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Io amo la vita: la storia di Piero e Mina Welby - trailer

 

      

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Riccio Disinformazione medica e

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L'onore dipende spesso
dall'ora che segna l'orologio.
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Calibano: la terra, il fango,
le viscere, la passione cieca,
l'incognito, il caos, la paura,
il talento primordiale, virile,
erotico che spesso vibra di febbre
e non ha bisogno di luce né di parola.
La carne, l'anima, lo spirito insieme
in un ultimo viaggio; prima della
separazione, della libertà di scegliere
un nuovo luogo, un nuovo corpo da
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Cristo! come eravamo ridicoli
io e il Nuvola mentre seguivamo
il furgone mortuario del Comune
…ti saresti divertita, cazzo!…
noi sulla circonvallazione
a cambiare la candela sporca
e la tua bara grigio topo gettata
nel cimitero di Prima Porta
…ti saresti divertita, cazzo! …
così come ti divertivi da sballo
a fare l’autostop sulla Colombo
per rubare una giornata alla
disperazione
e sbatterla sulla spiaggia di
Capocotta….
…io e te…confusi tra gli altri
che lanciavano la loro allegria
sugli asciugamani colorati della
fantasia
…io e te…la sera nel vagone
del treno…
ad assaporarci il sale sulle labbra,
a scandalizzare quelle facce
di cartapesta imbolsite dal sopore,
…io e te…ad inventare equilibrismi
sulla corda tesa del pudore ma…
con la mente già chiusi in
quella stanza.
Che assurdità quel grattacielo
di morti murati dietro quei marmi
di fiori appassiti e nomi dimenticati.
Ti lasciammo tra i crisantemi gialli
rubati ad un disgraziato tuo vicino
e l’odore di cera e fiori marciti…
andammo via tirando calci ad
una Pepsi
e cantando All along the watch
tower…
cantavamo forte per non piangere,
forse,
..io non ho pianto…ma,…
una volta tornato in quella stanza,
ho passato la notte alla finestra,
tutta la notte a guardare
il fumo leggero della Marlboro
che mi bruciava gli occhi
e lo scorrere lento dei vagoni.
(P. Welby, 

 

All Along The Watchtower 
dalla raccolta -Natiche Sadiche-)

 

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5 dicembre 2011

SUICIDIO ASSISTITO

SUICIDIO ASSISTITO oppure OMICIDIO DEL CONSENZIENTE? Il raggelante gesto di Lucio MAGRI: il pentobarbital irrompe nel dibattito sul TESTAMENTO BIOLOGICO
(Fonte: StudioCataldi.it)

L'idea che una persona passi prima a pagare le pompe funebri per il proprio funerale francamente è inedita. Si scelgono la musica di sottofondo e la fantasia delle lenzuola per gli ultimi istanti. Ma l'impressione è che Lucio MAGRI, stimato personaggio della cultura e della politica ed anche uomo affascinante, abbia aggiunto un tassello alla discussione italiana sul FINE VITA. Ideali da vendere, passione politica sorgiva, il protagonista merita tutto il rispetto umano. Ma la disamina giuridica deve andare oltre il rispetto che si deve a chi vuol disporre della esistenza ad libitum. Era in COMA VEGETATIVO? No. Era un malato TERMINALE? Neppure. Per il diritto il ragionamento di porre volontariamente fine alla propria vita con le modalità in adozione nella clinica di Zurigo non torna. Allora perché non rivolgersi direttamente a Mafia S.p.A.? Si potrebbe chiedere ad un killer che sappia fare onestamente il suo mestiere di sicario. La depressione: grosso modo quasi tutti gli anziani sono a rischio. Ma il frangente di per sé è REVERSIBILE. Se, però, io sono un medico, in particolare uno psichiatra, quel tipo depresso debbo curarlo. Ma può il titolare della vita porre fine alla vita stessa? E' davvero un diritto? Il suicidio assistito è un diritto? Qui ELUANA ENGLARO e WELBY o lo sciatore LEO DAVID di tanti anni fa, non entrano nel ragionamento. E non c'entra neppure il credo religioso: il testamento biologico non è il tema del discorso. Per il momento, sommessamente, sono convinto che si tratti di OMICIDIO del consenziente se il diritto penale ha ancora un senso. E, poi, suvvia, Ve la immaginate la Commissione Medica elvetica? La clinica trae un utile costante dal ...servizio EUTANASIA o dolce morte che dir si voglia: quale medico dipendente della struttura svizzera se non Ippocrate in persona avrebbe l'ardire di opporsi o soltanto di dubitare della fermezza del proposito del ...paziente. O assassinato? Ma la depressione si cura forse con il pentobarbital sodium?

