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L'onore dipende spesso
dall'ora che segna l'orologio.
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Calibano: la terra, il fango,
le viscere, la passione cieca,
l'incognito, il caos, la paura,
il talento primordiale, virile,
erotico che spesso vibra di febbre
e non ha bisogno di luce né di parola.
La carne, l'anima, lo spirito insieme
in un ultimo viaggio; prima della
separazione, della libertà di scegliere
un nuovo luogo, un nuovo corpo da
,o dove addormentarsi, come
dice Ariel, sotto un fiore



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Cristo! come eravamo ridicoli
io e il Nuvola mentre seguivamo
il furgone mortuario del Comune
…ti saresti divertita, cazzo!…
noi sulla circonvallazione
a cambiare la candela sporca
e la tua bara grigio topo gettata
nel cimitero di Prima Porta
…ti saresti divertita, cazzo! …
così come ti divertivi da sballo
a fare l’autostop sulla Colombo
per rubare una giornata alla
disperazione
e sbatterla sulla spiaggia di
Capocotta….
…io e te…confusi tra gli altri
che lanciavano la loro allegria
sugli asciugamani colorati della
fantasia
…io e te…la sera nel vagone
del treno…
ad assaporarci il sale sulle labbra,
a scandalizzare quelle facce
di cartapesta imbolsite dal sopore,
…io e te…ad inventare equilibrismi
sulla corda tesa del pudore ma…
con la mente già chiusi in
quella stanza.
Che assurdità quel grattacielo
di morti murati dietro quei marmi
di fiori appassiti e nomi dimenticati.
Ti lasciammo tra i crisantemi gialli
rubati ad un disgraziato tuo vicino
e l’odore di cera e fiori marciti…
andammo via tirando calci ad
una Pepsi
e cantando All along the watch
tower…
cantavamo forte per non piangere,
forse,
..io non ho pianto…ma,…
una volta tornato in quella stanza,
ho passato la notte alla finestra,
tutta la notte a guardare
il fumo leggero della Marlboro
che mi bruciava gli occhi
e lo scorrere lento dei vagoni.
(P. Welby, 

 

All Along The Watchtower 
dalla raccolta -Natiche Sadiche-)

 

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8 agosto 2011

LA VERA CARITA' E' DIRITTO

Dove sono altri coraggiosi difensori dei diritti dei malati e dei morenti? Lo chiedo a esponenti religiosi cattolici che vivono la Carità Cristiana. Ecco la situazione dei cittadini alla loro portata per un estremo gesto di Carità.

Il Servizio Hospice della Caritas della Diocesi e Provincia di Bolzano ha oggi pubblicato un articolo su Alto Adige dove critica e prende le distanze dal disegno di legge su Disposizioni in materia di alleanza terapeutica, di consenso informato e di dichiarazioni anticipate di trattamento, licenziato dalla Camera dei Deputati il 12 luglio.
Giustamente Günther Rederlechner, responsabile del Servizio dice che sono i cittadini a poter decidere autonomamente proprio nei momenti più importanti della loro vita, mentre questo ddl, toglie loro dignità e libertà, deteriorando anche il loro rapporto di fiducia con il proprio medico curante. Se sarà approvata dal Senato una simile legge, qualsiasi cosa decida per sé il cittadino per una situazione di incapacità che riguardi rifiuto delle terapie, non sarà rispettato e sarà obbligatoriamente sottoposto alle terapie che decideranno i sanitari della situazione. Questo in breve il sunto della notizia. Qui potete leggere il documento.
 
Di nuovo chiamo alla rivolta tutti coloro che amano i loro compagni di strada veramente, di dare un forte cenno al Senato, chiedendo di non approvare questo ddl sulle disposizioni anticipate di trattamento.

Mina Welby

E qui un documento di quattro anni fa:

R.S./Corriere Alto Adige: Mina Welby: “ognuno deve poter rifiutare le cure”




30 aprile 2011

TRADIZIONI CRISTIANE

Berlusconi: “Mai leggi contro le tradizioni cristiane”

“La politica – dice il premier al tg1 – può introdurre nel proprio ordinamento giuridico norme che non siano in contrasto con tradizione cristiana: ed è quello che stiamo facendo adesso in Parlamento con la legge sulla bioetica”.

