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                GLI EDITORIALI

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   (PIERGIORGIO WELBY)

Io amo la vita: la storia di Piero e Mina Welby - trailer

 

      

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Welby Un atto di giustizia
Riccio Disinformazione medica e

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dei falchi pellegrini e non solo


 

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dall'ora che segna l'orologio.
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le viscere, la passione cieca,
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erotico che spesso vibra di febbre
e non ha bisogno di luce né di parola.
La carne, l'anima, lo spirito insieme
in un ultimo viaggio; prima della
separazione, della libertà di scegliere
un nuovo luogo, un nuovo corpo da
,o dove addormentarsi, come
dice Ariel, sotto un fiore



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Cristo! come eravamo ridicoli
io e il Nuvola mentre seguivamo
il furgone mortuario del Comune
…ti saresti divertita, cazzo!…
noi sulla circonvallazione
a cambiare la candela sporca
e la tua bara grigio topo gettata
nel cimitero di Prima Porta
…ti saresti divertita, cazzo! …
così come ti divertivi da sballo
a fare l’autostop sulla Colombo
per rubare una giornata alla
disperazione
e sbatterla sulla spiaggia di
Capocotta….
…io e te…confusi tra gli altri
che lanciavano la loro allegria
sugli asciugamani colorati della
fantasia
…io e te…la sera nel vagone
del treno…
ad assaporarci il sale sulle labbra,
a scandalizzare quelle facce
di cartapesta imbolsite dal sopore,
…io e te…ad inventare equilibrismi
sulla corda tesa del pudore ma…
con la mente già chiusi in
quella stanza.
Che assurdità quel grattacielo
di morti murati dietro quei marmi
di fiori appassiti e nomi dimenticati.
Ti lasciammo tra i crisantemi gialli
rubati ad un disgraziato tuo vicino
e l’odore di cera e fiori marciti…
andammo via tirando calci ad
una Pepsi
e cantando All along the watch
tower…
cantavamo forte per non piangere,
forse,
..io non ho pianto…ma,…
una volta tornato in quella stanza,
ho passato la notte alla finestra,
tutta la notte a guardare
il fumo leggero della Marlboro
che mi bruciava gli occhi
e lo scorrere lento dei vagoni.
(P. Welby, 

 

All Along The Watchtower 
dalla raccolta -Natiche Sadiche-)

 

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20 novembre 2016

OCEAN TERMINAL


All'ART FORUM WüRTH CAPENA

il 16 dicembre alle ore 21.00

va in scena

OCEAN TERMINAL

diretto e interpretato da

EMANUELE VEZZOLI

dall'omonimo romanzo di Piergiorgio Welby

a cura di Francesco Lioce, Castelvecchi editore

Ingresso gratuito

Mina Welby e l'Associazione Luca Coscioni ringraziano Art Forum Würth dell'allestimento di questo evento in ricordo della morte di Piergiorgio Welby il 20 dicembre 2006 e ti invitiamo alla visita delle mostre e a goderti lo spettacolo.

Che l'occasione di questo ricordo diventi per tutti fonte di coraggio per difendere il diritto di vivere liberi fino alla fine.

Ti aspetto e porta con te chi vuoi,

Mina Welby, Co-Presidente Associazione Luca Coscioni


Ci sarà una navetta a pagamento dei passeggeri, che alle ore 20.00 ci porta da Piazza Mancini (fermata del Tram 2) e ritorno dopo l'evento verso le ore 24.00.

Se vuoi usufruirne rispondi a questa email o manda un messaggio al mio numero 3285445645 entro il 14 dicembre. Grazie!

Indirizzo e come arrivare in macchina: Art Forum Würth

Via della Buona Fortuna 2, 00060 Capena (RM) Tel. +39 06 90103800


Provenendo da Roma: percorrere la via Flaminia fino a Prima Porta; proseguire per la via Tiberina (direzione Fiano Romano); alla rotatoria (km 17. 600) percorrere il sottopasso autostradale e seguire le indicazioni per l’Art Forum Würth Capena

Provenendo dall’autostrada A1 Roma-Firenze: uscire al casello di Roma Nord – Fiano Romano. Proseguire per la via Tiberina, direzione Roma; alla rotatoria (km 17.600) percorrere il sottopasso autostradale e seguire le indicazioni per l’Art Forum Würth Capena.