POSTA e RISPOSTA n°157 torna sull'argomento del suicidio assistito di Lucio MAGRI. Quella Persona tenera, dolce e fortissima che risponde al nome di MINA WELBY, Co-Presidente dell'Associazione Luca COSCIONI, mi aveva indirizzato un opportuno post con riferimento al brutale sasso nello stagno che avevo scagliato con il pezzullo del 3 dic '11. Questo il primo contributo di Mina: "Certo nel nostro paese, l'Italia, non esiste il reato Eutanasia, esiste il reato di omicidio del consenziente. Per questo si vorrebbe la depenalizzazione del suicidio assistito. Esistono situazioni di sofferenze inaudite, e sono sicuramente in aumento a causa dell'invasività della medicina, dove una persona desidera nulla più che poter aver pace e non soffrire più. Le cure palliative hanno anch'esse i loro limiti e non sono accessibili a tutti. Anche in Italia esiste l'eutanasia, ma si fa e non si dice. All'Associazione Luca Coscioni è stata rifiutata l'inchiesta parlamentare sull'eutanasia clandestina in Italia, iniziativa partita da Welby con 25000 firme entro pochi mesi. Non è giusto che le persone devono rifugiarsi all'estero per far nascere vite (legge40) e per morire. Nessuno può essere costretto una vita di sola sofferenza insopportabile. Riguardo alla Svizzera il diritto penale ha dato la possibilità al suicidio assistito, se sia contemplata anche una grave depressione, lo giudicheranno i medici. Trovo inoltre cinico riferirsi alla Mafia! Mina Welby www.lucacoscioni.it". Ho risposto così a Mina: "Il distinguo mi pareva nettissimo. Questo voglio dirglielo chiaro e forte. Ho voluto, forse anche certamente male, esprimere le perplessità che, dal punto di vista giuridico, si agitano dietro il gesto di Lucio MAGRI. Il mio timore è che si presti a strumentalizzazioni per disfarsi di un anziano danaroso e fastidioso da curare da portare a morire in Svizzera. Che il tutto divenga un business e nulla più: secondo Lei quante volte quella commissione medica di Zurigo avrà espresso parere negativo? Le assicuro che la realtà tecnico-giuridica, purtroppo, nasconde sfaccettature insidiose. Altro mio timore è che, stante il carisma indubbio che promanava dalla figura di Lucio Magri, possa 'attizzare' degli emuli. Sono stato un po' brutale, ma è questo il punto di partenza del mio ragionamento. Non cinico. Cinico equivale etimologicamente ad indifferente o sprezzante ai valori e ai sentimenti. Volevo estremizzare il ragionamento giuridico. Le assicuro che al Suo contributo verrà dato il massimo risalto. Se può e vuole, potrà anche sviluppare in modo più esteso il Suo (o Tuo, se posso, visto che quasi sempre do del Tu ai visitatori) pensiero. Da anni curo la rubrica dei lettori ed abbiamo dato spazio, del tutto disinteressatamente, a tanti temi della società quando altri li censuravano o li tenerevano in spregio. La nostra è una voce libera. Personalmente mi ha raggelato la vicenda di Lucio Magri. Mi ha sconvolto." - Ne è scaturita la seguente lettera di MINA WELBY: "Caro Paolo, Ti do subito del tu e ti ringrazio per questa risposta. Mi fa piacere che lavori a Macerata. Due anni fa ero stata invitata dagli studenti per un convegno all'Università. Con me c'era