.
Annunci online

  Calibano [ TERMOVALORIZZATORE DI FOSSILI ONIRICI ]
         

   

                GLI EDITORIALI

       DEL CALIBANO

   (PIERGIORGIO WELBY)

Io amo la vita: la storia di Piero e Mina Welby - trailer

 

      

http://www.ibs.it/code/9788876153372/welby-piergiorgio

-lioce/ocean-terminal.html  - 15%

in e-book a € 7.49

Un vero regalo di Natale!  

               

 http://www.desistenzaterapeutica.it/


 

Welby Un atto di giustizia
Riccio Disinformazione medica e

vigliaccheria politica

  http://testamentobiologico.
ilcannocchiale.it/?r=151504

Riproduci   vivavoce230708
 

            

                  
       Radical italiani
     www.ignaziomarino.it

Il grande fratello 
dei falchi pellegrini e non solo


 

Album di Aria e Vento 2007


Vestivamo alla
marinara 2006
(copyright by Welby)

       
   
Sostieni il progetto di AMREF in SUD SUDAN
con AGIRE per l'AFRICA »      





un sorriso
contro la violenza

azione blog iniziata da
Galatea


L'onore dipende spesso
dall'ora che segna l'orologio.
Guillaume Apollinaire
------------------------------------


Calibano: la terra, il fango,
le viscere, la passione cieca,
l'incognito, il caos, la paura,
il talento primordiale, virile,
erotico che spesso vibra di febbre
e non ha bisogno di luce né di parola.
La carne, l'anima, lo spirito insieme
in un ultimo viaggio; prima della
separazione, della libertà di scegliere
un nuovo luogo, un nuovo corpo da
,o dove addormentarsi, come
dice Ariel, sotto un fiore



-------------------------------------
 
IL MARATONETA
  LUCA COSCIONI
    scarica il libro
-------------------------------------
http://www.radio.rai.it/radio
3/lastoriaingiallo/archivio_
2007/audio/storia_giallo2007
_09_22.ram



Audiolibri per nonvedenti

e ipovedenti
http://www.libroparlatolions.it/




Medici Senza Frontiere
               
                
  
       Un momento del V-Day 2007 a Bologna

       "Amore civile" - Nuove forme 
     di convivenza e relazioni affettive


logo EDF / logo FEPH
 

 

         HandyLex
        Superando.it 

        

         

emergenza kenya
      


      
Cristo! come eravamo ridicoli
io e il Nuvola mentre seguivamo
il furgone mortuario del Comune
…ti saresti divertita, cazzo!…
noi sulla circonvallazione
a cambiare la candela sporca
e la tua bara grigio topo gettata
nel cimitero di Prima Porta
…ti saresti divertita, cazzo! …
così come ti divertivi da sballo
a fare l’autostop sulla Colombo
per rubare una giornata alla
disperazione
e sbatterla sulla spiaggia di
Capocotta….
…io e te…confusi tra gli altri
che lanciavano la loro allegria
sugli asciugamani colorati della
fantasia
…io e te…la sera nel vagone
del treno…
ad assaporarci il sale sulle labbra,
a scandalizzare quelle facce
di cartapesta imbolsite dal sopore,
…io e te…ad inventare equilibrismi
sulla corda tesa del pudore ma…
con la mente già chiusi in
quella stanza.
Che assurdità quel grattacielo
di morti murati dietro quei marmi
di fiori appassiti e nomi dimenticati.
Ti lasciammo tra i crisantemi gialli
rubati ad un disgraziato tuo vicino
e l’odore di cera e fiori marciti…
andammo via tirando calci ad
una Pepsi
e cantando All along the watch
tower…
cantavamo forte per non piangere,
forse,
..io non ho pianto…ma,…
una volta tornato in quella stanza,
ho passato la notte alla finestra,
tutta la notte a guardare
il fumo leggero della Marlboro
che mi bruciava gli occhi
e lo scorrere lento dei vagoni.
(P. Welby, 

 

All Along The Watchtower 
dalla raccolta -Natiche Sadiche-)

 

Registra il tuo sito nei motori di ricerca

 

 

 

 


