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L'onore dipende spesso
dall'ora che segna l'orologio.
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le viscere, la passione cieca,
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erotico che spesso vibra di febbre
e non ha bisogno di luce né di parola.
La carne, l'anima, lo spirito insieme
in un ultimo viaggio; prima della
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un nuovo luogo, un nuovo corpo da
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Cristo! come eravamo ridicoli
io e il Nuvola mentre seguivamo
il furgone mortuario del Comune
…ti saresti divertita, cazzo!…
noi sulla circonvallazione
a cambiare la candela sporca
e la tua bara grigio topo gettata
nel cimitero di Prima Porta
…ti saresti divertita, cazzo! …
così come ti divertivi da sballo
a fare l’autostop sulla Colombo
per rubare una giornata alla
disperazione
e sbatterla sulla spiaggia di
Capocotta….
…io e te…confusi tra gli altri
che lanciavano la loro allegria
sugli asciugamani colorati della
fantasia
…io e te…la sera nel vagone
del treno…
ad assaporarci il sale sulle labbra,
a scandalizzare quelle facce
di cartapesta imbolsite dal sopore,
…io e te…ad inventare equilibrismi
sulla corda tesa del pudore ma…
con la mente già chiusi in
quella stanza.
Che assurdità quel grattacielo
di morti murati dietro quei marmi
di fiori appassiti e nomi dimenticati.
Ti lasciammo tra i crisantemi gialli
rubati ad un disgraziato tuo vicino
e l’odore di cera e fiori marciti…
andammo via tirando calci ad
una Pepsi
e cantando All along the watch
tower…
cantavamo forte per non piangere,
forse,
..io non ho pianto…ma,…
una volta tornato in quella stanza,
ho passato la notte alla finestra,
tutta la notte a guardare
il fumo leggero della Marlboro
che mi bruciava gli occhi
e lo scorrere lento dei vagoni.
(P. Welby, 

 

All Along The Watchtower 
dalla raccolta -Natiche Sadiche-)

 

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28 dicembre 2007

MORATORIA/VIETATO FERMARSI, DA SOLA NON BASTA

da "IL RIFORMISTA" di sabato 22 dicembre 2007

di LUIGI MANCONI

Paradossalmente, l`importantissimo successo della risoluzione sulla moratoria della pena di morte contiene un doppio rischio. Che quel successo si esaurisca in sé: e, dunque, non si sviluppi in un percorso successivo che porti, nei tempi necessari, alla abolizione vera e propria delle esecuzioni capitali; e che quella vittoria ottenuta venga archiviata come un evento irripetibile o come una bizzarria del negoziato diplomatico internazionale. Il rischio è, insomma, che non si capisca appieno, e non si utilizzi punto, la felice lezione che il voto dell`Assemblea delle Nazioni Unite ha rivelato e san- cito. In altre e più sincere parole, che - ancora una volta - la politica (e quella italiana in particolare) non sappia e/o non voglia mettere a frutto quella fortuna insperata e immeritata, rappresentata dai radicali. Nei confronti di essi, infatti, si oscilla tra persistente irritazione, occasionale utilizzazio- ne, paternalistico omaggio.

Rarissimamente, forse mai, si approfondisce il si- gnificato politico - e ancor prima politologico: ovvero un modello da leggere secondo i parametri della scienza politica - del metodo d`azione radicale. Metodo d`azione (ecco il primo insegnamento) che coincide pienamente con l`obiettivo dell`azione stessa. Consideriamo gli elementi principali di quella lezione:

1) il peso del corpo. Nella campagna contro la pena di morte (e, come vedremo, nelle altre campagne dei radicali e non solo di essi) il corpo ha assunto, negli ultimi decenni, un ruolo addirittura centrale. Si pensi alle facce dei condan- nati a morte americani, ritratti da Oliviero Toscani. Si pensi alle teste mozzate delle esecuzioni in alcuni paesi del sud-est asiatico. E ai sussulti ai fremiti al sudore alla pelle grigia ai nervi e ai muscoli pulsanti di quelle tempie braccia e gambe sulla sedia elettrica. E, poi, il corpo di chi digiuna contro la pena di morte: un corpo che smagrisce, si disidrata, si incava. Qui sta un nodo fondamentale. Si ricordino tutte le scialbe lepidezze sparse a piene mani lungo gli anni sui digiuni dei radicali: il povero squallore di quelle ironie giunge fino a oggi, evocando sgangheratamente brioches e cappuccini furtivamente ingoiati dai digiunatori o scelte dietologiche decise per motivi diversi da quelli dichiarati.