Per il Premier sono importanti le tradizioni, non arriva oltre. L'umanità, virtù complessiva delle qualità che ci rendono ESSERI UMANI, la ignora. Riesce anche a strumentalizzare il Beato Giovanni Paolo II. La legge sulle DAT è disumana. Secondo Berlusconi lui ha un Santo in paradiso per intercessione della mamma. 

I poveri Cristi a chi si devono rivolgere già su questa terra?

Qualcuno mi sa rispondere? 




9 febbraio 2011

laicità e sinistra

 

Incontro con Mina Welby e gli autori del libro “Gli ultimi giorni di Eluana”
 
Giovedì 10 febbraio, alle ore 17,
presso la sala di Palazzo Patrizi (via di Città, 75), Siena
 si terrà un dibattito su “Laicità e sinistra”, organizzato dall’Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica
con il contributo
del gruppo consiliare di Rifondazione Comunista – Sinistra Europea.
Nel corso dell’incontro verrà presentato il libro “Gli ultimi giorni di Eluana”, di Amato De Monte, direttore del Dipartimento di anestesia e rianimazione dell’Ospedale civile di Udine e responsabile dell’equipe medica che interruppe l’alimentazione e l’idratazione artificiale a Eluana Englaro, e
Cinzia Gori, responsabile del Gruppo infermieristico volontario di Udine.
Il dibattito è stato promosso a due anni dalla “liberazione” di Eluana e a pochi giorni dalla ripresa (il 21 febbraio) della discussione alla Camera dei deputati del disegno di legge sul testamento biologico, un provvedimento che non riconosce il principio di autodeterminazione nelle scelte di fine vita e contro il quale pensiamo sia urgente tornare a mobilitarsi.
Alla presentazione del libro farà seguito una tavola rotonda con interventi di Mina Welby, Mauro Barni, Gianni Baldini, l’avvocato che con i suoi ricorsi è riuscito a smontare pezzo per pezzo la legge sulla fecondazione assistita, Fiorino Iantorno, consigliere comunale di Rifondazione Comunista – Sinistra Europea, Marco Spinelli, consigliere regionale del Partito democratico, e Giulia Simi, presidente del Comitato nazionale di Radicali Italiani. 
Il dibattito non sarà solo l’occasione per parlare delle iniziative da assumere su testamento biologico, eutanasia o fecondazione assistita, ma per chiedere alla sinistra di prendere una posizione chiara su tutte le questioni che riguardono i diritti civili, perché il silenzio non è più accettabile per una forza politica che vuole essere alternativa al governo del paese.




11 gennaio 2011

DISPOSIZIONI ANTICIPATE SUI TRATTAMENTI SANITARI

Nei prossimi tempi in Camera dei Deputati dovrà essere messa in calendario la discussione sulla Proposta di Legge: Disposizioni in materia di alleanza terapeutica, di consenso informato e di dichiarazioni anticipate di trattamento.

In materia di disposizioni anticipate di trattamento, ci sono sostanzialmente due posizioni: quella che ha assunto la maggioranza e che si è concretata nella proposta di legge Calabrò, approvata dal Senato e in prossima discussione alla Camera. Un testo che il presidente della Camera Gianfranco Fini ha sostenuto degna di uno stato etico. E poi c’è la posizione radicale, la posizione nostra: la mia ancor prima che fossi radicale: le disposizioni anticipate sui trattamenti sanitari sono un diritto del cittadino, che liberamente e in coscienza esprime la volontà su come essere curato, e quando esserlo, quando non esserlo più; ed è una volontà che crediamo debba essere tutelata, garantita, rispettata. Noi riteniamo che – per andare sul caso concreto – alimentazione e idratazione sono trattamenti medici, come affermato dalla Federazione delle Società Italiane di Nutrizione e riconosciuto da tutte le Società Scientifiche e Mediche specialistiche internazionali e nazionali e dunque possono e devono essere sospese, se il paziente lo vuole.

