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Cristo! come eravamo ridicoli
io e il Nuvola mentre seguivamo
il furgone mortuario del Comune
…ti saresti divertita, cazzo!…
noi sulla circonvallazione
a cambiare la candela sporca
e la tua bara grigio topo gettata
nel cimitero di Prima Porta
…ti saresti divertita, cazzo! …
così come ti divertivi da sballo
a fare l’autostop sulla Colombo
per rubare una giornata alla
disperazione
e sbatterla sulla spiaggia di
Capocotta….
…io e te…confusi tra gli altri
che lanciavano la loro allegria
sugli asciugamani colorati della
fantasia
…io e te…la sera nel vagone
del treno…
ad assaporarci il sale sulle labbra,
a scandalizzare quelle facce
di cartapesta imbolsite dal sopore,
…io e te…ad inventare equilibrismi
sulla corda tesa del pudore ma…
con la mente già chiusi in
quella stanza.
Che assurdità quel grattacielo
di morti murati dietro quei marmi
di fiori appassiti e nomi dimenticati.
Ti lasciammo tra i crisantemi gialli
rubati ad un disgraziato tuo vicino
e l’odore di cera e fiori marciti…
andammo via tirando calci ad
una Pepsi
e cantando All along the watch
tower…
cantavamo forte per non piangere,
forse,
..io non ho pianto…ma,…
una volta tornato in quella stanza,
ho passato la notte alla finestra,
tutta la notte a guardare
il fumo leggero della Marlboro
che mi bruciava gli occhi
e lo scorrere lento dei vagoni.
(P. Welby, 

 

All Along The Watchtower 
dalla raccolta -Natiche Sadiche-)

 

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29 giugno 2014

LA ZATTERA DI WELBY ATTRACCA AL CAMPIDOGLIO

Cronache del Garantista – Roma approva il registro del testamento biologico

Articolo pubblicato il 27/06/2014 nella sezione Associazioni

Pag. 10, di Riccardo Magi - Dopo una battaglia lunga cinque anni, Roma, la città che ospita il Vaticano, avrà finalmente il suo registro dei testamenti biologici. L’istituzione nella Capitale del registro comunale delle disposizioni anticipate di trattamento sanitario è stata votata da una maggioranza larga e trasversale. Consensi alla delibera sono arrivati dai banchi del centrodestra, del M5s, di Sel e dal Pd. Infatti, come accade di solito, le battaglie Radicali, a lungo osteggiate, portano a vittorie che in un attimo diventano patrimonio di tutti.

Una vittoria non scontata e tutt’altro che semplice. Dal deposito della delibera di iniziativa popolare promossa dai Radicali dell’Associazione Luca Coscioni e sottoscritta da 8.265 cittadini nel 2009 all’approvazione in consiglio comunale, il percorso è stato infatti tutto in salita.

Per ottenere la semplice calendarizzazione dell’atto – che per Statuto dovrebbe avvenire entro sei mesi dal deposito – sono dovuto ricorrere al Prefetto di Roma segnalando la violazione palese e reiterata da parte dei Presidenti dell’Assemblea: Pomarici sotto l’amministrazione Alemanno e Coratti con l’amministrazione Marino.

In parole povere, per rispettare le norme in Campidoglio c’è bisogno dell’intervento del Prefetto. Come dopo un terremoto, un incendio, un’alluvione. In questo quadro far vivere effettivamente quegli strumenti di partecipazione attraverso i quali i cittadini possono inserire nell’agenda politica temi che i partiti evitano accuratamente anche a costo di violare la legge e gli statuti comunali, è già un primo risultato.

La violazione in questo caso era tanto più grave se si pensa che il rifiuto delle terapie è già previsto dall’articolo 32 della Costituzione (“Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge”) e che l’organizzazione dei testamenti biologici tramite un registro comunale rappresenta un semplice ed economico (ai limiti della gratuità) allargamento dei servizi erogati da Roma Capitale, andando quindi nella direzione di dar vita al dettato della Carta fondamentale.

Così come emerso anche a seguito delle sentenze della magistratura sul caso Englaro, tutti i cittadini italiani avrebbero già il diritto di predisporre il proprio testamento biologico. Inoltre tutti hanno il diritto a includere l’eventualità della rinuncia dell’alimentazione e idratazione artificiale. Per questo, le associazioni A buon diritto e Luca Coscioni raccolgono da anni le dichiarazioni anticipate di volontàl. La seconda di queste, solo a Roma ha già raccolto 860 testamenti che si devono sommare a quelli già depositati nei due municipi che negli anni passati hanno acconsentito a farsi carico di raccogliere e conservare questi importanti documenti.

Con il Registro si scavalcano un problema pratico e uno politico. Quello pratico è relativo al riconoscimento giuridico delle dichiarazioni: l’invio per fax o per posta dà garanzie limitate di autenticità della sottoscrizione, mentre la strada del notaio può essere complicata e onerosa ancorché possibile. Quello politico nasce dal fatto che il Parlamento cerca di evitare il più possibile un confronto sul fine-vita. A entrambi questi problemi, con la delibera Radicale approvata mercoledì e presentata all’Assemblea da Mina Welby e Mario Staderini, abbiamo fornito una risposta politica organizzata dal basso, popolare appunto.

Con Roma sono 132 i Comuni che hanno deliberato l’istituzione di un registro e quasi 12,5 milioni gli italiani che hanno accesso a questo servizio: il 20% della popolazione. In altri 36 Comuni sono state presentate proposte di delibera in consiglio comunale e in alcuni di questi le proposte sono di iniziativa popolare.

