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dei falchi pellegrini e non solo


 

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L'onore dipende spesso
dall'ora che segna l'orologio.
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Calibano: la terra, il fango,
le viscere, la passione cieca,
l'incognito, il caos, la paura,
il talento primordiale, virile,
erotico che spesso vibra di febbre
e non ha bisogno di luce né di parola.
La carne, l'anima, lo spirito insieme
in un ultimo viaggio; prima della
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un nuovo luogo, un nuovo corpo da
,o dove addormentarsi, come
dice Ariel, sotto un fiore



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Cristo! come eravamo ridicoli
io e il Nuvola mentre seguivamo
il furgone mortuario del Comune
…ti saresti divertita, cazzo!…
noi sulla circonvallazione
a cambiare la candela sporca
e la tua bara grigio topo gettata
nel cimitero di Prima Porta
…ti saresti divertita, cazzo! …
così come ti divertivi da sballo
a fare l’autostop sulla Colombo
per rubare una giornata alla
disperazione
e sbatterla sulla spiaggia di
Capocotta….
…io e te…confusi tra gli altri
che lanciavano la loro allegria
sugli asciugamani colorati della
fantasia
…io e te…la sera nel vagone
del treno…
ad assaporarci il sale sulle labbra,
a scandalizzare quelle facce
di cartapesta imbolsite dal sopore,
…io e te…ad inventare equilibrismi
sulla corda tesa del pudore ma…
con la mente già chiusi in
quella stanza.
Che assurdità quel grattacielo
di morti murati dietro quei marmi
di fiori appassiti e nomi dimenticati.
Ti lasciammo tra i crisantemi gialli
rubati ad un disgraziato tuo vicino
e l’odore di cera e fiori marciti…
andammo via tirando calci ad
una Pepsi
e cantando All along the watch
tower…
cantavamo forte per non piangere,
forse,
..io non ho pianto…ma,…
una volta tornato in quella stanza,
ho passato la notte alla finestra,
tutta la notte a guardare
il fumo leggero della Marlboro
che mi bruciava gli occhi
e lo scorrere lento dei vagoni.
(P. Welby, 

 

All Along The Watchtower 
dalla raccolta -Natiche Sadiche-)

 

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10 agosto 2008

Testamento Biologico -Ricordando Piero Welby

Oggi su La Voce di Romagna.
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Subject: RICHIESTA DI S.O.S A TUTTI I NAVIGANTI

…se un medico vi dicesse
lei ha una malattia incurabile e le resta poco da vivere però: …noi potremmo farle un buco in pancia (gastrostomia) per poterla alimentare, poi le praticheremo un foro nel collo (tracheostomia) per permetterle di respirare, le introdurremo un tubicino nell’uretra (catetere vescicale) per consentirle di urinare, una infermiera le svuoterà giornalmente l’intestino…naturalmente dovremo sottoporla a forti terapie antibiotiche per contenere le infezioni causate dai tubi…inevitabilmente dovrà sopportare i decubiti, piaghe dolorose che corrodono la carne fino all’osso…però, lei potrà vivere anche un anno o più!
…se un medico vi dicesse:
lei ha una malattia incurabile e le resta poco da vivere però: …noi potremmo ridurre le sue sofferenze al minimo e, su sua richiesta, procurarle una morte indolore, purtroppo la scienza ha i suoi limiti…

DA QUALE MEDICO VORRESTE ESSERE CURATI?