Nella proposta di legge la nutrizione e idratazione artificiale non sono rifiutabili. Ciò vuol dire che non puoi scrivere nelle tue disposizioni anticipate che non vuoi essere nutrito artificialmente. Dall’art. 7 poi risulta che il medico curante sarà in scienza e coscienza responsabile di ciò che deciderà che sia bene per te.
La maggioranza di centro-destra e singoli rappresentanti del centro-sinistra è su una posizione che concorda su questa posizione che è anche quella delle gerarchie vaticane. Di più non voglio dire su questa posizione.
Dice bene l’On. M. Antonietta Farina Coscioni, deputata Radicale nel PD: “In Parlamento la varietà delle posizioni che si manifestano attraversano gli schieramenti orizzontalmente: è un segno di ricchezza, di vitalità del Parlamento, che a volte riesce a dimostrare di essere un luogo di confronto; ed è importante che lo sia soprattutto su temi e questioni come queste, che riguardano direttamente la nostra vita. Dove capita che ogni singolo la pensi in modo differente.” Sono d’accordo su questo punto di vista.
Quello che mi preme dire è che la suddetta proposta di legge non rispetta la Costituzione, in particolare negli articoli 2, 3, 13 e 32. In questi articoli la Repubblica Italiana riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, si impegna a rimuovere gli ostacoli che limitano la libertà e l’uguaglianza dei cittadini  davanti alla legge, garantisce l’inviolabilità della libertà della persona e tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo, ma senza l’obbligo a sottoporsi a trattamenti sanitari.
La Carta dei Diritti fondamentali dell’Unione Europea, sul diritto all’integrità della persona dispone che ogni individuo ha diritto alla propria integrità fisica e psichica; e che nell’ambito della medicina e della biologia devono essere particolarmente rispettati il consenso libero e informato della persona interessata, secondo le modalità definite dalla legge. E qui un inciso dove lamento insieme a molti cittadini che in questo spesso i nostri sanitari peccano, non dedicano tempo al paziente per informarlo. C’è poi la Convenzione di Oviedo, con il suo articolo 9: “I desideri precedentemente espressi a proposito di un intervento medico da parte di un paziente che, al momento dell’intervento non è in grado di esprimere la sua volontà saranno tenuti in considerazione”.
La proposta di Legge redatta dal Senatore Calabrò non rispettando la Costituzione, né la Carta dei Diritti, né la Convenzione di Oviedo, non rispetta i singoli cittadini.
Perché serve una legge sulle disposizioni anticipate sui trattamenti sanitari? Per spiegare questo cito un estratto dell’articolo Io, Welby e la morte del 21 gennaio 2007 sul Sole24ore del Cardinale Carlo Maria Martini:
“….La crescente capacità terapeutica della medicina consente di protrarre la vita pure in condizioni un tempo impensabili. Senz'altro il progresso medico è assai positivo. Ma nello stesso tempo le nuove tecnologie che permettono interventi sempre più efficaci sul corpo umano richiedono un supplemento di saggezza per non prolungare i trattamenti quando ormai non giovano più alla persona. È di grandissima importanza in questo contesto distinguere tra eutanasia e astensione dall’accanimento terapeutico, due termini spesso confusi. La prima si riferisce a un gesto che intende abbreviare la vita, causando positivamente la morte; la seconda consiste nella «rinuncia ... all’utilizzo di procedure mediche sproporzionate e senza ragionevole speranza di esito positivo…»
Con queste parole il cardinale spiega l’articolo del catechismo cattolico che parla di desistenza terapeutica.
Una legge non può imporre ai cittadini dei trattamenti non desiderati in base all’art. 32 della Costituzione, ma ognuno è libero di scegliere come essere curato. Per questo motivo invito tutti a lasciare scritto per un momento in cui non saremmo capaci di esprimerci, come voler essere trattati.
Il Prof. Umberto Veronesi dice: “Ora come ora, applicando la Convenzione di Oviedo firmata anche dall'Italia, (ma non diventata legge perché manca il decreto ministeriale applicativo, aggiunta mia) il testamento biologico troverebbe comunque il suo rispetto e la sua applicazione. Basta un notaio. Con la legge in discussione alla Camera, invece, la vita artificiale diventa un obbligo. Un obbligo di Stato contro diritti quali la libera scelta terapeutica, l'autodeterminazione, la responsabilità della propria vita".
Io aggiungo che, se questa proposta diventerà legge, dobbiamo andare compatti al referendum o ottenere il cambiamento della legge, appellandoci alla Corte costituzionale con delle sentenze ottenute dalla Magistratura, in caso di non rispetto delle nostre volontà.  


