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L'onore dipende spesso
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Cristo! come eravamo ridicoli
io e il Nuvola mentre seguivamo
il furgone mortuario del Comune
…ti saresti divertita, cazzo!…
noi sulla circonvallazione
a cambiare la candela sporca
e la tua bara grigio topo gettata
nel cimitero di Prima Porta
…ti saresti divertita, cazzo! …
così come ti divertivi da sballo
a fare l’autostop sulla Colombo
per rubare una giornata alla
disperazione
e sbatterla sulla spiaggia di
Capocotta….
…io e te…confusi tra gli altri
che lanciavano la loro allegria
sugli asciugamani colorati della
fantasia
…io e te…la sera nel vagone
del treno…
ad assaporarci il sale sulle labbra,
a scandalizzare quelle facce
di cartapesta imbolsite dal sopore,
…io e te…ad inventare equilibrismi
sulla corda tesa del pudore ma…
con la mente già chiusi in
quella stanza.
Che assurdità quel grattacielo
di morti murati dietro quei marmi
di fiori appassiti e nomi dimenticati.
Ti lasciammo tra i crisantemi gialli
rubati ad un disgraziato tuo vicino
e l’odore di cera e fiori marciti…
andammo via tirando calci ad
una Pepsi
e cantando All along the watch
tower…
cantavamo forte per non piangere,
forse,
..io non ho pianto…ma,…
una volta tornato in quella stanza,
ho passato la notte alla finestra,
tutta la notte a guardare
il fumo leggero della Marlboro
che mi bruciava gli occhi
e lo scorrere lento dei vagoni.
(P. Welby, 

 

All Along The Watchtower 
dalla raccolta -Natiche Sadiche-)

 

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10 dicembre 2011

EMENDAMENTI RADICALI - MANOVRA

Gli emendamenti radicali alla manovra: 28 miliardi di € per equità, risparmi e trasparenza

09/12/2011

Da www.radicali.it 

Grazie alla presentazione degli emendamenti proposti dalla delegazione autonoma radicale tra aumenti di gettito e risparmi di spesa si potrebbero reperire ulteriori 28 mld di € necessari per salvare l’Italia e gli italiani, con equità e nella trasparenza. Due aspetti non rinunciabili nel momento in cui si chiede un surplus di fiducia a tutti.

La manovra proposta da Monti deve essere solo il primo passo del programma di interventi già concordata con l’UE per salvare l‘Italia dal baratro nel quale si è cacciata da sola dopo un sessantennio di spese partitocratiche dissennate. Attendiamo ora con fiducia, che speriamo non vada disattesa, gli ulteriori provvedimenti necessari e urgenti che, soli, potranno rendere davvero utili e accettabili anche le parti di questo “primo tempo” che nelle condizioni date di oggettiva emergenza partitocratica, contengono aspetti di iniquità come avvenne nel 1992: a dicembre le norme sul mercato del lavoro con regole che facilitino la libertà di assumere, a gennaio quelle sul welfare per dare una tutela universale a tutti, a marzo le privatizzazioni per rilanciare l’economia, sperando così che in pochi mesi si realizzino quelle misure che proponiamo da oltre un ventennio. Riforme tutte necessarie se si vuol far ripartire l’Italia, Paese stagnante dal 1992.

Per senso di responsabilità la delegazione radicale ha presentato in commissione un numero esiguo di emendamenti. Quelli ritenuti fondamentali per migliorare concretamente, senza facili demagogie, la manovra.

Gli emendamenti sono tutti centrati su risparmi di spese inutili o dannose, sulla trasparenza dei costi intermediati dallo Stato per far conoscere e rendere coesa la popolazione con l’esecutivo e il Parlamento che voterà provvedimenti dolorosi ma necessari, e su iniziative a favore di lavoratori, consumatori e imprenditori.

Queste le proposte concrete:

Costi (non della politica ma) della partitocrazia

Abolizione del finanziamento pubblico ai partiti.

Anagrafe pubblica degli eletti per tutta la durata del mandato.

Accorpamento delle funzioni dei comuni sino a 5000 abitanti per produrre risparmi e razionalizzazione delle funzioni.

Costi della Chiesa cattolica

Pagamento dell’ICI negli immobili adibiti a attività commerciali perché “tutti facciano la loro parte”, come affermato il 20 agosto dal Cardinal Bagnasco a proposito di evasione fiscale.

Abolizione di tutte le esenzioni fiscali e tributarie di cui gode la Chiesa cattolica.

Vendita alla Chiesa degli edifici di culto ora in proprietà -e pesanti sulle casse- dello Stato.