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26 agosto 2015

OCEAN TERMINAL


Giorgio, il capo reclinato sul poggiatesta della carrozzella

ortopedica, fissava, attraverso le palpebre socchiuse,

l’azzurro slavato e monotono che filtrava tra i rami

rugosi e contorti dei pini.

Cercava, come sua abitudine, di catalogare i cieli. Quello

di oggi gli richiamava alla memoria certi dipinti di

Cézanne, quelli con i pini in primo piano e le pennellate

di un cilestrino, ora tenue ora acceso, che si aprono

stentatamente la strada tra i mille aghi e i rami.

Aveva già potuto ammirare i cieli alla Magritte… quei

cieli tanto spaesanti da dare un lieve capogiro, distese

piatte con tante piccole nuvolette tutte uguali… schiere

di soldatini burrosi disposti per l’attacco. I cieli di Renoir,

morbide epifanie di corpi femminili, sensuali, carnosi,

cedevoli. Cieli roteanti come galassie impazzite,

sulfuree distese corrose da un sole malato che come un

cancro li divorava dolorosamente: erano i cieli di Van

Gogh, vittime, come lui, di un male incomprensibile. I

cieli di Aldo Riso, piatti e luminosi come maioliche…

quelli ariosi e vibranti, avvolgenti, i più bei cieli che

avesse mai visto, i cieli di Sisley.

Da Ocean terminal, incipit di

Piergiorgio Welby



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11 luglio 2013

OCEAN TERMINAL

OCEAN TERMINAL ROMA

Teatro dei Conciatori

Via dei Conciatori 5 Roma

Infoline 06 45470031 - 45448989

dal 24 Settembre al 6 Ottobre 2013

Teatri&Culture

con il sostegno

dell’Associazione Luca Coscioni e di Castelvecchi Editore

presentano

Ocean Terminal

con

Emanuele Vezzoli

dal romanzo Ocean Terminal di Piergiorgio Welby, a cura di Francesco Lioce, Castelvecchi Editore

adattamento drammaturgico Francesco Lioce e Luca Morricone | movimenti scenici Gabriella Borni | contributi audiovisivi Francesco Andreotti e Livia Giunti | foto di scena Luigi Catalano | disegno luci Marco Zara | direzione organizzativa Carlo Dilonardo | direzione artistica Giorgio Taffon

regia Emanuele Vezzoli

«Ocean Terminal, non è l'opera di uno che sta morendo, non è un testamento. E' il diario di un uomo dalla passione e dal talento esuberante..»

(Adriano Sofri, La Repubblica)

«Davvero uno spettacolo raro nel quale l’attore/regista Vezzoli riesce a comunicare delle emozioni collettive oggi quasi impossibili da trovare in giro. Spettacoli come questo fanno davvero bene alla salute. E’ ciò di cui abbiamo bisogno. Lo consiglio a tutti» (Sergio Di Cori Modigliani, www.liberi-pensieri.info)

«Ocean Terminal da sostanza a un monologo tutto salti e sbalzi che ricorda il Behcet di Malone muore. Ma qui , si muore davvero».

(Paolo Di Paolo, Gli Altri)

«Ocean Terminal non parla di eutanasia, parla della vita, trasuda vita in ogni parola della drammaturgia e in ogni dettaglio della "messa in scena"».