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27 dicembre 2010

Shock solo per qualche politico

 

“Continua la battaglia di Piero Welby per una legge che rispetti la libera scelta"
 
Milano, 18 dicembre 2010
 
Su Rai Tre è andato in onda lo spot australiano sull'eutanasia. Uno shock per gli italiani? No, soltanto uno shock per chi ha paura di quello che pensano gli italiani. E infatti è sopratutto il solito piccolo gruppo di politici ad abbandonarsi a una scomposta reazione contro i Radicali e contro la messa a nudo di un fatto per cui, quattro anni fa, Piergiorgio Welby ha scelto di fare della sua morte un atto pubblico, dando vita a una coraggiosa battaglia.
Alla fine di novembre del 2006, come Co-Presidente dell'Associazione Luca Coscioni e primo firmatario, aveva chiesto un'indagine conoscitiva sull'eutanasia clandestina in Italia. Voleva così togliere il velo di ipocrisia che copre i trattamenti di fine vita, vuoi di desistenza terapeutica, vuoi di interventi eutanasici, su richiesta dei pazienti, a cui oggi solo i più fortunati hanno possibilità di accedere. Questa indagine avrebbe dovuto facilitare un dibattito pubblico informato sulle libere scelte del vivere e del morire, per poi avviare un dibattito parlamentare per una legge sulle disposizioni anticipate sui trattamenti sanitari, nonché la depenalizzazione di trattamenti eutanasici ai quali, in casi estremi, dei medici ricorrono per terminare sofferenze, altrimenti non arginabili.
La battaglia di Piergiorgio Welby, diventata la mia, insieme all'Associazione Luca Coscioni e ai Radicali, è per una legislazione che rispetti fino in fondo la libera scelta dei cittadini su come e se voler essere curati, nel pieno rispetto delle convinzioni etico-religiose e morali, in piena responsabilità di ciascuno. Non sono in contrapposizione a nessuno. Chiedo solamente una legge che dia attuazione ai principi della nostra Costituzione, invece di negarla come si vorrebbe fare con il disegno di legge contro il testamento biologico in discussione in Parlamento.




22 settembre 2010

Appello ai liberali del centro-destra

Dichiarazione di Maria Antonietta Farina Coscioni

“I Sacconi, i Gasparri, i Quagliariello, le Roccella ancora una volta lanciano quello che vorrebbe essere il rassicurante messaggio lanciato alle gerarchie ecclesiastiche, appoggio al disegno di legge Calabrò sul fine vita; opposizione alla RU486, sostegno al volontariato cattolico per ostacolare l’applicazione della 194; affermazione che la scienza e la libertà di ricerca vanno sottoposte e subordinata all’etica. Nulla di nuovo.
Il centro-destra dei Sacconi e dei Fazio, delle Roccella e dei Gasparri, antitesi di qualsiasi valore liberale, conferma insomma la sua posizione di sempre. I liberali del centro-destra accetteranno supinamente questi programmi d’intenti, questo arrogante e prepotente oscurantismo? Vogliamo e dobbiamo augurarci di no; e che con noi si sappiano predisporre quelle politiche e quelle riforme laiche e liberali di cui il paese ha bisogno e che da tempo attende: quelle politiche e quelle riforme per cui hanno lottato Luca Coscioni, Piergiorgio Welby, Giovanni Nuvoli, i malati di SLA e le loro famiglie, lasciati in un avvilente solitudine e abbandono, e per i quali i sedicenti difensori della vita non hanno mai sprecato una sola parola”.
 
