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  Calibano [ TERMOVALORIZZATORE DI FOSSILI ONIRICI ]
         

   

                GLI EDITORIALI

       DEL CALIBANO

   (PIERGIORGIO WELBY)

Io amo la vita: la storia di Piero e Mina Welby - trailer

 

      

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Un vero regalo di Natale!  

               

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Welby Un atto di giustizia
Riccio Disinformazione medica e

vigliaccheria politica

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Riproduci   vivavoce230708
 

            

                  
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Il grande fratello 
dei falchi pellegrini e non solo


 

Album di Aria e Vento 2007


Vestivamo alla
marinara 2006
(copyright by Welby)

       
   
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contro la violenza

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L'onore dipende spesso
dall'ora che segna l'orologio.
Guillaume Apollinaire
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Calibano: la terra, il fango,
le viscere, la passione cieca,
l'incognito, il caos, la paura,
il talento primordiale, virile,
erotico che spesso vibra di febbre
e non ha bisogno di luce né di parola.
La carne, l'anima, lo spirito insieme
in un ultimo viaggio; prima della
separazione, della libertà di scegliere
un nuovo luogo, un nuovo corpo da
,o dove addormentarsi, come
dice Ariel, sotto un fiore



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IL MARATONETA
  LUCA COSCIONI
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Cristo! come eravamo ridicoli
io e il Nuvola mentre seguivamo
il furgone mortuario del Comune
…ti saresti divertita, cazzo!…
noi sulla circonvallazione
a cambiare la candela sporca
e la tua bara grigio topo gettata
nel cimitero di Prima Porta
…ti saresti divertita, cazzo! …
così come ti divertivi da sballo
a fare l’autostop sulla Colombo
per rubare una giornata alla
disperazione
e sbatterla sulla spiaggia di
Capocotta….
…io e te…confusi tra gli altri
che lanciavano la loro allegria
sugli asciugamani colorati della
fantasia
…io e te…la sera nel vagone
del treno…
ad assaporarci il sale sulle labbra,
a scandalizzare quelle facce
di cartapesta imbolsite dal sopore,
…io e te…ad inventare equilibrismi
sulla corda tesa del pudore ma…
con la mente già chiusi in
quella stanza.
Che assurdità quel grattacielo
di morti murati dietro quei marmi
di fiori appassiti e nomi dimenticati.
Ti lasciammo tra i crisantemi gialli
rubati ad un disgraziato tuo vicino
e l’odore di cera e fiori marciti…
andammo via tirando calci ad
una Pepsi
e cantando All along the watch
tower…
cantavamo forte per non piangere,
forse,
..io non ho pianto…ma,…
una volta tornato in quella stanza,
ho passato la notte alla finestra,
tutta la notte a guardare
il fumo leggero della Marlboro
che mi bruciava gli occhi
e lo scorrere lento dei vagoni.
(P. Welby, 

 

All Along The Watchtower 
dalla raccolta -Natiche Sadiche-)

 

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6 agosto 2016

i r r i d u c i b i l M e n t e


Art Forum Würth Capena
8.10.2016 – 21.1.2017

Orario di apertura al pubblico: 
lunedì – sabato 10.00 – 17.00
domenica e festivi chiuso
Ingresso gratuito


