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   (PIERGIORGIO WELBY)

Io amo la vita: la storia di Piero e Mina Welby - trailer

 

      

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Welby Un atto di giustizia
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Il grande fratello 
dei falchi pellegrini e non solo


 

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L'onore dipende spesso
dall'ora che segna l'orologio.
Guillaume Apollinaire
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Calibano: la terra, il fango,
le viscere, la passione cieca,
l'incognito, il caos, la paura,
il talento primordiale, virile,
erotico che spesso vibra di febbre
e non ha bisogno di luce né di parola.
La carne, l'anima, lo spirito insieme
in un ultimo viaggio; prima della
separazione, della libertà di scegliere
un nuovo luogo, un nuovo corpo da
,o dove addormentarsi, come
dice Ariel, sotto un fiore



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Cristo! come eravamo ridicoli
io e il Nuvola mentre seguivamo
il furgone mortuario del Comune
…ti saresti divertita, cazzo!…
noi sulla circonvallazione
a cambiare la candela sporca
e la tua bara grigio topo gettata
nel cimitero di Prima Porta
…ti saresti divertita, cazzo! …
così come ti divertivi da sballo
a fare l’autostop sulla Colombo
per rubare una giornata alla
disperazione
e sbatterla sulla spiaggia di
Capocotta….
…io e te…confusi tra gli altri
che lanciavano la loro allegria
sugli asciugamani colorati della
fantasia
…io e te…la sera nel vagone
del treno…
ad assaporarci il sale sulle labbra,
a scandalizzare quelle facce
di cartapesta imbolsite dal sopore,
…io e te…ad inventare equilibrismi
sulla corda tesa del pudore ma…
con la mente già chiusi in
quella stanza.
Che assurdità quel grattacielo
di morti murati dietro quei marmi
di fiori appassiti e nomi dimenticati.
Ti lasciammo tra i crisantemi gialli
rubati ad un disgraziato tuo vicino
e l’odore di cera e fiori marciti…
andammo via tirando calci ad
una Pepsi
e cantando All along the watch
tower…
cantavamo forte per non piangere,
forse,
..io non ho pianto…ma,…
una volta tornato in quella stanza,
ho passato la notte alla finestra,
tutta la notte a guardare
il fumo leggero della Marlboro
che mi bruciava gli occhi
e lo scorrere lento dei vagoni.
(P. Welby, 

 

All Along The Watchtower 
dalla raccolta -Natiche Sadiche-)

 

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12 novembre 2015

QUATTRO PROGETTI DI LEGGE PER L'EUTANASIA

A quando in Italia?

Il Bundestag della Repubblica Federale Tedesca proibisce un'eutanasia “professionale remunerata”. Il nascere di associazioni di professione per il suicidio assistito costringono (zwingen, sic!) il legislatore a reagire. La discussione di quasi un anno dei deputati del Bundestag verte se e quali leggi emanare per inquadrare una morte dignitosa e prevenire sviluppi negativi.
Il Presidente del Bundestag Lammert parla del progetto legislativo più impegnativo di questo periodo della legislatura.
Ne furono redatti quattro progetti di legge.
Il primo PdL è vincente alla terza lettura con 360 voti a favore, 233 contrari, 9 astenuti

In prima lettura la situazione fu la seguente
Primo PdL
con 309 voti, dei gruppi CDU (Michael Brand) e SPD (Kerstin Griese)
Scopo: penalizzare il suicidio assistito come atto ripetuto nel tempo, cioè il suicidio assistito “professionale commerciale”. (Riguarda ad esempio offerte come quella dell'associazione “Sterbehilfe Deutschland” di Roger Kusch, che in Germania saranno proibite).
Grado di pena: 3 anni di detenzione o pena pecuniaria.
Diritti dei pazienti e dei congiunti: l'aiuto al suicidio nel caso singolo deve rimanere esente di pena. Una incriminazione in questo senso deve essere espunto dal codice penale.
Diritti dei medici: assistenza al suicidio ripetuto a progetto è proibito e passibile di pena. Su questo punto esperti legali osservano possibili problemi per medici palliativisti negli hospice e medici in reparti intensivi. Per il loro incarico sono “attivi professionali”. Quali delle loro azioni vengano interpretate come assistenza al suicidio e, in base alla loro attività ripetuta nel tempo e possano essere ritenute passibili di pena, su questo, ad esempio si interroga il servizio scientifico del Bundestag. (mio commento: questo servizio è una specie del nostro Comitato Nazionale di Bioetica?)
Obiettivo: non si creino offerte di servizio, non sopravvengano effetti di assuefazione, né di normalizzazione sociale del suicidio assistito. (mio commento: quindi continuiamo a nasconderlo!)
Conseguenza sperata: Senza offerte commerciali di suicidio assistito diminuisce il numero di suicidi e la pressione di dover intraprendere qualcosa, per “non essere di peso ad altri”. (mio commento: quindi ammazzatevi come volete , ma non chiedete nulla agli altri).
Sostenitori: 216 deputati CDU e SPD, la Cancelliera Angela Merkel, il Vicecancelliere Sigmar Gabriel (SPD), il Ministro Affari Esteri (SPD), Ministro della Salute. I capi gruppo dell'SPD e dei Gruenen sostengono in una lettera comune questo PdL.