C`è tutta la sottocultura provinciale della goliardia fuori tempo e il mediocre barzellettiere degli spiritosoni da bar o da "viva il parroco", in quel beffare chi decide di adottare una tale forma di lotta; ma c`è anche la snobistica supponenza di chi guarda addirittura con simpatia a tali metodi, ma classificandoli come impolitici o prepolitici; e ancora la saccenteria di chi ripete: «andava bene negli anni Settanta, ma oggi ...» (e già lo diceva negli anni Settanta).

Infine, anche l`argomento sul presunto «abuso» di quel metodo appare scarsamente efficace per una ulteriore ragione: l`abuso è, appunto, abuso del proprio corpo; come tale, il ripetere, il riprodurre, l`esasperare quel metodo corrisponde puntualmente alla reiterazione del suo significato e alla tenacia tendenzialmente il-limitata (se non quello rappresentato dal raggiungimento dell`obiettivo) di chi a quel metodo ricorre.

Ma soprattutto l`importanza di «gettare il corpo oltre l`ostacolo» corrisponde a una radicale trasformazione culturale della mentalità condivisa, degli stili di vita e, quale ultima conseguenza, del senso della politica nelle società dell`occidente democratico. La centralità del corpo nella vita quotidiana non poteva non proiettarsi nel significato profondo e ancora parzialmente non rivelato (e totalmente negato dal ceto politico) delle aspettative collettive nei confronti della decisione pubblica. Per capirci, le questioni del corpo (nascere e morire, soffrire e accoppiarsi, guarire e riprodursi) hanno fatto irruzione - quasi sempre nell`ignoranza, spesso nell`indifferenza, talvolta nell`ostilità della politica - nella sfera pubblica.

In tutte le democrazie, il tema dell`aborto e quello delle unioni omosessuali, della fecondazione assistita e della libertà terapeutica sono al cen- tro delle controversie pubbliche e dei conflitti politici: basti pensare che il terzo dei più importanti confronti televisivi tra George W. Bush e John Kerry ha avuto come materia del contendere esattamente quei temi. La pena di morte non è uno stadio precedente e primitivo di questa dimensione pubblica del corpo: essa allude infatti, oltre che al lato materiale del togliere la vita a Caino, alla questione attualissima del trattamento riservato dagli apparati dello Stato alle persone private della libertà. E, dunque, la battaglia contro la pena di morte ha avuto un così grande rilievo anche perché si collocava dentro il tema più generale del ruolo del corpo in politica. Ne consegue che anche il ricorso al corpo (al proprio corpo) quale metodo di azione, mezzo di comunicazione e messaggio politico ne risulta intensamente valorizzato. Si pensi alla vicenda di Piero Welby, del quale ricorre il primo anniversario della morte. Le accuse ai radicali di aver «strumentalizzato» quella tragedia rivelavano non ostilità politica ma profonda ignoranza intellettuale: come non capire che era proprio Piero Welby a «strumentalizzare» i radicali, Giorgio Napolitano e quanti, fra noi, si mostravano disponibili? Quale idea più alta e nobile - e più efficace - della politica di quella praticata da chi fa della propria singola e piccola vicenda e del proprio corpo (malato, deficitario, handicappato) una grande vicenda pubblica, ad alto significato politico e morale? Merito dei radicali è di aver assecondato e soste- nuto tutto questo: e di aver capito e mostrato che al centro dell`azione politica (sì, politica) per i diritti del malato c`è il corpo del malato. In questo caso, c`è il corpo per così dire naturale di Piero Welby, imprigionato dalla macchina artificiale di un ventilatore polmonare diventato strumento di accanimento terapeutico.

2) A proposito di simboli. Qui è nascosta un`insidia particolarmente velenosa.

Pochi lo hanno detto apertamente, ma molti lo hanno pensato: quella risoluzione delle Nazioni Unite è un mero atto retorico, un messaggio declamatorio, un pronunciamento ideologico.

Puntualmente Marco Pannella ha ricordato che, negli Stati Uniti, il New Jearsey ha abolito la pena di morte appena qualche tempo fa e che perfino in Cina la condanna alla pena capitale richiede, oggi, il pronunciamento di una Corte e non più di una figura simile al nostro giudice di pace. E tuttavia questa è solo metà della risposta possibile: la verità è che solo un «materialista volgare» (che non a caso Karl Marx assimilava a un fottuto idealista) può pensare che un atto come quello dell`Assemblea Generale abbia un significato meramente simbolico; o che la morte di Piero Welby sia stata inutile perché il parlamento non ha ancora approvato una normativa sul testamento biologico. Detta in breve: se quella normativa verrà approvata, lo si dovrà in misura assai rilevante proprio alla passione e morte di Piero Welby.