dott. Ciacca che ha assistito Giovanni Nuvoli. C'era anche un professore di diritto penale; dovrei cercare nell'agenda vecchia come si chiamava. Io non ho studiato diritto né penale, né civile. Sono una semplice cittadina e insieme a Piergiorgio abbiamo letto e studiato i documenti disponibili. Per dire la verità, il tuo post è stato molto estremo e mi ha fatto drizzare le orecchie. Sei riuscito a sconvolgere anime tranquille, spero. Anch'io mi sono tenuta breve, e la brevità nel dire delle cose spesso lascia aperto grande spazio per interpretazione e riflessione. Certo che rimangono sempre molti dubbi intorno alle richieste di suicidio assistito all'estero. Credo però, che lo stesso si possa dire di un testamento biologico, o quando dei familiari chiedono a un medico di non far soffrire oltre un loro caro, specialmente se anziano. Qualcuno mi prospettava perfino la possibilità di falsificazioni di documenti. Tutto è possibile. Penso che con i mezzi che oggi ha la giustizia anche delitti di questo tipo possono essere scovati e puniti. Il gesto di Magri mi ha sinceramente lasciata basita. Mi chiedo se una depressione non sia curabile, non dico guaribile. Ho letto un articolo, dove si diceva che era stata la terza volta che era andato in Svizzera. Quindi c'era, a parer mio, una gravità particolare da rispettare. Sarò troppo indulgente verso i medici? Sono sempre piena di dubbi e vorrei mancare mai di rispetto a nessuno. Emuli? Questo timore ho spesso, quando ci sono persone che si rivolgono a me e mi chiedono di aiutarli perchè anche loro vorrebbero farla finita come Welby. Fino ad oggi sono sempre riuscita a far riflettere e insistere perchè avessero migliore assistenza e cure necessarie per avere migliore qualità di vita. E' questo il compito mio nell'Associazione Luca Coscioni: dignità in una vita indipendente, non perchè un malato grave possa essere indipendente, ma che decida lui in tutto e per tutto, e poi dignità nel morire, accompagnati dalle cure necessarie fornite dal SSN, appunto come hanno vissuto Piergiorgio, Luca Coscioni e come vivono Paolo Ravasin, malato di Sla, e Severino Mingroni, un locked-in dell'Abruzzo, per citare solo due di grandi lottatori per una vita dignitosa. E' defatigante la lotta con le strutture dell'assistenza sociale e le istituzioni locali e regionali e specialmente dello Stato per ottenere giustizia nelle cure e l'assistenza per una vita di minima qualità. Ecco, esistono persone in Italia che si lasciano morire per non pesare sulle loro mogli, figli o altri familiari, perchè sono senza assistenza e vedono che la gravità della loro situazione è lasciato tutta sulle loro spalle. Sul nostro sito abbiamo il link soccorso civile. Hai ragione, che ci potrebbe essere chi porta un genitore in Svizzera per un cosiddetto suicidio assistito. Pecunia non olet. E si trova sempre chi a pagamento fa quello che chiedi. C'è anche chi al ritorno viene indagato per aver accompagnato qualcuno a morire. Penso ci possano essere testimonianze utili e che si possa conoscere la verità. Almeno, spero. Mi prenderò del tempo a leggere anche altro nel vostro sito interessantissimo. Intanto grazie e a risentirci. 