5 dicembre 2011

SUICIDIO ASSISTITO

SUICIDIO ASSISTITO oppure OMICIDIO DEL CONSENZIENTE? Il raggelante gesto di Lucio MAGRI: il pentobarbital irrompe nel dibattito sul TESTAMENTO BIOLOGICO
(Fonte: StudioCataldi.it)

L'idea che una persona passi prima a pagare le pompe funebri per il proprio funerale francamente è inedita. Si scelgono la musica di sottofondo e la fantasia delle lenzuola per gli ultimi istanti. Ma l'impressione è che Lucio MAGRI, stimato personaggio della cultura e della politica ed anche uomo affascinante, abbia aggiunto un tassello alla discussione italiana sul FINE VITA. Ideali da vendere, passione politica sorgiva, il protagonista merita tutto il rispetto umano. Ma la disamina giuridica deve andare oltre il rispetto che si deve a chi vuol disporre della esistenza ad libitum. Era in COMA VEGETATIVO? No. Era un malato TERMINALE? Neppure. Per il diritto il ragionamento di porre volontariamente fine alla propria vita con le modalità in adozione nella clinica di Zurigo non torna. Allora perché non rivolgersi direttamente a Mafia S.p.A.? Si potrebbe chiedere ad un killer che sappia fare onestamente il suo mestiere di sicario. La depressione: grosso modo quasi tutti gli anziani sono a rischio. Ma il frangente di per sé è REVERSIBILE. Se, però, io sono un medico, in particolare uno psichiatra, quel tipo depresso debbo curarlo. Ma può il titolare della vita porre fine alla vita stessa? E' davvero un diritto? Il suicidio assistito è un diritto? Qui ELUANA ENGLARO e WELBY o lo sciatore LEO DAVID di tanti anni fa, non entrano nel ragionamento. E non c'entra neppure il credo religioso: il testamento biologico non è il tema del discorso. Per il momento, sommessamente, sono convinto che si tratti di OMICIDIO del consenziente se il diritto penale ha ancora un senso. E, poi, suvvia, Ve la immaginate la Commissione Medica elvetica? La clinica trae un utile costante dal ...servizio EUTANASIA o dolce morte che dir si voglia: quale medico dipendente della struttura svizzera se non Ippocrate in persona avrebbe l'ardire di opporsi o soltanto di dubitare della fermezza del proposito del ...paziente. O assassinato? Ma la depressione si cura forse con il pentobarbital sodium?