Non solo: dopo tutte le ovvietà dette a proposito del sistema mediatico e di quella formula indecente che è la «visibilità», come non intendere la straordinaria forza emotiva e, dunque, politica della vicenda di Welby o della mobilitazione internazionale contro la pena di morte nel determinare le decisioni pubbliche?

3) Il pragmatismo e il limite. I rivoluzionari italiani, che pure hanno dato un contributo importante alla mobilitazione contro la pena di morte, dovrebbero riflettere sul significato sovversivo del modello d`azione dei radicali. La capacità di conquistare l`obiettivo si deve in buona parte al fatto che se ne è circoscritto il perimetro: non l`abolizione della pena di morte, ma la moratoria. Ed è proprio la conquistata moratoria che oggi può rendere possibile l`obiettivo dell`abolizione.

Raramente si è vista una sintesi tanto felice di tattica e strategia.

4) La cura dell`obiettivo. L'associazione radicale Nessuno tocchi Caino nasce nel 1992. Sono bastati solo quindici anni per ottenere il risultato che si proponeva.

Sono convinto che se si fosse fallito questa volta, la campagna sarebbe ripartita con ancora maggiore lena e l`obiettivo sarebbe stato raggiunto quando sarebbe stato possibile raggiungerlo. Intendo dire che, nei radicali come in tutti i movimenti ad alta intensità etica, la meta non viene mai dismessa e quel pragmatismo prima richiamato si misura con tempi diversi - totalmente diversi da quelli dell`agenda politica tradizionale.

Per un partito politico classico quindici anni (e tanto più trenta) sono un tempo infinito: per i radicali è un tempo modulato e misurato solo ed esclusivamente sul progressivo approssimarsi all`obiettivo.

Il che non significa, certo, ignorare l`agenda politica, bensì non subordinarsi ad essa, ma volerla orientare. Pazientemente e tenacemente.

Ma questo presuppone una concezione della politica più lunga (nel tempo) e più larga (nello spazio) di quella che ha come riferimento la legislatura o i pezzi di legislatura - del parlamento italiano. Infine, c`è la questione del dopo moratoria. I radicali, ieri, hanno presentato le prossime iniziative. E sperabile che la vittoria sulla moratoria induca tutti (e in primo luogo il governo italiano) a far tesoro di questo primo successo affinché, lungi dall`esaurirsi, possa dare nuovi frutti. Se non domattina, dopodomani mattina.




14 novembre 2007

NESSUNO TOCCHI CAINO

 Qui il video dell'evento del 13 novembre
PENA DI MORTE. NESSUNO TOCCHI CAINO E MEDFILM FESTIVAL INSIEME PER LA MORATORIA UNIVERSALE SULLA PENA DI MORTE



http://www.radioradicale.it/scheda/239898/nessuno-tocchi-caino-e-medfilm-festival-insieme-per-la-moratoria-universale-sulla-pena-di-morte

Domani 15 novembre a partire dalle ore 16 sarà possibile, dalla sede di via di Torre Argentina 76, seguire in collegamento via satellite con il Palazzo di Vetro la discussione e il voto sulla risoluzione per la moratoria universale delle esecuzioni capitali. 

L'evento è aperto al pubblico

Ripeto qui il link per la drammaturgia di Ugo De Vita per la moratoria universale
delle esecuzioni capitali
THE QUESTION
http://www.radioradicale.it/scheda/238658/spettacolo-teatrale-the-question-di-ugo-de-vita-per-la-moratoria-delle-esecuzioni-capitali-allonu




12 novembre 2007

INVITO

Un invito urgente a tutti quelli che possono  di partecipare   

PENA DI MORTE. NESSUNO TOCCHI CAINO E MEDFILM FESTIVAL INSIEME PER LA MORATORIA UNIVERSALE SULLA PENA DI MORTE

 Martedì 13 novembre h. 16.30-17.30
Cinema Europa (Corso Italia, 107 – Roma)
(ingresso gratuito)

Alla vigilia del primo voto al Palazzo di Vetro a New York (previsto per il 14 o 15 novembre e che si potrà seguire in diretta dalla sede del Partito Radicale in via di Torre Argentina 76 a Roma) Nessuno tocchi Caino organizza nell’ambito del MedFilm Festival un evento pubblico contro la pena di morte e a sostegno della moratoria universale delle esecuzioni capitali.