P.Welby Mer 29 Mag 2002 13:38

Carissimo comandante Piero Welby.
Ovunque tu sia in navigazione vorrei dedicarti un mio intervento su questo giornale, dove hai più volte scritto.
So per certo che, prima di lasciarci, hai spento il tuo computer, cancellando tutta le mailing presenti, ma io, in tuo ricordo, non l'ho fatto e da tutta la nostra corrispondenza (più di 1000 lettere) ora ho richiamato la tua richiesta-quesito, del 29 Maggio 2002, per offrirla ai lettori de La Voce.
In questi mesi, dietro la scia della barca senza skipper, di Eluana Englaro, si sono messi opinionisti, politici, religiosi....che hanno ripreso con nuovo vigore a disquisire sulle pene degli altri, a portare acqua davanti alle chiese, mentre "amici", noti avvocati, si sono posti alcuni dubbi, immaginando, questa povera ragazza, diventata donna in stato vegetativo permanente, felice perchè forse sta sognando.
Spesso, in questi 4 anni, ad ogni ora, mentre discutevamo su tutto, ti ho ringraziato di avermi fatto temere di meno la Morte mentre tu continuavi, con il tuo solo abile dito ad amare la Vita.
La Morte, mi dicevi, fa parte della Vita, però di una Vita che vale di essere vissuta.
Come è possibile che molti siano ostili al Testamento Biologico, filosofeggiando ottimamente, per concludere da dove erano partiti così: "chi ci dice che il paziente (senza nome) una volta intubato, forato, cateterizzato, clisterizzato, antibiotato desideri veramente staccare la spina"?
Proprio oggi su un noto quotidiano nazionale vi sono due intere pagine che parlano di "Hospice, dove si sceglie come e quando morire".
Questa inchiesta ha contributo a chiarire, ancora di più, che il malato è uno di noi, che è costretto, purtroppo, ad isolarsi dal branco, dalla moltitudine che cammina sulla battigia, che passeggia in centro, che si reca alla partita, che conduce una vita di relazione autonoma.....sto parlando del "malato quello vero" non di colui che teme di esserlo ma quello che è stato colpito da una malattia degenerativa o tumorale.
Questo nostro amico, siamo tutti convinti che aspiri di soffrire il meno possibile, pensando in ogni ora del giorno e della notte al progredire della sua malattia, all'analisi dei sintomi che, gradualmente, ad esempio, gli faranno perdere l'uso della parola e della deglutizione anticamera del soffocamento.
Questo malato non merita di trovarsi nell'incubo costante di sentirsi privato di decidere della sua dignità, di non poter preparare, in tempo, le valigie, di temere di poter diventare oggetto di "accanimento terapeutico".
"Negli Hospice non ci sono nè sondini per l'alimentazione forzata, nè respiratori, tutto questo se non richiesto è accanimento terapeutico. Le cure sono per ridurre i sintomi, il dolore, la sofferenza anche psicologica, rasserenare nel momento terminale. O per aiutare chi terminale non è, ma non è più curabile."
Un Hospice sarebbe andato bene anche per te, caro Piero Welby?
Sono sicurissimo che non ne hai mai sentito il bisogno, perchè eri ottimamente curato in famiglia e come tante altre persone, fortunate(?), chiedevi solo di poter avere, tu essere inanimato, quando la fatica di vivere sarebbe diventata insopportabile, un medico che ti tranquillizzasse nel momento finale del tuo Hospice domestico.
Sempre di più le persone vogliono decidere "come morire".
Anche uno dei più grandi Papi della storia, con il quale tanti di noi hanno potuto con-vivere parte della propria vita, ha deciso come morire non accettando l'accanimento terapeutico, il rischio di trovarsi in uno stato vegetativo dove il sogno poteva trasformarsi in incubo!
Chi è colpito da forme inguaribili e progressive chiede, spesso, solo di essere tranquillizzato di non trovarsi nell'ansia del soffocamento e dell'eventuale coma e possibile stato vegetativo permanente!
Se il paziente riesce a trasmettere agli altri, in modo chiaro e sicuro, le sue volontà, un suo testamento biologico, allora, spesso, la sua vita si allunga.
Si è verificato per il mio amico Luca Coscioni che alla fine rifiutò il terrore della tracheotomia e ancora di più per il mio comandante Welby che la tracheotomia l'aveva sperimentata.
Ha perfettamete ragione chi gestisce gli Hospice quando afferma che "Una fine vita coccolati accresce il desiderio di continuare a sperare".
Però, subito dopo, penso a Nuvoli, ammalato terminale di SLA, che, pur manifestando, più volte, il desiderio di lasciarci, è stato costretto a togliersi la vita con il "digiuno" e la "sete" a causa di un grave vuoto legislativo.
Un tempo, in assenza di queste incredibili macchine biotecnologiche, che consentono agli apparati del corpo di funzionare, spesso i nostri anziani, quando tutta la famiglia riceveva la diagnosi infausta del medico di famiglia, smettevano di mangiare e di bere sapendo che con il digiuno si arrivava in poco tempo alla morte in uno stato di torpore da inèdia associato a liberazione di endorfine.
Se vogliamo che ciò avvenga "buon digiuno a tutti"
Sergio Giordano

Grazie Sergio

Mina la vivandiera della nostra Zattera




1 agosto 2008

Eluana

Sulle ultime battute che riguardano questa triste vicenda di Eluana e i suoi genitori non ho parole.
Leggetevi le notizie sui giornali e andate sul forum Eutanasia di radicali.it
http://www.radicali.it/phpbb2/viewtopic.php?t=3828&sid=5e0df1b0e3948309729defa26bbb99f0

