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Io amo la vita: la storia di Piero e Mina Welby - trailer

 

      

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Welby Un atto di giustizia
Riccio Disinformazione medica e

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dall'ora che segna l'orologio.
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il talento primordiale, virile,
erotico che spesso vibra di febbre
e non ha bisogno di luce né di parola.
La carne, l'anima, lo spirito insieme
in un ultimo viaggio; prima della
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un nuovo luogo, un nuovo corpo da
,o dove addormentarsi, come
dice Ariel, sotto un fiore



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Cristo! come eravamo ridicoli
io e il Nuvola mentre seguivamo
il furgone mortuario del Comune
…ti saresti divertita, cazzo!…
noi sulla circonvallazione
a cambiare la candela sporca
e la tua bara grigio topo gettata
nel cimitero di Prima Porta
…ti saresti divertita, cazzo! …
così come ti divertivi da sballo
a fare l’autostop sulla Colombo
per rubare una giornata alla
disperazione
e sbatterla sulla spiaggia di
Capocotta….
…io e te…confusi tra gli altri
che lanciavano la loro allegria
sugli asciugamani colorati della
fantasia
…io e te…la sera nel vagone
del treno…
ad assaporarci il sale sulle labbra,
a scandalizzare quelle facce
di cartapesta imbolsite dal sopore,
…io e te…ad inventare equilibrismi
sulla corda tesa del pudore ma…
con la mente già chiusi in
quella stanza.
Che assurdità quel grattacielo
di morti murati dietro quei marmi
di fiori appassiti e nomi dimenticati.
Ti lasciammo tra i crisantemi gialli
rubati ad un disgraziato tuo vicino
e l’odore di cera e fiori marciti…
andammo via tirando calci ad
una Pepsi
e cantando All along the watch
tower…
cantavamo forte per non piangere,
forse,
..io non ho pianto…ma,…
una volta tornato in quella stanza,
ho passato la notte alla finestra,
tutta la notte a guardare
il fumo leggero della Marlboro
che mi bruciava gli occhi
e lo scorrere lento dei vagoni.
(P. Welby, 

 

All Along The Watchtower 
dalla raccolta -Natiche Sadiche-)

 

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4 novembre 2016

L'ULTIMO GESTO D'AMORE




15 settembre 2014

WALK-AROUND

Chiediamo una legge sull’eutanasia: Il Parlamento risponda Con il walk-around di 20 ore dall’11 al 12 settembre e con le manifestazioni in decine di piazze d’Italia, l’Associazione Luca Coscioni ha ribadito la volontà della maggioranza degli italiani, perché in Parlamento si inizi la discussione della proposta di legge popolare per la regolamentazione del testamento biologico e la legalizzazione dell'eutanasia. Per ora ci sono timide dichiarazioni dal Parlamento a favore di un dibattito sulle libertà civili alla fine della nostra vita. La presenza del Senatore Sergio Lo Giudice PD ha fatto ben sperare in sostegni di altri Parlamentari. Il Sottosegretario agli Affari Esteri, On. Benedetto della Vedova, ha rimarcato il dovere a una politica aperta alle richieste dei cittadini per la libertà di scelta alla fine della vita. Certo è che le salite impervie dei miei monti sono meno insidiose dei percorsi dei Palazzi di Governo. Ringrazio le oltre cento persone presenti per la fatica che hanno sopportato, alternandosi nel cammino, molti rimanendo per lunghe estenuanti ore e chi strenuamente mi ha affiancato dall’inizio alla fine. Ma cosa significano queste fatiche del corpo, vivo e gioioso, anche se stanco, a confronto della sofferenza di un fisico arrivato allo stremo? Dare ascolto a chi sopporta sofferenze immani e desidera di essere sollevato da trattamenti diventati inutili e insopportabili. Perché chi ha diritto di curarsi, ha anche diritto di interrompere delle cure. E nessuno deve aver paura di non trovare il medico giusto, che si prenda davvero cura di lui. Ecco a cosa serve una buona legge sulle scelte di fine vita. Della nostra campagna di richiesta in piazza sapranno solo quei pochi che frequentano i network, perché né giornali né tv hanno avuto interesse nemmeno alla conferenza stampa finale. Certo, non c’era una vittima sacrificale. Vi do appuntamento al nostro Congresso delle Libertà Civili a Roma, Hotel Radisson, via Turati 171, il 19, 20, 21 prossimi. Mina Welby




20 luglio 2014

MANTOVA DIRITTI IN FORMAZIONE

NODI METODOLOGICI E

RISVOLTI SOCIO-POLITICI

Con Mina Welby, Martino Gianvito capo-divisione neuroscienze del San Raffele.

