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                GLI EDITORIALI

       DEL CALIBANO

   (PIERGIORGIO WELBY)

Io amo la vita: la storia di Piero e Mina Welby - trailer

 

      

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Welby Un atto di giustizia
Riccio Disinformazione medica e

vigliaccheria politica

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Il grande fratello 
dei falchi pellegrini e non solo


 

Album di Aria e Vento 2007


Vestivamo alla
marinara 2006
(copyright by Welby)

       
   
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un sorriso
contro la violenza

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L'onore dipende spesso
dall'ora che segna l'orologio.
Guillaume Apollinaire
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Calibano: la terra, il fango,
le viscere, la passione cieca,
l'incognito, il caos, la paura,
il talento primordiale, virile,
erotico che spesso vibra di febbre
e non ha bisogno di luce né di parola.
La carne, l'anima, lo spirito insieme
in un ultimo viaggio; prima della
separazione, della libertà di scegliere
un nuovo luogo, un nuovo corpo da
,o dove addormentarsi, come
dice Ariel, sotto un fiore



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IL MARATONETA
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emergenza kenya
      


      
Cristo! come eravamo ridicoli
io e il Nuvola mentre seguivamo
il furgone mortuario del Comune
…ti saresti divertita, cazzo!…
noi sulla circonvallazione
a cambiare la candela sporca
e la tua bara grigio topo gettata
nel cimitero di Prima Porta
…ti saresti divertita, cazzo! …
così come ti divertivi da sballo
a fare l’autostop sulla Colombo
per rubare una giornata alla
disperazione
e sbatterla sulla spiaggia di
Capocotta….
…io e te…confusi tra gli altri
che lanciavano la loro allegria
sugli asciugamani colorati della
fantasia
…io e te…la sera nel vagone
del treno…
ad assaporarci il sale sulle labbra,
a scandalizzare quelle facce
di cartapesta imbolsite dal sopore,
…io e te…ad inventare equilibrismi
sulla corda tesa del pudore ma…
con la mente già chiusi in
quella stanza.
Che assurdità quel grattacielo
di morti murati dietro quei marmi
di fiori appassiti e nomi dimenticati.
Ti lasciammo tra i crisantemi gialli
rubati ad un disgraziato tuo vicino
e l’odore di cera e fiori marciti…
andammo via tirando calci ad
una Pepsi
e cantando All along the watch
tower…
cantavamo forte per non piangere,
forse,
..io non ho pianto…ma,…
una volta tornato in quella stanza,
ho passato la notte alla finestra,
tutta la notte a guardare
il fumo leggero della Marlboro
che mi bruciava gli occhi
e lo scorrere lento dei vagoni.
(P. Welby, 

 

All Along The Watchtower 
dalla raccolta -Natiche Sadiche-)

 

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27 agosto 2015

VITA DIGNITOSA UGUALE PER TUTTI

Sono Mina Welby co-presidente dell’Associazione Luca Coscioni e saluto e ringrazio il Signor Sindaco dott. Maurizio Brucchi di averci convocati. Sono qui perché da sempre ho fiducia che il primo cittadino di un comune non solo rappresenta tutti i cittadini ma si prende carico in particolare di quelli in difficoltà.

La questione per cui siamo qui va giustamente inquadrata alla luce della competenza esclusiva di cui all’art. 117, comma 2 lettera (m) dello Stato di legiferare in materia di: “determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale”.

L’art. 3 della nostra Costituzione recita: Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione ….. di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

La Convezione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità del 2006 è entrata in vigore in Italia con la Legge n. 18 del 3 marzo 2009 che obbliga lo Stato Centrale alla piena fruibilità di tutti i diritti delle persone con disabilità allo scopo di promuovere la piena integrazione delle persone con disabilità, in attuazione dei princìpi sanciti dalla Convenzione di cui all'articolo 1, nonché dei princìpi indicati nella Legge 5 febbraio 1992, n. 104.

In materia di disabilità i poteri locali hanno la potestà regolatoria dei servizi socio-sanitari che sono attuativi dei diritti di cui la Convenzione Onu.