Si gioca a palla




31 luglio 2008

LETTERA A ELUANA

Su Donna Moderna del 31 luglio

Cara Eluana,

queste parole di silenzio accompagnino te e i tuoi genitori negli ultimi passi che da anni eri costretta ad aspettare. La vostra sofferenza è stata lunga e tortuosa. Sei stata relegata a un letto in uno stato che mai avresti voluto subire, alla mercè di altri, benché premurosi e amorevoli nelle cure del tuo corpo. Hai trovato un giudice illuminato e giusto che ha saputo sapientemente ricostruire il tuo concetto di vita e di morte, come d’altronde è stato fatto per Piergiorgio in tribunale. Se tu, cara Eluana potessi percepire le mie parole sorrideresti, come mi ha sorriso Piergiorgio, quando ho pronunciato il mio consenso per terminare la sua sofferenza. Il nostro volere, di tuo padre e mio, sta un passo in dietro dalla vostra autodeterminazione, tua e di Piergiorgio. Puoi essere fiera di tuo padre, che, costretto dagli eventi tragici, già 16 anni fa, si è arreso, con grande responsabilità, alla tua voglia di libertà e ha continuato per te, inesausto e con grande dignità a reclamare l’adempimento della tua volontà.
Possa tu, cara Eluana, trovare riposo per sempre.

Con affetto

Mina




11 luglio 2008

CHI DECIDE PER ELUANA?

La famiglia, il medico, lo Stato, la Chiesa: chi decide per Eluana?
Ascolta

La trasmissione radiofonica Radiotre Mondo dà ottima qualità di informazione nelle opinioni contrapposte. Vale la pena ascoltarla.




9 luglio 2008

ELUANA ENGLARO


Eluana ha avuto giustizia
Con soddisfazione colgo la notizia che i giudici della prima sezione civile della Corte d'Appello di Milano hanno dato l’autorizzazione di terminare il trattamento di nutrizione a un corpo in vita vegetativa. Un’altra volta è intervenuta la giustizia su un tema di vita e di morte che spetta alla libera scelta delle persone interessate. I giudici si sono attenuti alla concezione di vita che Eluana aveva manifestato in vita, quando si era espressa che non avrebbe mai voluto rimanere in uno stato vegetativo come poi le era capitato. Un motivo in più perchè il Parlamento leggiferi sulle dichiarazioni anticipate di trattamento che saranno espressione di volontà di un cittadino, qualora non avesse più la capacità di decidere sui trattamenti che voglia o meno, diritto sancito dalla nostra Costituzione artt. 13 e 32.




9 giugno 2008

“Morire con dignità?”

Per il dibattito “Morire con dignità?” a San Candido (2500 abitanti) ho trovato una sala gremita da 260 persone. Non conosco più nessuno del mio paese, erano troppi anni che ero assente. Rivedere e riconoscere i compagni e le compagne di scuola elementare, la bimba alla quale avevo fatto da babysitter cinquant’anni fa, e ormai diventata nonna, la figlia del contadino dove avevo passato l’ultimo inverno di guerra, nata molti anno dopo quel 1945, tutto questo è stato molto emozionante per me e anche per loro.

Il mio intervento ha introdotto il convegno con una breve cronistoria della vicenda della vita di Piergiorgio Welby, il suo impegno insieme a Luca nell’Associazione Luca Coscioni, le sue ultime richieste e la sua scelta di poter interrompere la ventilazione artificiale. Brevi accenni su testamento biologico, accanimento terapeutico, autodeterminazione delle persone.

L’intervento di Mons. Karl Golser, Presidente dei Teologi Morali d’Italia, è una lectio magistralis che spiega, in modo semplice e accessibile a tutti, le terminologie dei concetti inerenti all’autodeterminazione del malato, sui suoi diritti, basandosi sulla costituzione, la convenzione di Oviedo, il codice deontologico medico. Cita in grandi linee quello che dice prof. Umberto Veronesi nel suo libro “Diritto di morire”, anche nelle parti delicate che riguardano l’eutanasia attiva. L’argomento della sacralità della vita lo affronta in modo filosofico e asserisce alla fine che ci possono essere delle situazioni di sofferenza insopportabile per il singolo tali da non trovare altra via d’uscita che di voler lasciare questa vita. Parla dell’eutanasia passiva del lasciar morire e dell’interruzione e dell’astensione dalle pratiche mediche come pratica lecita contro l’accanimento terapeutico, e cita a proposito la “Evangelium Vitae 65 e un passo di un discorso di Giovanni Paolo II del 12. 11. 2004. Certo come teologo di morale cattolico non ha apertura a favore dell’eutanasia attiva. Manifesta con chiarezza la necessità di una legge sul testamento biologico dove al malato, sostenuto da un fiduciario, venga dato pieno diritto decisionale non delegabile ai parenti o ai medici. Cita anche più volte il prof. Ignazio Marino. Presenta gli aspetti etici che possono influenzare la piena osservanza da parte dei medici di un testamento biologico. I medici anestesisti presenti spiegano meglio questo concetto con degli esempi pratici: difficoltà acute di un malato vengono sempre trattate, quando ci sono i parametri di una possibilità positiva di recupero, mentre si desiste da interventi che si reputano inutili, per la maggior parte delle volte in caso di cronicità di patologia irreversibile, dopo aver sentito il parere dei congiunti sulla concezione del vivere della persona in questione. In conclusione dà grande importanza alle cure palliative e la presa in carico delle persone malate, sia curando il loro corpo che sostenendole con affetto, non abbandonandole al loro destino. Quello che dà una nota particolare alla sua esposizione è l’atteggiamento al di sopra delle parti e di profonda comprensione dei problemi delle persone nelle estreme difficoltà alla fine della loro vita.