Mina Welby"

 - Siamo noi che Ti ringraziamo, cara Mina e voglio farlo anche a nome dei nostri lettori: ad multos annos!

Tratto da: Mina WELBY scrive a Studio Cataldi sul tema del SUICIDIO ASSISTITO - Bioetica e testamento biologico
(Fonte: StudioCataldi.it)




25 luglio 2010

LA CASA DEI CRUCIVERBA

Casa nostra ha la cultura dei cruciverba. Fin quando viveva ancora papà Alfredo dappertutto c’erano sparse le settimane enigmistiche. Era assolutamente obbligatorio riuscire a compilare tutti i riquadri delle parole crociate. Il posto ultimo di questi libretti, dove erano rimasti dei termini inevasi, era stato il bagno. Oltre a strizzare il cervello, dovevano servire per una più proficua eliminazione degli scarti di una cena o di un pranzo luculliano ben digerito. Un giorno, tanti anni fa, sentii Piero ridere a squarciagola e gridare sei romano, sì! Qualcuno soprapensiero avevo scritto sì al posto di inserire il numero romano VI. Naturalmente era papà a rivelarsi il responsabile dell’errore, e per un bel po’ di tempo era diventato lo zimbello della famiglia. Se per un giorno non veniva preso in giro, ci ricordava: so’ romano! I cruciverba di Bartezaghi poi erano ostici e spesso difficili e lo sono tutt’ora. Ma questo signore ha avuto la buona idea di inserire in uno dei cruciverba del 10 novembre 2007 la determinazione per una parola molto in voga da qualche anno circa: raccoglie le volontà su come essere curati in casi estremi. Qualche anno fa questa parola, testamentobiologico, non esisteva ancora nel linguaggio della gente comune. Mi sto domandando quanti italiani lo conoscano oggi, quanti capiscano il suo vero significato. E poi se veramente ci possiamo sperare ad averne una legge e che venga rispettato. Troppa acredine tra le parti, troppo protagonismo dove ognuno vuole difendere non un diritto, ma un’ideologia. Manca l’apertura tra le parti che si spieghino e si ascoltino a vicenda per capire e accettare correzioni delle proprie idee. Si difende un’appartenenza, una bandiera. Ma intanto si perde di vista l’uomo, la sua libertà di scelta, il suo bene, i suoi diritti, si perdono di vista i propri diritti o, forse, hanno una corsia privilegiata?

Da qualche mese poi non se ne parla più. Che succede? In parlamento hanno tanto da fare per i fatti loro, leggi ad personas comprese. Non farebbe male la tv di stato dare informazioni in rubriche in prima serata su tematiche dei diritti civili, della salute, educazione ecc. Chi sa far bene il suo mestiere riuscirà anche a fare audience con temi difficili e scabrosi. O si hapaura che i cittadini sappiano troppo. Certo, è più facile tenere a bada un gregge con i cani che abbaiano.

 




2 novembre 2009

NECESSARIA E URGENTE INFORMAZIONE

Sono già 26 le città dove è passata la delibera per l'istituzione del registro per i testamenti biologici. Non in tutte è attuato. Questo servizio deve essere portato alla conoscenza dei cittadini e dove ancora non fosse attuato bisogna chiedere i sindaci di farlo. Qui di seguito pubblico l'ultima parte della delibera del mio Municipio X° di Roma che tratta dell'attuazione del registro. E' un semplice atto notarile sostitutivo che può essere compiuto allo sportello dove si fanno gli atti notarili sostitutivi. (Si noti alla fine viene data libertà di coscienza ai funzionari dello sportello a compiere quest'atto, ma i funzionari del mio municipio sono sempre disponibili.)

Visto il vigente Statuto Comunale;

Visto il T.U.E.L n.267/00,approvato con D.L.g.s del 18/08/2000 e s.m.i

Visto il Regolamento sul Decentramento Amministrativo n. 10/1999 e s.m.i.

visto che in data 31 marzo 2009 il Direttore del Municipio X Francesco Febbraro , ha espresso il

parere che di seguito integralmente si riporta: “ Ai sensi e per gli effetti dell’art. 49 del D. Lgs.n. 267 del

18.8.2000, si esprime parere favorevole in ordine alla regolarità tecnico amministrativa della proposta di

deliberazione indicata in oggetto”.