(Francesca Paola Scancarello)

Trailer e foto su: http://oceanterminal.blogspot.it/

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12 ottobre 2012

OCEAN TERMINAL A LUGANO


Ocean Terminal è il titolo del volume di Piergiorgio Welby pubblicato postumo e curato Francesco Lioce. "È un insieme di prose spezzate che si riannodano a distanza o si interrompono proprio quando sembrano preannunciare altri sviluppi: dall'infanzia cattolica alla scoperta della malattia, fino all'immaginario hippy e alla tossicodipendenza, passando attraverso gli squarci di una Roma vissuta nelle piazze o nel chiuso di una stanza. In un continuo susseguirsi di toni lucidi e febbrili, poetici e volgari, Welby riavvolge il nastro della propria vita, adottando un linguaggio babelico (stream of consciousness) che colpisce per originalità e potenza". Da queste bellissime pagine, di rara intensità, di scavo interiore, sintesi letteraria dell'esistenza di questo importante intellettuale, pittore e fotografo, nasce l'idea e l'esigenza di far conoscere, attraverso il palcoscenico, chi fosse. Un condannato a vita in cui forte è il conflitto tra l'abbandono della speranza e l'inno alla vita, in un corpo che diviene ogni giorno di più un abito sgualcito e che, come in Lasciatemi morire, esprime l'insofferenza di colui che assiste da spettatore a un dibattito di cui è, invece, involontario protagonista. Perché il teatro Come riportato dal direttore artistico del progetto Giorgio Taffon nella sua recensione al libro di Piergiorgio Welby, "Ocean Terminal costituisce anche una grande sfida per i teatranti: un materiale drammaturgico di grande fascino per una prova d'attore che richiede un approccio libero dai condizionamenti correnti e meramente commerciali dell'attuale teatro italiano, un ritorno al teatro politico, al teatro della polis grazie alla struttura verbale che nella sua vivezza, credibilità, efficacia e tensione narrativa, dovuta alla profondità lancinante dei temi, costituiscono una base di partenza decisiva. Anche a livello registico il proliferare libero d'immagini, i giochi immaginativi, la totale libertà inventiva non possono che trasmettere all'occhio e alla mente di un regista grandi suggestioni di creatività scenica. Ritengo che la scelta di Ocean Terminal ai fini di un'elaborazione teatrale si ponga inevitabilmente sul piano della tanto invocata quanto poco praticata ricerca di un teatro davvero necessario". Anche per questi motivi, sottolinea Emanuele Vezzoli la mia esigenza, come attore e regista, è quella di rendermi il tramite attraverso cui trasferire la ricchezza del tesoro Piergiorgio Welby agli altri uomini, raccogliendo la promessa fatta a MinaWelby ed in accordo con quanto egli stesso afferma: "non esiste un'arte privata, un artista ha l'obbligo morale di incidere sulla realtà". La voce di Welby potrebbe rivivere incarnata sulla scena per pronunciare le ragioni prime ed ultime dell'esistenza umana, per invocare l'empatia degli spettatori, per chiamare la comunità civile alla discussione sugli interrogativi ultimativi e radicalmente umani, per divenire interpreti ed attori del nostro stesso destino. Le nostre associazioni, nello statuto costitutivo e nei lavori fin qui realizzati e prodotti, hanno sempre voluto mettere in evidenza il valore civile del teatro, fino alla necessità come uomini e artisti di creare un legame tangibile tra poesia e vita quotidiana. Per questo, in seguito alla proposta di Francesco Lioce, Luca Morricone, Giorgio Taffon ed Emanuele Vezzoli, Ticto & Teatri&Culture si sono fatti promotrici dello straordinario ed ambizioso progetto.