Nel regolamentare le modalità di accesso ai servizi sociosanitari il comune è obbligato a rispettare i seguenti criteri di legalità:

1) Le modalità di accesso non essere tali anche da un punto di vista economico da vanificare l’accesso ai disabili. Quindi si verifichino e si rispettino le capacità di contribuire ai servizi da parte delle famiglie.

2) Le modalità di accesso non essere tali anche da un punto di vista economico da creare situazioni di disparità con disabili di altri Comuni.

Infine in merito a quanto sopra, che, correttamente come da legge, privilegia i diritti soggettivi delle persone con disabilità rispetto al dato delle risorse locali, credo sia anche utile che il Sindaco di Teramo ne inizi ad attenzionare l’ANCI Abruzzi.

Ricordo al Signor Sindaco e a tutti i presenti la legge regionale del 23 novembre 2012, n. 57 per la Vita Indipendente fortemente voluta e ottenuta da Severino Mingroni di Casoli prov. di Chieti, Consigliere Generale dell’Associazione Luca Coscioni.

Purtroppo anche questa bella legge ha solo il pregio di essere l’unica del genere in Italia ma credo per la maggioranza dei disabili abruzzesi solo sulla carta.

Invito il Sindaco di agire in accordo con il Presidente della Regione Abruzzo e tramite l’Assessorato alle politiche sociali e il Servizio Sanitario di Teramo di attivare gli assistenti socio-sanitari che verifichino con tatto e sensibilità lo stato di disagio delle singole famiglie, che con il passar del tempo possono aver aumentato lo stato del bisogno di cure.

La legge 67 del marzo 2006 è un ulteriore mezzo di sostegno delle pari opportunità delle persone con disabilità rispetto alle altre. Certamente è giusto che per tutto quello che consumano i disabili come consumatori, come il resto dei cittadini, non ci debbano essere differenze, ma è legittimo che debbano esigere i servizi aggiuntivi per poter usufruire dell’offerta uguale per tutti. Per es. un accompagnatore.

Va da sé che ricordi il senso di umiliazione, quando delle persone si sentono discriminate. A questo c’è soluzione la legge 67 del 2006.

Come Rita Bernardini con Radicali Italiani difende la dignità delle persone detenute nelle carceri italiane, così l’Associazione Coscioni cerca di aiutare le persone con disabilità a raggiungere il cuore della politica con i loro corpi avvalendosi della loro dignità umana.

La ringrazio, Signor Sindaco, e affido a lei e ai suoi collaboratori le persone che chiedono una vita dignitosa pari a tutti i cittadini d’Italia.






16 giugno 2011

UNO STATO DI NON-DIRITTO

Pubblico questo documento diffuso congiuntamente dalla FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap) con la FAND (Federazione tra le Associazioni Nazionali delle Persone con Disabilità) – parteciperanno giovedì 23 giugno a Roma - alla grande manifestazione nazionale di protesta contro i tagli in ambito di politiche sociali, indetta dal Forum del Terzo Settore e dalle varie organizzazioni aderenti alla Campagna "I diritti alzano la voce". - sottoscritto dai rispettivi presidenti nazionali Pietro Barbieri e Giovanni Pagano.

Vediamone le ragioni, in questo documento
 
Risorse e politiche per i diritti delle persone disabili: è questa la netta e forte istanza che proviene, in modo compatto, dalle organizzazioni delle persone con disabilità.
L'Italia spendeva già poco per il sociale: in rapporto al PIL [Prodotto Interno Lordo, N.d.R.] stanziava meno della Polonia; era al passo con la Bulgaria. Ora spende ancora di meno: smantellando un sistema pur minimo di protezione, gli effetti si sentiranno inclementi sull'emarginazione, sull'impoverimento, sul rischio di istituzionalizzazione.
Da due anni, infatti, radicali e indiscriminati tagli alle politiche socialihanno spinto verso un'ulteriore emarginazione un numero sempre maggiore di persone anziane o con disabilità. La cancellazione progressiva del Fondo per le Politiche Sociali e di quello per la Non Autosufficienzapriverà di ogni assistenza - dal 2012 - il 20% delle persone disabili al Nord, il 30% al Centro e il 50% al Sud.
Uno scenario drammatico che penalizza le famiglie, sovraccaricandole e impoverendole ulteriormente.