Vernissage: sabato 8 ottobre ore 11.00

Dopo aver accolto le opere dell’artista brasiliano con sindrome di down Lucio Piantino, l’Art Forum Würth Capena è lieto di annunciare un secondo progetto ospite parallelo alla mostra collettiva “Nasi odorano tulipani. L’arte irregolare nella Collezione Würth", dedicato a un aspetto poco conosciuto della poliedrica personalità di Piergiorgio Welby: la sua attività grafica e pittorica.
A dieci anni dalla sua scomparsa, avvenuta il 20 dicembre 2006, si potrà conoscere un ampio nucleo di opere in gran parte inedito, tra disegni, linoleografie, tele, macrofotografie e immagini grafiche prodotte con la tecnica Corel, scelte tra un corpus di centinaia di lavori realizzati con costanza nell’arco della sua vita.
Piergiorgio Welby (Roma 1945-2006) impegnato politicamente tra le fila del partito radicale e co-presidente dell’Associazione Luca Coscioni, la quale patrocina il progetto espositivo, è stato anche un intellettuale vivace e prolifico, autore di numerosi testi poetici e scritti che meriterebbero di essere raccolti e pubblicati.
Colpito a 16 anni da distrofia muscolare, Welby si è fatto promotore e ha animato il dibattito pubblico sull’esigenza di un disegno di legge che legalizzi l’eutanasia e il diritto all’autodeterminazione.
Il suo appello del settembre 2006 rivolto all’allora Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in cui chiedeva il diritto di sospendere le cure, scosse le coscienze di molti, guadagnando l’attenzione dei media internazionali.
Nella postfazione del romanzo autobiografico “Ocean Terminal” curato da Francesco Lioce, questi definisce Piergiorgio Welby “un autodidatta prodigioso” dotato di “curiosità eccezionale, come eccezionale era la voglia che aveva di vivere la vita”. 
Welby non si è mai definito un artista, ma ha preferito parlare di “fare terapeutico”, che lo ha aiutato ad esprimere un istinto vitale inesauribile, appunto “irriducibile” grazie anche al sostegno costante della moglie Mina Welby, senza la cui ingegnosa inventiva e pragmatismo alcune opere non avrebbero forse visto la luce.
Un rapporto d’amore a due ma al tempo stesso devoto a una causa pubblica, straordinariamente raccontato nel libro-intervista tra Mina Welby e Pino Giannini “L’ultimo gesto d’amore”, recentemente ripubblicato da Marotta&Cafiero editori.
Durante il vernissage sarà proiettato il documentario “Love is all” dedicato alla vita e alle battaglie di Piergiorgio Welby, alla presenza dei registi Francesco Andreotti e Livia Giunti, mentre lo spettacolo teatrale “Ocean Terminal” ispirato dall’omonimo romanzo con l’adattamento drammaturgico di Francesco Lioce ed
Emanuele Vezzoli arricchirà a dicembre il programma collaterale della mostra. Sia il documentario che l’opera teatrale, mettono in risalto la figura di un uomo decisamente innamorato della vita, che nella sua lettera al Presidente Napolitano descriveva così: “Vita è la donna che ti ama, il vento tra i capelli, il sole sul viso, la passeggiata notturna con un amico. Vita è anche la donna che ti lascia, una giornata di pioggia, l’amico che ti delude”.
Luci e ombre che si proiettano nelle esistenze di ogni donna e uomo e che prendono forma nelle figure femminili, nei paesaggi, negli insetti, negli amanti e nei personaggi sognanti che popolano l’immaginario visivo di Piergiorgio Welby.

Art Forum Würth Capena Ufficio stampa
Viale della Buona Fortuna, 2 Studio Martinotti
00060 Capena (Rm) Francesca Martinotti
Tel. 06/90103800 +39 348/7460312
Fax 06/90103402 martinotti@lagenziarisorse.it 
art.forum@wuerth.it www.francescamartinotti.com
www.artforumwuerth.it
facebook.com/artforumwuerthcapena

Tutte le attività dell’Art Forum Würth Capena sono promosse dalla Würth Srl

Con il patrocinio dell'Associazione Luca Cosconi






18 novembre 2010

IL GRANDE ANNUNCIO

 

 

Ma chi ha toccato una volta il paradiso,
come potrebbe poi contentarsi della vita di tutti i giorni?
 