Dopo aver conseguito il diploma presso la Scuola del Piccolo Teatro di Milano diretta da Giorgio Streheler, inizia la sua carriera con Franco Parenti e lavora con importanti nomi dello spettacolo quali Franco Parenti, Valentina Cortese, Franco Zeffirelli, Sergio Fantoni e Jean Paul Denizon al teatro Les Bouffes du Nord. Ha recitato negli spettacoli Quel che sapeva Maisie e Professor Bernhardi diretti da Luca Ronconi al Piccolo Teatro di Milano e in Le False Confidenze di Marivaux con Toni Servillo. Recentemente è stato protagonista dello spettacolo La bicicletta di Stanislavskij diretto da Giancarlo Sammartano e Dal Profondo di Annamaria Panzera. Per il cinema ha lavorato con J. Taymor in Titus, S. Castellitto in Libero Burro, S. Casini in Un Paradiso di Bugie, G. Campiotti, Souheil Ben Barka ne Les Amants de Mogador, Anna Maria Panzera in L'Affare Bonnard, Mauro Campiotti in Il Cantico di Maddalena e Panus Agelopoulus in A Hero in Rome. Tra le numerose fiction televisive di successo a cui ha preso parte: I Cesaroni, Raccontami, Distretto di Polizia, Nero Wolfe. Dal 2008 collabora con l'Associazione Teatri&Culture, firmando la regia de Gl'Innamorati di C. Goldoni e, più recentemente, nel 2009 ha diretto Io, sola, ho visto di Giorgio Taffon ai Riverside Studios di Londra riscuotendo ampi consensi di pubblico e critica.
http://www.ilcortile.ch/teatro-il-cortile-lugano-prossimamente-soloinscen.html


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30 aprile 2012

OCEAN TERMINAL

Ocean Terminal è il titolo del volume di Piergiorgio Welby pubblicato postumo e curato Francesco Lioce. È un insieme di prose spezzate che si riannodano a distanza o si interrompono proprio quando sembrano preannunciare altri sviluppi: dall'infanzia cattolica alla scoperta della malattia, fino all'immaginario hippy e alla tossicodipendenza, passando attraverso gli squarci di una Roma vissuta nelle piazze o nel chiuso di una stanza. In un continuo susseguirsi di toni lucidi e febbrili, poetici e volgari, Welby riavvolge il nastro della propria vita, adottando un linguaggio babelico (stream of consciousness) che colpisce per originalità e potenza . Da queste bellissime pagine, di rara intensità, di scavo interiore, sintesi letteraria dell'esistenza di questo importante intellettuale, pittore e fotografo, nasce l'idea e l'esigenza di far conoscere, attraverso il palcoscenico, chi fosse. Un condannato a vita in cui forte è il conflitto tra l'abbandono della speranza e l'inno alla vita, in un corpo che diviene ogni giorno di più un abito sgualcito e che, come in Lasciatemi morire, esprime l'insofferenza di colui che assiste da spettatore a un dibattito di cui è, invece, involontario protagonista.

Perché il teatro

Come riportato dal direttore artistico del progetto Giorgio Taffon nella sua recensione al libro di Piergiorgio Welby,

Ocean Terminal costituisce anche una grande sfida per i teatranti: un materiale drammaturgico di grande fascino per una prova d'attore che richiede un approccio libero dai condizionamenti correnti e meramente commerciali dell'attuale teatro italiano, un ritorno al teatro politico, al teatro della polis grazie alla struttura verbale che nella sua vivezza, credibilità, efficacia e tensione narrativa, dovuta alla profondità lancinante dei temi, costituiscono una base di partenza decisiva. Anche a livello registico il proliferare libero d'immagini, i giochi immaginativi, la totale libertà inventiva non possono che trasmettere all'occhio e alla mente di un regista grandi suggestioni di creatività scenica. Ritengo che la scelta di Ocean Terminal ai fini di un'elaborazione teatrale si ponga inevitabilmente sul piano della tanto invocata quanto poco praticata ricerca di un teatro davvero necessario .

Anche per questi motivi, sottolinea Emanuele Vezzoli la mia esigenza, come attore e regista, è quella di rendermi iltramite attraverso cui trasferire la ricchezza del tesoro Piergiorgio Welby agli altri uomini, raccogliendo la promessa fatta a MinaWelby ed in accordo con quanto egli stesso afferma: non esiste un'arte privata, un artista ha l'obbligo morale di incidere sulla realtà .

