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Cristo! come eravamo ridicoli
io e il Nuvola mentre seguivamo
il furgone mortuario del Comune
…ti saresti divertita, cazzo!…
noi sulla circonvallazione
a cambiare la candela sporca
e la tua bara grigio topo gettata
nel cimitero di Prima Porta
…ti saresti divertita, cazzo! …
così come ti divertivi da sballo
a fare l’autostop sulla Colombo
per rubare una giornata alla
disperazione
e sbatterla sulla spiaggia di
Capocotta….
…io e te…confusi tra gli altri
che lanciavano la loro allegria
sugli asciugamani colorati della
fantasia
…io e te…la sera nel vagone
del treno…
ad assaporarci il sale sulle labbra,
a scandalizzare quelle facce
di cartapesta imbolsite dal sopore,
…io e te…ad inventare equilibrismi
sulla corda tesa del pudore ma…
con la mente già chiusi in
quella stanza.
Che assurdità quel grattacielo
di morti murati dietro quei marmi
di fiori appassiti e nomi dimenticati.
Ti lasciammo tra i crisantemi gialli
rubati ad un disgraziato tuo vicino
e l’odore di cera e fiori marciti…
andammo via tirando calci ad
una Pepsi
e cantando All along the watch
tower…
cantavamo forte per non piangere,
forse,
..io non ho pianto…ma,…
una volta tornato in quella stanza,
ho passato la notte alla finestra,
tutta la notte a guardare
il fumo leggero della Marlboro
che mi bruciava gli occhi
e lo scorrere lento dei vagoni.
(P. Welby, 

 

All Along The Watchtower 
dalla raccolta -Natiche Sadiche-)

 

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14 maggio 2008

Le idee nuove per l'opposizione

 - 13/5/08
di Stefano Rodotà - da la Repubblica

Come fare opposizione oggi in Italia? Domanda ineludibile, risposta difficilissima. Spero, infatti, che nessuno pensi davvero che bastino le formule che circolano in questi giorni: "dialogo, dialogo"; "saremo severissimi, ma aperti, e voteremo ogni provvedimento condivisibile"; "ripartiremo dal sociale"; "e noi faremo come Attali"; e via banalizzando. La questione, peraltro non è solo italiana, e le difficoltà sono determinate da un insieme di fattori: la personalizzazione, che respinge i programmi sullo sfondo; la campagna elettorale permanente e la prepotenza dei sondaggi.

Sondaggi che immergono la politica in un eterno presente, rendendo sempre più difficile non dirò l´utopia, ma la stessa possibilità di considerazioni di medio periodo; il marketing politico, che "taglia" le proposte sul bisogno del consenso immediato e, quindi, sui diversi segmenti dell´elettorato, con il risultato che i programmi finiscono con l´essere, a un tempo, contraddittori, compromissori, illusori, sottoposti a tali e tante clausole "rebus sic stantibus" da risultare alla fine inutili. Quali strade seguire, allora, visto che contrapporre programma a programma è difficile, se non si cambia il modo in cui l´opposizione costruisce la propria cultura?

La riscoperta del governo ombra da parte del Pd non può essere un toccasana. Al massimo è un segno di buona volontà, ma è impresa non facile da gestire (quali i rapporti con i gruppi parlamentari e i loro presidenti?) e, soprattutto, può dare l´ingannevole sensazione che basti tallonare il vero governo per svolgere il ruolo che oggi si chiede ad una opposizione. L´esperienza italiana, invece, ci dice chiaramente che il punto essenziale è ormai rappresentato dal modo in cui si definisce l´agenda politica, dunque i temi nei quali l´opinione pubblica si riconosce e intorno ai quali si coagula il consenso. Il centrodestra, tanto nel 2001 che quest´anno, ha vinto le elezioni proprio imponendo la propria agenda, cancellando così quella di maggioranza e governo, che si sono giustificati sostenendo "non siamo stati capaci di comunicare", mentre era evidente che non si trattava di un problema di comunicazione, ma di inadeguatezza della propria proposta.
La costruzione di una seria agenda politica non può nascere da una attitudine mimetica, dal tentativo di muoversi sullo stesso terreno già individuato dall´avversario. L´imitazione, in politica, non è mai vincente. L´agenda proposta dall´opposizione deve sempre presentarsi come alternativa, anche quando affronta gli stessi temi al centro dell´azione della maggioranza. Questo richiede una cultura diversa, che è proprio quella mancata nella fase più recente, in cui centrosinistra e sinistra si sono caratterizzati per subalternità o genericità.