Il Dirigente F.to: Francesco Febbraro

  

Tutto ciò premesso, considerato e assunto,
ai sensi dell’art. 39 del Regolamento del Municipio,
la Giunta del X Municipio delibera:
a) di porre in essere, in collaborazione con la Direzione del Municipio, tutti gli adempimenti necessari
all’istituzione di un servizio di autenticazione certificatoria presso gli uffici del Municipio Roma X,
nel quale inserire e poi conservare, ordinate per numero progressivo su base annuale e data di
autenticazione delle sottoscrizioni, copia di tutte le dichiarazioni predisposte da cittadini residenti
nella circoscrizione territoriale di competenza del Municipio Roma X relative a un testamento
biologico predisposto esclusivamente in conformità allo schema di atto di cui all’allegato a) alla
presente deliberazione, di cui costituisce parte integrante, rilasciando l’originale di detta
dichiarazione debitamente autenticata al singolo disponente;
b) di definire, in collaborazione con la Direzione del Municipio e con separati e distinti atti, le singole
modalità operative per l’attuazione in concreto di quanto disposto nel precedente punto a),
prevedendo, nel contempo, la possibilità per il personale dipendente del Comune di Roma di non
prestare collaborazione alla realizzazione degli adempimenti riferiti alla presente mozione ove a ciò
ostino considerazioni di coscienza esplicitate per iscritto senza che detta circostanza integri una




9 ottobre 2009

MORIRE DI STATO3

Intervista a Mina Welby
di Monica Lanfranco

(uscita su "Marea", trimestrale di attualità e informazione per dire lo stare al mondo delle donne) qui in cinque puntate

3. puntata

Perché secondo te in Italia siamo così in ritardo nella politica istituzionale ma anche a livello di società civile sui temi etici?

In Italia c’è ancora molta superstizione. Gesti scaramantici li ho conosciuti soltanto venendo a Roma. Su molti temi non si vuole parlare o solamente sfogare i propri guai. Noto molta superficialità. I media quando ne parlano non fanno per la maggior parte delle volte buona informazione. In questi anni passati si parlava sull’onda dell’emotività. Quando poi il “caso” non faceva più notizia, anche le trasmissioni sui temi di bioetica non venivano più messi in programma. Ma ci sono anche cittadini che vogliono conoscere, sapere.

La politica istituzionale non conosce dialogo ma solo contrapposizione. Nella legislatura passata, al Senato, furono fatte delle audizioni sul tema di fine vita. Dal modo come è andata a finire deduco che pochissimi abbiano studiato, e nemmeno letto, quei documenti, raccolti in un libro di oltre 300 pagine. Quando ci si aggiorna poi su questi temi si sentano tutte le campane per poter capire e dialogare. Solo nel dialogo c’è democrazia. E il dialogo mi può convincere che il valore assoluto è la volontà, espressione di una vita che è appunto coscienza. Questa vera vita vuole e può decidere sulla propria vita biologica? C’è chi dice di sì, c’è chi dice di no. La legge deve rispettare ambedue e lo fa, dando libertà di scelta ad ognuno.




17 febbraio 2009

In partenza

Mi sentivo bene, ero sempre presente e lavoravo su vari progetti. Poi venne il giorno del Decreto d'Urgenza del Governo “per salvare Eluana” che mi ha precipitato in un baratro lontano più di due anni. Vedevo vanificato tutto quello che Piero aveva faticosamente costruito per le scelte delle persone riguardo le loro cure mediche. Lo rivedevo rattristato, impaurito, sentivo il suo bisbiglio, “fate presto!”. Vedevo quei momenti di disperazione e sentivo la sua solitudine perchè anch'io mi ero comportata come oggi si comportano molti benpensanti che volevano che Eluana vivesse a tutti i costi. Io lo facevo per egoismo. E allora sentivo un profondo senso di colpa per essere stata ingiusta con lui. Oggi si verifica una continua aggressione alla persona di Beppino Englaro. E non è finita.