I dati statistici pubblicati dall'Istat, secondo i quali il 25% della popolazione, in Italia, vive un'esperienza quotidiana di emarginazione, tenderanno, inevitabilmente, a modificarsi in peggio. Una prospettiva, questa, resa ancor più cupa, visti anche i tagli alle politiche per il lavoro dei disabili e le sempre più risicate risorse per la scuola che stanno generando, di fatto, il ritorno alle "classi speciali".
Dal prossimo anno, infatti:
- il Fondo per le Politiche Sociali sarà cancellato; nulla arriverà alle Regioni;
- il Fondo per la Non Autosufficienza (già abrogato dal 2011) non verrà ripristinato;
- il Fondo per il Diritto al Lavoro delle persone disabili (Legge 
68/99) sarà tagliato del 75%.
- la riduzione delle risorse sulla scuola sarà causa di rinnovati gravi disagi per gli studenti con disabilità.

A questo si aggiunga un'implacabile - quanto inefficace, costosa e infarcita di toni stigmatizzanti - crociata contro le presunte "false invalidità", che maschera, in modo malcelato, la volontà di tagliare le pensioni ai veri invalidi, a chi davvero ha vitale necessità di quei 250 euro mensili.
Quotidianamente, infatti, si assiste a revoche indiscriminate di pensioni e indennità a persone gravemente disabili e oltre al danno si ingenera e rafforza un contenzioso giudiziario che ha raggiunto livelli endemici: quasi 400.000 cause giacenti.
A carico dello Stato, intanto, dal 2009 al 2012 vengono effettuate 800.000 verifiche e nelle more di questa "biblica" campagna di controllo, l'INPS non riesce a gestire adeguatamente l'ordinaria amministrazione, con i tempi di attesa del riconoscimento dell'handicap e dell'invalidità notevolmente allungatisi, nonostante gli interventi normativi e l'informatizzazione del sistema.

Contro la compressione dei diritti civili e umani delle persone anziane e con disabilità, chiediamo:
- il ripristino e l'adeguato finanziamento del Fondo per le Politiche Sociali;
- il ripristino e l’adeguato finanziamento del Fondo per la Non Autosufficienza o, in alternativa, l'introduzione normativa di una quota di riserva sul prelievo fiscale di Regioni e Comuni e sul cosiddetto Fondo Perequativo del federalismo fiscale;
- l'emanazione tempestiva dei Livelli Essenziali di Assistenza Sociale [LIVEAS, N.d.R.], come da dettato costituzionale, per garantire il diritto di cittadinanza in tutto il Paese;
- il ripristino integrale del Fondo per garantire percorsi di inserimento mirato al lavoro delle persone con disabilità;
- l'eliminazione di qualsivoglia disposizione di legge finalizzata alla reintroduzione delle classi speciali;
- la revisione della normativa relativa al riconoscimento e alla verifica delle minorazioni civili e alla concessione delle provvidenze economiche, a maggiore tutela e garanzia dei diritti delle persone con disabilità, la cui esigibilità è notevolmente peggiorata negli ultimi due anni.

La forma più subdola di discriminazione è quella omissiva. Consiste nel "dimenticarsi" delle risorse e delle soluzioni che possono consentire alle persone di vivere dignitosamente, con pari opportunità, nella collettività di cui sono parte.
Contrastiamo anche questa inaccettabile declinazione dei comportamenti discriminatori!