E´ dunque sul terreno della cultura politica che bisogna lavorare, come tanti sottolineano. Ma questo esige capacità di visione globale e di individuazione delle questioni davvero rilevanti, analizzandole con rigore e portandole davanti all´opinione pubblica in modo convincente. A titolo puramente esemplificativo ne elenco qui di seguito alcune.

1) La vicenda della pubblicazione su Internet dei dati riguardanti i redditi degli italiani, profili giuridici e risvolti grotteschi a parte, ha rivelato brutalmente l´enorme deficit di cultura tecnologica della quasi totalità della nostra classe politica. Ben prima di tecnologi e futurologi, gli antropologi avevano mostrato come il passaggio da un equilibrio tecnologico all´altro produca profondi effetti qualitativi. Ed è proprio qui che la politica deve esercitarsi, per comprenderli, valutarli, governarli. Viviamo, invece, immersi in un eccesso di attenzione per i temi eticamente sensibili, mentre l´innovazione tecnologica è percepita come qualcosa di inevitabile, e comunque da accettare perché portatrice di efficienza. Così la politica si consegna alla tecnologia, abbandonandosi a declamazioni ("un computer per ogni studente", "banda larga per tutti"), mentre l´avvento dell´Internet "sociale" e di quello "delle cose" esige strumenti affilati di analisi per comprendere la portata di quella che, da tempo e non a caso, è stata indicata come una "rivoluzione" quasi senza precedenti.

2) Anche nel corso dell´ultima campagna elettorale è affiorato il rapporto tra debito pubblico e dismissione di parti significative del patrimonio dello Stato. Di nuovo una semplificazione non più accettabile, accompagnata anche da qualche segno di schizofrenia. Per ripianare il debito, infatti, si è tornati a parlare di vendita di immobili pubblici adibiti ad abitazione e, al tempo stesso, si prometteva la costruzione da parte dello Stato e dei comuni di decine di migliaia di nuove abitazioni. Contraddizioni a parte, vale la pena di ricordare (lo ha fatto in un recente convegno dell´Accademia dei Lincei un grande esperto come Pellegrino Capaldo) che in questo modo si rischia di fare un gran regalo alla rendita fondiaria, mentre sarebbe tempo di una rinnovata riflessione sul regime giuridico dei suoli. Inoltre, grazie anche ai lavori svolti dall´Agenzia delle entrate e da commissioni ministeriali, disponiamo di elementi che permettono di guardare a modalità di gestione di particolari categorie di beni pubblici che possono renderli fruttiferi in forme significative anche in termini di Pil. Ed è ineludibile la questione dei vecchi e nuovi beni comuni, davvero tema cardine per l´assetto futuro delle relazioni sociali ed economiche all´interno degli Stati e nella dimensione globale.

3) Dopo anni di critiche alle politiche redistributive pubbliche ed alle "agenzie sociali della redistribuzione" (in chiaro: i sindacati) si aspetterebbe qualche parola netta sull´enorme redistribuzione delle risorse economiche operata attraverso il mercato tra 1983 e 2005. La Banca dei regolamenti internazionali ha documentato come la quota del prodotto interno lordo destinata ai profitti sia cresciuta in quel periodo dell´8.2%, mentre parallelamente precipitava quella destinata ai lavoratori. Dobbiamo continuare ad assistere silenziosi a questa vicenda, considerando intoccabile quel meccanismo di produzione dei profitti, magari benedicendoli in nome di una grossolana logica weberian-protestante? O siamo di fronte al più insidioso "fallimento" del mercato che, insieme a tanti altri, rappresenta un potente fattore, continuamente rimosso, di molte tra le insicurezze e le tensioni che ci circondano, e che incidono pesantemente anche sullo spostamento a destra del consenso?

4) E i diritti civili? Cancellati dalla campagna elettorale, non possono esserlo in eterno o venir sacrificati in nome di nuove alleanze al centro. Anche qui serve una strategia d´insieme. Che cosa si intende fare per quanto riguarda i temi eticamente sensibili e, per essere più chiari, quali saranno le iniziative riguardanti testamento biologico, unioni di fatto, procreazione assistita ? E che idee si hanno sulla deriva verso una società del controllo, della sorveglianza, della classificazione (torna qui il tema della tecnologia)? E le innegabili derive razziste? E sul terreno delle riforme istituzionali, che sembrano il terreno privilegiato delle intese bipartisan, si ha consapevolezza degli effetti sul sistema dei diritti che possono essere determinati dalle modifiche della forma di Stato e di governo, della legge elettorale?

