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  Calibano [ TERMOVALORIZZATORE DI FOSSILI ONIRICI ]
         

   

                GLI EDITORIALI

       DEL CALIBANO

   (PIERGIORGIO WELBY)

Io amo la vita: la storia di Piero e Mina Welby - trailer

 

      

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Welby Un atto di giustizia
Riccio Disinformazione medica e

vigliaccheria politica

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       Radical italiani
     www.ignaziomarino.it

Il grande fratello 
dei falchi pellegrini e non solo


 

Album di Aria e Vento 2007


Vestivamo alla
marinara 2006
(copyright by Welby)

       
   
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un sorriso
contro la violenza

azione blog iniziata da
Galatea


L'onore dipende spesso
dall'ora che segna l'orologio.
Guillaume Apollinaire
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Calibano: la terra, il fango,
le viscere, la passione cieca,
l'incognito, il caos, la paura,
il talento primordiale, virile,
erotico che spesso vibra di febbre
e non ha bisogno di luce né di parola.
La carne, l'anima, lo spirito insieme
in un ultimo viaggio; prima della
separazione, della libertà di scegliere
un nuovo luogo, un nuovo corpo da
,o dove addormentarsi, come
dice Ariel, sotto un fiore



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IL MARATONETA
  LUCA COSCIONI
    scarica il libro
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2007/audio/storia_giallo2007
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Audiolibri per nonvedenti

e ipovedenti
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Medici Senza Frontiere
               
                
  
       Un momento del V-Day 2007 a Bologna

       "Amore civile" - Nuove forme 
     di convivenza e relazioni affettive


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emergenza kenya
      


      
Cristo! come eravamo ridicoli
io e il Nuvola mentre seguivamo
il furgone mortuario del Comune
…ti saresti divertita, cazzo!…
noi sulla circonvallazione
a cambiare la candela sporca
e la tua bara grigio topo gettata
nel cimitero di Prima Porta
…ti saresti divertita, cazzo! …
così come ti divertivi da sballo
a fare l’autostop sulla Colombo
per rubare una giornata alla
disperazione
e sbatterla sulla spiaggia di
Capocotta….
…io e te…confusi tra gli altri
che lanciavano la loro allegria
sugli asciugamani colorati della
fantasia
…io e te…la sera nel vagone
del treno…
ad assaporarci il sale sulle labbra,
a scandalizzare quelle facce
di cartapesta imbolsite dal sopore,
…io e te…ad inventare equilibrismi
sulla corda tesa del pudore ma…
con la mente già chiusi in
quella stanza.
Che assurdità quel grattacielo
di morti murati dietro quei marmi
di fiori appassiti e nomi dimenticati.
Ti lasciammo tra i crisantemi gialli
rubati ad un disgraziato tuo vicino
e l’odore di cera e fiori marciti…
andammo via tirando calci ad
una Pepsi
e cantando All along the watch
tower…
cantavamo forte per non piangere,
forse,
..io non ho pianto…ma,…
una volta tornato in quella stanza,
ho passato la notte alla finestra,
tutta la notte a guardare
il fumo leggero della Marlboro
che mi bruciava gli occhi
e lo scorrere lento dei vagoni.
(P. Welby, 

 

All Along The Watchtower 
dalla raccolta -Natiche Sadiche-)

 