Da sempre nella vita, quando mi pare di essere arrivata ad un bivio, faccio il bilancio, cominciando naturalmente da me stessa.
Non ha senso che gli entusiasmi suscitati dalle mie parole, pronunciate in pubblico, funzionino come fuochi di paglia che muoiono appena accesi. C’è bisogno di far leva su coloro che sono disgustati da certa politica, chiesa e televisione. La loro nausea non riguarda la pietanza ma sul come viene presentata. Bisogna cambiarla in piatto gustoso e di alta cucina. Parlo così perché una vita che non facevo altro che inventare manicaretti dei più improbabili per un palato normale, ma abbordabile per chi non poteva più fare altro che deglutire a fatica e almeno godere ancora qualche buon sapore.
Nel convegno “Verità e menzogne su eutanasia Coscioni, Welby, Englaro” Radio Radicale è riuscita a offrire ai sicuri una conferma, ai dubbiosi chiarezza, ai militanti l’entusiasmo che li unisce in una rete. Ora non dobbiamo perderci di vista. Ci sono i vari impegni isolati in tutto il paese. Servirebbe un coordinamento di informazione sull’intero territorio italiano. Mancano programmi televisivi divulgativi sui temi che da un paio d’anni ci tengono desti. Troppo spesso i conduttori non curano la correttezza dell'informazione, ma cercano di contrapporre personaggi che si affrontano in modo aggressivo, cosa che non aiuta lo spettatore a riflettere. Il relatore che onestamente vorrebbe contribuire con pacatezza all’informazione degli ascoltatori viene aggredito e silenziato. E ora che Eluana non c’è più manca l’esca e i temi importanti vanno dimenticati fino alla prossima occasione di poter inventare un nuovo titolo scandalistico.

Sui giornali si leggono al solito titoli più gridati che troppo spesso non aiutano una causa, semmai facciano promuovere la vendita. Un buon giornalista dovrebbe conoscere il tema di cui parla. Dovrebbe non soltanto scrivere un articolo, tanto per scriverlo e guadagnarsi la giornata ma, da professionista, deve informarsi sul tema a tutto tondo per poter dare un proprio giudizio ai lettori se è opinionista. Ma mi domando perché le penne più raffinate e equilibrate non trovano eco nel pubblico, e sulle piazze si sentono solo gli urli invasati degli esaltati che ripetono quello che è stato loro suggerito da qualche saltimbanco?

Ecco, non voglio cadere nella tentazione di rispondere aggredendo. La nostra forza è l’equilibrio, la fermezza, la limpidezza delle nostre convinzioni che fanno parte della nostra vita, perché le abbiamo acquisito sul campo. Le nostre Cellule Coscioni sono sparse sul territorio. Persone preparate sui temi si trovano sicuramente in ogni regione, nelle università, nelle comunità locali. Ci sono anche persone volenterose che hanno bisogno di un supporto organizzativo. Molti cittadini sentono il bisogno di essere informati. Mi rivolgo in particolare ai nostri studenti che possono fungere da organizzatori di eventi, sparsi nei paesi e nelle città. Non lesinate con la vostra fantasia, voi delle facoltà di scienze di comunicazione. Se avete bisogno anche solo di un incoraggiamento e che mi faccia vedere, io sono con voi, ho bisogno di voi. Dobbiamo prepararci per un grande giorno. Dobbiamo mettercela tutta.




