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L'onore dipende spesso
dall'ora che segna l'orologio.
Guillaume Apollinaire
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Calibano: la terra, il fango,
le viscere, la passione cieca,
l'incognito, il caos, la paura,
il talento primordiale, virile,
erotico che spesso vibra di febbre
e non ha bisogno di luce né di parola.
La carne, l'anima, lo spirito insieme
in un ultimo viaggio; prima della
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un nuovo luogo, un nuovo corpo da
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dice Ariel, sotto un fiore



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Cristo! come eravamo ridicoli
io e il Nuvola mentre seguivamo
il furgone mortuario del Comune
…ti saresti divertita, cazzo!…
noi sulla circonvallazione
a cambiare la candela sporca
e la tua bara grigio topo gettata
nel cimitero di Prima Porta
…ti saresti divertita, cazzo! …
così come ti divertivi da sballo
a fare l’autostop sulla Colombo
per rubare una giornata alla
disperazione
e sbatterla sulla spiaggia di
Capocotta….
…io e te…confusi tra gli altri
che lanciavano la loro allegria
sugli asciugamani colorati della
fantasia
…io e te…la sera nel vagone
del treno…
ad assaporarci il sale sulle labbra,
a scandalizzare quelle facce
di cartapesta imbolsite dal sopore,
…io e te…ad inventare equilibrismi
sulla corda tesa del pudore ma…
con la mente già chiusi in
quella stanza.
Che assurdità quel grattacielo
di morti murati dietro quei marmi
di fiori appassiti e nomi dimenticati.
Ti lasciammo tra i crisantemi gialli
rubati ad un disgraziato tuo vicino
e l’odore di cera e fiori marciti…
andammo via tirando calci ad
una Pepsi
e cantando All along the watch
tower…
cantavamo forte per non piangere,
forse,
..io non ho pianto…ma,…
una volta tornato in quella stanza,
ho passato la notte alla finestra,
tutta la notte a guardare
il fumo leggero della Marlboro
che mi bruciava gli occhi
e lo scorrere lento dei vagoni.
(P. Welby, 

 

All Along The Watchtower 
dalla raccolta -Natiche Sadiche-)

 

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22 febbraio 2014

FUORI I RADICALI O FUORI BONINO?


ANSA-FOCUS/ Amarezza Bonino, "ora nulla da dire, domani piazza"

Pannella, Renzi ha fatto fuori i radicali, sempre noi i nemici... (di Marina Perna) (ANSA) - ROMA, 21 FEB - "Non ho nulla da dire...". Emma Bonino, a caldo, non vuole commentare. Ne' il governo Renzi ne' la sua uscita, dopo 10 mesi, dalla Farnesina. Ma il suo tono, al telefono, tradisce la delusione e l'amarezza. La risposta della 'pasionaria radicale' è probabilmente rinviata a domani, quando nel pomeriggio scenderà in piazza, riprendendo la sua vocazione di militante in un vero e proprio comizio a Largo di Torre Argentina, storico feudo dei suoi Radicali. "Con eventi che mi ricordano quelli della fuga di Pescara di Vittorio Emanuele Terzo, come era prevedibile, sono certo che Renzi ha ottenuto di far fuori la Bonino - aveva detto poco prima che Renzi annunciasse la sua lista Marco Pannella a Radio radicale -. Il nemico della partitocrazia resta la storia radicale. La grande vittoria c'è, la Bonino fatta fuori, i radicali fatti fuori, fatta fuori la storia radicale, socialista, azionista, liberale. Renzi ha ottenuto l'ideale per i partitocrati". Lei stasera si è limitata ad annunciare che domani "saluterà tutti quelli che l'hanno aiutata", ma il suo 'mentore' Pannella ha postato più 'solennemente' su Facebook l'appuntamento: 'un comizio di Emma Bonino'. E sarà domani che Emma probabilmente si toglierà i suoi sassolini dalla scarpa. Quelli che l'hanno vista soffrire, anche personalmente, nella gestione di casi come quello di Alma Shalabayeva. Che lei, da ministro, ha dovuto gestire con il fioretto, con tutta l'aplomb e la diplomazia che il suo ruolo le imponeva, ma che da radicale strenua sostenitrice dei diritti umani avrebbe con ogni probabilità denunciato in piazza. Così come, forse, nel caso dei marò: un dossier che aveva 'ereditato' dal precedente governo Monti e dal suo predecessore Giulio Terzi, già inquinato da tanti passi falsi che lei, in questi mesi, non è riuscita a risolvere. Ma su cui aveva provato, con successo, ad alzare i toni, portando la questione a livello internazionale dove aveva incassato il sostegno della Ue, della Nato e, seppur più faticosamente, dell'Onu. Perché tra tutte le cose dette e non dette, fatte e non fatte, l'ipotesi di accusa di "terrorismo" verso i due militari e quindi, indirettamente, verso l'Italia non le è mai andata giù: "inaccettabile", l'aveva bollata senza se e senza ma. E probabilmente domani la Bonino, da 'politica' e non più da ministro, non mancherà di dire qualcosa anche sul governo che sta succedendo al suo. Che a lei, nonostante fosse fino alla fine in lizza per entrarci, forse non l'ha mai convinta. "Se Renzi è il nuovo che avanza, fatemi il favore di ridarmi l'antico", commentava solo qualche mese fa (era l'ottobre del 2013) quando Renzi era ancora il sindaco di Firenze e di lui si parlava solo per le primarie del Pd. Con un passato di importanti battaglie civili e per i diritti umani e molte esperienze sul campo, soprattutto in Africa e Medio Oriente, la ministra degli Esteri sapeva di avere un nome da spendere sulla scena internazionale. Con una lunga carriera, sia nazionale sia internazionale, inserita, anche di recente, tra i candidati al Quirinale (l'ultima volta anche in occasione della rielezione di Napolitano) e' stata vicepresidente del Senato nella scorsa legislatura, senatrice nell'aprile 2008 nelle liste del Pd, ministro per il Commercio estero e le politiche europee nel secondo governo Prodi e commissario Ue. E ancora prima, da deputato europeo, ha fatto la spola con il Cairo, dove ha anche imparato l'arabo, diventando attenta osservatrice delle dinamiche della regione. La sua partita lei, l'ha sempre giocata con il suo stile: pacato, con attenzione ai diritti umani e alle battaglie civili. 'Piccola' - come lei stessa ha scherzato osservando quella foto tra i 'giganti' Letta e John Kerry - ma ferma. Come ha dimostrato sulla crisi siriana, quando di fronte a quel piano inclinato che sembrava far scivolare i Paesi della Nato verso l'intervento armato lei ha opposto un 'no' secco. Sempre pronta tra una pausa e l'altra dei suoi tanti impegni a cercarsi un angoletto per accendere una sigaretta, Emma stasera incassa solo il ringraziamento di chi prenderà il suo posto: Federica Mogherini, subito dopo la sua designazione, ha twittato un 'grazie a tutti, soprattutto alla Bonino'. (ANSA). PEN 21-FEB-14 22:00