26 maggio 2008

Il Convegno Scientifico Sclerosi Laterale Amiotrofica

 Dalla diagnosi al percorso multidisciplinare di

Assistenza e cura

Sulla spinta della Signora Cav. Palmina Giannini è stato organizzato questo convegno dall’Azienda Sanitaria Regione Molise all’Hotel Dora di Pozzilli.
I venti relatori, specialisti nel proprio campo, hanno illustrato la patologia in tutto il suo percorso, ma più che altro, si percepiva la comune sensibilità verso le persone colpite, nonché verso le loro famiglie e la ricerca di comunicare le cure e terapie alla persona per alleviare le difficoltà e dare dignità a una vita spezzata.
Il convegno ha trovato grande interesse non solo per l’acquisizione dei crediti formativi, ma erano presenti molti cittadini comuni, congiunti di malati e dei malati stessi che nella tavola rotonda hanno dato la loro testimonianza di vita difficile e bisognosa di sostegno. La presenza era di circa 200 persone.
Sono stati presenti il Senatore e Assessore alla Salute uscente del Molise dott. Ulisse Di Giacomo, il dott. Sergio Florio, Direttore Generale dell’Azienda Sanitaria Regione Molise, il dott. Bruno Visocchi, dirigente di anestesia e rianimazione, Ospedale Venafro, la dott. Gianfranca Testa, direttore Distretto sanitario Venafro, ricercatori del centro di ricerca e cura Neuromed di Pozzilli, medici di famiglia, fisioterapisti e infermieri ospedalieri e sul territorio.
L’on. Michele Jorio, Governatore della Regione Molise e Mons. Andrea Gemma, Vescovo emerito di Venafro hanno mandato il loro saluto e l’augurio di buona riuscita del convegno. Marco Scapigliati, terapista della riabilitazione respiratoria, Università Cattolica Sacro Cuore Roma e Direttore della rivista “Fisioterapia DOC” si è dovuto far sostituire da due sue collaboratrici perché malato. Maria Antonietta Farina Coscioni Co-Presidente dell’Associazione Luca Coscioni e deputata radicale del Partito Democratico ha mandato i suoi saluti tramite Mina Welby.
Il Senatore e Assessore alla Salute uscente della Regione Molise, Dott. Ulisse Di Giacomo, (Pdl) ha fatto notare che il Molise era una delle regioni che era rientrata per intero in uno stato finanziario virtuoso, con la possibilità di stanziare 600.000 € per un progetto contenente le malattie rare e la disabilità in genere. Il progetto comprende l’istituzione di un registro delle varie categorie di persone disabili, affette da malattie rare, degenerative e dovute all’invecchiamento con il loro impatto sul territorio della regione. Comprende altresì un piano di diagnosi precoce e cura, comprensivo di sostegno alle famiglie per i farmaci e tutti i presidi necessari.
Nel piano sanitario che sarà proposto il 30 maggio in giunta saranno comprese oltre alle necessarie diagnostiche in strutture ospedaliere, una tempestiva istituzione di assistenza integrata a domicilio, già in atto, ma si vuole ribadire che i malati di patologie croniche devono essere rimessi nel loro contesto familiare il prima possibile. È d’obbligo, dice l’Assessore che i malati vengano supportati in maniera da essere integrati pienamente nel contesto della comunità territoriale con tutti i loro diritti. Solo così la Regione dà segno di civiltà.
A Venafro (IS) si sta componendo una Cellula Coscioni. Nei prossimi tempi la sua solenne istituzione.




15 maggio 2008

Novara 10 maggio 2008

NOVARA CITTà A MISURA DI DISABILE
Progetto presentato dalla Cellula Coscioni di Novara
al Vicesindaco Prof. Silvana Moscatelli
conferenza Stampa
http://www.radioradicale.it/scheda/253669/presentazione-del-progetto-novara-citta-a-misura-di-disabile




5 dicembre 2007

VITA INDIPENDENTE

Per dare ancora voce a Severino che mi invia questa notizia.
Grande Severino e grazie

Si dirà che io sono anche un... partigiano della onorevole Donatella Poretti (perciò mi definisco un aspirante RADICALE della Rosa nel Pugno), ed è indubbiamente vero, ma, da 
http://www.donatellaporetti.it/prop.php?id=754 , guardate l'ultimo degli emendamenti alla Legge Finanziaria 2008 sulla Vita Indipendente:


Emendamenti presentati e ammessi dalla Commissione Bilancio alla legge Finanziaria 2008: uso dei farmaci off-label essenziali in particolare nella cura dei tumori; liberalizzazione sconti sui farmaci di fascia A e C; assistenza personale autodeterminata per persone non autosufficienti e la vita indipendente.

...
 