Una traccia per un dibattito aperto

Saluto quest’assemblea di giovani democratici che, immagino, vogliano prepararsi a un proprio avvio nella politica in diversi ambiti.

Piergiorgio Welby al Presidente del CNB Francesco D’Agostino “A volte non siamo noi a decidere di quali problemi occuparci, ci sono nodi gordiani che troviamo sulla nostra strada e non possiamo evitare di tentare di sciogliere.”

Ci sono nodi nella vita dei cittadini che la politica stessa non riesce o non vuole sciogliere. Cominciamo con i nodini: le difficoltà quotidiane a cominciare con il pagamento dell’asilo nido, della tassa universitaria, della difficoltà dei giovani di trovare lavoro, delle coppie che vorrebbero sposarsi, ma non hanno un lavoro adeguato, chi vorrebbe aprire un’attività, ma non ha i parametri per accedere a un finanziamento ecc. e l’invecchiamento con la solitudine, perché non ci sono più figli. Piccoli nodi personali che diventano nodi gordiani non districabili, quando un parlamento non fa più leggi e si limita a convertire in legge decreti governativi, ignora le proposte di legge di iniziativa popolare e rallenta i lavori e da questo si vede il poco interesse dei parlamentari a dare una svolta al malessere del paese. Manca vera democrazia e trasparenza. E sul terreno della precarietà governa presto e si espande l’illegalità e il crimine. Non parlo dei grandi criminali ma di quei piccoli atti quotidiani criminali fuori legge.

Dare oggi un nuovo e profondo rinnovamento al corso politico del nostro paese è quanto mai difficile. E dico il perché: la nostra Costituzione più bella del mondo fin da principio è stata non osservata e snaturata. Perché, mi direte. Semplicemente perché sarebbe dovuta essere abrogata prima di tutto la legislazione fascista e dato all’Italia fin dalla approvazione della Costituzione un nuovo ordinamento legislativo. Come allora le voci e le richieste del Partito d’Azione, di pensatori e studiosi, anche oggi, chi con nozione di causa e per esperienza politica di una vita, come Marco Pannella, Emma Bonino, Rita Bernardini e altri con loro, sono silenziati, oscurati e messi all’indice.

Se vogliamo essere rinnovamento e cambiamento dobbiamo iniziare da qui, con meticoloso studio della situazione socio-politica in cui siamo andati nostro malgrado a finire e trovare estremi rimedi per estremi fatti di illegalità e disinteresse nel nostro paese. Sento intorno a me una grande stanca. Non ci sono più le folle degli anni 70, entusiaste di idee. Oggi più di allora stiamo sprofondando in una situazione davvero apocalittica. Non scherzo.

La grande migrazione delle popolazioni del mondo non si ferma ormai, causa guerre di cui il ricco occidente è colpevole. Grande progresso scientifico e industriale e ricchezza troviamo accanto alle favelas di estrema povertà e morti per fame.

Chi mi ha invitato si domanderà, cosa c’entri tutto questo con la bioetica. C’entra e come! I nostri diritti al lavoro, allo studio, alla libertà di pensiero, alla religione, all’associarsi, alla cittadinanza, al domicilio, alla vita, alla salute, all’autodeterminazione anche fino al nostro ultimo respiro sono tutti, ma proprio tutti diritti esigibili indistintamente e tutelati in modo uguale dalla nostra costituzione e non fa eccezione nessuno.

Le cose che avevo elencato rientrano nel capitolo dei principi fondamentali della nostra Costituzione, che recita all’art. 3 che: tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del paese.

Quello che il parlamento fa è essenzialmente quello che suggerisce ogni partito di proporre e di votare. I giochi politici, per interessi del partito, delle correnti e spesso anche personali, inficiano la legislazione per laboriosità, per lunghezza dei tempi e non ultimo per visuali personali religiose che in un parlamento non hanno ragioni di essere nei contenuti, perché un parlamento deve fare leggi valide per tutti, leggi non proibizioniste, non impositive ma che danno facoltà di agire e rispettano la libertà di tutti. Leggi che abbiano un occhio lungo nel futuro.