Partecipano:
MARIELLA NAVA, cantante
GIOVANNI ALBANESE, artista
FRANCESCA REGGIANI, attrice
ACHILLE BONITO OLIVA, critico d’arte
PABLO ECHAURREN, pittore
STEFANO DISEGNI, vignettista
PINO CARUSO, attore
GIOVANNI ANVERSA, conduttore televisivo
ELISABETTA ZAMPARUTTI, Tesoriera di Nessuno tocchi Caino
GINELLA VOCCA, Direttrice del MedFilm festival

 A seguire proiezioni di film e video sulla pena di morte e i diritti umani

Tel 06 68803848


 




23 ottobre 2007

FERMIAMO LE IMPICCAGIONI IN IRAN


L'ondata di impiccagioni in Iran continua.
Negli ultimi 130 giorni, in Iran, ci sono state almeno 92 impiccagioni.
In un solo giorno il 5 settembre, 21.
L'Iran, relativamente alla sua popolazione, detiene il numero,
più alto di esecuzioni al mondo.

All'Iran appartiene il record di esecuzioni su minorenni.
Attualmente, almeno 600 persone
rinchiuse in carcere attendono di essere giustiziate.
L'atto barbarico della lapidazione viene tuttora messo in pratica,
e 8 donne sono in attesa di essere lapidate.

 "Nessuno tocchi Caino" e "Helsinki Watch" organizzano un incontro
per condannare i crimini del regime iraniano
e per fermare le impiccagioni in Iran.

 La invitiamo a partecipare per denunciare
e per fermare questa inaudita
ondata di esecuzioni

 mercoledì 24 ottobre
ore 17
Teatro Capranica
P.zza Capranica, 101 - Roma

humanitas@infodirittiumani.it




13 settembre 2007

SOS MORATORIA

 SOS SOSTEGNO ECONOMICO PER LA CAMPAGNA SULLA
MORATORIA UNIVERSALE DELLE ESECUZIONI CAPITALI

un SOS a chi partecipa allo sciopero della fame per la Moratoria, e a chi
non si sente di partecipare...

La campagna perché l'Assemblea Generale dell'ONU proclami la Moratoria
Universale dele esecuzioni capitali non è mai stata così vicina alla
vittoria. Ma altrettanto probabile è che i ritardi, le timidezze, i passi
falsi delle diplomazie annullino ancora una volta questa storica
opportunità.

Per scongiurarlo, occorre assicurare la presenza di una forte delegazione
a New York, occorre conquistare spazi di informazione, occorre lavorare
'da radicali', e non soltanto da diplomatici, nei rapporti con personalità
di governo di decine di Paesi.

Tutto questo ha, naturalmente, un costo. Un costo superiore alle forze dei
soggetti radicali.

E' per questo che chiediamo a quanti partecipano allo sciopero della fame,
a questa grande iniziativa nonviolenta, di contribuire anche economicamente
a sostenerla. Dare per ogni giorno di digiuno l'equivalente (anche
simbolico: ad esempio, dieci euro al giorno) del costo dei pasti, per
'alimentare' non il proprio corpo, ma la propria speranza per un'umanità
senza la pena di morte.

E chiediamo anche a chi non si sente di partecipare allo sciopero della
fame di fare la stessa cosa: dieci euro al giorno, per un numero di giorni
che ciascuno può scegliere: una settimana, due, tre.

Solo se avremo decine, centinaia di adesioni, iniziando subito, potremo
farcela. Se non ora, quando?

-----------------------------

Per contribuire:

tutte le modalità (carta di credito online e altro) a questo link
http://www.radicali.it/view.php?id=45698

per telefono, con la carta di credito, telefonando al numero 06 689791,
specificando "contributo per Moratoria"




9 settembre 2007

Moratoria, Radicali:

dal Governo italiano primi importanti risultati grazie all'iniziativa nonviolenta

Roma, 7 settembre 2007

I dirigenti Radicali - Marco Pannella, Lucio Bertè, Guido Biancardi, Sergio D'Elia , Marco Perduca, Michele Rana, Alessandro Rosasco, Antonio Stango , Claudia Sterzi, Valter Vecellio e Dominique Velati - in sciopero della fame dalla mezzanotte del 2 settembre, hanno preso atto e salutano il positivo intervento del Presidente del Consiglio Romano Prodi che oggi ha stabilito un importante e diretto contatto con il Premier portoghese José Socrates, così come il fatto che il Ministro degli Esteri Massimo d'Alema, come auspicato, si è recato a Lisbona e inoltre il fatto che la Farnesina è mobilitata nell'organizzazione di un grande evento a New York con i Premi Nobel all'apertura dell'Assemblea Generale e perché la risoluzione debba essere chiarissimamente per la moratoria universale delle esecuzioni capitali e sia presentata il 24 settembre, data di inizio appunto dell'Assemblea Generale.