POSTA e RISPOSTA n°157 torna sull'argomento del suicidio assistito di Lucio MAGRI. Quella Persona tenera, dolce e fortissima che risponde al nome di MINA WELBY, Co-Presidente dell'Associazione Luca COSCIONI, mi aveva indirizzato un opportuno post con riferimento al brutale sasso nello stagno che avevo scagliato con il pezzullo del 3 dic '11. Questo il primo contributo di Mina: "Certo nel nostro paese, l'Italia, non esiste il reato Eutanasia, esiste il reato di omicidio del consenziente. Per questo si vorrebbe la depenalizzazione del suicidio assistito. Esistono situazioni di sofferenze inaudite, e sono sicuramente in aumento a causa dell'invasività della medicina, dove una persona desidera nulla più che poter aver pace e non soffrire più. Le cure palliative hanno anch'esse i loro limiti e non sono accessibili a tutti. Anche in Italia esiste l'eutanasia, ma si fa e non si dice. All'Associazione Luca Coscioni è stata rifiutata l'inchiesta parlamentare sull'eutanasia clandestina in Italia, iniziativa partita da Welby con 25000 firme entro pochi mesi. Non è giusto che le persone devono rifugiarsi all'estero per far nascere vite (legge40) e per morire. Nessuno può essere costretto una vita di sola sofferenza insopportabile. Riguardo alla Svizzera il diritto penale ha dato la possibilità al suicidio assistito, se sia contemplata anche una grave depressione, lo giudicheranno i medici. Trovo inoltre cinico riferirsi alla Mafia! Mina Welby www.lucacoscioni.it". Ho risposto così a Mina: "Il distinguo mi pareva nettissimo. Questo voglio dirglielo chiaro e forte. Ho voluto, forse anche certamente male, esprimere le perplessità che, dal punto di vista giuridico, si agitano dietro il gesto di Lucio MAGRI. Il mio timore è che si presti a strumentalizzazioni per disfarsi di un anziano danaroso e fastidioso da curare da portare a morire in Svizzera. Che il tutto divenga un business e nulla più: secondo Lei quante volte quella commissione medica di Zurigo avrà espresso parere negativo? Le assicuro che la realtà tecnico-giuridica, purtroppo, nasconde sfaccettature insidiose. Altro mio timore è che, stante il carisma indubbio che promanava dalla figura di Lucio Magri, possa 'attizzare' degli emuli. Sono stato un po' brutale, ma è questo il punto di partenza del mio ragionamento. Non cinico. Cinico equivale etimologicamente ad indifferente o sprezzante ai valori e ai sentimenti. Volevo estremizzare il ragionamento giuridico. Le assicuro che al Suo contributo verrà dato il massimo risalto. Se può e vuole, potrà anche sviluppare in modo più esteso il Suo (o Tuo, se posso, visto che quasi sempre do del Tu ai visitatori) pensiero. Da anni curo la rubrica dei lettori ed abbiamo dato spazio, del tutto disinteressatamente, a tanti temi della società quando altri li censuravano o li tenerevano in spregio. La nostra è una voce libera. Personalmente mi ha raggelato la vicenda di Lucio Magri. Mi ha sconvolto." - Ne è scaturita la seguente lettera di MINA WELBY: "Caro Paolo, Ti do subito del tu e ti ringrazio per questa risposta. Mi fa piacere che lavori a Macerata. Due anni fa ero stata invitata dagli studenti per un convegno all'Università. Con me c'era dott. Ciacca che ha assistito Giovanni Nuvoli. C'era anche un professore di diritto penale; dovrei cercare nell'agenda vecchia come si chiamava. Io non ho studiato diritto né penale, né civile. Sono una semplice cittadina e insieme a Piergiorgio abbiamo letto e studiato i documenti disponibili. Per dire la verità, il tuo post è stato molto estremo e mi ha fatto drizzare le orecchie. Sei riuscito a sconvolgere anime tranquille, spero. Anch'io mi sono tenuta breve, e la brevità nel dire delle cose spesso lascia aperto grande spazio per interpretazione e riflessione. Certo che rimangono sempre molti dubbi intorno alle richieste di suicidio assistito all'estero. Credo però, che lo stesso si possa dire di un testamento biologico, o quando dei familiari chiedono a un medico di non far soffrire oltre un loro caro, specialmente se anziano. Qualcuno mi prospettava perfino la possibilità di falsificazioni di documenti. Tutto è possibile. Penso che con i mezzi che oggi ha la giustizia anche delitti di questo tipo possono essere scovati e puniti. Il gesto di Magri mi ha sinceramente lasciata basita. Mi chiedo se una depressione non sia curabile, non dico guaribile. Ho letto un articolo, dove si diceva che era stata la terza volta che era andato in Svizzera. Quindi c'era, a parer mio, una gravità particolare da rispettare. Sarò troppo indulgente verso i medici? Sono sempre piena di dubbi e vorrei mancare mai di rispetto a nessuno. Emuli? Questo timore ho spesso, quando ci sono persone che si rivolgono a me e mi chiedono di aiutarli perchè anche loro vorrebbero farla finita come Welby. Fino ad oggi sono sempre riuscita a far riflettere e insistere perchè avessero migliore assistenza e cure necessarie per avere migliore qualità di vita. E' questo il compito mio nell'Associazione Luca Coscioni: dignità in una vita indipendente, non perchè un malato grave possa essere indipendente, ma che decida lui in tutto e per tutto, e poi dignità nel morire, accompagnati dalle cure necessarie fornite dal SSN, appunto come hanno vissuto Piergiorgio, Luca Coscioni e come vivono Paolo Ravasin, malato di Sla, e Severino Mingroni, un locked-in dell'Abruzzo, per citare solo due di grandi lottatori per una vita dignitosa. E' defatigante la lotta con le strutture dell'assistenza sociale e le istituzioni locali e regionali e specialmente dello Stato per ottenere giustizia nelle cure e l'assistenza per una vita di minima qualità. Ecco, esistono persone in Italia che si lasciano morire per non pesare sulle loro mogli, figli o altri familiari, perchè sono senza assistenza e vedono che la gravità della loro situazione è lasciato tutta sulle loro spalle. Sul nostro sito abbiamo il link soccorso civile. Hai ragione, che ci potrebbe essere chi porta un genitore in Svizzera per un cosiddetto suicidio assistito. Pecunia non olet. E si trova sempre chi a pagamento fa quello che chiedi. C'è anche chi al ritorno viene indagato per aver accompagnato qualcuno a morire. Penso ci possano essere testimonianze utili e che si possa conoscere la verità. Almeno, spero. Mi prenderò del tempo a leggere anche altro nel vostro sito interessantissimo. Intanto grazie e a risentirci. 