VITA INDIPENDENTE
EMENDAMENTO A.C. 3256 - art 102
(Modifica dell'articolo 1, comma 1251, della legge 27 dicembre 2006, n. 296)
la lettera “c-bis)” del comma 1 dell’articolo 102 e' cosi' modificata:
c-bis) favorire la permanenza , il ritorno nella comunità familiare o il formarsi di un proprio nucleo familiare da parte di persone parzialmente o totalmente non autosufficienti in alternativa al ricovero in strutture residenziali socio-sanitarie. A tal fine il Ministro delle politiche per la famiglia, di concerto con i Ministri della solidarietà sociale e della salute, promuove, ai sensi dell'articolo 8, comma 6, della legge 5 giugno 2003, n. 131, una intesa in sede di Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, avente ad oggetto la definizione dei criteri e delle modalità sulla base dei quali le regioni, in concorso con gli enti locali, definiscono ed attuano un programma
per garantire in concreto il diritto all’assistenza personale autodeterminata al finanziamento della quale concorrono le regioni; 

Con l'emendamento si interviene aggiungendo alle alternative al ricovero nelle strutture assistenziali non solo favorendo il permanere e il ritornare nella comunita' familiare anche quella del formarsi di un nuovo nucleo familiare, e si sostituisce alla dizione di un "programma sperimentale di interventi al quale concorrono i sistemi regionali integrati dei servizi alla persona" una formulazione che da anni il movimento per la vita indipendente tende sempre a sollecitare, ossia "il diritto all'assistenza personale autodeterminata".
Esiste differenza fra l'assistenza personale e la tradizione "assistenza", fra il modello medico e il modello sociale (quello della Vita Indipendente) della disabilita'
Adolf Ratzka, leader del movimento europeo per la vita indipendente scriveva:
"Indipendent Living non significa che noi non abbiamo bisogno di nessuno, che vogliamo fare tutto da soli o che vogliamo vivere in isolamento. Vita Indipendente significa che vorremmo avere la stessa possibilita' di controllo e di scelte nella vita quotidiana che i nostri fratelli e sorelle, vicini di casa e amici considerano come garantite. Vorremmo crescere nelle nostre famiglie, frequentare la scuola vicina a casa nostra, usare lo stesso autobus, svolgere lavori secondo la nostra istruzione e le nostre capacita'. E la cosa più importante e' che abbiamo bisogno di essere responsabili delle nostre vite, e, proprio come chiunque altro, di pensare e di parlare per noi stessi".




13 giugno 2007

IL SESSO DEGLI…ANGELI

Gli angeli sono stati, e continuano ad essere sull’onda fatua della New Age, una palestra per i più arditi esercizi speculativi. Dalle suddivisioni di un neoplatonico del V secolo, Pseudo Dionigi l'Areopagita, alle dispute medievali sul loro sesso. Come sempre accade, quando c’è di mezzo il sesso o la sessualità, la diatriba trovò subito un punto su cui convergere: gli angeli non hanno sesso e, conseguentemente, nemmeno una sessualità. Tagliati gli attributi a queste evanescenti creature venute dalla Persia zoroastriana, i teologi ed i filosofi li relegarono in un dimenticatoio da dove venivano riesumati e portati a fare due passi solo dai pittori che ne fecero dei – tappabuchi - per superare quell’horror vacui che la tela incute.

Stessa sorte è toccata agli handicappati, disabili, diversabili…fate voi, sceglietevi il termine che vi sia più gradito ma non dimenticate che, comunque vogliate definirli, sono e resteranno persone le cui potenzialità possono essere annullate dalle difficoltà che un mondo fatto a misura di normodotato crea. L’handicappato nella filmografia appare raramente, come nella realtà, e quando appare un plaid sulle ginocchia fa da pietra tombale ad ogni velleità erotica. Le cose potrebbero andare avanti per secula seculorum ma Hollywood getta il classico sasso nello stagno dell’ipocrisia. Il sasso si chiama “Uomini (Battle Stripe)” scritto da C. Foreman, regista Zinneman, interpretato da Marlon Brando. È il 1954 e il realismo con cui sono descritte le difficoltà di un reduce di guerra paraplegico che cerca di riadattarsi alla vita colpiscono il pubblico come un pugno nello stomaco. Ma ancora più sconvolgente fu il prendere coscienza della sessualità di un disabile, naturalmente si tratta di una sessualità -addolcita- dall’amore e dal matrimonio ma è indiscutibilmente un passo avanti. Concessa ai reduci una sessualità – per meriti di guerra - sembra che gli invalidi civili debbano continuare nella loro angelica esistenza ma…il regista irlandese J. Sheridan prende in prestito dalla realtà la storia di Christy Brown, paraplegico dalla nascita, e ne fa “Il mio piede sinistro”. Privato delle ali l’handicappato-angelo si mostra per quel che è: una umanissima e desiderante creatura alla quale non mancano le domande ma solo le risposte. Sistemati reduci e invalidi civili restano nella piccionaia angelica del dimenticatoio “le” disabili.