Carissima Maria Antonietta,
mi unisco al tuo appello, chiedendo una particolare attenzione alla "Terza Via" che il vicepresidente del Senato Domenico Nania propone in atteggiamento di dialogo tra le varie posizioni. Peccato che il suo libro è uscito tardivo. Ma voglio far notare una cosa: far rientrare i cittadini che rifiutano delle terapie nella loro sfera giuridica privata, non crea di nuovo cittadini di serie A e di serie B? Ci sarà chi si potrà permettere un medico a pagamento a domicilio e chi no. Il diritto all'uguaglianza (art.3 Cost.) non viene tutelato. Il salto di qualità della medicina è la sua umanizzazione nelle cure palliative. Negare queste ai pazienti che scelgono il rifiuto degli interventi sanitari o la loro interruzione è disumano e contro ogni codice deontologico, nonchè contro tutte le Carte e Convenzioni internazionali alle quali lo Stato Italiano ha aderito. Chiedo a nome di tanti malati che il SSN non venga reso latitante nei confronti di coloro che accettano la loro morte naturale, a causa della loro patologia, bensì renda umano il loro morire con le cure palliative. Vedo in questo il salto di qualità nel legiferare. "Le Leggi vanno fatte per i credenti e per i non credenti, e le leggi 'facultizzanti'...sono, di norma, le più adatte a una società pluralista e multiculturale".(Leopoldo Elia)




14 giugno 2010

Dibattito pubblico Prato

Martedì 15 giugno dalle ore 16:00 alle ore 18:00

si terrà a Prato un incontro presso il cinema Terminale, in via Carbonaia 31, 

con la partecipazione di Mina Welby,  

componente della Direzione dell'Associazione Luca Coscioni, nonché socio onorario di LiberaUscita

e del notaio Luigi Aricò,

componente del Comitato Direttivo nazionale di LiberaUscita.

L'incontro sarà un momento di riflessione sui temi del testamento biologico e dell'eutanasia.

 

 




12 marzo 2010

EMENDAMENTO DAT

 (Adnkronos/Adnkronos Salute) - Passa in Commissione Affari sociali della Camera un emendamento della Lega al Ddl sul testamento biologico che stabilisce che, per essere valide, le dichiarazioni anticipate di trattamento devono essere redatte in forma scritta (manoscritto o dattiloscritto) e con firma autografa. Tutte le altre espressioni di volonta', come quelle audio-video, sono pertanto ritenute prive di valore. Il testamento biologico redatto ad esempio da Paolo Ravasin, malato di sclerosi laterale amiotrofica e totalmente immobilizzato nel suo letto, "e' dunque annullato", fa notare Maria Antonietta Farina Coscioni, deputata radicale e co-presidente dell'associazione Luca Coscioni, che in una nota punta il dito contro la proposta di modifica accolta in Commissione.




19 gennaio 2010

MERAVIGLIOSA ESPERIENZA DI VITA

Sono andata a trovare Flaminia. Mi era stato chiesto di contattarla da un suo parente.
Mi ero aspettata una persona depressa, disinteressata alla vita. Mi ero preparata a questo.
Mi sono trovata davanti, sì, una persona sofferente, perchè affetta da una grave patologia e in trattamenti sanitari invasivi, ma piena di dolcezza e energia e volontà di lottare per non perdere la sua ultima risorsa: il libero arbitrio fino alla fine. "Ho una figlia che è dolcissima con me e non vorrebbe mai che io muoia. Mi sono fatta coraggio e le ho detto che voglio fare le mie dichiarazioni scritte su come vorrò essere trattata, quando non potrò più comunicare."
Ci siamo messe d'accordo che l'avrei prenotata al mio Municipio per poterlo fare. La figlia l'accompagnerà.
Poi mi ha raccontato della sua vita, la sua battaglia per il divorzio e l'aborto, le raccolte firme. Sprizzava energia dai suoi occhi e da ogni parola che le usciva dalla bocca. 
Sono andata via confortata dalla sua voglia di mettersi anche lei a combattere insieme a me come tanti altri per la salvaguardia della nostra libertà.
Grazie, cara Flaminia!
  




