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L'onore dipende spesso
dall'ora che segna l'orologio.
Guillaume Apollinaire
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Calibano: la terra, il fango,
le viscere, la passione cieca,
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erotico che spesso vibra di febbre
e non ha bisogno di luce né di parola.
La carne, l'anima, lo spirito insieme
in un ultimo viaggio; prima della
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un nuovo luogo, un nuovo corpo da
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Cristo! come eravamo ridicoli
io e il Nuvola mentre seguivamo
il furgone mortuario del Comune
…ti saresti divertita, cazzo!…
noi sulla circonvallazione
a cambiare la candela sporca
e la tua bara grigio topo gettata
nel cimitero di Prima Porta
…ti saresti divertita, cazzo! …
così come ti divertivi da sballo
a fare l’autostop sulla Colombo
per rubare una giornata alla
disperazione
e sbatterla sulla spiaggia di
Capocotta….
…io e te…confusi tra gli altri
che lanciavano la loro allegria
sugli asciugamani colorati della
fantasia
…io e te…la sera nel vagone
del treno…
ad assaporarci il sale sulle labbra,
a scandalizzare quelle facce
di cartapesta imbolsite dal sopore,
…io e te…ad inventare equilibrismi
sulla corda tesa del pudore ma…
con la mente già chiusi in
quella stanza.
Che assurdità quel grattacielo
di morti murati dietro quei marmi
di fiori appassiti e nomi dimenticati.
Ti lasciammo tra i crisantemi gialli
rubati ad un disgraziato tuo vicino
e l’odore di cera e fiori marciti…
andammo via tirando calci ad
una Pepsi
e cantando All along the watch
tower…
cantavamo forte per non piangere,
forse,
..io non ho pianto…ma,…
una volta tornato in quella stanza,
ho passato la notte alla finestra,
tutta la notte a guardare
il fumo leggero della Marlboro
che mi bruciava gli occhi
e lo scorrere lento dei vagoni.
(P. Welby, 

 

All Along The Watchtower 
dalla raccolta -Natiche Sadiche-)

 

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3 agosto 2015

DIRITTI UMANI


Diritto umano di non soffrire
diritto umano essere curato
diritto umano poter morire in modo umano


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permalink | inviato da Mina vagante il 3/8/2015 alle 6:50 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa



30 giugno 2008

VOGLIO ESSERE IDENTIFICATA CON LE IMPRONTE DIGITALI

La politica sta diventando sempre più ermetica, illiberale, opaca, autoreferenziale. L’informazione è controinformazione a colpi di slogan d'impatto.
Chi alza la voce in parlamento a favore di una politica trasparente e con proposte di sviluppo per il paese, i Radicali, vanno tenuti in sordina. Problemi che sarebbero risolvibili con interventi sociali sul territorio si vogliono risolvere con interventi di polizia, impronte digitali anche dei bambini degli zingari.

File di cittadini italiani con i loro bimbi sotto le questure per farsi identificare con le impronte digitali. Mi piacerebbe.

10 milioni di processi da celebrare, una mole impossibile.

Abolire la Legge Gozzini: se ora dei detenuti hanno la possibilità di riscattarsi entrando nel mondo del lavoro esterno al carcere, si prospetta invece la costruzione di carceri dove chi non ha ancora imparato tutto della delinquenza, si laureerà all’Università di Sing-Sing.

Case di recupero in forme di aziende agricole, con produzione di ortaggi, olio, vino, allevamento, con prodotti di latticini. Produzione di prodotti da forno. Scolarizzazione dei detenuti anche stranieri. Ecc. ecc. Non sarebbe un’idea?

Investimenti che producono sicuramente non solo ricchezza, ma uomini nuovi.




14 marzo 2008

SATYAGRAHA

E' importante mettere in chiaro il significato del satyagraha iniziato di Marco Pannella con il suo sciopero della sete e della fame. Non è un'azione non violenta contro il Partito Democratico, come è stato detto ieri da Rai 1, bensì per "il rispetto della parola data " in ogni ambito delle relazioni umane e fra Stati e anche per un Partito Democratico

 Per la spiegazione del significato leggete su Wikipedia
http://it.wikipedia.org/wiki/Satyagraha