Certo sono idee che butto lì e ognuna di queste avrebbe bisogno di analisi e progettazione per un futuro migliore. La bioetica tocca tutte le fasi della nostra vita dal nascere al vivere al curare al morire. E tocca la nostra vita oggi più di 50 anni fa per il semplice motivo che il progresso della ricerca e della scienza medica ha fatto nascere nuovi problemi. Oggi la vita è medicalizzata fin dal concepimento. La medicina ci prolunga la vita. Certo non tutti hanno scritto nel loro genoma una vecchiaia felice e senza problemi. Ma tutti vorrebbero vivere la loro pensione in serenità e senza essere di peso ai figli. Abbiamo una eccellente legislazione sull’assistenza sanitaria, ma la richiesta di più salute e migliori cure, l’aumento di nuove patologie anche rare che chiedono cure costose portano preoccupazione a tutti.

Oggi più che mai si avverte la necessità di riflettere su come decidere per se stessi sulle scelte di fine vita, per togliere responsabilità a chi ci è caro. Vicende come quella di Eluana Englaro e Piero Welby, ma anche di altri, come i Lizzani, Monicelli, Lucio Magri, solo per citare i più noti hanno acceso dibattiti di fuoco e con violente contrapposizioni. Quello che ci serve è un dibattito aperto e sereno in termini di dialogo, senza contrapposizioni violente.

A questo scopo l’Associazione Luca Coscioni insieme ai Radicali, l’UAAR, EXIT, Gli Amici di Eleonora ha depositato la proposta di legge di iniziativa popolare “RIFIUTO DI TRATTAMENTI SANITARI E LICEITA’ DELL’EUTANASIA”, firmata da 70.000 cittadini. Ormai giace in Camera dei Deputati da 10 mesi e vorremmo che si parli di fine-vita in Parlamento. Da allora nessuna calendarizzazione, né audizione, né un serio dibattito televisivo. Sono passati quasi quattro mesi dal giorno in cui il Presidente inviò al dirigente dell’Associazione Luca Coscioni Carlo Troilo una lettera in cui sollecitava il Parlamento ad un “sereno e approfondito confronto” sui drammatici problemi del fine vita, ribadendo la posizione che aveva già reso pubblica nel dicembre del 2006 rispondendo a una lettera di Piergiorgio Welby. E pochi giorni fa, incontrando rappresentanti del Comitato Nazionale di Bioetica, sempre Napolitano “ha sottolineato che il silenzio osservato negli ultimi tempi dal Parlamento su queste materie non può costituire un atteggiamento soddisfacente rispetto a problemi la cui complessità e acutezza continua a essere largamente avvertita”. Sono 17 i parlamentari che hanno sottoscritto la nostra proposta di legge di tutti gli schieramenti. Non pretendiamo che il Governo Renzi e la maggioranza di cui è costituito facciano proprio questo obiettivo e lo portino avanti. Non c’è la pretesa che nel programma di Governo ci sia l’eutanasia ma che ci sia il dibattito e il confronto parlamentare. Si lasci il parlamento libero di discutere di affrontare questi temi davanti all’opinione pubblica, attraverso il cosiddetto servizio pubblico dell’informazione radio televisiva. Se ci sarà dibattito, quello che oggi sembra impossibile potrà diventare una possibilità concreta, perché è difficile per qualsiasi soggetto politico andare contro delle maggioranze sociali consapevoli e di informate.

Per un dibattito sereno può aiutare moltissimo la medicina narrativa. Storie di vita dolorosa vissuta, sia da parte di medici, sia di familiari o di malati possono dare informazioni e includere nella nostra vita vissuta anche la morte, oggi ormai espulsa dal quotidiano. La morte la vediamo in tv, la morte delle guerre, la morte della violenza criminale, la morte sulle strade, ma non è la nostra di morte è sempre quella degli altri. Una morte virtuale di esseri virtuali. Fin quando non piomba in modo inaspettato su di noi o nella nostra cerchia parentale o amica.