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26 dicembre 2016

OCEAN TERMINAL - RIEDIZIONE




Autore:
Welby Piergiorgio 

“La verità, la verità! Che cazzo è la verità... Chi sei tu per chiedere a me di dire la verità. La sola verità che conosco è quella che mi ripete in continuazione che sto morendo, che mi mancano le forze, che gli scalini diventano sempre più alti, le braccia pesanti, le gambe deboli e che debbo vivere sempre più in fretta, che se mi fermo un poco a prendere fiato arriverà LEI, la sola verità che conosco: la morte. Io odio la verità… voglio dimenticarmi di lei! La verità è un lusso che non ho mai potuto permettermi… giocateci voi con la verità! Io debbo solo imparare a mentire meglio, specie con me stesso” (“Ocean Terminal”, pp. 59-60).
**
“Ocean Terminal” è la sintesi letteraria dell'esistenza di Piergiorgio Welby, dai giorni dell'infanzia a quelli della malattia. Welby voleva fosse non “romanzo”, ma “scrittura in continuo movimento”, come musica; era stato molto deciso nel ribadire a sua moglie Mina e a suo nipote Francesco Lioce che era necessario che questo libro fosse pubblicato “dopo”.  E così è stato. Nella Nota del Curatore, leggiamo che l'idea risale a fine 1997-primavera 1998, post tracheostomia e rianimazione. Il libro è stato scritto interamente al computer, in circa otto anni; ultimo giorno di lavorazione, il 4 gennaio 2006. Welby lavorò a quattro diverse stesure; l'ultima è quella su cui si fonda questo libro. Un libro, come vedremo, impressionante. 

L'opera è giocata per frammenti giustapposti, è naturalmente diaristica o para-diaristica e singolarmente sconnessa. Si direbbe cioraniana, in questo senso, più che celiniana. È l'espressione della difficoltà di tenere assieme “i frammenti di un io disgregato nel riflesso schizoide della propria natura umana” (p. 15), e del desiderio di rappresentare la libertà di una razza, quella umana, che in fin dei conti non è libera nemmeno quando si sceglie il colore delle scarpe. A volte nemmeno di decidere come e quando morire. 

La scrittura è visiva e pittorica (sparsi qua e là omaggi a Cézanne, Magritte, Turner, Van Gogh, Renoir, Aldo Riso, Bosch, De Chirico, Sisley), ricchissima di reminiscenze letterarie (Miller, Kerouac, Swift, Poe, Dostoevskij, Collodi, Proust, Hemingway, Bukowski, Kafka, Carroll), musicali (almeno Vivaldi per “Deposuit potentes”, e Bob Dylan) e filosofiche (Schopenhauer e Heidegger in primis), capace di rappresentare, per flash efficaci, momenti della sua e della nostra vita: Roma, e le condizioni difficili dei malati in ospedale, e le menzogne della politica e della propaganda dei regimi; tutto torna, ritorna e si amalgama. Come in un gigantesco flusso di coscienza, incontenibile, politicamente scorrettissimo. Lisergico, e allucinato; ferocemente antiamericano. Hiroshima e Dresda sono le due (sacrosante) ossessioni di Welby: non riesce a capire come possano esistere massacri “democratici”, non riesce a capire come possano essere dimenticati i 250mila morti di Dresda: “La guerra era ormai finita – scrive – ma il 7° cavalleggeri era rimasto con un casino di bombe negli arsenali, hanno pensato a un finale pirotecnico, un crescendo rossiniano: Dresda un braciere e gli abitanti arrosto” (p. 36). Parole simili le spende, nelle prime battute, per la mostruosità di Hiroshima.
**
I ricordi di giovinezza scintillano di una vitalità e di una scompostezza incredibili. “Io compravo ricette false per un tubo di stenamina, rubavo Proust alla libreria Feltrinelli, distribuivo gratis i volantini di Lotta Continua, vomitavo lo Stock 84 sui sedili dell’autobus. Qualche volta la notte piangevo leggendo Lorca e Pavese” (p. 66). Welby era vivo e vivo voleva restare, sano e guarito. Combatteva per restare fedele a se stesso. Rifiutava il male. Si ricordava perfettamente di sé: la metamorfosi avvenuta era un'ingiustizia intollerabile, e il dolore per la perdita dell'indipendenza, dell'autonomia e delle libertà essenziali generava furia. Una furia non arginabile: assolutamente travolgente.
“Mi mancano i tuoi abbracci, i tuoi baci ruvidi, l'odore di tabacco e sicurezza, la tua mano forte dalla quale fuggire... per poi tornare... e le parole che mi spianavano la strada e le corse sui prati che tu mi lasciavi vincere... Dio! Dio! Voglio correre!” (p. 71). Tutto è diventato terribilmente, irreparabilmente lontano. Tutto è diventato impossibile. La natura è diventata impossibile. La natura rifiuta d'obbedire ai tuoi comandi. Ti strangola, e ti umilia.
**
“Fiducia io nel genere umano? Certo! Oh sì, che ne ho!... Il futuro non desta certo preoccupazioni… continueremo ad ammazzarci in mille modi diversi, a sfruttare chicchessia o qualsivoglia cosa, a proclamare l’onnipotenza dell’ipocrisia, a rendere grazia a Mammon per la sua tintinnante bellezza... per saecula saeculorum... Amen…” (p. 97)
Welby è iconoclasta, furioso e nietzschiano. Il libro mi ha profondamente scosso, perché è espressione di un tormento irriducibile. L'anima è malata e ferita e tuttavia non vinta, mai vinta; credo che quest'opera testimoni che il corpo è soltanto un vestito. E che può diventare scomodo. Quest'uomo non può essersi dissolto. Il suo pensiero vive.
“Io voglio essere un handicappato stronzo. Io non voglio più essere comprensivo, voglio essere stronzo, rivendico il diritto alla mia parte di imbecillità, alla mia quota di acida indifferenza... voglio ingannare, mentire, calpestare i sentimenti, fregarmene delle disperazioni altrui, voglio una sana ipocrisia che mi circondi di tranquillità”, scriveva, con onestà impressionante. Fino all'ultima notte, quella senza perdono e penitenza, quella del castigo incomprensibile, “pena troppo grande per qualunque peccato”: il dolore, quella notte, s'era fatto muto.
**
Il grande libro inedito di Welby, “Ocean Terminal”, è stato curato da suo nipote, il giovane letterato siciliano Francesco Lioce. Nella postfazione, racconta cosa ha significato amarlo e vivere al suo fianco. “Welby” - scrive - “mi ha insegnato che la conoscenza è la sola cosa per cui vale veramente la pena di vivere e che un'arte isolata non può esistere perché ogni espressione creativa è il rapporto tra chi la pratica e il mondo. E mi ha insegnato anzitutto che non bisogna mai dare troppa importanza ai momenti difficili. Ogni cosa muta, si cambia, ha un termine”  Allora, adesso, finalmente: punto.
Welby, scrittore, vive.

EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE

Piergiorgio Welby (Roma, 1945 – Roma, 2006), pittore, fotografo, giornalista, politico e scrittore italiano, militante per i diritti del cittadino e per l'eutanasia. Ha pubblicato, in vita, “Lasciatemi morire” (Rizzoli, 2006). 
Piergiorgio Welby, “Ocean Terminal”, Castelvecchi, Roma 2009 PRIMA EDIZIONE. A cura di Francesco Lioce. Collana Narrativa, 28. Contiene dei disegni di PGW.




11 giugno 2016

L'ULTIMO GESTO D'AMORE

L'ultimo gesto d'amore

di

Mina Welby e Pino Giannini

riedizione per i tipi di

Marotta&Cafiero

Lo potete trovare su tutti i circuiti librari


Una storia d'amore che mi è entrata dentro,

e non è uscita più. Come capita alle storie

importanti che leggi o che ascolti.”

Roberto Saviano


Siamo di fronte a una storia d’amore non di

morte.”

Don Andrea Gallo


Penso che questo libro dovrebbe essere un

libro prezioso da dare a tutti gli studenti della

mia facoltà, che è Lettere e Filosofia e perchè

no anche a quelli di legge o di fisica”.

Giulio Giorello








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11 agosto 2015

la mia vita è come un blog


Due libri in uno

Aliberti Editore
19.00 €
Dalla prefazione di Claudio Sabelli Fioretti

......Quello che io e Mina abbiamo voluto fare pubblicando questa raccolta è semplicemente far conoscere meglio Piero (questo era il nome con il quale lo chiamavano gli amici e sua moglie), togliergli di dosso una patina di tristezza che inevitabilmente si è depositata su di lui. Piero era allegro, spiritoso, ironico, leggero. E lo è stato fino alla fine....