Riduzione spese militari e della Pubblica amministrazione

Riduzione delle spese militari superflue, come l'ausiliaria, gli avanzamenti di grado all'ultimo giorno di servizio, i richiami in servizio e i trattamenti economici superiori che solo il personale dei ruoli ufficiali e dirigenti percepisce al compimento dei 13-15 e 23-25 anni di servizio.

La sospensione e la riduzione del 50% della spesa complessiva del programma pluriennale di acquisizione del caccia multiruolo d'attacco JSF.

delega al Governo per emanare i decreti per l'unificazione delle forze di polizia compresa la Guardia di Finanza.

Utilizzo di software libero nella P.A. per ridurne i costi.

Abolizione contributo economico per ricorso straordinario al Presidente della Repubblica.

Misure a sostegno dello sviluppo economico sostenibile e del lavoro

Liberalizzazione delle libere professioni per diminuire i costi di transazione e far crescere in civiltà e ricchezza il Paese.

Iva per cassa per evitare alle PMI oltre al danno del il mancato pagamento delle fatture, anche la beffa del pagamento anticipato dell’IVA.

Privatizzazione della Rai, mai realizzata nonostante un referendum lo imponga dal 1995.

Principio di concorrenza nel mercato della pubblicità commerciale, ora spartita tra Sipra e Publitalia.

Rinnovo della convenzione di Radio Radicale per garantire agli italiani il diritto a “conoscere per deliberare”

Emersione lavoro nero degli extracomunitari per legalizzarne la situazione giuridica e aumentare il gettito fiscale dello Stato.

Contributo ecologico proporzionale al livello di inquinamento prodotto.

Gara per l’assegnazione delle frequenze dei canali digitali terrestri.




7 dicembre 2011

SALVIAMO L'ITALIA

Anche questa volta saranno gli Italiani, i meno abbienti, i poveri a salvare l'Italia. Saranno i pensionati che hanno raggranellato un piccolo risparmio per passare una tranquilla vecchiaia e magari permettersi qualche piccolo piacere o delle cure necessarie che il SSN non passa. Saranno i vecchi che con una modesta pensione riescono a fare i salti mortali per mantenere allo studio nipoti, sostenere i figli che pagano un mutuo per la prima casa, pagare una persona che li aiuta ad assistere una persona gravemente malata. Saranno i milioni di disabili e gravemente malati ai quali sono stati ridimensionati, per non dire tagliati, parte dei fondi necessari per una vita di minima qualità. Molti di loro stanno da anni in lista d'attesa. 

La manovra vista da vicino è? sembra? iniqua.
Il rimedio c'è e spero che i Parlamentari, la cosiddetta CASTA e tutti quelli che con loro hanno le mani in pasta facciano dei bei tagli alle loro fortune, non dico al necessario che serve al loro lavoro, ma al soprappiù!
Questo farebbe meno insopportabili i sacrifici che i loro elettori devono fare.
Prima delle prossime elezioni ci penseremo chi eleggere.

Voglio precisare che a molti è stato tagliato il necessario e con ICI e aumento dell'IVA si continua a pesare sul necessario. Veramente ricchi in Italia sono pochi, 10 %? C'è anche chi non doveva fare dei conti all'ultimo centesimo per arrivare alla fine del mese e ora deve ridimensionare il suo tenore di vita. Insomma la maggior parte di noi deve fare questo. 
Io penso specialmente a quelli che non vogliono curarsi più, a quelli che si lasciano morire e rifiutano cure invasive per mancanza dell'adeguata assistenza. 
c'è bisogno che i cittadini tutti si risveglino e portino speranza e un raggio di sole a chi lo vede tramontare o sta nel buio.


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permalink | inviato da Mina vagante il 7/12/2011 alle 9:54 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa



29 agosto 2011

INTERVISTA A RITA BERNARDINI


LE CARCERI COME LA PENA DI MORTE: COSTRINGEREMO IL PARLAMENTO AD AGIRE

di ELEONORA MARTINI da IL MANIFESTO 25/08/11

La Radicale Rita Bernardini: «Ci sarà la seduta straordinaria»

Inarrestabile, come ogni estate Rita Bernardini, deputata Radicale eletta nelle liste dei Pd, gira senza sosta e senza preavviso per le carceri italiane. In questi giorni sta visitando gli istituti della Basilicata ma è ad Aieta, in quel di Cosenza, quando i suoi colleghi di partito Donatella Poretti e Marco Perduca l`avvertono che il traguardo delle 105 firme da raccogliere al Senato per convocare una seduta straordinaria di entrambi i rami del Parlamento, come prevede l`articolo 62 della Costituzione, è stato raggiunto. Anzi, superato, arrivando a quota 128. Dunque si farà, per discutere di amnistia, indulto, depenalizzazione e decarcerizzazione. E sarà la quarta convocazione straordinaria nella storia d`Italia. Un altro gol messo a segno dal partito più cocciuto d`Italia, incoraggiato dalle parole non certo rituali che il presidente Giorgio Napoletano ha usato lo scorso 28 luglio per definire lo stato della giustizia penale italiana: “Una questione di prepotente urgenza sul piano costituzionale e civile” a cui la politica deve trovare soluzioni “non escludendo pregiudizialmente nessuna ipotesi che possa rendersi necessaria”.