Quello che si vuole è un dibattito pubblico anche nelle tv sul testamento biologico, sulle scelte libere di ognuno come voler morire, discutere anche sull’eutanasia, che non è la morte voluta da parenti o da medici, ma una morte scelta dalla persona stessa. Chi è credente e aborrisce l’eutanasia, perché la vita per lui è indisponibile, in quanto è dio che la dà e la toglie, non è costretto da nessuno a volere per sé l’eutanasia liberamente scelta, ma deve lasciare la libertà di scelta a chi sceglie diversamente da lui.

Ci viene detto che non è il tempo giusto per discutere sull’eutanasia. E quando sarà il tempo giusto?
La proposta di legge vuole che alle disposizioni anticipate sui trattamenti sanitari vengano date forza di legge, dove il medico deve prendere atto delle volontà espresse dalla persona diventata incapace.

Al rifiuto delle terapie di una persona consapevole e informata, già tutelato dall’art. 32 della Costituzione, si dà forza di legge e depenalizza il medico, operatore dal c.p. 579 da omicidio del consenziente.

Per quello che riguarda l’eutanasia, le disposizioni degli articoli 575, 579, 580 e 593 del codice penale non si applicano al medico ed al personale sanitario che abbiano praticato trattamenti eutanasici, provocando la morte del paziente, qualora ricorrano le seguenti condizioni:

1)la richiesta provenga dal paziente, sia attuale e sia inequivocabilmente accertata;

2) il paziente sia maggiorenne;

3) il paziente non si trovi in stato, neppure temporaneo, di incapacità di intendere e di volere, salvo quanto previsto dal successivo articolo 4;

4) i parenti entro il secondo grado e il coniuge con il consenso del paziente siano stati informati della richiesta e, con il consenso del paziente, abbiano avuto modo di colloquiare con lo stesso;

5) la richiesta sia motivata dal fatto che il paziente è affetto da una malattia produttiva di gravi sofferenze, inguaribile o con prognosi infausta inferiore a diciotto mesi;

6) il paziente sia stato congruamente ed adeguatamente informato delle sue condizioni e di tutte le possibili alternative terapeutiche e prevedibili sviluppi clinici ed abbia discusso di ciò con il medico;

7) il trattamento eutanasico rispetti la dignità del paziente e non provochi allo stesso sofferenze fisiche. Il rispetto delle condizioni predette deve essere attestato dal medico per iscritto e confermato dal responsabile della struttura sanitaria ove sarà praticato il trattamento eutanasico .

Ora sarebbe da aprire il dibattito. Per informarsi esiste una vastissima selezione di libri anche semplici e accessibili alla comprensione di tutti.




30 ottobre 2010

FAHRENHEIT




14 giugno 2010

PRESENTAZIONE "L'ULTIMO GESTO D'AMORE"

PRESENTAZIONE DEL LIBRO "L'ULTIMO ATTO D'AMORE" DI MINA WELBY E PINO GIANNINI

EDIZIONI NOUBS, 2010

GIOVEDÌ 17 GIUGNO ALLE 18.00

SPAZIO ASSOCIATIVO "IL PORTO RITROVATO", PARCO 11 SETTEMBRE (EX MANIFATTURA TABACCHI)

VIA AZZO GARDINO/VIA RIVA DI RENO, BOLOGNA

INTRODUCE CLAUDIO COMANDINI.

Una testimonianza lucida e commossa su uno dei casi di diritto alla vita - e alla morte - che ha scosso

l'Italia.

I proventi dei diritti d'autore relativi alle vendite del libro saranno interamente devoluti

all'Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica.




2 novembre 2009

Grazie!

Grazie a tutti che hanno votato per Ignazio Marino. A livello nazionale ha avuto complessivamente un buon 12%  e nel Lazio quasi 19% di consensi. Anch'io con il 20% di consensi per Marino nel mio Collegio sono passata per l'assemblea nazionale. Grazie a tutti!