Mina Welby"

 - Siamo noi che Ti ringraziamo, cara Mina e voglio farlo anche a nome dei nostri lettori: ad multos annos!

Tratto da: Mina WELBY scrive a Studio Cataldi sul tema del SUICIDIO ASSISTITO - Bioetica e testamento biologico
(Fonte: StudioCataldi.it)




8 ottobre 2009

MORIRE DI STATO 2

  Intervista a Mina Welby
di Monica Lanfranco

(uscita su "Marea", trimestrale di attualità e informazione per dire lo stare al mondo delle donne) qui in cinque puntate

2. puntata

Perché dal tuo punto di vista è così importante poter decidere di sé e del proprio corpo anche nella parte finale dell’esistenza umana?

Decidiamo tutta la vita come trattare il nostro corpo. Ricordo gli urli di mio fratello, quando mamma lo portava dal barbiere per fargli tagliare i capelli. Per me, da bambina, farmi visitare dal medico era un trauma. La vita poi ti insegna molte cose, ti fai una ragione per accettare anche cure invasive per guarirti da una malattia, da un trauma dopo un incidente. Fino a quando possiamo esprimerci tutti acconsentiamo o dissentiamo, quando veniamo messi davanti a una realtà, anche difficile, da decidere.

Fino alla fine degli anni sessanta non si ha conoscenza di sopravvivenze biologiche di persone in stato vegetativo. I protocolli rianimatori sempre più sofisticati,applicati in situazioni limite, possono avere come esito uno stato vegetativo dopo il risveglio dal coma. Significa che una persona non ha più contatto con la realtà intorno a lei. Altre volte delle terapie prolungano solamente un’agonia dolorosa. Di molti esseri viventi sappiamo che cercano di isolarsi quando sentono di morire. Ricordo due momenti della mia vita, la prima volta a otto anni, dove mi sentivo leggera, leggera e già lontana dalla realtà intorno a me. La natura forte, la prima volta e una corposa trasfusione la seconda, mi hanno rimessa in vita.

Non si conoscevano malattie come la sla, distrofia. Dopo poco tempo diventando completamente paralizzati e rimanendo senza voce, senza poter più inghiottire si moriva per insufficienza respiratoria, per inedia o altre complicazioni. Oggi molti scelgono la tracheotomia ed essere ventilati artificialmente e la nutrizione artificiale. E’ una vita accompagnata da gravi difficoltà. Spesso chi non vuole scegliere tali terapie deve morire a casa con grande malessere fino a quando non perde coscienza. E’ difficile trovare un medico benevolo che ti aiuta con una sedazione, addormentandoti, per non soffrire. Troppe volte il medico curante, ben consapevole che è una malattia che ha portato un organismo al termine della vita, sceglie la tracheotomia non richiesta dalla persona malata, ma dai suoi congiunti. So per esperienza che è difficile lasciar andar via una persona cara, quando lo ha chiesto, ma dopo aver chiara la sua posizione, è giusto fare l’ultimo sforzo dentro di noi al pieno rispetto della volontà della persona malata. Sicuramente è il più grande atto d’amore che si possa manifestare verso la persona amata.

Credo sia giusto che una persona, informata sulle sue condizioni di salute e sulle terapie che eventualmente la possano attendere, esprima oggi per poi, quando non potrà più esprimersi, su come vuole essere curata. La volontà liberamente espressa della persona bisogna sempre rispettare. Sento l’obbligo di rispettare anche chi scegliesse una cosa che è contro il mio concetto di morale. Ci sono appunto persone che scelgono l’eutanasia, perché non c’è altra via di fuga da un dolore insopportabile. Dovrei capire che per loro la morte è l’unico refrigerio per la loro vita. Sono dell’avviso che serva una legge a favore della depenalizzazione dell’eutanasia e del suicidio assistito per i casi di estrema sofferenza.



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