Le femministe di una volta tirerebbero in ballo la fallocrazia e la società maschilista…certo che se la sessualità femminile è stata spesso guardata con sospetto, la sessualità di una disabile viene scotomizzata senza tanti complimenti. “Perdiamoci di vista” di Carlo Verdone è un film comico ma ha l’indubbio merito di dare spessore e realtà alla figura di una paraplegica, Asia Argento, e alle paure di un normodotato, Carlo Verdone, che si sente sessualmente attratto da lei. Se il corpo della donna è “un pianeta poco esplorato” il corpo di una disabile è “un pianeta sconosciuto”. Ho voluto –usare- la finzione cinematografica per avvicinarmi al problema della sessualità dei disabili perché l’identificazione con i personaggi di – celluloide - è molto più facile dell’identificazione con il disabile della porta accanto. Una volta accettata la premessa che la disabilità non esclude la sessualità il passo successivo è, o dovrebbe essere, quello di domandarsi: possono i disabili confrontarsi con la loro sessualità? Nel 1993 l’Assemblea Generale dell’ONU ha pubblicato un documento nel quale veniva riconosciuto a tutti i portatori di handicap, sia fisico che mentale, il diritto di fare esperienza della propria sessualità. Questo dovrebbe fornirci la chiave di lettura esatta: quando l’ONU si premura di affermare i diritti di qualcuno è perché quei diritti sono, nei fatti, negati. Sono negati perché i genitori sono portati ad infantilizzare il figlio/a disabile, sono negati perché è negato o estremamente difficoltoso per il/la disabile l’accesso a quei luoghi dove i giovani si sperimentano, sono negati ai disabili istituzionalizzati per la difficoltà del personale di confrontarsi con esigenze cariche di problematiche complesse, ma è anche la forma mentis di una società che, nonostante una patina di “liberalità”, ha ancora una difficoltà di fondo ad accettare una sessualità svincolata dalla riproduttività o legalizzata nel matrimonio. Insomma, il sesso ludico suscita sospetti o goliardiche derisioni e, nel migliore dei casi, viene liquidato con una battuta sdrammatizzante. Prima di andare avanti vorrei ricordare che l’handicap non si limita agli esempi cinematografici che vi ho proposto, il caso della paraplegia è solo un tipo di handicap e, forse, il meno –invalidante- altri handicap impediscono in modo più severo il relazionarsi con il mondo: spastico, tetraplegico, sindrome di Down, deficit fisico, psichico, intellettivo questi ed altre sono le prigioni dove molti sono costretti a vivere. In Olanda, paese notoriamente incivile e insensibile, esiste una “Fondazione per i rapporti alternativi” che procura incontri sessuali ai portatori di handicap. E in Italia? In Italia le cose vanno diversamente. Il – suggerimento - dell’ONU è stato accolto da uno scetticismo generale: “Sesso a tutti i costi? Probabilmente il diritto che l’ONU voleva garantire non era quello di “fare sesso”, semmai quello più fondamentale di avere un rapporto con una persona che si ama e dalla quale si è corrisposti. Questo è un obiettivo per tutti, non solo per i disabili ( SEMPRE – Mensile dell’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII).
Le ali, le ali a tutti i costi! Mentre l’ONU si preoccupa di affermare il diritto alla sessualità (nei limiti che l’handicap consente) altri si preoccupano di obbligare il portatore di handicap a riconoscersi in un rapporto finalizzato che, detto in poche e crude parole, vuol dire:” caro disabile, o ti rimetti le ali o ti rassegni all’astinenza”. Ma la sessualità dei disabili come viene “risolta”?- la letteratura in merito è copiosa e accessibile a chi desideri informarsi su un tema sconosciuto ai non addetti. Ecco un esempio: “19 anni, spastico grave, frequenta la scuola superiore. Da qualche tempo, dice la madre, la vita in casa è diventata difficilissima. Lui le confida la sua attrazione per le ragazze, la rabbia per non riuscire ad instaurare una relazione come i suoi coetanei. La rabbia di non riuscire nemmeno a masturbarsi. La madre allora qualche volta lo aiuta. Da un lato vive questo gesto come l’estremo sacrificio di donazione per il figlio, dall’altro è lacerata dal senso di colpa per un atto incestuoso e contrario ai suoi principi.” Se la – soluzione - olandese fa storcere il naso ai propugnatori del “niente sesso senza amore” vorrei sapere come reagiscono i loro sensibilissimi nasi di fronte alla – soluzione italiana -. Non mi meraviglierei se i nasi si comportassero come le coscienze double face: da una parte sempre pronte a gridare allo scandalo e dall’altra sempre disposte al silenzio dell’ipocrisia.