La voce di Welby potrebbe rivivere incarnata sulla scena per pronunciare le ragioni prime ed ultime dell'esistenza umana, per invocare l'empatia degli spettatori, per chiamare la comunità civile alla discussione sugli interrogativi ultimativi e radicalmente umani, per divenire interpreti ed attori del nostro stesso destino. Le nostre associazioni, nello statuto costitutivo e nei lavori fin qui realizzati e prodotti, hanno sempre voluto mettere in evidenza il valore civile del teatro, fino alla necessità come uomini e artisti di creare un legame tangibile tra poesia e vita quotidiana. Per questo, in seguito alla proposta di Francesco Lioce, Luca Morricone, Giorgio Taffon ed Emanuele Vezzoli, Ticto & Teatri&Culture si sono fatti promotrici dello straordinario ed ambizioso progetto descritto, confidando nella sensibilità degli enti pubblici e privati.


Emanuele Vezzoli, dopo aver conseguito il diploma presso la Scuola del Piccolo Teatro di Milano diretta da Giorgio Streheler, inizia la sua carriera con Franco Parenti e lavora con importanti nomi dello spettacolo quali Franco Parenti, Valentina Cortese, Franco Zeffirelli, Sergio Fantoni e Jean Paul Denizon al teatro Les Bouffes du Nord. Ha recitato negli spettacoli Quel che sapeva Maisie e Professor Bernhardi diretti da Luca Ronconi al Piccolo Teatro di Milano e in Le False Confidenze di Marivaux con Toni Servillo. Recentemente è stato protagonista dello spettacolo La bicicletta di Stanislavskij diretto da Giancarlo Sammartano e Dal Profondo di Annamaria Panzera.


Per il cinema ha lavorato con J. Taymor in Titus, S. Castellitto in Libero Burro, S. Casini in Un Paradiso di Bugie, G. Campiotti, Souheil Ben Barka ne Les Amants de Mogador, Anna Maria Panzera in L'Affare Bonnard, Mauro Campiotti inIl Cantico di Maddalena e Panus Agelopoulus in A Hero in Rome.


Tra le numerose fiction televisive di successo a cui ha preso parte: I Cesaroni, Raccontami, Distretto di Polizia, Nero Wolfe.


Dal 2008 collabora con l'Associazione Teatri&Culture, firmando la regia de Gl'Innamorati di C. Goldoni e, più recentemente, nel 2009 ha diretto Io, sola, ho visto di Giorgio Taffon ai Riverside Studios di Londra riscuotendo ampi consensi di pubblico e critica





10 aprile 2012

OCEAN TERMINAL

Bibliocaffè e Radio 100 Passi

presentano:

“Caffettando”

trasmissione su www.radio100passi.net

F.B. radio100passi

Piergiorgio Welby, uomo, letterato e artista.

Ritratto sul palcoscenico dal suo romanzo: Ocean Terminal

Accostare terminal a oceano è un’idea singolare, è come domandarsi dove comincia o finisce l’universo. Terminal nel linguaggio quotidiano sta a significare un luogo dove il viaggio finisce (terminale, se riferito alla vita) ma anche dove il viaggio può cominciare. Terminale è anche un computer da dove partono impulsi verso il tutto.

Ocean è anche un vocabolo che nella sua pronuncia rimanda alla catena di supermercati Auchan e come non pensare al supermercato come luogo dove si concentra la vita dell’umanità; sugli scaffali del supermercato è concentrata e riassunta tutta l’attività umana del pianeta. Nei supermercati c’è il segno dell’inizio e della fine della vita terrena dell’essere umano. Welby è un supermercato colorato, stracolmo di cose belle e brutte, cose allettanti, cose che fanno male, cose che bisognerà buttare, riciclare, e alimenti con data di scadenza.Welby è un supermercato vivo, pieno di gente; la sua data di scadenza non gli ha impedito di vivere appassionatamente. Ocean Terminal è la vita-supermercato di Piergiorgio Welby dove gli scaffali sono carichi di ricchezze generate dalla meravigliosa complessità dell’essere e che superano gli ostacoli imposti dal destino, anche da un destino crudele.