Tra i senatori straordinariamente al lavoro a causa della manovra economica, i Radicali hanno raccolto le firme di oltre un terzo dei componenti, anche grazie all`atteggiamento "morbido" del capogruppo Pdl Gaetano Quagliariello.

D.: Onorevole Rita Bernardini, come prevede che andrà alla Camera?

R.: A Montecitorio abbiamo già raccolto una sessantina di firme ma c`è un problema di reperibilità dei deputati, in questi giorni ancora in ferie. Però non è strettamente necessario, perché in base all`articolo 62 della Costituzione “quando si riunisce in via straordinaria una Camera, è convocata di diritto anche l`altra”.

D.: Cosa chiedete al Parlamento?

R.: All`ordine del giorno della seduta straordinaria c`è la discussione di un documento nel quale vengono fissati i modi e i tempi certi per l`esame di amnistia, indulto, depenalizzazione e decarcerizzazione.

D.: Ma non era già successo nel gennaio 2010, quando una serie di mozioni Radicali orientate a risolvere II problema dei sovraffollamento carcerario furono approvate alla Camera?

R.: Delle 20 proposte che allora portammo a Montecitorio, e che vennero calendarizzate solo perché cominciammo uno sciopero della fa me, ne vennero approvate con il parere favorevole del governo solo 12, quelle che prevedevano la depenalizzazione e la decarcerizzazione. Ma non hanno sortito alcun effetto. Motivo per cui ricominciai lo sciopero della fame e al 25esimo giorno l`allora ministro Alfano mi mandò il suo ddl con il provvedimento “svuota carceri” che mi sembrava abbastanza soddisfacente ma che purtroppo nel suo iter parlamentare venne via via spolpato dei suoi contenuti, peggiorato, per volontà di Idv, Lega ma anche di parte del Pd. Venne stralciata la “messa alla prova”, e i domiciliari nell`ultimo anno di pena vennero di nuovo vincolati al parere del magistrato di sorveglianza. Così, invece di 10-11 mila persone, alla fine la legge 199 approvata nel dicembre 2010, la cosiddetta “svuota carceri”, liberò solo 3 mila detenuti. Però fu grazie alle nostre iniziative se ci arrivammo.

D.: Il neo ministro Nitto Palma a Ferragosto ha stroncato l`ipotesi dl amnistia e indulto ammettendo solo la possibilità dl ampliare il plafond della legge 199 e di estendere le misure alternative. Pensate davvero di convincerlo?

R.: Sì, almeno ci proviamo. Di depenalizzazione e decarcerizzazione se ne parla da una vita ma nessuno si è mai mosso. Anzi, hanno aumentato le fattispecie di reato. Ora debbono trovare innanzitutto il modo di spegnere l`incendio di illegalità delle carceri italiane. Per noi l`amnistia è l`unico modo, ma non abbiamo preconcetti davanti ad altre soluzioni, se le hanno. E se sono in grado di approvarle domani. Peccato che per fare una legge semplicissima come lo “svuota carceri” il Parlamento ci ha messo 10 mesi. Con l`amnistia non si risolve solo il problema del sovraffollamento ma si va ad incidere su quei 4 milioni di processi penali pendenti dei quali ogni anno quasi 200 mila cadono in prescrizione. Si tratta di un`amnistia di cui nessuno però si assume la responsabilità.

D.: Dall`aborto al divorzio, conosciamo le battaglie improbabili vinte dal Radicali, ma ci sono in questo Parlamento orecchie pronte ad ascoltare?

R.: Le cerchiamo. Noi non vogliamo vincere, vogliamo convincere. Ed è una battaglia, quella delle carceri, che riteniamo transnazionale, come con la pena di morte. L`importante è che si aprano spazi di confronto perché le opinioni si formano solo così, nel contraddittorio. Certo, se ci fossero un po` di telecamere a riprendere la scena, sarebbe più facile costringerli ad agire, invece di piangere e basta.



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