8 gennaio 2016

IMPARARE AD ESSERE LIBERI

A essere libera ho imparato da piccola, a otto anni. Andreas, un giovane soldato SS era tornato a casa paraplegico per una pallottola che gli aveva leso la colonna vertebrale. Nei tempi delle paure avevo imparato a origliare quello che dicevano i grandi. Ma volevo accertarmi di persona e volevo vedere Andreas. Ero fortunata, perchè quando venne la buona stagione, tutti i giorni la mamma con i fratelli di Andreas lo protarono nel giardino della loro casa, e dovevano passare proprio sotto casa mia. Avevo sentito raccontare che il comune gli pagava la camera nell'ospedale, dove si era attrezzato con un piccolo laboratorio per riparazioni di orologi e catenine. "Ciao, Andreas, ho raccolto queste margherite per te." "Grazie, piccola, come ti chiami? ci vediamo, ciao." La sua mamma mi sembrava non contenta che mi ero avvicinata e quasi una kapò, quelle guardie dei lager, di cui avevo sentito parlare i grandi. Parlai con la mia mamma e le chiesi tante cose su Andreas e perchè non potesse camminare e perchè la sua mamma era così seria e scostante. Chiesi perchè il nostro papà ancora non tornasse dalla Jugoslavia. Mamma mi spiegò con parole molto semplici che la vita era fatta così. Che gli uomini cattivi avevano fatto la guerra e che tanti erano morti e quelli feriti come Andreas dovevano essere aiutati, che anche le malattie erano una cosa naturale e anche morire lo fosse. Il mio papà non tornò dalla prigionìa ma vi morì di dissenteria.
Un giorno mi si spezzò la catenina d'argento che mi era stata regalata per la prima communione. Ero quasi felice. Un espediente per andare da Andreas. "Mamma, vado da Andreas a farmela riparare. Gli posso portare la mia cioccolata che mi hai regalato?" "Certamente è tua e chiedigli anche quanto devi pagare la riparazione." "Sì, sì i soldi li prendo dal mio porcellino." "Vabbene, ciao e non essere noiosa con Andreas!"
"Buon giorno, Andreas, per favore mi aggiusti la mia catenina che si è rotta." "Ciao, piccola. Certamente, finisco a chiudere questo orologio e ti aggiusto la tua catenina." "Posso guardare come lavori?" "Certo, siediti qui accanto al tavolo." Aveva una lente su un occhio per vedere bene i piccoli meccanismi dell'orologio che stava per assemblare con una pinzetta appuntita, in quelle mani magrissime. Mentre lavorava mi spiegava quello che faceva. In un attimo di silenzio feci io delle domande che da tanto gli avrei voluto fare, sul perchè non potesse più camminare. Mi raccontò della guerra del momento in cui fu ferito, dei suoi commilitoni che lo avevano soccorso e infilava anche degli aneddoti per farmi ridere.
Così ho imparato che si può essere liberi anche imprigionati in un corpo immobile. Ora che il mio asinello comincia a zoppicare cerco di metterlo in pratica


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. libertà papà guerra disabilità

permalink | inviato da Mina vagante il 8/1/2016 alle 21:53 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa



30 luglio 2011

IL LAVORO FONTE DI GIOIA DI VIVERE

 

Il giovane Kevin Feichter di Gais, in provincia di Bolzano, nell’anno 2004 ha avuto un grave incidente con il suo motorino. Aveva appena 16 anni. Le speranze di vita erano quasi nulle. Per molto tempo era in terapia intensiva, dalla quale è passato al centro di riabilitazione a Bad Aibling in Germania. La dedizione della madre che si è trasferita in un appartamento vicino al luogo di cura del figlio è stata premiata con un miglioramento, inizialmente a passo lento. Cinque anni è durato l’impegno dell’equipe riabilitativa e la caparbietà di Kevin stesso ha fatto la differenza. Inizialmente aveva dovuto realizzare mentalmente, cosa gli fosse successo e disperava di poter ancora muoversi. Aveva dovuto reimparare a camminare, a mettere un piede davanti all’altro, doveva reimparare a dire delle frasi compiute, a parlare. Tornato in Alto Adige, fu inserito nel laboratorio-officina del Centro Riabilitativo del Servizio Sociale di San Giorgio vicino a Brunico. Prima dell’incidente era stato apprendista fabbro, mestiere che gli piaceva. Ma ora si domandava, come potesse continuare la sua vita. Voleva un “normale” posto di lavoro.
Insieme agli assistenti sociali e mediatori di lavoro, per la sua voglia di lavorare, fece un progetto di inserimento lavorativo. Nel laboratorio è riuscito a valorizzare le sue residue abilità fisiche in modo che è stato assunto in prova dalla ditta Vitralux di Brunico. La ditta è diventata il partner ideale per Kevin. Durante il periodo di prova erano a sua disposizione un assistente al lavoro del servizio sociale, una persona di riferimento del posto di lavoro e il tutto sotto la supervisione di una collaboratrice del servizio di integrazione lavorativa.
Oggi, dopo due anni Kevin è soddisfatto, il lavoro gli piace, i compagni di lavoro gli sono vicini. È stato assunto a tempo indeterminato. Kevin dice che avere un posto di lavoro simile, dove ti senti rispettato dai compagni e aiutato dà una chance per avere fiducia nel futuro.
In prov. di Bolzano sono 1800 disabili inseriti nel lavoro. Una collaboratrice del servizio di integrazione lavorativa mi confessò quanto sia difficile trovare il lavoro e il posto giusto per una persona che possa veramente esplicare nel lavoro le sue capacità residue e aiutare a riuscire a inserirsi nell’ambiente lavorativo.
Anche in tempo di crisi ci sono ditte che investono e danno lavoro. Senza lavoro non ci sarà consumo, perché, se non guadagni non puoi comperare e chiudere il cerchio. Ma Tremonti questo non lo sa?