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permalink | inviato da Mina vagante il 2/11/2009 alle 0:9 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa



20 luglio 2009

Perchè sì al PD

 Perché no al PD (per ora, almeno). Appunti per una discussione

di Valter Vecellio


Perchè sì al PD  (risposta di Mina Welby a Valter Vecellio)

Caro Valter,
rispondo al tuo articolo "Perché no al PD (per ora, almeno). Appunti per una discussione" 
Una volta, quando ero giovane volevo fare le cose in fretta per entusiasmo giovanile, oggi ho fretta, volendo concludere ancora delle cose perchè mi sembra che manchi il tempo. Hai dato un bello scorcio sulla vita del Partito Radicale nelle cui file sono fiera di vivere la mia ancora giovane militanza, appena da tre anni, anche se sono iscritta da sei. Una volta in più ho dovuto capire che i Radicali sono fatti così e arrivano ai loro risultati, perchè hanno pazienza e sanno aspettare. E io troppo spesso la pazienza non ce l'ho.
E ora al nocciolo del mio "perchè ora". Sarà una mia presunzione, ma vedo in Marino, possibile segretario del PD, l'uomo giusto che, essendo vissuto negli USA, possa dare una svolta alla vera democraticità dentro al PD stesso. Sentirlo parlare di "partito aperto" non credo di sbagliare, se ripongo in lui le mie aspettative che tu riesci tanto bene a definire. Marino non è un politico professionista, ma credo fermamente e con la cocciutaggine di una tirolese che proprio i radicali facciano bene al PD. Ricordo troppo bene il suo aiuto personale di consigli e vicinanza nei giorni terribili del nostro Welby. Ricordo i suoi interventi nelle direzioni e riunioni dell'Associazione Luca Coscioni e dei Radicali Italiani. Sento Ignazio Marino più aperto e disponibile all'ascolto delle varie tematiche in campo. 
Chiunque poi sarà Segretario, avrà un grande compito di intavolare un dialogo fruttuoso e continuo tra gli iscritti per far diventare questo partito veramente "democratico maturo" (non lo chiamo laico, per le varie interpretazioni che si danno alla parola laicità). Inutile che ci aspettiamo dai candidati già programmi dettagliati. Non è più coerente per un partito che si dice democratico elaborare e definire insieme la linea politica vicina ai cittadini, insieme ai cittadini, per i cittadini, con lo sguardo alla politica nel mondo, quello vicino e lontano?
Ecco, da qualche parte bisognava pur cominciare, e io l'ho fatto. Ho violato una nostra regola di operare sempre nella legalità, prendendo la tessera del PD, contro il regolamento del suo statuto. La lettera di Luigi Berlinguer, Presidente Vicario e Garante, a Luigi Manconi mi conforta nel cammino intrappreso e spero che a Marco Pannella si riconosca a pieno titolo e al più presto di essere stato il primo in questo paese ad aver lavorato sull'idea di un Partito Democratico.
 
Mina Welby




9 giugno 2009

GRAZIE

Non sono brava ad analizzare il voto degli italiani. Una cosa è certa, ci sono ancora molti che ci amano, ci stimano.

C’è chi esulta che abbiamo trovato le porte sbarrate per entrare nel Parlamento Europeo. Parlo delle gerarchie vaticane, come apprendo dalla lettura dei giornali del direttore Massimo Bordin. Che altro ci dobbiamo aspettare. Non mi sconvolge. C’è un’altra cosa che mi rende pensosa. Non si analizzano i contenuti di una politica alla luce del sole che ha per fine ultimo il benessere di un paese, il nostro, e non solo, e i suoi cittadini.

Perché non siamo andati con i socialisti, i liberali, i verdi? Per fare una coalizione utile e con contenuti condivisi e, più che altro, i metodi di far politica, il tempo era troppo breve. Mah, poi non sarebbe stato troppo breve, ma i Dopo-Chianciano non hanno portato frutti. Ma sono sicura che di radicali in giro per l'Italia ne siano veramente molti, anche se non sono iscritti al partito.

Io credo che bisogna lasciare il metodo dei partiti italiani e trovare un bel partito europeo dove si condividono le varie esperienze e idee.
Ci possiamo vedere a Chianciano dal 26 al 28 giugno?

Io ringrazio tutti quelli che ci hanno confermato il loro apprezzamento con il loro voto. Grazie anche del voto di preferenza a me personalmente. Conosco la stima che avete per me, troppe sono le testimonianze che ricevo continuamente. Prendete questo messaggio come se fosse personalissimo per ogni singolo di voi. Vi voglio bene e vorrei che quando avete da proporre qualcosa o da rimproverare scrivetemi, non su facebook ma sulla mia mail privata schettw@libero.it

Vi abbraccio

Mina




4 giugno 2009

per togliere ogni dubbio

Questo è il mio santino. Per togliervi ogni dubbio cosa scrivere se mi votate.




