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  Calibano [ TERMOVALORIZZATORE DI FOSSILI ONIRICI ]
         

   

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L'onore dipende spesso
dall'ora che segna l'orologio.
Guillaume Apollinaire
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Calibano: la terra, il fango,
le viscere, la passione cieca,
l'incognito, il caos, la paura,
il talento primordiale, virile,
erotico che spesso vibra di febbre
e non ha bisogno di luce né di parola.
La carne, l'anima, lo spirito insieme
in un ultimo viaggio; prima della
separazione, della libertà di scegliere
un nuovo luogo, un nuovo corpo da
,o dove addormentarsi, come
dice Ariel, sotto un fiore



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Cristo! come eravamo ridicoli
io e il Nuvola mentre seguivamo
il furgone mortuario del Comune
…ti saresti divertita, cazzo!…
noi sulla circonvallazione
a cambiare la candela sporca
e la tua bara grigio topo gettata
nel cimitero di Prima Porta
…ti saresti divertita, cazzo! …
così come ti divertivi da sballo
a fare l’autostop sulla Colombo
per rubare una giornata alla
disperazione
e sbatterla sulla spiaggia di
Capocotta….
…io e te…confusi tra gli altri
che lanciavano la loro allegria
sugli asciugamani colorati della
fantasia
…io e te…la sera nel vagone
del treno…
ad assaporarci il sale sulle labbra,
a scandalizzare quelle facce
di cartapesta imbolsite dal sopore,
…io e te…ad inventare equilibrismi
sulla corda tesa del pudore ma…
con la mente già chiusi in
quella stanza.
Che assurdità quel grattacielo
di morti murati dietro quei marmi
di fiori appassiti e nomi dimenticati.
Ti lasciammo tra i crisantemi gialli
rubati ad un disgraziato tuo vicino
e l’odore di cera e fiori marciti…
andammo via tirando calci ad
una Pepsi
e cantando All along the watch
tower…
cantavamo forte per non piangere,
forse,
..io non ho pianto…ma,…
una volta tornato in quella stanza,
ho passato la notte alla finestra,
tutta la notte a guardare
il fumo leggero della Marlboro
che mi bruciava gli occhi
e lo scorrere lento dei vagoni.
(P. Welby, 

 

All Along The Watchtower 
dalla raccolta -Natiche Sadiche-)

 

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3 aprile 2003

IL PENSIERO MAGICO

IL PENSIERO MAGICO

Il sociologo Durkheim ha studiato delle pratiche e dei rituali magici tra gli australiani. Coloro che praticano tali rituali credono che questi faciliteranno la riproduzione del gregge. Esistono anche rituali magici che hanno la funzione di facilitare la caduta della pioggia sui raccolti, e così via. Possiamo quindi affermare che i riti magici sono credenze in relazioni di causalità che risultano false, o meglio, che a noi appaiono false. Il 67% degli Italiani vuole che la guerra finisca presto e con la vittoria degli angloamericani, auspicio lecito ma insufficiente a rendere breve il conflitto. Razionalità vorrebbe che i nostri eroi si unissero ai marines e, con il loro fattivo apporto, contribuissero alla disfatta del tiranno. Il rimanente 33% vorrebbe che il conflitto si prolungasse nel tempo fino a causare, oltre alla caduta di Saddam anche la Caporetto politica di Bush…auspicio lecito ma insufficiente a rendere duraturo il conflitto. Razionalità vorrebbe che i nostri eroi si unissero alla Medina e, con il loro fattivo apporto, contribuissero alla resistenza del tiranno.
Naturalmente nessuna tradotta si appresta a portare al fronte i militanti dei due schieramenti, i quali, più che il campo di battaglia, bramano un “passaggio” in TV , campo di battaglia notoriamente incruento che, al riparo dal fuoco amico e non, offre una ribalta dove poter dar la stura ai bollenti spiriti ed, incredibile dictu, si accusano a vicenda di ritardare o accelerare i tempi del conflitto come se il loro pensiero incidesse “materialmente” sulla realtà. Quando siamo in una situazione esistenziale che presenta un bisogno molto pressante, è molto difficile avere una risposta scientificamente fondata in tempi rapidi. Si vagola un po' nell'ignoto, e quindi si costruiscono, con quel che si ha, delle congetture. Si tende, con grande facilità, a confondere le congetture con le certezze. Sappiamo e comprendiamo che ogni nostro pensiero è determinato da paradigmi, da strutture a priori che non dipendono da nessuna verifica sperimentale o empirica, necessarie per strutturare il nostro pensiero. Eppure questa guerra non era inevitabile, fin da Gennaio Marco aveva lanciato l’idea di esiliare Saddam, se ci avessero creduto fin dal primo momento e ci si fosse mossi viribus unitis in quella direzione sarebbe stata una vittoria della razionalità complessa sul pensiero magico ma, per dirla con Shakespeare “ Spesso i rimedi stanno solo in noi/ ma li vogliamo in cielo. Il fatidico cielo/ ci dà ampio spazio, ma tira indietro/ il lento desiderio della nostra inazione.
(Shakespeare, Tutto è bene quel che finisce bene, atto II)

Il Calibrano


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