Alain Fournier, Il grande annuncio

 


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29 luglio 2010

OMAGGIO FLOREALE

dipinto sul pc con Coreldraw dopo il 2000

Omaggio floreale a chi passa


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28 luglio 2010

ESTATE

dipinto sul pc con Coreldraw inizio anni 2000 PW

Quando non si poteva più andare al sole,

il sole entrava in casa.


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13 giugno 2010

Che cosa è poesia?

 

“…………………………………..
…………………………..
……………………………………
………………..
……………………………………………”
 
                                                          …….   …..
 
Non ti meravigliare se di questa lirica è rimasto soltanto un albero spoglio, consonanti e vocali, aggettivi e sostantivi, verbi e avverbi sono stati soffiati via dal vento critico di un’analisi filosofica senza pretese e priva di scopo.
Se si trattasse di pittura ti direi che non voglio parlare dell’eterno contrasto tra forma e colore, tra misura classica e irruenza romantica, ti direi invece che non del quadro voglio parlarti…ma della cornice.
Ti parlerò, così, non del contenuto ma del contenitore.
Che cosa è poesia? Proviamo a dire ciò che poesia non è; non è arte se per arte assumiamo come vera (e perché no?) la definizione che ne fa Aristotele, arte è produrre cose massimamente adatte al loro scopo, un calzolaio che produca scarpe adattissime alla deambulazione è un artista. Non è verità, Platone e Aristotele su questo sono categorici, la verità è affermare ciò che è e negare ciò che non è, ed  tale se è condivisa da tutti o almeno da una maggioranza ed è noto che gli estimatori di un poeta sono , di solito, meno dei noti cinque lettori ai quali si rivolgeva il Manzoni. Non è letteratura, perché la letteratura è soprattutto mìmesis, imitazione della realtà e discende dalla retorica sofista diventando via via, cronaca, annales, biografia, vitae, specie sotto Marco Aurelio, poi disinvolto racconto, novella, critica sociale, introspezione, evasione. La poesia non imita, crea, non supporta il reale ma dà forma al nulla, sollecita non suggerisce, ipotizza non teorizza. Ci vorrebbe appassionati quando ancora non lo siamo, interessati quando siamo distratti, partecipi quando siamo elusivi, riflessivi quando siamo vittime dell’impazienza, se infine riusciamo ad essere tutto ciò la poesia non ha più nulla da dirci; noi siamo la poesia stessa, il nostro pensare e il nostro agire è diventato poesia. 
Se l’attività umana di far passare le cose dall’essere al non essere è per Platone anthropìne tèchne (tecnica umana) essa non riguarda la poesia, forse il poetare si avvicina di più all’attività di far passare la natura dal non essere all’essere, e questo far passare, dice Platone è théia téchne (tecnica divina). Ma se traduciamo poìesis, come fa Platone nel Convivio, in azione, produzione e lo uniamo al termine poesia, allora la poìesis è si ciò che fa passare le cose dal non essere all’essere, ma tutte le azioni, ergasìai, sono produzioni, e sono produzioni anche tutte le téchnai messe in opera dai demiourgòi, dai facitori, quindi se tutto è poesia, niente è poesia. Ma la poesia esiste. Hugo von Hofmannsthal definisce il poeta come un uomo che insegue i propri sogni, sensazioni soggettive, quindi stati d’animo incondivisibili, nulla ha da dire, nulla ha da trasmettere. Eppure Freud e Jung e tutta la psicoanalisi ci hanno insegnato che il sogno ha la caratteristica di parlarci in una lingua comune a tutta l’umanità, allora la poesia diventa il linguaggio della psicanalisi, non è quello che dice di essere, è altro da sé, torniamo a constatare che essa non esiste perchè non possiamo definirla, se non esiste è , allora, solo apparenza, convenzione, simbolo, simulacro, una pizia delusa e deludente nella quale nessuno più crede. Se l’uomo fosse solo ragione tutto ciò sarebbe vero, ma l’uomo è soprattutto passione ed è per questo che la poesia esiste.
La poesia si sottrae ad ogni definizione, limitazione, perché essa , fondamentalmente, dice l’indicibile, definisce l’indefinibile, dà oggettività al soggettivo, non ha bisogno di essere pubblicata, letta, condivisa, può essere riconosciuta e apprezzata, come ignorata e negletta, ma sarà sempre poesia e cioè il tentativo inesaurito e inesauribile di dare, con le parole ed i suoni che nascono dai loro accostamenti, una cornice, un confine, di circoscrivere, insomma, quel cono d’ombra che chiamiamo vita.   
                                                                                                       