Di fronte a questi primi, apparentemente modesti, in realtà importanti risultati dell'iniziativa nonviolenta, i dirigenti Radicali ritengono di dover accrescere la mobilitazione politico – parlamentare e nonviolenta a sostegno dell'azione del Governo italiano per ottenere che il deposito del testo della risoluzione, come stabilito nel Consiglio Affari Generali dello scorso 18 giugno, avvenga all'apertura dei lavori della 62ma Assemblea Generale prevista per il 24 settembre, che il Governo italiano riassuma la leadership, in collaborazione con la Presidenza UE, dell'iniziativa pro moratoria in ambito ONU, e che siano rafforzati, in termini di iscrizioni e contributi, i soggetti radicali, a partire dal Partito Radicale e Nessuno tocchi Caino che negli ultimi mesi insieme a Radicali Italiani hanno concentrato tutti i propri sforzi per assicurare il successo dell'iniziativa per la moratoria universale.

Da: www.radicali.it




30 agosto 2007

NESSUNO TOCCHI CAINO

 Oggi in

VIA DI TORRE ARGENTINA 76 ROMA

è stato presentato

lL RAPPORTO 2007 DI NESSUNO TOCCHI CAINO

"La pena di morte nel mondo"

All’evento hanno partecipato

ROMANO PRODI, Presidente del Consiglio del Governo italiano
PAUL KAGAME, Presidente della Repubblica del Ruanda
FRANCO MARINI, Presidente del Senato italiano
MARCO PANNELLA, Presidente di Nessuno tocchi Caino
SERGIO D'ELIA, Deputato della Rosa nel Pugno e Segretario di Nessuno tocchi Caino
ELISABETTA ZAMPARUTTI, Curatrice del Rapporto 2007 di Nessuno tocchi Caino

Vi erano presenti anche parlamentari italiani e ambasciatori di vari paesi

Durante la cerimonia Prodi ha consegnato il Premio "L'ABOLIZIONISTA DELL'ANNO 2007" al Presidente del Ruanda Kagame, ed è stato fatto il punto sulla campagna internazionale volta a ottenere quest'anno un voto dell'Assemblea Generale dell'ONU a favore di una moratoria universale delle esecuzioni capitali. 

Il Premio “L’Abolizionista dell’Anno 2007”, promosso da Nessuno tocchi Caino quale riconoscimento alla personalità che più di ogni altra si è impegnata sul fronte della moratoria delle esecuzioni capitali e dell’abolizione della pena di morte, è conferito quest’anno al Presidente del Ruanda Paul Kagame, autore anche della Prefazione del Rapporto 2007 di Nessuno tocchi Caino. L’abolizione della pena di morte e l’adesione alla campagna per la moratoria universale delle esecuzioni capitali sono atti dallo straordinario valore simbolico, con i quali il Ruanda dimostra emblematicamente al mondo che si può porre fine all’assurdo ciclo della vendetta e che le istanze di giustizia e legalità non si risolvono con la pena capitale.

Il Rapporto 2007 sulla pena di morte, per il quale Romano Prodi ha scritto l’introduzione, è curato anche quest’anno da Elisabetta Zamparutti ed edito da Reality Book, e conferma l’evoluzione positiva verso l’abolizione della pena di morte in atto nel mondo da oltre dieci anni. Sul terribile podio dei primi tre paesi che nel 2006 hanno compiuto più esecuzioni nel mondo figurano tre paesi autoritari: la Cina, l’Iran e Pakistan.
Durante la cerimonia, nella quale il Presidente Prodi consegnerà il Premio al Presidente Kagame, verrà fatto il punto sulla campagna internazionale volta a ottenere quest’anno un voto dell’Assemblea Generale dell’ONU a favore di una moratoria universale delle esecuzioni capitali.

dal sito http://www.nessunotocchicaino.it/



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