18 novembre 2009

Emendamento a A.C. 2350 Benedetto Della Vedova

Sostituire l’art. 1 (del DDL Calabrò) con il seguente:

Articolo 1.
(Tutela della vita e della salute e disciplina del rapporto terapeutico)

La Repubblica italiana, tenendo conto dei principi di cui agli articoli 2, 3, 13 e 32 della Costituzione, nonché della normativa deontologica che disciplina l’esercizio delle professioni sanitarie:
a) tutela la vita umana, quale diritto inviolabile ed indisponibile, garantito anche nella fase terminale dell’esistenza e nell’ipotesi in cui la persona non sia più in grado di intendere e di volere, fino alla morte accertata nei modi di legge;
b) garantisce la dignità di ogni persona in via prioritaria rispetto all’interesse della società e alle applicazioni della tecnologia e della scienza;
c) riconosce che l’attività medica è esclusivamente finalizzata a tutelare la vita e la salute e ad alleviare la sofferenza dei pazienti e quindi, in coerenza con le disposizioni deontologiche, nonché con le disposizioni del codice penale, non autorizza, neppure indirettamente, condotte attive o omissive intenzionalmente volte a provocare la morte del paziente;
d) impone al medico l’obbligo di informare il paziente sui trattamenti sanitari più appropriati, acquisendone il consenso informato, sempre revocabile, anche parzialmente, da parte del diretto interessato;
e) rispetta come ambito esclusivo in cui matura ogni scelta di cura il rapporto terapeutico tra il medico e il paziente, o, in caso di incapacità di quest’ultimo, tra il medico e il soggetto che legalmente rappresenta il paziente; in tal caso, il personale sanitario e il rappresentante legale sono tenuti ad operare nel suo esclusivo interesse e a tenere conto delle volontà espresse dal paziente, quando non contrastino con la disciplina deontologica o le norme di legge; ove il diretto interessato sia minore di età, il consenso al trattamento è reso dagli esercenti la potestà parentale, dopo avere preso atto delle volontà del minore; ove il diretto interessato sia interdetto o inabilitato, il consenso è reso dal tutore, se interdetto, o dal curatore, se inabilitato; in tutti gli altri casi di incapacità, il consenso è reso dai soggetti di cui all’art. 417 c.c., nell’ordine indicato dalla stessa norma, e quindi dal coniuge, dal convivente stabile, dai parenti entro il quarto grado, dagli affini entro il secondo grado, sino alla nomina dell’amministratore di sostegno, e dall’amministratore di sostegno, non appena questi sia stato nominato nelle forme previste dal codice civile; in caso di contrasto tra soggetti parimenti legittimati ad esprimere il consenso al trattamento sanitario, la decisione è autorizzata dal giudice tutelare, sentito il medico curante dell’interessato;
f) riconosce che nessun trattamento in campo sanitario può essere attivato o proseguito senza o contro il consenso informato del paziente, fermo restando il principio per cui la salute deve essere tutelata come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività e nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario, se non per disposizione di legge e con i limiti imposti dal rispetto della persona umana;
g) stabilisce che, in ogni caso, il medico debba astenersi da trattamenti straordinari non proporzionati, non efficaci o non adeguati alle condizioni cliniche del paziente o agli obiettivi di cura.

Conseguentemente, sopprimere gli articoli da 2 a 9 (del DDL Calabrò)

Mio commento:

Ho letto e riletto l’emendamento di Benedetto, e, ricordando troppo bene e confrontando il DDL Calabrò con questo unico articolo, mi sembra una soluzione contro una cattiva legge.
Voglio far notare che del Testamento Biologico o Dichiarazioni anticipate sui trattamenti sanitari si parla nel comma e) ….. il personale sanitario e il rappresentante legale sono tenuti ad operare nel suo esclusivo interesse e a tenere conto delle volontà espresse dal paziente,….
anzi non parla nemmeno di testamento scritto, deduco quindi che si possa trattare anche di espressione orale.
Vorrei solo chiedere, se Benedetto mi legge, un semplice fiduciario nominato dal testatore non potrebbe entrare a far parte dei garanti della volontà del paziente? Spesso per i congiunti questa incombenza è troppo onerosa e anch’io ho preferito nominare una persona amica, non con legame affettivo stretto.

Se dovesse passare l'articolo unico di Della Vedova sarebbe sempre meglio del ddl Calabrò. E' fiacco nell'espressione dell'autodeterminazione del paziente, ma per il momento sarà difficile ottenere di più. Tocca fidarci di coloro che sosterranno la nostra volontà, meglio se scritta, in quanto nell'articolo non si parla di TB scritto. Sono molto dubbiosa.


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