13 dicembre 2007

IL SATYAGRAHA MONDIALE PER LA DEMOCRAZIA

 articolo pubblicato su L'Opinione pag.4 di Valter Vecellio

Giornali e televisioni hanno “disertato” come meglio non si sarebbe potuto fare la “tre giorni” organizzata dai radicali a Bruxelles; peccato: hanno perso una buona occasione. I documenti finali sono, nella loro essenzialità e chiarezza, da soli un “racconto” per chi ha occhi per vedere e non solo per guardare; chi fosse interessato li può trovare, nella loro integralità consultando
www.radicali.it.
In sintesi: apparentemente si è trattato di una sorta di “adunata dei refrattari” (e anche questo solo sarebbe stato evento straordinario, da registrare, analizzare, “raccontare”); ma se una quantità di “reprobi” si trova e ritrova, e individua un punto in comune che lega una quantità di situazioni tra loro le più disparate, e questo filo si chiama “Satyagraha mondiale per le e la democrazia”, bene: è avvilente il dover constatare che non ci sia un giornale, un commentatore, un editorialista che mostri di accorgersi dell’evento, e ci spenda una riflessione: un contributo foss’anche critico e polemico.
Da solo, per esempio, basterebbe citare il messaggio del Venerabile Thich Quang Do, vice leader della Chiesa Buddista Unificata del Vietnam:
“Cari amici, vi invio questo messaggio di amicizia e di solidarietà dal Vietnam mentre siete riuniti in occasione del vostro Consiglio Generale nella città di Bruxelles. Ho seguito le iniziative del vostro partito attraverso il mio rappresentante a Parigi, Vo Van Ai, e plaudo agli sforzi che compiete in sostegno a così tante e nobili cause per i tanti popoli oppressi di tutto il mondo. Grazie a voi, la voce delle vittime giunge nei parlamenti in Italia e in Europa, alle Nazioni Unite e altrove. Grazie a voi, le loro cause non vengono dimenticate.
Sono profondamente commosso di apprendere che state lanciando una campagna per sostenere me e la Chiesa Buddista Unificata del Vietnam, nella nostra battaglia per la libertà religiosa, i diritti umani e la democrazia. Il mio paese è molto piccolo e molto lontano da voi e ciononostante voi pensate a noi in questo momento così buio e difficile. Vi ringrazio davvero. E’ in momenti difficili come questi che si riconoscono i veri amici. Ci incoraggia molto sapervi al nostro fianco nella battaglia pacifica per la libertà in Vietnam.
Vorrei estendere i miei ringraziamenti particolari a Marco Pannella, che è nostro amico da oltre 40 anni. Dalla guerra in Vietnam, negli anni ’60, e per i tre decenni di regime comunista, egli ha fedelmente sostenuto il nostro movimento buddista nonviolento per la libertà e la pace. Signor Pannella, visti i lunghi scioperi della fame che lei intraprende in Italia per tante giuste ragioni, le auguro buona salute e forza, cosicché possa continuare a guidare il suo movimento in queste lotte.
Ci lega la ferma convinzione nella nonviolenza e nel potere della solidarietà internazionale. Da Saigon, dove mi trovo agli arresti domiciliari, le mando i miei più sentiti saluti e auguro al vostro Consiglio Generale ogni successo”.
Si possono aggiungere un altro paio di ulteriori elementi, a questo messaggio che già dice e contiene tutto, e comunque l’essenziale.
Il primo elemento è la proposta – che da oggi è iniziativa politica – del Satyagraha mondiale, guidato dal Dalai Lama. Una proposta-iniziativa di grande significato e portata politica; forse perfino i radicali ne devono acquisire pienamente la consapevolezza.
Il secondo elemento lo si ricava dal secondo intervento di Marco Pannella, quando ha individuato la necessità di riappropriarci del concetto e del valore, della stessa parola “pace”, di rivestirla del suo più proprio significato liberale e spezzare quel monopolio “comunista” che fino a oggi lo ha di fatto egemonizzato. E qui si dipana un filo che viene da lontano: da quando, negli anni Sessanta, i radicali si impegnarono nella raccolta di firme per il progetto Hans Thirrings; le prime marce Perugia-Assisi con Aldo Capitini, e già allora il confronto-scontro con gli allora “Partigiani della Pace” filiazione mosco-comunista; le marce antimilitariste prima Milano-Vicenza, poi Trieste-Aviano; le iniziative contro lo sterminio per fame nel mondo, e l’individuazione e la denuncia – tra la generale indifferenza durata anni – di quel che accadeva nella ex Jugoslavia, la Cecenia ora come allora dimenticata, e l’olocausto nella regione dei Grandi Laghi; Israele! e la Turchia nell’Unione europea, la moratoria delle esecuzioni capitali...E’ una lunga teoria, che ora sfocia e si “riassume” nella iniziativa del Satyagraha mondiale. Si tratta di un progetto e di una proposta politica così ambiziosa che a ben pensarci può atterrire, e farci dire se non si sta peccando di arroganza, nel proporla e indicarla, stante le esigue risorse ed energie umane ed intellettuali. Però a Bruxelles abbiamo visto accorrere tanti vecchi e nuovi amici, ognuno con la sua storia, la sua esperienza, con il suo vissuto; e tutti ci hanno detto: bene, siamo qui, cosa possiamo fare insieme? Ecco: questo avrebbero potuto raccontare giornalisti, commentatori, editorialisti che hanno invece preferito occuparsi delle non-notizie, dei non-commenti, dei non-editoriali in cui invece sono impegnati. A ognuno il suo, si dice. Il “loro”, si consenta, è ben misera cosa.