Dalla Prefazione di Mina Welby
..... In modo particolare gli piaceva prendere in giro Claudio che ancora non sapeva del suo stato fisico. Ricordo vagamente che Claudio lo aveva invitato a Salina. Naturalmente, mi pare, Piero aveva trovato una scusa. Si inventava ricette gustose e vi abbinava preziosi vini. Raccontava delle balle tremende su cosa mangiasse e quali vini bevesse. Povero Piero, davvero, erano anni che non poteva più mangiare nemmeno le cose più semplici che gli piacessero. Non mi ha mai rivelato cosa sentisse dentro di sé parlando di certi gourmet......



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9 agosto 2015

SAPER MORIRE


Saper morire

Cosa possiamo fare, come possiamo prepararci

Gian Domenico Borasio

Bollati Boringhieri

(collana Nuova cultura Introduzioni)

16.50 €  eBook 11,99 €

«Tutto ciò che riduce la paura della morte aiuta gli uomini». Tutto quello che ognuno di noi vorrebbe sapere sulla morte e su cosa la medicina può fare – e può fare molto – per affrontarla ed evitare il dolore.

Molte persone, anche colte e brillanti, dinanzi alla morte si comportano in maniera inspiegabilmente irrazionale, finendo per causare a sé e agli altri sofferenze inutili e ampiamente evitabili. Da un lato, è una questione di ignoranza: sulla morte scrivono molto i filosofi, i bioeticisti o i religiosi, ma raramente si sente la voce dei medici, che senza dubbio sono coloro che la conoscono meglio. Dall'altro lato, è una questione di paura, di invincibile paura, e si sa che la paura è una cattiva consigliera. Alla paura di non esistere più, si aggiunge spesso, anche più forte, la paura di soffrire, ed è questo che rende il libro che tenete tra le mani un rassicurante e necessario testo di riferimento, speciale, utile e unico. Gian Domenico Borasio è uno dei maggiori esperti europei di cure palliative e ha un messaggio importante per tutti noi: sapendola gestire, nella grande maggioranza dei casi la morte non è dolorosa, e per i casi in cui lo sarebbe, ci sono risorse mediche adeguate che possono essere usate con successo. Solo, bisogna conoscerle, ma purtroppo non è sempre così. Ci sono manuali di medicina che ancora riportano concezioni ormai tramontate sulla presunta dannosità di certe sostanze e di certe pratiche palliative, e nelle università si insegna poco su questo tema, o addirittura si insegnano cose sbagliate. Anche ai medici, dunque, è dedicato questo libro, perché apprendano una parte tanto fondamentale del loro lavoro, a beneficio di tutti.




7 agosto 2015

EVA DORME



Eva dorme

Melandri Francesca

collana scrittori italiani e stranieri

Mondadori
19.00 €   eBook 6,99 €

Un libro da leggere sotto l'ombrellone! 
I Buddenbrook al femminile ( mio semplice e spassionato giudizio)

È l'alba. Anche stanotte Eva non riesce a dormire. Apre la finestra: l'aria pungente e dolce dell'aprile altoatesino sa di neve e di resina. All'improvviso il telefono squilla, la voce debole di un uomo che la chiama con il soprannome della sua infanzia: è Vito. È molto malato, e vorrebbe vederla per l'ultima volta. Carabiniere calabrese in pensione, ha prestato a lungo servizio in Alto Adige negli anni Sessanta, anni cupi, di tensione e di attentati. Anni che non impedirono l'amore tra quello smarrito giovane carabiniere e la bellissima Gerda Huber, cuoca in un grande albergo, sorella di un terrorista altoatesino e soprattutto ragazza madre in un mondo ostile. Quando Vito è entrato nella sua vita, Eva la figlia bambina, ha provato per la prima volta il sapore di cosa sia un papà: qualcuno che ti vuole così bene che, se necessario, perfino ti sgrida. Sul treno che porta Eva da Vito morente, lungo i 1397 chilometri che corrono dalle guglie dolomitiche del Rosengarten fino al mare scintillante della Calabria, compiremo anche un viaggio a ritroso nel tempo, dentro la storia tormentata dell'Alto Adige e della famiglia Huber. La fine della Prima guerra mondiale, quando il Sudtirolo austriaco venne assegnato all'Italia, quando Hermann Huber, futuro padre di Gerda, perse i genitori e con loro la capacità di amare.