24 settembre 2010

OLTRE OGNI RAGIONEVOLE SCOMMESSA

La DISABILITA’.
Iniziativa il 25 settembre a Piombino (LI),

http://www.radioradicale.it/scheda/311686/

presentazione-del-libro-di-elena-grassi-

oltre-ogni-ragionevole-scommessa

presso l’Auditorium del Centro Giovani, ore 16.
Presentazione del libro scritto dalla dott.ssa Elena Grassi
“Oltre ogni ragionevole scommessa”
(l’introduzione è a firma del senatore Ignazio Marino).
 
 
Il libro racconta la storia del dottor Stefano Ciatti. Medico radiologo di Prato, Stefano ha affrontato con coraggio le limitazioni fisiche impostegli dall’handicap, raggiungendo grandi soddisfazioni sia sul piano personale che professionale. La dott.ssa Grassi, con delicatezza ed ironia, ci narra episodi di una vita vissuta all’insegna della determinazione e del non arrendersi, in nessun caso.  E’ una libro che affascina e che ti lascia qualcosa dentro che difficilmente se ne andrà. Perchè si racconta la vita di Stefano, ma in ogni paragrafo è come se ci fosse una parte di noi. E’ un libro che ti guarda dentro, che spinge a riflettere ed a cercare di capire se veramente, in ogni momento della nostra vita, abbiamo davvero avuto, come il protagonista, la grinta ed il coraggio di metterci in gioco fino in fondo.  Oltre ogni ragionevole scommessa.
 
Intervengono
Dott.ssa Elena Grassi, autrice del libro
dott. Marco Armellini, neuropsichiatra infantile, allievo del Prof Milani Comparetti che tanto ha saputo migliorare la vita e le terapie riabilitative dei bambini disabili e che ha avuto lo stesso Ciatti come paziente.  
Stefania Mulè, attrice, che già ha interpretato con rara sensibilità, le lettere a Don Franco Barbero, leggerà alcuni brani tratti dal libro.
A seguire dibattito: i diritti dei disabili, degli ammalati, i tagli al welfare, il funzionamento del nostro SSN. Quali sono i problemi che la politica e le istituzioni possono aiutare ad affrontare e risolvere?
Ne parliamo con Mina Welby, Associazione Luca Coscioni, dott. Federico Gelli, medico, assessore alle pari opportunità per la Regione Toscana nella scorsa legislatura, On Sandro Gozi, esperto di politiche europee.  Saranno presentate alle associazioni ed ai politici presenti alcune proposte redatte da Dario Marchi, membro di Laicità e Diritti, a proposito di piccole integrazioni alla normativa regionale che faciliterebbero alcuni aspetti della vita quotidiana del disabile.
Coordinano l’intera iniziativa il dott Francesco Putortì, primario anestesista e il dott. Stefano Ciatti.




14 agosto 2010

L’agenda bioetica del Governo

 

La centralità della persona e la difesa del valore della vita costituiscono il fondamentale asse di orientamento del Governo in tutti i diversi ambiti della sua azione.

Ma oggi, per tracciare nuove politiche sociali, economiche e sanitarie è necessario avere anche un

chiaro quadro di riferimento antropologico: non è possibile un progetto politico e sociale che abbia

realmente a cuore la dignità della persona ma che non sappia affrontare le radicali modificazioni

proposte dalla tecnoscienza in questo campo e porre rimedio alle nuove fragilità che si sono

prodotte nelle reti dei rapporti umani.