Il Calibano

Riporto questo brano perchè supporta il libro in pubblicazione di Bruno Tescari "Il Kamasabile".
Trovate la pubblicazione nella mia rubrica "libri".




13 giugno 2007

IL KAMASABILE

 CON IL PATROCINIO
DELLA PROVINCIA DI ROMA                
TIZIANA BIOLGHINI
Consigliera
Delegata alle politiche dell’handicap
presenta:
“ACCESSO AL SESSO”
IL KAMASABILE
di  BRUNO TESCARI
VENERDI’ 15 GIUGNO 2007 -  ore 16.00
PROVINCIA – SALA DEL CONSIGLIO
VIA IV NOVEMBRE 117/a
dibattono sul diritto di vivere il sesso:
l’Autore
disabili, genitori, associazioni, operatori

comprate questo libro, vi insegna moltissimo.
Piero ha scritto a proposito di questo tema un bel Calibano "Il sesso degli angeli"




2 marzo 2007

Interrogazione al Ministro della Salute

Nuvoli, Cappato e Turco: computer per parlare con gli occhi va dato a tutti i “casi coscioni, welby e nuvoli” d’Italia".

Roma, 2 marzo 2007

• Dichiarazione di Maurizio Turco (Rosa nel Pugno, Tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni) e Marco Cappato (Deputato europeo radicale, Segretario dell’Associazione Luca Coscioni)

L’appello di Giovanni Nuvoli a poter comunicare pubblicamente attraverso il computer contribuisce oltretutto a portare alla luce la necessità di fornire alle persone in condizioni simili la strumentazione per comunicare agevolmente col mondo esterno. Dopo la partecipazione del Ministro della Salute Livia Turco al nostro Congresso di Milano ci auguriamo che ora gli ostacoli burocratici saranno finalmente superati per fornire alle migliaia di “casi Coscioni, Welby e Nuvoli” d’Italia le apparecchiature per poter comunicare. L’associazione Coscioni ha predisposto la seguente interrogazione depositata oggi a prima firma Maurizio Turco.