5 agosto 2015

CIAOBONASERA


Ciaobonasera

Ovvero della scelta del paese

Sergio Tatarano

Schena Editore 2014

Si può essere idealisti fino in fondo, quando si vive in un paese? A che prezzo? La provincia ed il paese erano uno stato mentale, più che un numero limitato di strade, piazze e case. Era soltanto, al limite, questione di sopravvivenza. In quel contesto, Ciaobonasera non era un semplice saluto. Serio, trentenne suonato di un paese immaginario del Meridione d'Italia, si barcamena tra delusioni e desideri irrealizzabili, tra passione politica e pochezze quotidiane, in un contesto fatto di miserie umane e vita vera.


“E mise in moto e partirono”. Fa un certo effetto leggere un libro con la sensazione di rivivere un epilogo di una vita che continua in progetto.
In quel di “Favilla” vive un Serio – Sergio - riservato, rigoroso. Quello che racconta di se stesso, del suo vivere in un contesto a lui quasi estraneo, la sento come una proiezione sofferta, ammantata con l’ironia del saggio. Il suo saper guardare dentro i fatti, intuire le dietrologie, dà risalto alla sua figura. Una specie di autobiografia in frammenti, di lavori in corso.
Ho conosciuto Sergio otto anni fa. Ritrovo in "Ciaobonasera" quel grande ragazzo che ama quell’angolo della Puglia. Figlio della sua terra, con profondo senso di responsabilità civile verso quel piccolo mondo che lo circonda. L’anima radicale profondamente radicata, anche per educazione, lo distingue e lo spinge a togliere gramigna e rendere fertile quel terreno per la legalità. Lo riesce a descrivere in modo non autocelebrativo, ma facendo finta di essere impacciato. Un esempio: l’essere tirato per la giacchetta per entrare in politica, in lizza come candidato alle elezioni, gli pone dei dilemmi di autovalutazione di valori personali da mettere in gioco. Ma non riesco a distogliermi la sensazione che è un gioco che fa con il lettore – e prende in giro anche se stesso. Conosce troppo bene quali siano le cose che facciano bene alla sua città, ai suoi concittadini, ma un muro di gomma di scelte sbagliate che si vogliono continuare a perpetuare insieme a lui, lo fa sentire fuori luogo, o meglio, fa finta di esserlo. Non perché sia inadeguato a tener testa a chi lo vorrebbe invischiare nelle faccende illegali e nel lasciar correre, per far finta di essere dalla parte dei cittadini, ma descrive le proprie sensazioni per raccontarci con pennellate vive un certo malcostume che vorrebbe sradicare. Studia delle strategie nuove. Avrà fortuna e successo?
Intanto ha trovato la fortuna di un grande amore, la sua donna per la vita, che nel libro fa solamente apparire furtivamente, per mantenere pulito quell’ambito così personale, ma vitale, che è la forza per tutto ciò che nella vita facciamo.
Ciaobonasera è un libro non facile da leggere, perché bisogna saper leggere tra le righe, per certi versi ne trovo uno studio antropologico – culturale. Sergio fa conoscere e fa vivere il lettore in un racconto sulla propria vita, le luci e le ombre dell’ambiente vissuto. Non dà soluzioni, ma indirettamente invita a riflettere su cosa e come fare per vivere ogni momento.