Di fronte alle scoperte scientifiche e alle innovazioni tecnologiche che di giorno in giorno entrano a

far parte del nostro vivere, soprattutto nella frontiera della biomedicina, la politica di questo

Governo si pone con un approccio realmente laico - basato quindi sulla conoscenza scientifica - e

insieme valoriale, considerando come punti fermi e irrinunciabili l’unicità della persona, il rispetto

per la vita umana, dal concepimento alla morte naturale, e la centralità della famiglia, così come è

riconosciuta dalla nostra Carta costituzionale. Riteniamo che per tutti, credenti e non credenti, la

vita sia il bene più prezioso, e che sia necessario tutelarla. Su questo principio irrinunciabile e

fondamentale è costruito il nostro stesso sistema sanitario, riconosciuto, nonostante le sue

disomogeneità territoriali e criticità, come uno tra i migliori nel mondo. L’organizzazione sanitaria

del nostro Paese, che il Governo si sta impegnando, insieme alle Regioni, a rendere più efficiente e

omogenea, razionalizzandone la spesa, deve essere capace di adeguarsi alle nuove sfide

mantenendo e potenziando la capacità di “curare”, nel senso più ampio del termine, misurandosi

prima di tutto su chi è più fragile ed esposto.

L’agenda bioetica del governo prevede cinque punti fondamentali su cui fin da subito abbiamo

impostato la nostra azione, ma che richiedono un’attenzione continuativa e interventi ulteriori:

 

1. La vita umana al momento dell’inizio

2. La vita umana negli stati di massima disabilità

3. La vita umana quando è alla fine

4. I problemi legati all’uso dell’umano come materiale biologico

5. I criteri etici della ricerca

 

Inizio vita

La legge 194 che consente, a certe condizioni, l’interruzione della gravidanza, non considera

l’aborto come diritto ma come estrema e dolorosa ratio, da evitare, ove possibile, con interventi di

prevenzione a favore della vita.

In questo senso, vogliamo scongiurare l’eventualità che l’introduzione di nuove tecniche (ad

esempio il metodo farmacologico) porti a una concezione dell’aborto non come problema sociale

ma come diritto privato, approdando all’aborto a domicilio. Abbiamo già messo in atto a questo

scopo un monitoraggio attento della situazione (linee guida per l’aborto farmacologico, warning

alle Regioni sulle criticità amministrative, nuovo modulo per la raccolta dei dati, comunicazione

alla Ue sulla compatibilità legislativa) per assicurare che l’uso dei nuovi metodi si mantenga

all’interno della legge 194 e non consenta, come è avvenuto in altri Paesi, la dispersione dei dati e

una minore garanzia per la salute delle donne.

Proponiamo un Piano federale per la vita, da costruire nella collaborazione tra il Ministero e le

Regioni, che finalmente dia piena applicazione alla parte finora meno considerata della legge 194,

quella della tutela della maternità e della prevenzione.

Siamo un paese “modello” per la battaglia contro l’aborto: abbiamo tassi di abortività tra più bassi

in Europa, in costante diminuzione dagli anni ottanta. E’ importante dunque far conoscere il nostro

approccio e le nostre “best practices” in Europa: priorità alla prevenzione, Ivg (Interruzione

volontaria di gravidanza) solo in strutture pubbliche escludendo qualsiasi forma di lucro,

monitoraggio stretto del fenomeno, esclusione di aborto a domicilio.

Per quanto riguarda la Pma (Procreazione medicalmente assistita), vogliamo arrivare a un alto

livello di trasparenza, tracciabilità, qualità e sicurezza: stiamo applicando alla Pma le norme

europee su cellule e tessuti, e siamo tra i primi in Europa a farlo.

In Europa

Vogliamo confrontare i dati della Pma in modo congruente con gli equivalenti europei, e verificare

sulla distanza le ricadute mediche (attraverso un attento follow up) e quelle sociali del fenomeno.

E’ importante verificare l’efficacia della risoluzione europea del marzo 2005 contro il mercato

globale degli ovociti (è necessario chiarire che quando si parla di “donazione” di ovociti quasi

sempre si maschera un’operazione di compravendita) e lo sfruttamento delle donne più povere ed

esposte.

Vogliamo batterci contro le forme nascoste di razzismo e di discriminazione presenti nel mercato

di gameti ed embrioni.

In Italia

Vogliamo difendere la legge italiana sulla Pma, approvata dal Parlamento, confermata da un

referendum, e sostanzialmente riconfermata dall’intervento della Corte costituzionale che ne ha

lasciato invariato l’impianto. La nostra legge non consente pratiche di selezione eugenetiche, e lega

l’accesso alla Pma all’infertilità. Ribadiamo il nostro no alla selezione genetica e a un diritto

“diminuito” alla vita per le persone portatrici di qualche patologia o disabilità.