PREMESSO CHE

In seguito a traumi o a patologie del sistema neuro muscolare possono venire compromessi il controllo motorio e la stessa capacità di parola, pur rimanendo integra ogni funzione cerebrale
I soggetti in tale situazione mantengono inalterate capacità intellettive, di relazione, di scelta pur non riuscendo con la parola o con la normale scrittura a manifestarle all’esterno
Da oltre un decennio la tecnologia ha messo a punto sistemi innovativi per la comunicazione e l’interazione che consentono tramite l’uso di un normale computer e di idonee interfacce, di sintetizzare la voce, di usare canali di comunicazione (internet, posta elettronica,…) e di controllare apparecchiature domestiche consentendo così autonomia di vita e di espressione della volontà e del pensiero
Tali sistemi già da tempo riescono ad utilizzare i più piccoli movimenti residui e, nei casi più gravi, persino i movimenti oculari, essendo la ricerca scientifica e l’innovazione tecnologica in questo settore è in continua evoluzione e fornisce nuove e sempre migliori soluzioni
Il caso di Luca Coscioni ha dimostrato anche all’opinione pubblica che è possibile trasmettere idee, perseguire obiettivi, condurre battaglie politiche, incidere sulle istituzioni e sulle coscienze anche se la malattia costringe ad essere imprigionati nel proprio corpo ma si dispone di sistemi di comunicazione tecnologicamente avanzati che permettono di manifestare e trasmettere il proprio pensiero
Migliaia sono le persone in analoghe condizioni e la stragrande maggioranza di loro non dispone di sistemi di comunicazione simili
Le leggi che regolano il Servizio Sanitario Nazionale considerano un diritto del cittadino l’uso gratuito di tali sistemi ma lo rendono praticamente vano sia perché le strutture sanitarie sul territorio a ciò deputate sono carenti sia perché a livello nazionale il Nomenclatore dei dispositivi protesici (non essendo aggiornato nei fatti dall’inizio degli anni ’90) non comprende proprio i sistemi tecnologicamente avanzati più efficaci
Tutto ciò si traduce in una gravissima lesione dei diritti costituzionali dei cittadini colpiti da gravi disabilità, oltre che una manifesta violazione delle norme e dei principi alla base del Servizio Sanitario Nazionale
L’impatto economico dell’adozione dei sistemi tecnologici di comunicazione più moderni per tutti i coloro che ne necessitano è irrisorio rispetto agli sprechi che continuamente la cronaca ci sottopone nella sanità, al costo della tutela delle corporazioni e degli interessi concentrati in campo sanitario e ancor più rispetto ai valori delle varie componenti della spesa sanitaria
Il Ministro della Salute ha recentemente manifestato la volontà di rimuovere gli ostacoli che da anni violano i diritti di salute e costituzionali dei cittadini colpiti da tali patologie

CHIEDE

· Quali iniziative concrete e con quali scadenze temporali ha intrapreso o sta intraprendendo il Ministro della Salute per ripristinare in tempi rapidi legalità e diritti

· Quali iniziative di coinvolgimento, pressione e controllo ha intrapreso nei confronti delle Regioni, molte delle quali hanno manifestato sensibilità a riguardo ma non sempre con adeguate soluzioni operative

· Se non ritiene opportuno, così come per il problema dei deficit sanitari regionali, di individuare stringenti meccanismi di penalizzazione e di incentivazione a livello economico-finanziario

· Se non ritiene opportuno organizzare e coordinare a livello nazionale un Centro/Servizio di informazione che renda la conoscenza e l’accesso ai sistemi di comunicazione più moderni facile per gli utenti, obbligatorio per le strutture e incentivante per le aziende produttrici e i centri di ricerca nel settore




28 gennaio 2007

Congresso internazionale

"Tecnologie e riforme contro le disabilità.
Rivoluzione digitale e politica
per la libertà di parola e
la vita indipendente"

Qui i link per tutti i lavori del Congresso
Prima giornata:
http://www.radioradicale.it/schede/view/id=214985/congresso-internazionale-su-tecnologie-e-riforme-c

Seconda giornata
http://www.radioradicale.it/schede/view/id=214986/congresso-internazionale-su-tecnologie-e-riforme-c




12 luglio 2006

Associazione Luca Coscioni

Il Consiglio generale dell'Associazione Luca Coscioni si terrà alla sala Capranichetta dell'Hotel Nazionale, in piazza Montecitorio a Roma, giovedì 20 luglio (dalle 14.45-20.00) e venerdì 21 (dalle 9 alle 19). E' confermata la presenza di Emma Bonino e di numerosi parlamentari di maggioranza e opposizione, attendiamo conferma da Fabio Mussi e risposta da Livia Turco.Nel corso delle due giornate di lavoro, dovremo insieme fare il punto anche nello specifico delle nostre campagne contro le disabilità e per la "vita indipendente". Dedicheremo anche alcune ore di tempo per discutere obiettivi e forme del Congresso Mondiale per la libertà di ricerca scientifica, per il quale cerchiamo alleanze e sostegni internazionali.Nell'attesa di incontrarci il 20 luglio, restiamo a vostra disposizione per ogni informazione supplementare. Per ogni esigenza logistica, vi preghiamo di contattare l'associazione Coscioni allo 06-68979 286



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