È del tutto frammentario quello che sono riuscita a dire. La conclusione del libro, appunto che “partirono” mi fa augurare a “Serio e Maria” di continuare insieme per il prossimo libro delle avventure piacevoli, che vorranno condividere con chi ha letto Ciaobonasera e molti nuovi lettori. Testimonianze di vita vera aiutano chi non ha imparato a vivere ad iniziare a farlo e correggere delle impostazioni del timone sbagliate e dannose.
Auguri di cuore!
Mina Welby




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5 settembre 2011

IL VOLO DELL'ANATRA

IL VOLO DELL’ANATRA

Giancarlo Brignone

A cura di Daniela Mirabilio, Serenella Bertolone, Rosanna Daido

Con la collaborazione di Romina Monari, Michele Impenna

Illustrazioni di Rosanna Daidone

Impaginazione e grafica Luigi Manglaviti www.u-book.it

2011 Mabruk Creazioni

Prezzo 14.50 €

Il libro si è in vendita sul sito: www.mabrukcreazioni.com

Una grave malattia, un pesante lutto, il comprendere di dover morire, può in pochi attimi distruggerfe la consapevolezza e farci impazzire, spegnendo la nostra luce per molto tempo! Come un diamante che smettendo di brillare, torna ad essere un pezzo di carbone…

Giancarlo racconta la sua “Sla” agli amici e terapisti, sostiene che quando ci accade qualcosa, bisogna farsi subito un’opinione. Egli dice, “scrivendo con gli occhi”,che un’opinione è la propria visione della vita da rispettare ad ogni costo, a ltrimenti ci si smarrisce “nell’infinito vivere” e non si riesce più a “Sognare”.

Un libro di medicina narrativa? Una raccolta di sogni? Una corsa verso il Sole interiore? Comunque un libro buono anche da tener chiuso sulle ginocchia, vi darà forza.

TESTAMENTO BIOLOGICO DI GIANCARLO

http://www.youtube.com/watch?v=e6Luj7LwPGc

PRESENTAZIONE DEL LIBRO

http://www.youtube.com/watch?v=uPhw4QH_DKY

http://www.youtube.com/watch?v=0f7yhSdw5J4&feature=related







10 luglio 2011

MATTI IN LIBERTA'

Dal 7 luglio in tutte le librerie troverai il libro MATTI IN LIBERTA' dell’On. Maria Antonietta Farina Coscioni, Editori Riuniti su di un tema che “mi sta particolarmente a cuore”, come dice la scrittrice stessa.

Pag. 283      € 15.00

Dimenticati da tutti e costretti a vivere in strutture fatiscenti, circondati da agenti penitenziari, invece che da esperti medici e infermieri professionali.
Ecco le disumane condizioni cui sono  sottoposti gli internati degli OPG (Ospedali Psichiatrici Giudiziari), così come emergono dal viaggio d’inchiesta di Maria Antonietta Farina Coscioni.
Le voci di chi in questo mondo ci vive, dai pazienti ai loro familiari, dai medici agli agenti di polizia penitenziaria.
Gli accorati appelli di chi «non può essere aiutato perché il dolore se lo porta dentro».
Il report di una realtà volutamente ignorata, impreziosito da sei vignette inedite di Sergio Staino.
Lunedì 11 Luglio - ore 18:00 a Roma
libreria MelbookStore (
via Nazionale 254-255)
Interverranno:
Maria Antonietta Farina Coscioni,
Sergio Staino, Marco Pannella, Toni Garrani,
Luigi Attenasio e Maria Amelia Monti.
 Maria Antonietta Farina Coscioni, parlamentare radicale, è segretario della Commissione affari sociali della Camera dei Deputati. Tra i soci fondatori nel 2002 dell’Associazione Luca Coscioni, insieme al marito Luca Coscioni, con il quale ha condiviso tutte le fasi della sua lotta per la libertà di ricerca scientifica. È stata presidente di Radicali Italiani; ha fatto parte della Commissione Ministeriale SLA (Sclerosi Laterale Amiotrofica) nella XV legislatura e della Direzione della Rosa nel Pugno. Ha collaborato alla realizzazione del libro Il maratoneta, storia di una battaglia di libertà e del film-documentario Io Luca Coscioni.