Roma, 11 aprile Bibliocaffè-Caffè Letterario Via Ostiense 95

dalle 18,30 alle 20

Walter Mauro, critico letterario

Giorgio Taffon, professore di letteratura teatrale e moderna

Mina Welby, co-presidente Associazione Luca Coscioni

Francesco Lioce, curatore di Ocean Terminal, Castelvecchi Editore

Emanuele Vezzoli, interprete e regista dell’atto unico Ocean Terminal

Conduce: Monica Soldano, direttore radio 100 passi

Regia di Stefano Guccione, musicista, co-fondatore radio100 passi

Sigla a cura di Aldo Lombardo, musicista, radio 100 passi

Collaborazione tecnica: Lucio Savasta


La trasmissione andrà in onda in differita su www.radio100passi.net

il 18 aprile dalle 18,30

Per informazioni

Antonella Capasso Responsabile Bibliocaffè letterario

e Silvia Ronchetti Tel. 0645460710




13 dicembre 2011

presentazione OCEAN TERMINAL



www.librerialibra.it 

L'EVENTO DELLA SETTIMANA
venerdì 16 dicembre ore 20,00
nel Salotto delle Donne 
Morlupo (RM) Via San Michele 63

MINA WELBY
e il libro
OCEAN TERMINAL

Vi aspetto


“La verità, la verità! Che cazzo è la verità... Chi sei tu per chiedere a me di dire la verità. La sola verità che conosco è quella che mi ripete in continuazione che sto morendo, che mi mancano le forze, che gli scalini diventano sempre più alti, le braccia pesanti, le gambe deboli e che debbo vivere sempre più in fretta, che se mi fermo un poco a prendere fiato arriverà LEI, la sola verità che conosco: la morte. Io odio la verità… voglio dimenticarmi di lei! La verità è un lusso che non ho mai potuto permettermi… giocateci voi con la verità! Io debbo solo imparare a mentire meglio, specie con me stesso” (“Ocean Terminal”, pp. 59-60).


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27 agosto 2010

Sanacore Festival

- Dibattito sul Testamento Biologico -

  Pianella Centro Pegaso C.da Morrocino 20,

il 28 agosto alle ore 18 ci sarà un DIBATTITO:

IL TESTAMENTO BIOLOGICO, DUE ESPERIENZE A CONFRONTO.

Con Mina Welby e Beppino Englaro.

A cura dell’ associazione

Peppino Impastato.

Saranno presentati i libri

Ocean terminal,

L'ultimo gesto d'amore

La vita senza limiti.

Data: 
 28/08/2010 - 18:00
Comune: 
Pianella
Indirizzo: 
Centro Pegaso C.da Morrocino 20
Organizzatore: 
Associazione Natureventi




24 luglio 2010

Ocean terminal a Catania

E' stato molto bello riincontrare gli amici di Catania.
La recensione di Eduardo Melfi ha portato una nota nuova nell'interpretazione del libro. Il professore aveva intuito che Piero conosceva Ovidio. L'episodio di Ateone, sbranato dai propri cani come punizione per aver guardato Diana, mentre si bagnava nelle acque limpide dello stagno, ha lasciato tracce anche nella descrizione dei cani che sbranano il corpo di Piero nel racconto surreale di apertura del libro. Anche lui descrive minuziosamente il loro carattere.

Riflettendo di più, non avrà anche interpretato l'aggressione dei vari animali come punizione da parte del destino, o di un essere misterioso, invidioso dell'intelligenza dell'uomo e che punisce il genere umano perchè curioso e in ricerca di conoscenza?

 

 


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14 giugno 2010

OCEAN TERMINAL

Mina Welby presenta

Ocean Terminal

di Piergiorgio Welby 

 15 giugno, in occasione del Giugno Aglianese. 

A seguire ci sarà un dibattito su laicità e scelte di fine vita

Data: 
Tue, 15/06/2010 - 21:30 - 22:00
Comune: Agliana
Indirizzo: 
presso il Parco Pertini ad Agliana nell'ambito del Giugno Aglianese



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