25 settembre 2007

Noi li uccidiamo democraticamente…in piazza


http://www.youtube.com/watch?v=ZuLfO3GlWcc


Credo che oggi, poco prima che venisse eletta Miss Italia 2007, abbiamo avuto la possibilità di assistere ad un avvenimento storico quale l’intervento del Presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad alla Columbia University di New York.
Oggigiorno, le lezioni di storia e l’imponenza dei mezzi di comunicazione non lasciano uno spiraglio ad alcuna scusante che giustifichi ignoranza o lassismo. Oggi, non solo è impossibile dire “non sapevamo”, ma è anche impensabile affermare “non ci interessa” o - ancora peggio - “non possiamo fare niente”.
Credo che Lee Bollinger, Presidente della Columbia University, abbia compiuto un gesto eroico, nel mondo del politically correct. C’è chi dice che non si invita un ospite, anche se non particolarmente gradito, per poi contestarlo pubblicamente ancora prima che abbia parlato. E’ verissimo. Secondo le regole civili di comunicazione. Ma qui non stiamo giocando a canasta, qui non si può perdere tempo col rispetto del protocollo diplomatico o del bon ton. Non quando abbiamo davanti un “petty and cruel dictator”, un vile, crudele dittatore, per dirla con le parole dello stesso Bollinger.
Era da ieri che aspettavo questo evento. Fremevo. Non sapevo che cosa sarebbe successo e di certo non conoscevo le intenzioni di Bollinger. Vedevo però positivamente l’idea di un dibattito pubblico, più che per il rispetto del principio della libertà di espressione (perché per dare la parola a un criminale, esistono i tribunali), per la curiosità di sapere come cavolo pensava Ahmadinejad di presentarsi alla popolazione nel suo nemico numero 1 (a parimerito con Israele), e come avrebbe reagito il pubblico.

Il dibattito è durato parecchio e su internet non è disponibile un unico filmato, almeno per il momento. Vi ripropongo però uno dei momenti clue del discorso di Ahmedì, a meno 2 min e 15 sec. dalla fine del video qui sopra: il “Noi li uccidiamo democraticamente…in piazza!” (titolo liberamente ispirato dalle parole di Ahmadì: “And some of these punishments, very few, are carried in the public eye, before the public eye. It's a law, based on democratic principles”). Nonché: “In Iran non abbiamo omosessuali, come nel vostro paese. Non abbiamo questo fenomeno, non so chi vi abbia detto che ce l’abbiamo”. (Grandi risate e fischi del pubblico - menomale...).

Dall’introduzione di Bollinger, che trovate per intero qui, vi ripropongo alcune delle domande che egli indirizza ad Ahmadì:

  • Why have women, members of the Baha’i faith, homosexuals and so many of our academic colleagues become targets of persecution in your country?
  • Why are you so afraid of Iranian citizens expressing their opinions for change?
  • Will you cease this outrage? (n.d.r.: la negazione dell’Olocausto, che, nel suo discordo Bollinger definisce l’evento maggiormente documentato della storia umana, sostenendo che chi lo nega fa della pericolosa propaganda per gli ignoranti, mentre si dimostra ridicolo - provocativo o totalmente ignorante – davanti a un pubblico come quello della Columbia U.).
  • Columbia has over 800 alumni currently living in Israel. As an institution we have deep ties with our colleagues there. I personally have spoken out in the most forceful terms against proposals to boycott Israeli scholars and universities, saying that such boycotts might as well include Columbia. More than 400 college and university presidents in this country have joined in that statement. My question, then, is: Do you plan on wiping us off the map, too?
  • Why do you support well-documented terrorist organizations that continue to strike at peace and democracy in the Middle East, destroying lives and civil society in the region?
  • Can you tell them and us why Iran is fighting a proxy war in Iraq by arming Shi’a militia targeting and killing U.S. troops?
  • Why does your country continue to refuse to adhere to international standards for nuclear weapons verification in defiance of agreements that you have made with the UN nuclear agency? And why have you chosen to make the people of your country vulnerable to the effects of international economic sanctions and threaten to engulf the world with nuclear annihilation?

Bollinger, nella magistrale conclusione, indovina le risposte di Ahmedì:

“Let me close with this comment. Frankly, and in all candor, Mr. President, I doubt that you will have the intellectual courage to answer these questions. But your avoiding them will in itself be meaningful to us. I do expect you to exhibit the fanatical mindset that characterizes so much of what you say and do. Fortunately, I am told by experts on your country, that this only further undermines your position in Iran with all the many good-hearted, intelligent citizens there. A year ago, I am reliably told, your preposterous and belligerent statements in this country (as in your meeting at the Council on Foreign Relations) so embarrassed sensible Iranian citizens that this led to your party’s defeat in the December mayoral elections. May this do that and more.