Ora più compatti che mai, noi Radicali! con una politica extraparlamentare antipartitocratica europea per il bene dell'Italia!




13 agosto 2011

PER RIMANERE IN TEMA


 Una bella Rassegna Stampa Radicale
non ci fa mica male!

http://www.radicali.it/notizie/rassegnastampa




26 febbraio 2009

VII CONGRESSO PARTITO RADICALE TRANSNAZIONALE

 Lo spot di Emma Bonino 

L'appello di Marco Pannella




30 settembre 2007

Firma per i disabili in Europa

 http://www.1million4disability.
eu/form_it.asp?langue=EN


Chi ancora non ha firmato lo faccia oggi
ultimo giorno!
per una vita indipendente!

Oggi 3 ottobre,
le firme hanno oltrepassato già da due giorni il milione!
Grazie a tutti! in tutto il mondo!


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permalink | inviato da Mina vagante il 30/9/2007 alle 21:59 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (37) | Versione per la stampa



6 settembre 2007

ALTIERO SPINELLI E GAETANO SALVEMINI

 Proprio in questi giorni ricorre il centenario della nascita di Altiero Spinelli (31 agosto 1907), padre dell'Europa unita, indipendente e federalista che, nel 1941 scrisse assieme all'azionista Ernesto Rossi il "Manifesto di Ventotene" nel quale teorizzò quella che oggi è appunto pressoché quasi diventata realtà, per quanto siamo ancora lontani da una vera integrazione politica europea.

Parimenti, oggi 6 settembre 2007, ricorrono i 50 anni dalla morte di un grande Maestro degli Azionisti e dei Liberalsocialisti da Carlo Rosselli ad Ernesto Rossi, allo stesso Spinelli, ovvero Gaetano Salvemini, nato a Molfetta nel 1873 e morto nel 1957.

Quest'ultimo, iscritto in un primo tempo al Partito Socialista di Filippo Turati, si battè a lungo contro il protezionismo ed i dazi doganali e per la rinascita del Mezzogiorno d'Italia e nel corso degli anni elaborò una linea politica che fosse socialista nei fini di giustizia e liberale nel metodo, contro ogni privilegio e che infiammò gli animi dei primi liberalsocialisti quali i fratelli Rosselli ed Ernesto Rossi con i quali condivise la lotta antifascista negli anni '20 e '30 fondando anche l'organo clandestino "Non Mollare" ed ispirando la nascita delle brigate di "Giustizia e Libertà" e del Partito d'Azione.

Nel dopoguerra si distinguerà ancora una volta assieme ai compagni azionisti e repubblicani per la lotta ad ogni dogmatismo: contro il clericalismo proponendo l'abolizione del Concordato e quindi dei Patti Lateranensi voluti dal fascismo e che il nuovo Stato italiano aveva recepito per volontà di democristiani e comunisti e contro ogni forma di statalismo e comunismo "espressione del totalitarismo di sinistra" come lo definiva Salvemini stesso.

Di Salvemini e di Spinelli ci rimangono oggi molte testimonanze vitali che tuttavia meriterebbero di essere valorizzate e riprese in mano.
Di Spinelli oggi è ancora attivo il suo "Movimento Federalista Europeo" che fondò nel 1943 e che ancora oggi si batte per la piena creazione della Federazione Europea.

Di Salvemini, parimenti, ci rimangono le lotte per le quali si battè in prima persona e che sono tutt'altro che vinte: si pensino ai privilegi dei nostri governanti, agli sprechi nella pubblica amministrazione, ad una Chiesa cattolica che vuole sempre più imporre la sua morale allo Stato, ad una sinistra comunista che vorrebbe imporre le sue improduttive e controproducenti utopie.

Oggi, pur a distanza di molti decenni, abbiamo ancora bisogno di persone come Spinelli e Salvemini. Abbiamo bisogno di laicismo, europeismo, atlantismo, anticlericalismo, liberalismo, liberalsocialismo.

Perché purtroppo i conservatori di ieri (fascisti, clericali, comunisti), per quanto possano chiamarsi con nomi diversi, sono maggioritari ancora oggi in questo nostro Paese allo sbando.

Luca Bagatin

 http://lucabagatin.ilcannocchiale.it/



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