 

Disabilità

Il recente Rapporto del Governo sulla tutela dello stato di non autosufficienza in Italia ha

evidenziato come il Fondo Sanitario Nazionale abbia le risorse sufficienti per garantire la dignità

della persona in ogni fase di vita se i Servizi regionali sanno integrare tutte le funzioni sociali,

sanitarie ed assistenziali secondo modelli di gestione che concentrano la offerta ospedaliera per i

bisogni acuti e liberano risorse per lo sviluppo dei servizi territoriali. Alla base di questo modello si

pone la “presa in carico” continua della persona, il sostegno alla famiglia nella sua insostituibile

funzione solidale, la valorizzazione del volontariato. Lo stesso rientro dai disavanzi strutturali dei

servizi regionali deve essere orientato alla promozione di questo modello e dei servizi

extraospedalieri e domiciliari. Il Governo ha nel frattempo indirizzato, d’intesa con le Regioni, una

parte dei fondi disponibili per specifici progetti rivolti alla costituzione di unità per l’assistenza

degli stati vegetativi persistenti.

 

Fine vita

Il caso Englaro, pur nella tragica conclusione, meglio di ogni altro ha indicato le priorità del

Governo riguardo al valore indiscusso della vita. Si conferma il principio di precauzione e un no

fermo a ogni forma di eutanasia. L’impegno del Governo per arrivare a una legge nazionale che

stabilisca il principio del consenso informato e assicuri l’attuazione dell’articolo 32 della

Costituzione e la libertà di scegliere le terapie è stato, in questi mesi, costante. Non possiamo però

accettare che si instauri una forma di deregulation su un tema così delicato attraverso le iniziative

estemporanee di alcuni amministratori locali: i registri per i testamenti biologici che qualche

comune ha approntato hanno scopi politici ma non possono offrire un reale servizio al cittadino, con

le necessarie tutele e garanzie, soprattutto circa il consenso informato. La dignità della persona nella

conclusione del ciclo vitale deve essere tutelata anche potenziando le reti di hospice per pazienti

terminali e attraverso servizi domiciliari, anche inerenti le cure palliative.

 

Uso dell’umano come materiale biologico

E’ necessario vigilare affinché le nuove tecniche scientifiche in ambito biomedico non producano

una nuova economia del corpo, basata su un commercio di parti del corpo umano. Riaffermiamo

con forza che l’embrione non è un oggetto su cui si possano compiere esperimenti o che si possa

commercializzare.

Solidarietà ed appropriatezza, sono i criteri che ci guidano, partendo dal diritto alla salute che è a

fondamento del nostro sistema sanitario.

La legge 40 ha facilitato una “via italiana” alle staminali, che sta producendo buoni risultati. Il

nostro Governo sta rilanciando innanzitutto le applicazione cliniche consolidate delle staminali

(come quelle del sangue cordonale), e la ricerca scientifica biomedica in generale. Proprio sulle

staminali cordonali il Governo è intervenuto modificando sostanzialmente le norme introdotte dal

precedente Governo, mantenendo la tradizionale politica solidaristica sulla raccolta e la donazione

di sangue ed organi, ed estendola a tessuti e cellule. In questo campo ci siamo mossi in pieno

accordo con le associazioni del volontariato che operano nel settore e con quelle dei malati, ma

soprattutto con la comunità scientifica. Partendo dal criterio dell’appropriatezza, abbiamo evitato

che si diffondesse la procedura costosa e inutile della conservazione per uso autologo, rafforzando

contemporaneamente la rete delle banche pubbliche, anche grazie a risorse individuate nel fondo

sanitario attraverso gli obiettivi di piano. Rispetto ad altri Paesi europei, l’Italia è tra i pochi che

hanno attuato i principi etici indicati in questo ambito dalle istituzioni internazionali.

 

Ricerca ed etica

La ricerca, come ogni attività umana, è sottoposta al giudizio etico, e non può chiudersi nel cerchio

dell’autoreferenzialità, né godere di “immunità etica”. Siamo al lavoro per mettere a punto un

codice etico per la sperimentazione sugli esseri umani, che sarà alla base dei criteri di certificazione

di biobanche di materiale biologico di origine umana ad uso di ricerca scientifica; sarà ripensata

l’organizzazione dei comitati etici per le sperimentazioni cliniche, per assicurare un controllo etico

efficace e insieme liberare la sperimentazione dagli eccessi burocratici che oggi la ostacolano,

danneggiando la ricerca italiana.

 http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/agenda_bioetica/Agendabioetica.pdf

 Un regalo per Ferragosto ve lo dovevo pur fare, mica me lo voglio godere da sola!