I am only a professor, who is also a university president, and today I feel all the weight of the modern civilized world yearning to express the revulsion at what you stand for. I only wish I could do better”.

La trascrizione dell’intervento di Ahmadinejad con le domandela trovate qui.

Dal blog  http://www.sharonlapaz.ilcannocchiale.it/

dal commento di Orietta:

«Ma in facoltà c'è chi l'ammira, molti applausi in sala»

• da Corriere della Sera del 25 settembre 2007, pag. 17
di A. Far.

«Con Ahmadinejad la Columbia ha peccato di faziosità e doppio standard». Si scalda Alan Dershowitz, il docente di Harvard e principe del foro Usa, considerato uno dei massimi difensori dello stato di Israele. «La Columbia vorrebbe farci credere di avere una politica chiara e coerente che l'autorizza ad invitare chiunque, da Hitler a Bin Laden. In verità discrimina in base alla sua preferenza ideologica per i dittatori».

Cosa intende dire?

«Che l'hanno invitato perché molti docenti e studenti della Columbia lo approvano ed ammirano, come si è visto oggi dagli applausi in sala. Gli stessi docenti e studenti non inviterebbero mai uno come me a parlare. E neppure Olmert, Bush o Cheney. Il problema non è la loro lista di invitati ma quella degli esclusi».

Da chi è partito l'invito?

«Dal Professor Rashid Khalidi, amico personale di Edward Said e direttore del Middle East Institute che ha finalità propagandistiche e non certo accademiche. Alla Columbia molti professori sono pro-Ahmadinejad e la libertà di espressione non esiste».

Pensa che l'incontro aiuterà Ahmadinejad in patria?

«Moltissimo. E possiamo ringraziare la Columbia per averlo legittimato agli occhi di un Iran dove è sempre più in crisi, aiutandolo a rimanere al potere».
_______________________

gli USA sono molto complessi, ma la loro "libertà" è indiscutibile anche quando corre grossi rischi!




7 aprile 2003

OGGI 7 APRILE 2003 MI SON SVEGLIATO E...

Il caso 7 aprile
I professori in galera

il 7 aprile del 1979 gli italiani apprendono dalla Rai Tv e dai giornali che il capo supremo delle misteriose Brigate rosse, anzi della intera sovversione italiana, ha un nome: Antonio Negri, 47 anni, professore di dottrina dello stato all'università di Padova e docente alla Ecole normale supérieure di Parigi. L'uomo giusto nel posto giusto, per una operazione che sta fra il poliziesco e il politico: l'intellettuale dell'estrema per antonomasia, quasi una interpretazione caricata dell'intellettuale sovversivo, in una delle città piú calde d'Italia. I nomi degli altri arrestati o indiziati sono meno noti al cittadino qualsiasi, ma notissimi nel Movimento, per dire nella nuova sinistra rivoluzionaria: sono gli ex dirigenti di Potere operaio passati ad Autonomia operaia organizzata o ritiratisi dalla politica militante: Oreste Scalzone e Franco Piperno, nati con la contestazione studentesca romana; Mario Dalmaviva, punto di riferimento dei rivoluzionari torinesi; Emilio Vesce, il professore di scuola media che ha firmato come direttore responsabile, cioè come persona pronta a pagare, riviste e giornali dell'estrema, e la corte universitaria di Negri, il professore padovano Luciano Ferrari Bravo, Guido Bianchini, Roberto Serafini, Alisa Del Re. Poi due personaggi incredibili: Pino Nicotri, un giornalista del Mattino di Padova e corrispondente della Repubblica e dell'Espresso, quanto a dire uno integrato da anni nella stampa riformista, e il poeta e letterato Nanni Balestrini di cui si conoscono sia le audacie verbali ha scritto un libro intitolato: Vogliamo tutto sia l'innocuità e la pigrizia. Tutti, anche il Nicotri e il Balestrini, accusati di avere "organizzato e diretto una associazione denominata Brigate rosse costituita in banda armata"
GB



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