Il pubblico era interessato e vivace e ha posto molte domande, sia in modo anonimo, consegnando dei biglietti con delle domande scritte, che chiedendo la parola. L’impressione sul pubblico era di grande apertura a favore del testamento biologico con richieste pratiche come farlo, come conservarlo. I referenti davano il consiglio di tenere un biglietto sempre in tasca e di redigerlo con la guida del proprio medico o altra persona di fiducia.




30 maggio 2008

Citta' del Vaticano

29 mag. (Adnkronos) - Dura condanna da parte del 'ministro della Salute' vaticano all'applicazione del testamento biologico che, a Modena, ha consentito ad una signora gravemente ammalata di morire come desiderava. "Non c'e' nessuna legge italiana che prevede l'applicazione del testamento biologico - tuona il cardinale Javier Lozano Barragan, presidente del Pontificio Consiglio per la pastorale della Salute -. Se una persona decide di togliersi la vita compie un suicidio, se lo fa per un'altra persona commette un omicidio. Non ci importa l'apparenza legale. Noi abbiamo sempre sostenuto il quinto comandamento: 'Non uccidere'".

Vincenza non ha voluto la tracheo, Papa Giovanni Paolo II non ha voluto la tracheo. Vincenza si è avvalsa di un amministratore di sostegno,suo marito, e del suo testamento biologico scritto. Si era premunita contro l’accanimento terapeutico di un medico che l’avrebbe comunque intubata, se fosse andata in coma per insufficienza respiratoria. L’ uso pubblico della legge Cendon del 2004 ha dato uno scossone a una costruzione artificiale moralistica, dai piedi d’argilla. C’è differenza tra la morte di Vincenza e di Giovanni Paolo II? Io non ne vedo. Si legga l’articolo 2278 del Catechismo di Santa Madre Chiesa: "L'interruzione di procedure mediche onerose, pericolose, straordinarie o sproporzionate rispetto ai risultati attesi può essere legittima. In tal caso si ha la rinuncia all'accanimento terapeutico. Non si vuole così procurare la morte: si accetta di non poterla impedire". Nessun suicidio, niente eutanasia. È questo che Vincenza ha fatto e suo marito per primo e il medico insieme a loro. Grazie che lo abbiano fatto in pubblico. So che ci sono altri casi uguali ma che lo hanno fatto in silenzio. Sarei felice se si autodenunciassero parenti e medici di malati che hanno accettato la loro morte.




23 aprile 2008

SPAGNA/ DA DOMANI TESTAMENTO BIOLOGICO LEGALE IN TUTTO PAESE

Già 30.500 dichiarazioni sono raccolte in un registro centrale

da APCOM 

Madrid, 22 apr. (Apcom) - Da domani, con l'approvazione anche nella Comunità (regione) autonoma delle Asturie della legge che regola i testamenti biologici, in tutta la Spagna sarà in vigore il 'diritto a una morte degna'. Il processo iniziò nel 2002, quando il parlamento nazionale approvò la 'Legge di autonomia del paziente', stabilendo la creazione di registri nelle diverse regioni per consentire ai cittadini di lasciare per iscritto le proprie volontà rispetto a eventuali trattamenti terapeutici, nel caso in cui si trovino in condizioni critiche e non siano in grado di esprimersi.
Secondo quanto indica il quotidiano di centrosinistra 'El Pais', il registro centralizzato (in cui vengono riversati i dati dei cittadini iscritti a quelli regionali) contiene già 30.500 testamenti biologici. La legge permette di esprimere la propria volontà con il solo limite di non poter sollecitare l'eutanasia attiva o trattamenti contrari alle buone pratiche mediche. E proprio l'opinione del medico, sottolinea 'El Pais', resta fondamentale: se il dottore responsabile non è d'accordo, anche in presenza del testamento, c'è il rischio che i trattamenti continuino ad essere somministrati. Per questo, le associazioni come la Dmd "Derecho a morir dignamente", suggeriscono di scrivere un testo "più concreto possibile", se possibile con la consulenza di un medico.
La Chiesa cattolica spagnola non è estranea a questa apertura, ricorda 'El Pais': pur rifiutando decisamente l'eutanasia attiva, dal 1989 fu pioniera nell'elaborare un formulario per i credenti. Indirizzato "alla mia famiglia, al mio medico, al mio sacerdote e al mio notaio", questo definisce la vita come "un dono e una benedizione di Dio, ma non il valore supremo assoluto" e chiede "che non mi si mantenga in vita attraverso trattamenti sproporzionati o straordinari".