9 settembre 2008

SEVERINO MINGRONI

 
Conoscere Severino Mingroni può solo dare un impulso efficace a chi vuol capire cos'è Vita.
Leggete sul link la sua storia e la sua battaglia non soltanto per se stesso, ma per tanti come lui.



http://www.radicali.it:80/newsletter/view.php?id=97756&numero=6252&title=NOTIZIE%20RADICALI

http://www.lucacoscioni.it/radicali_mingroni_
sogno_una_lista_elettorale_di_radicali_nel_
mio_abruzzo


Caro Severino,
la proposta di legge sul voto domiciliare l'abbiamo depositata e con la firma dei deputati di ogni orientamento. Nella relazione introduttiva sei citato anche tu! E' mio impegno farla approvare per tempo. Tu pubblicizzala che sei bravissimo! Un bacio
Tua Rita (Bernardini ndr.)
Ecco la pdl

PROPOSTA DI LEGGE
d'iniziativa dei deputati
BERNARDINI, AMICI, ARGENTIN, BARETTA, BELTRANDI, BOCCUZZI, BUTTIGLIONE, CALVISI, CAPANO, CASINI, CIMADORO, CONSOLO, DAL LAGO, FARINA COSCIONI, FERRANTI, FERRARI, FIANO, FRANCESCHINI, LA LOGGIA, LEHNER, MECACCI, MOTTA, PAGLIA, MARIO PEPE (PdL), PISICCHIO, PITTELLI, RAO, SAMPERI, SBAI, SCELLI, SERVODIO, SPOSETTI, STRACQUADANIO, TENAGLIA, MAURIZIO TURCO, ZAMPARUTTI
Modifiche all'articolo 1 del decreto-legge 3 gennaio 2006, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 gennaio 2006, n.22, in materia di ammissione degli elettori disabili al voto domiciliare
Presentata l'8 maggio 2008




21 ottobre 2007

RUBARE LA VITA GIORNO PER GIORNO

http://www.conoscicesare.org/2007/10/16/il-mio-sogno-di-velista/

Immagini bellissime su questo link di Cesare Scoccimarro velista.

Stasera Stefania, sua moglie mi ha inviato una mail con questo

link. Cesare è colpito da sclerosi laterale amiotrofica, malattia

terribile che dopo pochi anni lascia la persona completamente

paralizzata e muta. E’ la stessa malattia che aveva colpito Luca

Coscioni. Visitate il sito di Cesare e guardate con quale coraggio

affronta ancora insieme a sua moglie la vita giorno per giorno.


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. vita disabilità vela sla

permalink | inviato da Mina vagante il 21/10/2007 alle 20:47 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa



27 agosto 2007

LE PORTE STRETTE

 C'è una "porta stretta" che, pare, valga solo per quelli che già per conto loro sono svantaggiati. La corsa all'agio e a "godersi" la vita credo che sia molto difficile per chi deve calcolare come arrivare alla fine del mese (e questo sarebbe il minimo). Non so poi dove si prospetta una "porta larga e comoda" per coloro che sono entrati già in questa vita terrena per una porta stretta (colpiti di malattie genetiche) e trovano porte sempre più strette per continuare a vivere in modo dignitoso. Insieme a loro ci sono quelli che per il "caso e la necessità" si sobbarcano alle strettoie e altri che la provvidenza??? il caso??? ha colpiti con gravi malattie o disgrazie. Ma c'è una categoria di persone che delle porte strette con i loro vantaggi fa quasi una apologia e si crea un alibi per non dover ammettere di non fare ciò che potrebbe per alleviare e fare di tutto per essere veramente vicini a coloro che sono i più svantaggiati. Siamo veramente tutti ipocriti!


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. disabilità vangelo ipocrisia

permalink | inviato da Mina vagante il 27/8/2007 alle 8:9 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (20) | Versione per la stampa



13 giugno 2007

IL SESSO DEGLI…ANGELI

Gli angeli sono stati, e continuano ad essere sull’onda fatua della New Age, una palestra per i più arditi esercizi speculativi. Dalle suddivisioni di un neoplatonico del V secolo, Pseudo Dionigi l'Areopagita, alle dispute medievali sul loro sesso. Come sempre accade, quando c’è di mezzo il sesso o la sessualità, la diatriba trovò subito un punto su cui convergere: gli angeli non hanno sesso e, conseguentemente, nemmeno una sessualità. Tagliati gli attributi a queste evanescenti creature venute dalla Persia zoroastriana, i teologi ed i filosofi li relegarono in un dimenticatoio da dove venivano riesumati e portati a fare due passi solo dai pittori che ne fecero dei – tappabuchi - per superare quell’horror vacui che la tela incute.