17 febbraio 2009

In partenza

Mi sentivo bene, ero sempre presente e lavoravo su vari progetti. Poi venne il giorno del Decreto d'Urgenza del Governo “per salvare Eluana” che mi ha precipitato in un baratro lontano più di due anni. Vedevo vanificato tutto quello che Piero aveva faticosamente costruito per le scelte delle persone riguardo le loro cure mediche. Lo rivedevo rattristato, impaurito, sentivo il suo bisbiglio, “fate presto!”. Vedevo quei momenti di disperazione e sentivo la sua solitudine perchè anch'io mi ero comportata come oggi si comportano molti benpensanti che volevano che Eluana vivesse a tutti i costi. Io lo facevo per egoismo. E allora sentivo un profondo senso di colpa per essere stata ingiusta con lui. Oggi si verifica una continua aggressione alla persona di Beppino Englaro. E non è finita.

Da sempre nella vita, quando mi pare di essere arrivata ad un bivio, faccio il bilancio, cominciando naturalmente da me stessa.
Non ha senso che gli entusiasmi suscitati dalle mie parole, pronunciate in pubblico, funzionino come fuochi di paglia che muoiono appena accesi. C’è bisogno di far leva su coloro che sono disgustati da certa politica, chiesa e televisione. La loro nausea non riguarda la pietanza ma sul come viene presentata. Bisogna cambiarla in piatto gustoso e di alta cucina. Parlo così perché una vita che non facevo altro che inventare manicaretti dei più improbabili per un palato normale, ma abbordabile per chi non poteva più fare altro che deglutire a fatica e almeno godere ancora qualche buon sapore.
Nel convegno “Verità e menzogne su eutanasia Coscioni, Welby, Englaro” Radio Radicale è riuscita a offrire ai sicuri una conferma, ai dubbiosi chiarezza, ai militanti l’entusiasmo che li unisce in una rete. Ora non dobbiamo perderci di vista. Ci sono i vari impegni isolati in tutto il paese. Servirebbe un coordinamento di informazione sull’intero territorio italiano. Mancano programmi televisivi divulgativi sui temi che da un paio d’anni ci tengono desti. Troppo spesso i conduttori non curano la correttezza dell'informazione, ma cercano di contrapporre personaggi che si affrontano in modo aggressivo, cosa che non aiuta lo spettatore a riflettere. Il relatore che onestamente vorrebbe contribuire con pacatezza all’informazione degli ascoltatori viene aggredito e silenziato. E ora che Eluana non c’è più manca l’esca e i temi importanti vanno dimenticati fino alla prossima occasione di poter inventare un nuovo titolo scandalistico.

Sui giornali si leggono al solito titoli più gridati che troppo spesso non aiutano una causa, semmai facciano promuovere la vendita. Un buon giornalista dovrebbe conoscere il tema di cui parla. Dovrebbe non soltanto scrivere un articolo, tanto per scriverlo e guadagnarsi la giornata ma, da professionista, deve informarsi sul tema a tutto tondo per poter dare un proprio giudizio ai lettori se è opinionista. Ma mi domando perché le penne più raffinate e equilibrate non trovano eco nel pubblico, e sulle piazze si sentono solo gli urli invasati degli esaltati che ripetono quello che è stato loro suggerito da qualche saltimbanco?

Ecco, non voglio cadere nella tentazione di rispondere aggredendo. La nostra forza è l’equilibrio, la fermezza, la limpidezza delle nostre convinzioni che fanno parte della nostra vita, perché le abbiamo acquisito sul campo. Le nostre Cellule Coscioni sono sparse sul territorio. Persone preparate sui temi si trovano sicuramente in ogni regione, nelle università, nelle comunità locali. Ci sono anche persone volenterose che hanno bisogno di un supporto organizzativo. Molti cittadini sentono il bisogno di essere informati. Mi rivolgo in particolare ai nostri studenti che possono fungere da organizzatori di eventi, sparsi nei paesi e nelle città. Non lesinate con la vostra fantasia, voi delle facoltà di scienze di comunicazione. Se avete bisogno anche solo di un incoraggiamento e che mi faccia vedere, io sono con voi, ho bisogno di voi. Dobbiamo prepararci per un grande giorno. Dobbiamo mettercela tutta.



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