E’ giunto il tempo che il Parlamento italiano segua l’esempio dei Comuni e discuta al più presto, come richiesto dai familiari di Welby, Lizzani, Monicelli, Troilo, e dal Capo dello Stato Giorgio Napolitano, la proposta di legge, guardacaso anch’essa di iniziativa popolare, per la legalizzazione dell’eutanasia e la regolamentazione del testamento biologico che quasi 80 mila cittadini hanno sottoscritto e che giace ignorata da più di 9 mesi alla Camera dei Deputati.

Fonte: http://www.radicaliroma.com/wp/2014/06/cronache-del-garantista-roma-approva-il-registro-del-testamento-biologico/




1 aprile 2014

UN IMPEGNO CIVILE ANCORA VIVO

LE NUOVE LIBERTA’:
FINE VITA, POTER SCEGLIERE
Assemblea cittadina
per il Registro dei testamenti biologici nella città di Roma
Martedì 1 aprile 2014
ore 16.30 – 19.30
Campidoglio Sala della Protomoteca
INTRODUCE
Maura Cossutta - Se non ora quando sanità
MODERA
Cesare Fassari - Direttore quotidianosanità.it
RIFLESSIONI ETICHE E GIURIDICHE
Antonio Adamo - Pastore Chiesa Evangelica Valdese Roma
Caterina Botti - Filosofa - Università Sapienza di Roma
Carlo Flamigni - Medico - Comitato Nazionale per la Bioetica
Stefano Rodotà - Costituzionalista
ESPERIENZE
Fabio Calabrò - Medico oncologo - San Camillo Forlanini Roma
Patrizia Ricci - Direttore Municipio VIII Roma (ex XI)
Mina Welby - Co-Presidente Associazione Luca Coscioni
INTERVENTI PROGRAMMATI
Paolo Briziobello - Vicepresidente Officine Democratiche
DIBATTITO
CONCLUDE
Catherine Bearfield – Filosofa - Consulta di Bioetica Onlus
Per informazioni: finevita.poterscegliere@gmail.comLE NUOVE

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Saluto i relatori e questa assemblea con le parole del cittadino di Roma Piergiorgio Welby e allora, nel 2002, Consigliere dell’Associazione Luca Coscioni:

“A volte non siamo noi a decidere di quali problemi occuparci, ci sono nodi gordiani che troviamo sulla nostra strada e non possiamo evitare di tentare di sciogliere. Credo che, ai nostri giorni, uno di questi nodi ineludibili sia l’accanimento terapeutico ed il diritto dei malati ad una terapia medica che non ignori la persona e che non dimentichi di avere a che fare con un uomo il cui volere deve esser rispettato. Le tecniche di rianimazione e gli strumenti che simulano o supportano alcune funzioni vitali hanno creato, in non pochi casi, una dicotomia insanabile tra ciò che è vita e quella “morte sospesa” che è il risultato di molti accanimenti.

… il Living will, non è dettato da pregiudizi ma da giudizi maturati nei due mesi trascorsi da me in “rianimazione”. La mia patologia (distrofia muscolare progressiva) ha causato una insufficienza respiratoria ed il coma. Un protocollo di rianimazione, a mio avviso discutibile sia eticamente che per gli art. 13, 14, 15, del C.D.M. mi ha restituito alla “vita” tracheostomizzato, vincolato ad un ventilatore polmonare, nutrito attraverso una sonda naso-gastrica, scrivo usando una tastiera virtuale e il dito indice per digitare.... non si tratta di reazioni emotive o posizioni ideologiche,…ma sono convinto che una società civile debba dare risposte….
“Dobbiamo batterci, unguibus et rostris, per la legalizzazione e la conoscenza del testamento biologico, per il diritto ai malati terminali di non essere sottoposti a interventi il cui fine sia quello di procrastinare la morte per brevi periodi. È molto difficile entrare in dettagli tecnici,mi limito a fare una operazione che definirei “leopardiana” …dal particolare all’universale:

1. ho assistito ad un massaggio cardiaco effettuato ad una paziente in Stato Vegetativo Permanente andata in blocco.
2. Un paziente di 74anni, malato di SLA, in fase terminale, è stato tracheostomizzato e tenuto in vita per 3mesi in sala di rianimazione, ogni giorno chiedeva di morire.

QUESTE SITUAZIONI NON DEBBONO RIPETERSI!”

Io oggi qui continuo l’impegno civile iniziato da Welby per una morte opportuna. Mi appello al Sindaco, Ignazio Marino, al Presidente del Consiglio Comunale, Mirko Coratti, al Consiglio Comunale, di voler onorare la volontà di 8.200 cittadini romani, che nel 2009 firmarono una delibera di iniziativa popolare, consegnata al Campidoglio, il 24 aprile 2009, dall’Associazione Luca Coscioni, parte del Comitato promotore dei cittadini di Roma, insieme a Beppino Englaro e Carlo Lizzani. Chiedo che questa delibera venga calendarizzata e discussa nelle Commissioni e in Consiglio.

All’ex-X° Municipio di Roma, con Sandro Medici Presidente, con delibera di giunta il 31 marzo 2009, fu istituito e attuato il registro per le Disposizioni Anticipate dei Trattamenti sanitari, richiesto da Giampietro Sestini, Segretario dell’Associazione Libera Uscita, e da me. Vorrei che in tutti i municipi di Roma sia fruibile questo servizio.

L’adozione di un Registro per i Testamenti Biologici da Roma Capitale lo vedo come stimolo forte per il Parlamento, dove “Si legalizzi il Testamento Biologico e si restituisca alla vita e alla morte la loro dignità.”

 Ottimista è chi dice: "Domani è domenica"; pessimista chi dice: "Dopodomani è Lunedì." Così dice Gustave Flaubert.

E Welby aggiunge: Speriamo che la domenica ci regali un lunedì di libertà.”

Un rispettoso saluto a voi tutti

Mina Welby

 

 



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