 Lettera a un amico, venerdì 8 gennaio 1999 di P. Welby
 
 


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12 giugno 2010

La mandolina

E si ricordò com'era allora.
Soffiò su di lui quella freschezza, gioventù, pienezza di vita,
e provò una tristezza angosciosa.
 
Tolstoj, Resurrezione


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20 luglio 2008

COSE


                                                                  
                                                                                                  originale su pc in Corel Paint 29. 08. 2000

                                                                             originale su pc in Corel Paint 30. 08. 2000
                                        

È andata!

Nel portacenere c’era l’anima
della sua ultima Muratti
contorta e spiegazzata
come l’asciugamano del bidet
dopo i pomeriggi di voglie
consumate tra il divanoletto
ed una Coca-Cola ghiacciata,
il filtro segnato dal rosaconfetto
dello Chanel rouge a lévret…
ho raccolto quella reliquia di labbra
e sfiorandola con la mia bocca
ho sognato la tenerezza del primo bacio,
anemone sbocciato alla fermata del T3…
un attimo prima dell’addio,
un’eternità dopo la serata al cinema d’essai.
                                       P. W. anno 2003




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7 luglio 2008

LEGGERO IL TOCCO


l'originale fatto da Piero sul pc in Corel Paint il 30.8.2000

Leggero il tocco atteso

Delle carezze prive di futuro

Bruciate nel ricordo

Di quel frusciare aspro d’insetto

Del tuo breve saluto.

                           P.W.  28.6.2000




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9 marzo 2008

Niente è mai come vorremmo


i girasoli olio su tela estate 1986

Niente è mai come vorremmo:

chi ha sognato tanto tempo fa

di pescare nel mare delle possibilità

adesso si accontenta di quello

che la necessità gli impone.

eppure con l’animo deluso

e gli occhi sempre più stanchi

contiamo ancora le stelle e i baci

gli amori e i tradimenti,

le fughe i pentimenti

ascoltiamo impauriti

lo scorrere monotono

dei giorni senza sogni

e vorremmo almeno una volta

provare quell’amore insaziato

che ci faccia piangere ed urlare

quel canto di passeri nel cuore

che ci strappi dal sonno

la seduzione di un sì

la maledizione del dubbio

perdersi nella notte di sempre

e non trovare mai la stessa strada

scoprire sotto ad ogni lampione

la tenerezza delle tue promesse

P. Welby 20 giugno 2000




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28 febbraio 2008

A VOLTE IL VENTO


 Ninfa  olio su tela 1995

A volte il vento…..
precipitava freddo
da quei monti di pietre senza fine
ruggini accese dai licheni pigri
Spente in cedevoli muschi profumati
dall’alito di nebbie addormentate
E giù! Sui campi a spettinare il grano
A piegare i canneti dell’attesa
A sciogliere dal sonno gli eucalipti
in tagli argentei delle foglie tese
ad inseguire in fughe disperate
i verdi inafferrabili e profondi.
Onde d’aria crudeli, rami infranti
Strappati ai sogni della primavera

E’ sera..
Il vento contro le persiane
Batte insistente con la sua violenza
Memoria ritrovata
Ricordo doloroso di un’assenza
Non ti ho dimenticato!
E tu papà?
Cerchi ancora nel vento un po’ di pace?
Un silenzio improvviso…….

E tutto tace.




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