5) E l´Europa? Il primo segnale, riguardante la sospensione del trattato di Schengen sulla libera circolazione delle persone, conferma le diffidenze mai negate da parte di settori significativi della maggioranza. Grande diventa, allora, la responsabilità dell´opposizione, perché è urgente ratificare il Trattato di Lisbona e soprattutto perché, dal primo gennaio dell´anno prossimo, diventerà giuridicamente vincolante la Carta dei diritti fondamentali dell´Unione europea che espande proprio libertà ed autonomia delle persone.

Su tutti questi temi, e su altri che si possono aggiungere, si deve cominciare subito a lavorare. Parlando di nuova cultura, è qui la vera pietra di paragone.




21 agosto 2007

Radicali: una iniziativa politico-parlamentare in 26 punti

 Lo ammetto, è lungo, ma ci tengo che nei vostri commenti diciate ciò che pensate. I commenti andranno al destinatario, siatene certi!

Radicali: una iniziativa politico-parlamentare in 26 punti, che guardi ad un futuro 'trasversale' tra maggioranza e opposizione

Roma, 21 agosto 2007

da una nota di agenzia letta a Radio Radicale

Una iniziativa politico-parlamentare in 26 punti che guardi ad un futuro 'trasversale' tra maggioranza e opposizione focalizzato sulla riforma di determinati elementi economico-sociali della realtà italiana. Insomma un vero programma, che possa "assecondare nella maggioranza e nell'opposizione un processo di aggregazione secondo opportunità politiche" volte a creare "un'alternativa alla situazione istituzionalmente impantanata". Ancora lontana la ripresa dei lavori parlamentari, i Radicali Italiani hanno presentato oggi alla Camera dei Deputati un elenco di interventi concreti (che, spiegano, saranno presto anche calendarizzate nel tempo) da sottoporre all'approvazione delle varie forze politiche per "creare un fronte trasversale di iniziativa parlamentare che superi e unisca i programmi di maggioranza e opposizione", soprattutto per "scongiurare qualsiasi salto nel buio" se dovesse manifestarsi concretamente una crisi di governo. Un documento in quattro 'capitoli': "Debito pubblico", "Lavoro, welfare, previdenza", "Concorrenza e anti-monopoli", "Scuola-Università". La riduzione della spesa corrente è punto qualificante delle proposte, da attuare, nello specifico, tramite un Dpef vincolante, la riqualificazione della spesa pubblica, la privatizzazione di Alitalia, un'attenta riscossione dei tributi a livello locale. Per il mondo del lavoro si va dalla richiesta di completare la legge Biagi introducendo meccanismi generalizzati di 'welfare to work' a quella di equiparare l'età pensionabile tra uomini e donne ad un maggiore rispetto delle normative anti-infortunistiche nei cantieri. Nel 'pacchetto' liberalizzazioni si distinguono la proposta di privatizzazione e liberalizzazione del mercato delle Poste italiane, la privatizzazione dell'Istituto poligrafico dello Stato, l'abolizione del monopolio Inail sulle assicurazioni per infortuni sul lavoro, aumentare la concorrenza nei lavori pubblici. Infine l'istruzione. I Radicali chiedono di ripristinare il precedente sistema di valutazione tramite Invalsi della qualità dell'insegnamento introdotto dall'allora ministro Letizia Moratti, di legare maggiormente i finanziamenti alle università ai risultati da queste ottenuti, di favorire la mobilità studentesca e dei docenti all'estero. Per il leader dei Radicali Marco Pannella quello presentato è un progetto "necessario e urgente per far crescere un'alternativa all'esaurirsi di promesse e attese in parte realizzate in parte no, sia da destra che da sinistra. Si tratta di progetti unificanti per maggioranze politiche che guardino al futuro del Paese". 

L'iniziativa politico-parlamentare dei radicali per l'autunno presentata in una conferenza stampa alla Camera dei Deputati il 21 agosto 2007

Roma, 21 agosto 2007

INIZIATIVA POLITICO-PARLAMENTARE RADICALE
(Parte I)

DEBITO PUBBLICO
- PIANO VINCOLANTE RIENTRO DAL DEBITO: a partire dalla prossima finanziaria avviare un percorso virtuoso e vincolante di incremento dell’avanzo primario e di riduzione della spesa corrente;
- DPEF VINCOLANTE: rispetto della legge 468 del 1978 che prevede l’efficacia vincolante delle previsioni contenute nel dpef sui tassi di crescita della spesa stabiliti in Finanziaria;
- RIQUALIFICAZIONE SPESA PUBBLICA: per risparmiare il 20% della spesa attuale per beni e servizi della pubblica amministrazione, portando le amministrazioni meno virtuose al livello medio di efficienza;
- PRIVATIZZAZIONE ALITALIA: fissare tempi certi per la vendita, svincolata da condizioni incompatibili con il mercato, o liquidare per non far pagare ai contribuenti 60 milioni al mese;
- RISCOSSIONE TRIBUTI: realizzare un’indagine conoscitiva sull’efficienza e la trasparenza delle concessionarie private per la riscossione dei tributi locali;

