEG) e parenterale (in vena) come terapia medica. Il diritto all’autodeterminazione della persona viene scambiato sic et simpliciter a voglia di suicidio. Si inficia il diritto della persona con pretese valoriali di stampo religioso non condivisibili da tutti i cittadini. Nella situazione presente mi sembra tutto doppiamente difficile, in quanto si prendono posizioni di comodo non per fare una buona legge ma per venire incontro al dettame vaticano.

Quale è il tuo concetto di “etica”? E credi che in questo caso, quello di Eluana, ci sia stata etica nel trattamento?
L’etica per me è il compendio di comportamenti secondo natura, per dirlo in breve. Ci sono tanti e vari comportamenti con varie sfumature; in ogni persona gioca la provenienza, l’educazione, l’esperienza personale ecc.
L’etica, in particolare su questi temi dove si parla di Eluana, viene infarcita in modo deleterio di ideologia religiosa dove anche la religiosità perde il suo valore spirituale e fa diventare l’etica il più becero dei moralismi che non risparmia l’onestà di un padre, bollandolo come assassino.

Ritieni che il comportamento degli organi di informazione, dei giornalisti, e dei media tutti, sia stato corretto e utile?
C’è giornalismo e giornalismo. Non sempre e non tutto viene trattato in modo corretto. Titoli gridati non aiutano una causa, semmai fanno promuovere la vendita. Un buon giornalista dovrebbe conoscere il tema di cui parla. Dovrebbe non soltanto scrivere un articolo, tanto per scriverlo e guadagnarsi la giornata, ma dovrebbe cercare anche di informarsi sul tema a tutto tondo per poter dare un proprio giudizio ai lettori se è opinionista. Anche il semplice racconto di un fatto, di avvenimenti, richiede capacità di empatia con i protagonisti per non farli apparire per quelli che non sono.

Cosa pensi il giornalismo possa fare per aiutare le persone ad essere consapevoli di determinati problemi?
Abbiamo un giornalismo di altissima qualità che non riesce sempre ad essere apprezzato abbastanza da tutti gli italiani. Temo sia dovuto alla bassa qualità dei lettori non amanti della lettura e con poco interesse per temi importanti della vita. O forse è troppo lontano nel suo modo di esprimersi e per questo non riesce a catturare una più vasta platea?

Questo per quello che riguarda la stampa. Mancano programmi televisivi divulgativi sui temi di fine vita. Troppo spesso i conduttori non curano la corretteza dell’informazione, ma cercano di contrapporre personaggi che si affrontano in modo aggressivo, cosa che non aiuta lo spettatore a riflettere.

Secondo te in quanti in Italia conoscono il vero significato delle parole “testamento biologico”?
Non credo siano moltissimi, anche se sono in aumento. Per scaramanzia molti non vogliono pensarci, del resto parliamo di morte e dintorni!

Quanti si pongono una domanda sul significato della propria esistenza? Tu te lo sei mai chiesto?
Questa domanda me la posi già quando ero adolescente. Cercare di raggiungere la felicità. Ognuno nel suo posto, nel suo ruolo deve riempire quella casella: se lo fa bene sarà felice
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La raccolta firme per la delibera popolare al comune di Roma sta andando a gonfie vele http://www.lucacoscioni.it/cellule

Forza, ragazzi, è una lotta contro il tempo!




11 dicembre 2008

Una norma che vuole ristabilire la libertà

Testamento biologico

una norma che vuole

ristabilire la libertà

di Chiara Lalli*

Il testamento biologico è ormai diventato familiare per gli italiani. E questo è senza dubbio positivo. Meno positivo è quanto accade – o meglio, non accade – in Parlamento. La discussione sulla legge, infatti, è arenata da anni in meandri paternalistici, imbrigliata da troppi disegni di legge, molti dei quali non sono che una caricatura di quello che una legge sul testamento biologico dovrebbe essere: una estensione della nostra libertà di autodeterminazione. Decidere se e come curarci. Deciderlo, quando siamo ancora in grado di intendere e di volere, per un futuro in cui potremmo non esserlo a causa di un incidente o dell’aggravamento di una malattia.

La libertà di decidere

È importante ricordare che la libertà di decidere sui trattamenti sanitari è sancita dalla nostra Costituzione ed è l’anima del consenso informato: la decisione ultima, in un rapporto tra il medico e il paziente che si augura il più possibile di complicità, spetta al paziente. Nessuno può obbligarci, nemmeno per il “nostro bene”, a sottoporci ad un qualche trattamento. Tutto questo è sintetizzato dall’appello lanciato all’inizio di dicembre da Ignazio Marino: «Rispettiamo l’Articolo 32 della Costituzione».Marino, firmatario di un ottimo disegno di legge sul testamento biologico, rivendica «l’indipendenza dei cittadini nella scelta delle terapie» come un diritto fondamentale di tutti i cittadini, sia per chi può «parlare e decidere che per chi ha perso l’integrità intellettiva e non può più comunicare, ma ha lasciato precise indicazioni sulle proprie volontà». Questo dovrebbe garantire una legge sul testamento biologico: che il diritto alla salute non si trasformi in un dovere, in un obbligo “terapeutico”. Quando la libera scelta è garantita, ognuno può seguire le proprie preferenze. Compresa quella di non scegliere, di non redigere un testamento biologico. In caso contrario diventeremmo schiavi del volere altrui. I cittadini l’hanno capito: nel giro di poche ore erano migliaia le firme a sostegno dell’appello di Marino. Oggi sono quasi 25.000. Speriamo che anche i loro rappresentanti siano in grado di comprenderlo e di rispettare le volontà di chi li ha eletti.
_______

*Docente di Bioetica all'Università La Sapienza

Rai Due: Maria Antonietta Farina Coscioni ospite di Tg2 Dossier Storie, l'audiovideo



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