22 gennaio 2008

Non sono un assassino

 

Frédéric Chaussoy

Non sono un assassino

Il “caso Welby-Riccio” francese

Prefazione di Mario Riccio

Introduzione di Giancarlo Fornari

Edizione italiana a cura di Libera Uscita

Associazione er il testamento biologico e l’eutanasia

Edizioni di LucidaMente

inEdition editrice

Il giovane Vincent Humbert dopo un incidente è divenuto tetraplegico, muto e quasi cieco. Da tre anni legato ai macchinari riesce a dettare una supplica al presidente Chirac “Le chiedo il diritto di morire”. Questo libro è la drammatica autodifesa di Frédéric Chaussoy, il medico responsabile del servizio rianimazione dell’Ospedale eliomarino di Berck-sur-Mer, che insieme alla madre di Vincent ha accolto le invocazioni del giovane. Incriminati per omicidio, entrambi, dopo più di due anni, verranno prosciolti dal giudice istruttore per aver agito per motivi di particolare valore umano e sociale.

«È un testo forte, crudo, diretto. Non si perde intorno al problema ma lo affronta direttamente. Così come non poteva non fare un medico dell’emergenza». (Mario Riccio)

Il libro sarà presentato Lunedì 28 gennaio 2008, alle ore 17:00

presso la Biblioteca della Camera dei Deputati

Sala del Refettorio - Via del Seminario 76, Roma

Con l’occasione si svolgerà una tavola rotonda sul tema:

“Il testamento biologico dopo la sentenza della Cassazione”

Partecipano:

Giancarlo Fornari - Presidente di LiberaUscita

Gennaro Mariconda – Presidente emerito del Consiglio nazionale del Notariato

Ignazio Marino - Presidente della Commissione Sanità del Senato

Mario Riccio - Medico, specialista in anestesia e rianimazione

Ignazio Patrone – Magistrato di Cassazione

Coordina:

Silvano Miniati – Segretario generale ADA

Interverranno, fra gli altri: Luigi Aricò, Rossana Cecchi, Maria Di Chio, Giovanni Franzoni, Alessandra Sannella, Mina Welby

Per informazioni: LiberaUscita, Via Genova 24 Roma – mobile 338:9595790 (Anna Cicogna) – fax:

06.47823807 email: info@liberauscita.it – NB. Per accedere alla sala è necessario presentare un documento di riconoscimento




22 gennaio 2008

TESTAMENTO BIOLOGICO:

MARINO, MERCOLEDI’ CALENDARIZZATO DDL

(AGI) - Roma, 21 gen. - Sara’ calendarizzata dopodomani la discussione in Commissione Igiene e Sanita’ del Senato sul ddl sul testamento biologico, con la speranza che sia presentato in aula “un testo condiviso in tempi brevi”. Lo ha annunciato il presidente della Commissione, Ignazio Marino, a margine di un convegno proprio sul tema del testamento biologico. “Auspico una legge - ha detto Marino - per cui chi lo vuole possa dare indicazioni su come essere curato negli ultimi stadi della sua vita. Evitando che decida il medico di guardia quella notte. E questo non ha nulla a che vedere con l’eutanasia, che io condanno”. Se mercoledi’ si stabiliranno i tempi di discussione, in tempi brevi sara’ pronta la bozza di ddl unificato redatta dalla senatrice Fiorenza Bassoli, “che mettera’ insieme gli spunti degli undici ddl presentati. Un alto numero che io vedo in positivo - ha sottolineato Marino - come il segno che tutte le forze politiche vogliono dare il proprio contributo. Sono convinto - ha aggiunto - che tutti i punti di difficolta’ saranno superati, e il testo sara’ una valida sintesi delle varie posizioni. Resta da risolvere la questione della sospensione della nutrizione, su cui ci sono ancora difficolta’”. (AGI)



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