Stessa sorte è toccata agli handicappati, disabili, diversabili…fate voi, sceglietevi il termine che vi sia più gradito ma non dimenticate che, comunque vogliate definirli, sono e resteranno persone le cui potenzialità possono essere annullate dalle difficoltà che un mondo fatto a misura di normodotato crea. L’handicappato nella filmografia appare raramente, come nella realtà, e quando appare un plaid sulle ginocchia fa da pietra tombale ad ogni velleità erotica. Le cose potrebbero andare avanti per secula seculorum ma Hollywood getta il classico sasso nello stagno dell’ipocrisia. Il sasso si chiama “Uomini (Battle Stripe)” scritto da C. Foreman, regista Zinneman, interpretato da Marlon Brando. È il 1954 e il realismo con cui sono descritte le difficoltà di un reduce di guerra paraplegico che cerca di riadattarsi alla vita colpiscono il pubblico come un pugno nello stomaco. Ma ancora più sconvolgente fu il prendere coscienza della sessualità di un disabile, naturalmente si tratta di una sessualità -addolcita- dall’amore e dal matrimonio ma è indiscutibilmente un passo avanti. Concessa ai reduci una sessualità – per meriti di guerra - sembra che gli invalidi civili debbano continuare nella loro angelica esistenza ma…il regista irlandese J. Sheridan prende in prestito dalla realtà la storia di Christy Brown, paraplegico dalla nascita, e ne fa “Il mio piede sinistro”. Privato delle ali l’handicappato-angelo si mostra per quel che è: una umanissima e desiderante creatura alla quale non mancano le domande ma solo le risposte. Sistemati reduci e invalidi civili restano nella piccionaia angelica del dimenticatoio “le” disabili.

Le femministe di una volta tirerebbero in ballo la fallocrazia e la società maschilista…certo che se la sessualità femminile è stata spesso guardata con sospetto, la sessualità di una disabile viene scotomizzata senza tanti complimenti. “Perdiamoci di vista” di Carlo Verdone è un film comico ma ha l’indubbio merito di dare spessore e realtà alla figura di una paraplegica, Asia Argento, e alle paure di un normodotato, Carlo Verdone, che si sente sessualmente attratto da lei. Se il corpo della donna è “un pianeta poco esplorato” il corpo di una disabile è “un pianeta sconosciuto”. Ho voluto –usare- la finzione cinematografica per avvicinarmi al problema della sessualità dei disabili perché l’identificazione con i personaggi di – celluloide - è molto più facile dell’identificazione con il disabile della porta accanto. Una volta accettata la premessa che la disabilità non esclude la sessualità il passo successivo è, o dovrebbe essere, quello di domandarsi: possono i disabili confrontarsi con la loro sessualità? Nel 1993 l’Assemblea Generale dell’ONU ha pubblicato un documento nel quale veniva riconosciuto a tutti i portatori di handicap, sia fisico che mentale, il diritto di fare esperienza della propria sessualità. Questo dovrebbe fornirci la chiave di lettura esatta: quando l’ONU si premura di affermare i diritti di qualcuno è perché quei diritti sono, nei fatti, negati. Sono negati perché i genitori sono portati ad infantilizzare il figlio/a disabile, sono negati perché è negato o estremamente difficoltoso per il/la disabile l’accesso a quei luoghi dove i giovani si sperimentano, sono negati ai disabili istituzionalizzati per la difficoltà del personale di confrontarsi con esigenze cariche di problematiche complesse, ma è anche la forma mentis di una società che, nonostante una patina di “liberalità”, ha ancora una difficoltà di fondo ad accettare una sessualità svincolata dalla riproduttività o legalizzata nel matrimonio. Insomma, il sesso ludico suscita sospetti o goliardiche derisioni e, nel migliore dei casi, viene liquidato con una battuta sdrammatizzante. Prima di andare avanti vorrei ricordare che l’handicap non si limita agli esempi cinematografici che vi ho proposto, il caso della paraplegia è solo un tipo di handicap e, forse, il meno –invalidante- altri handicap impediscono in modo più severo il relazionarsi con il mondo: spastico, tetraplegico, sindrome di Down, deficit fisico, psichico, intellettivo questi ed altre sono le prigioni dove molti sono costretti a vivere. In Olanda, paese notoriamente incivile e insensibile, esiste una “Fondazione per i rapporti alternativi” che procura incontri sessuali ai portatori di handicap. E in Italia? In Italia le cose vanno diversamente. Il – suggerimento - dell’ONU è stato accolto da uno scetticismo generale: “Sesso a tutti i costi? Probabilmente il diritto che l’ONU voleva garantire non era quello di “fare sesso”, semmai quello più fondamentale di avere un rapporto con una persona che si ama e dalla quale si è corrisposti. Questo è un obiettivo per tutti, non solo per i disabili ( SEMPRE – Mensile dell’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII).
Le ali, le ali a tutti i costi! Mentre l’ONU si preoccupa di affermare il diritto alla sessualità (nei limiti che l’handicap consente) altri si preoccupano di obbligare il portatore di handicap a riconoscersi in un rapporto finalizzato che, detto in poche e crude parole, vuol dire:” caro disabile, o ti rimetti le ali o ti rassegni all’astinenza”. Ma la sessualità dei disabili come viene “risolta”?- la letteratura in merito è copiosa e accessibile a chi desideri informarsi su un tema sconosciuto ai non addetti. Ecco un esempio: “19 anni, spastico grave, frequenta la scuola superiore. Da qualche tempo, dice la madre, la vita in casa è diventata difficilissima. Lui le confida la sua attrazione per le ragazze, la rabbia per non riuscire ad instaurare una relazione come i suoi coetanei. La rabbia di non riuscire nemmeno a masturbarsi. La madre allora qualche volta lo aiuta. Da un lato vive questo gesto come l’estremo sacrificio di donazione per il figlio, dall’altro è lacerata dal senso di colpa per un atto incestuoso e contrario ai suoi principi.” Se la – soluzione - olandese fa storcere il naso ai propugnatori del “niente sesso senza amore” vorrei sapere come reagiscono i loro sensibilissimi nasi di fronte alla – soluzione italiana -. Non mi meraviglierei se i nasi si comportassero come le coscienze double face: da una parte sempre pronte a gridare allo scandalo e dall’altra sempre disposte al silenzio dell’ipocrisia.