LAVORO, WELFARE, PREVIDENZA


- AMMORTIZZATORI SOCIALI: non modificare la Legge Biagi, ma completarla introducendo meccanismi generalizzati di welfare to work;
- CONTRATTAZIONE COLLETTIVA: per colmare il basso livello salariale italiano e combattere il lavoro nero, porre al centro delle relazioni industriali la contrattazione aziendale e territoriale, legando retribuzioni a produttività e costo della vita;
- ETÀ PENSIONABILE DONNE: equiparare età pensionabile tra uomini e donne, anche per finanziare una politica di conciliazione fra lavoro e vita familiare e per aumentare la partecipazione femminile al mercato del lavoro;
- SICUREZZA SUL LAVORO: oltre all’abolizione monopolio INAIL (vedi succ.), realizzare un piano operativo per il rispetto delle normative anti-infortunistiche, in particolare nel settore delle costruzioni, e per la lotta al lavoro nero, che è causa determinante degli incidenti sul lavoro;
- PREVIDENZA COMPLEMENTARE: realizzare indagine sul mancato decollo della riforma della previdenza complementare nelle piccole imprese

CONCORRENZA E ANTI-MONOPOLI
- INVESTIMENTI ESTERI: politica attiva di attrazione degli investimenti stranieri attraverso semplificazione burocratica e leva fiscale;
- APERTURA MERCATO CAPITALI: disincentivare il ricorso a scatole cinesi, piramidi societarie e patti parasociali per una maggiore contendibilità degli assetti proprietari;
- COMMISSIONI TRIBUTARIE: per un giudice tributario indipendente dalla amministrazione finanziaria;
- CONCORRENZA NEI LAVORI PUBBLICI: contro gli sprechi delle stazioni appaltanti e gli accordi collusivi tra le imprese concorrenti nell’aggiudicazione dei lavori pubblici;
- POSTE E POLIGRAFICI: privatizzare e liberalizzare il mercato delle Poste italiane e privatizzare l’Istituto poligrafico dello stato, attuando l’impegno contenuto nel dpef;
- ISA (istituto sviluppo alimentare): fermare la creazione di questa nuova “piccola IRI”, e di altre simili operazioni;
- CONCESSIONI AEROPORTUALI: vincolare le concessioni a obiettivi di efficienza ed efficacia nei servizi per gli utenti, per prevenire disservizi come il “caos bagagli”;
- ANAS: rafforzare monitoraggio del comportamento dell’ANAS come stazione appaltante e riformare le concessioni autostradali;
- WIMAX: realizzare un’asta davvero aperta per le licenze Wimax, per favorire nuovi accessi in concorrenza con gli attuali operatori dominanti nel settore delle telecomunicazioni;
- INAIL: abolire il monopolio sulle assicurazioni per gli infortuni sul lavoro, per un sistema plurale ed efficiente di assicurazione sui rischi del lavoro, mantenendo l’obbligo assicurativo;
- TELEVISIONI: realizzare la separazione proprietaria tra operatori di rete e fornitori di contenuti
- FARMACIE: liberalizzare la vendita dei farmaci per garantire i diritti degli utenti-pazienti

SCUOLA – UNIVERSITÀ
- VALUTAZIONE SCUOLA: ripristinare il precedente sistema di valutazione della qualità dell’insegnamento (riforma Moratti), per il monitoraggio e la valutazione del singolo istituto scolastico
- VALUTAZIONE UNIVERSITÀ: contro il blocco di CIVR e CNVSU (NdR i sistemi di valutazione previsti dal precedente Governo) , per legare i finanziamenti pubblici degli Istituti universitari alla valutazione dei risultati delle Università;
- VALUTAZIONE UNIVERSITÀ 2: riformare l’ANVUR (NdR il sistema di valutazione previsto dall’attuale Governo) per renderlo più indipendente dalla politica e sempre per legare i finanziamenti ai risultati;
- INTERNAZIONALIZZAZIONE DELLE UNIVERSITÀ: favorire la mobilità studentesca e dei docenti, incentivando le università che rafforzano il proprio profilo internazionale. 

Da: www.radicali.it




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