8 febbraio 2011

QUEGLI OCCHI CHE URLAVANO

 

Maddalena Soro
 
QUEGLI OCCHI CHE
URLAVANO
 
Giovanni Nuvòli: la malattia, la scelta
 
Carlo Delfino Editore
 
Chi leggerà questo libro avrà bisogno di fare spesso delle lunghe pause.
Maddalena non ha potuto fare mai una pausa, tanto meno Giovanni. Chi è incalzato dalla malattia, la sclerosi laterale amiotrofica, ha davanti a sé solo un abisso. Tutti
noi abbiamo lo stesso destino e lo sappiamo, ma è diverso trascinare per anni con sé il proprio boia. Consapevole di questo, Giovanni sceglie di terminare la sua vita come natura vuole. Ci sono gli uomini, non solidali, che decidono in modo paternalistico di fargli continuare una vita, supportata da macchinari, non voluta.
Mai nessuno ha sentito pesante la propria coscienza?
 
Dalla prefazione di Mina Welby




24 settembre 2010

OLTRE OGNI RAGIONEVOLE SCOMMESSA

La DISABILITA’.
Iniziativa il 25 settembre a Piombino (LI),

http://www.radioradicale.it/scheda/311686/

presentazione-del-libro-di-elena-grassi-

oltre-ogni-ragionevole-scommessa

presso l’Auditorium del Centro Giovani, ore 16.
Presentazione del libro scritto dalla dott.ssa Elena Grassi
“Oltre ogni ragionevole scommessa”
(l’introduzione è a firma del senatore Ignazio Marino).
 
 
Il libro racconta la storia del dottor Stefano Ciatti. Medico radiologo di Prato, Stefano ha affrontato con coraggio le limitazioni fisiche impostegli dall’handicap, raggiungendo grandi soddisfazioni sia sul piano personale che professionale. La dott.ssa Grassi, con delicatezza ed ironia, ci narra episodi di una vita vissuta all’insegna della determinazione e del non arrendersi, in nessun caso.  E’ una libro che affascina e che ti lascia qualcosa dentro che difficilmente se ne andrà. Perchè si racconta la vita di Stefano, ma in ogni paragrafo è come se ci fosse una parte di noi. E’ un libro che ti guarda dentro, che spinge a riflettere ed a cercare di capire se veramente, in ogni momento della nostra vita, abbiamo davvero avuto, come il protagonista, la grinta ed il coraggio di metterci in gioco fino in fondo.  Oltre ogni ragionevole scommessa.
 
Intervengono
Dott.ssa Elena Grassi, autrice del libro
dott. Marco Armellini, neuropsichiatra infantile, allievo del Prof Milani Comparetti che tanto ha saputo migliorare la vita e le terapie riabilitative dei bambini disabili e che ha avuto lo stesso Ciatti come paziente.  
Stefania Mulè, attrice, che già ha interpretato con rara sensibilità, le lettere a Don Franco Barbero, leggerà alcuni brani tratti dal libro.
A seguire dibattito: i diritti dei disabili, degli ammalati, i tagli al welfare, il funzionamento del nostro SSN. Quali sono i problemi che la politica e le istituzioni possono aiutare ad affrontare e risolvere?
Ne parliamo con Mina Welby, Associazione Luca Coscioni, dott. Federico Gelli, medico, assessore alle pari opportunità per la Regione Toscana nella scorsa legislatura, On Sandro Gozi, esperto di politiche europee.  Saranno presentate alle associazioni ed ai politici presenti alcune proposte redatte da Dario Marchi, membro di Laicità e Diritti, a proposito di piccole integrazioni alla normativa regionale che faciliterebbero alcuni aspetti della vita quotidiana del disabile.
Coordinano l’intera iniziativa il dott Francesco Putortì, primario anestesista e il dott. Stefano Ciatti.



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