25 ottobre 2007

THE QUESTION

Va in scena l'opera teatrale di Ugo De Vita "THE QUESTION"
informazioni su questo link

http://www.nessunotocchicaino.it/news/index.php?iddocumento=9330127

http://www.radioradicale.it/scheda/238658/spettacolo-teatrale-the-question-di-ugo-de-vita-per-la-moratoria-delle-esecuzioni-capitali-allonu




27 settembre 2007

PROTESTA A FAVORE DEI MONACI BUDDISTI

Seguo  l'invito di Enrica e posto qui



UNA MAGLIETTA ROSSA O UN NASTRO ROSSO DOMANI PER PROTESTARE E DARE IL NOSTRO APPOGGIO AI MONACI BUDDISTI...
Enrica

hattp://riganera.il cannocchiale.it




26 settembre 2007

Lettera aperta di Emma Bonino a San Suu Kyi

Cara Aung San Suu Kyi,

sto seguendo con molta emozione gli sviluppi della situazione nel Suo paese. Anche stamattina, come accade ormai da otto giorni consecutivi, un migliaio di giovani monaci buddisti si sono radunati davanti alla millenaria pagoda di Shwedagon, a Rangoon, per dare vita ad un nuovo corteo contro il regime militare che da ormai 45 anni tiene saldamente il potere in Birmania. Nei giorni scorsi, il corteo è diventato sempre più grande, grazie all'adesione di migliaia di cittadine e cittadini. Oggi si parla di centomila persone, e la mia speranza è che questa volta il corteo possa raggiungere pacificamente 54 University Street, dove Lei si trova agli arresti domiciliari.

Per noi radicali transnazionali, che in nome della nonviolenza gandhiana ci siamo sempre battuti per la promozione dei diritti umani e la democrazia in tutto il mondo, questa lotta nonviolenta è una prova straordinaria di un paese, di un popolo intero che chiede libertà, giustizia, e che combatte senza armi per la propria rinascita. E' una grande lezione che, su iniziativa dei testimoni più autentici del buddismo nel Suo paese, il popolo birmano sta dando non solo al regime militare, ma al mondo intero. So che la giunta ha minacciato ieri di «prendere misure» contro i manifestanti, oppure di ricorrere, come nel 1988, all'impiego di infiltrati e di agenti provocatori per far scoppiare i disordini e così giustificare una violenta repressione.

Sono convinta che si tratterebbe di un tragico errore di calcolo. Gli occhi del mondo sono puntati su quello che sta accadendo in Birmania. Sia l'Unione europea sia l'Asean hanno chiesto al regime di non ricorrere alla violenza. Ieri, all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, il Presidente Bush ha annunciato un inasprimento delle sanzioni contro i membri della giunta. Sappia che anche il governo italiano ha chiesto alla giunta di aprire un dialogo con i monaci, con i membri della National League of Democracy e con tutta l'opposizione birmana, così come chiede che Le venga immediatamente restituita la libertà.

Cara Aung San Suu Kyi, ho ancora impressi nella memoria, dal nostro incontro di undici anni fa, quando Lei già si trovava agli arresti domiciliari, la Sua forza e il Suo coraggio. Questa forza e questo coraggio sono esattamente ciò di cui ha più bisogno il popolo birmano. Ho fiducia che una buona combinazione prodotta dall'azione nonviolenta interna e dalla pressione esterna delle organizzazioni regionali e multilaterali nonché dei paesi democratici, possa portare presto, finalmente, al ristabilimento della libertà. Lei non è sola. I monaci birmani non sono soli.

Il Suo popolo non è solo. Ha - avete - tutta la vicinanza, il sostegno e la determinazione non solo di noi radicali transnazionali ma di tutta quella comunità internazionale impegnata ogni giorno nella costruzione di un mondo fondato sulla difesa della dignità umana.

Emma Bonino

26 settembre 2007



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