Il Calibano

Riporto questo brano perchè supporta il libro in pubblicazione di Bruno Tescari "Il Kamasabile".
Trovate la pubblicazione nella mia rubrica "libri".




13 giugno 2007

IL KAMASABILE

 CON IL PATROCINIO
DELLA PROVINCIA DI ROMA                
TIZIANA BIOLGHINI
Consigliera
Delegata alle politiche dell’handicap
presenta:
“ACCESSO AL SESSO”
IL KAMASABILE
di  BRUNO TESCARI
VENERDI’ 15 GIUGNO 2007 -  ore 16.00
PROVINCIA – SALA DEL CONSIGLIO
VIA IV NOVEMBRE 117/a
dibattono sul diritto di vivere il sesso:
l’Autore
disabili, genitori, associazioni, operatori

comprate questo libro, vi insegna moltissimo.
Piero ha scritto a proposito di questo tema un bel Calibano "Il sesso degli angeli"




9 giugno 2007

CIAO WELBY

Dalla carrozzina al mondo
Arguzie e intuizioni
di Piergiorgio Welby
sul blog
di Claudio Sabelli Fioretti.
Con una prefazione
di Mina Welby
Aliberti Editore
---------------------
"Celio, celio
un po' per gioco
e un po'
per non morire".
---------------------------------
Questo libruccio è vendut in appendice al libro
di
Claudio Sabelli Fioretti
LA MIA VITA E' COME UN BLOG
€ 19.00
I PROVENTI VANNO INTERAMENTE A EMERGENCY


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. humor disabilità partiti politici

permalink | inviato da Calibano il 9/6/2007 alle 22:27 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


sfoglia     dicembre        febbraio
 


Ultime cose
Il mio profilo



PORTE CHIUSE
ASSOCIAZIONE LUCA COSCIONI
RADIO RADICALE
COSTITUZIONE REP.ITALIANA
DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI UMANI
DIRITTI FONDAMENTALI EU
CONVENZIONE DI OVIEDO
STATUTO DI ROMA CORTE PENALE INTERNAZIONALE
CONVENZIONE ONU DISABILI E LEGGE DI RATIFICA
NUOVI AUTORI
EMMA BONINO
MARIA ANTONIETTA
RADICALI CATANIA
ANTONIO VIGILANTE
LUCA PULINO
DIRITTO
QUADERNI RADICALI
LEGGE 40
NON C'E' PACE SENZA GIUSTIZIA
NESSUNO TOCCHI CAINO
DARFUR
CHIARA LALLI
ANDREA
LIBERALETTURA
malvino
Miss Welby
UILDM
AAAAAPOESIA
METASIA
ISAAC-Comunicazione
Pubbliaccesso
SIAE
TEMPO-MEDICO
CITTADINANZA ATTIVA
TASTIERA VIRTUALE
SUTTORA
VALERIA MANIERI
VIVERE&MORIRE


Blog letto 1 volte

Feed RSS di questo blog Rss 2.0
Feed ATOM di questo blog Atom