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L'onore dipende spesso
dall'ora che segna l'orologio.
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le viscere, la passione cieca,
l'incognito, il caos, la paura,
il talento primordiale, virile,
erotico che spesso vibra di febbre
e non ha bisogno di luce né di parola.
La carne, l'anima, lo spirito insieme
in un ultimo viaggio; prima della
separazione, della libertà di scegliere
un nuovo luogo, un nuovo corpo da
,o dove addormentarsi, come
dice Ariel, sotto un fiore



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Cristo! come eravamo ridicoli
io e il Nuvola mentre seguivamo
il furgone mortuario del Comune
…ti saresti divertita, cazzo!…
noi sulla circonvallazione
a cambiare la candela sporca
e la tua bara grigio topo gettata
nel cimitero di Prima Porta
…ti saresti divertita, cazzo! …
così come ti divertivi da sballo
a fare l’autostop sulla Colombo
per rubare una giornata alla
disperazione
e sbatterla sulla spiaggia di
Capocotta….
…io e te…confusi tra gli altri
che lanciavano la loro allegria
sugli asciugamani colorati della
fantasia
…io e te…la sera nel vagone
del treno…
ad assaporarci il sale sulle labbra,
a scandalizzare quelle facce
di cartapesta imbolsite dal sopore,
…io e te…ad inventare equilibrismi
sulla corda tesa del pudore ma…
con la mente già chiusi in
quella stanza.
Che assurdità quel grattacielo
di morti murati dietro quei marmi
di fiori appassiti e nomi dimenticati.
Ti lasciammo tra i crisantemi gialli
rubati ad un disgraziato tuo vicino
e l’odore di cera e fiori marciti…
andammo via tirando calci ad
una Pepsi
e cantando All along the watch
tower…
cantavamo forte per non piangere,
forse,
..io non ho pianto…ma,…
una volta tornato in quella stanza,
ho passato la notte alla finestra,
tutta la notte a guardare
il fumo leggero della Marlboro
che mi bruciava gli occhi
e lo scorrere lento dei vagoni.
(P. Welby, 

 

All Along The Watchtower 
dalla raccolta -Natiche Sadiche-)

 

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30 aprile 2008

Aggiornate le linee guida della Legge 40

 

Fecondazione, Associazione Luca Coscioni: in attesa del testo completo, speriamo in nuove linee guida che eliminano proibizioni.

Uno degli ultimi impegni del Min. Livia Turco l'aggiornamento delle linee guida per la Legge 40 sulla fecondazione assistita è andato in porto ma in modo incompleto. Ringrazio il Ministro del lavoro svolto, memore delle difficoltà che ha dovuto superare.
Le lacune sono queste:
Le coppie portatrici di malattie genetiche non sterili non potranno usufruire della fecondazione assistita. E un'altra volta dovranno essere delle coppie coraggiose a rivolgersi ai tribunali per ottenere un diritto sancito nell'art. 3 della nostra Costituzione.
Un'altra lacuna nelle linee guida rappresenta il numero degli ovociti da fecondare che non ha avuto modificazioni.

http://www.lucacoscioni.it/




30 aprile 2008

Lettera a una giornalista

Puoi chiedermi tutto quello che vuoi. Quello che mi preme ora più che mai - visto come sono andate le elezioni - i diritti civili. Gli Italiani sono  - con delle eccezioni - dei sensazionalisti - dei voyeur che tra un biscottino e un drink si vedono le trasmissioni lacrimose, non importa loro di nient'altro che di andarsi a sdraiare la sera belli satolli, facendo le corna che non capiti a loro quello che hanno sentito o visto capitare al loro vicino. Altri che leccano i piedi al crocifisso, ma la loro vita è il contrario di quello che professano. Sono cattiva oggi. Ma ti dico la verità, mi fanno una gran pena perchè non si rendono conto che c'è altro nella vita da cercare e da godere che una vincita al lotto o l'ultimo grido di telefonino.
Temo che i temi dei PACS, con famiglie allargate con 5 specie di figli e tutto il resto, gay e i loro diritti sacrosanti saranno ignorati dal futuro parlamento. I diritti dei malati all'autodeterminazione per quello che riguarda l'accettazione delle terapie in una situazione dove non sono capaci di decidere per se stessi non troveranno abbastanza difensori e verranno deformati in pretese improponibili, perchè si vuole difendere la vita a tutti i costi. Quindi mi metterò di punta a dire di redigere il testamento biologico e depositarlo presso il sindaco della città o del paesino sperduto all'ultimo angolo d'Italia. Mica si deve per forza scrivere di rifiutare delle terapie, si può scrivere anche che si vogliono tutte le terapie possibili per essere mantenuti in vita, che si vuol fare da cavia e altro. vorrei che la terapia del dolore venga praticata bene dal nord al sud del nostro paese che ci fossero altri hospic nel sud non solo 17, mentre al nord ce ne sono un centinaio. Vorrei che sparisse il lavoro nero e che le donne e il loro lavoro vengano valutate per il loro vero valore anche nei salari. Che anche i disabili e i vecchi trovino nella nostra società piena cittadinanza, potendo lavorare e sentirsi parte attiva della società civile, pagando le tasse e dando il proprio contributo per il benessere di tutti. Che sparisca il pietismo che degrada le persone e le isola dalla cittadinanza. Vorrei che si trovi il modo di far pagare a tutti le tasse, solo così si potranno abbassare. Vorrei che si legalizzasse la droga per toglierla dal mercato nero che foraggia la mafia.

Forse ho dimenticato qualcosa. Ah sì, nelle scuole si insegni educazione civica e la si pratichi, sta agli insegnanti inventarsi il modo. Nelle carceri, più lavoro utile anche per la collettività, orti, laboratori artigianali.
Credo che ci sia quasi tutto ora preparati pure delle belle domande toste. Sono pronta. Mi farà piacere sentire la tua voce.
Ti abbraccio forte e a presto
Mina




29 aprile 2008

Soldi per Alitalia tolti alla ricerca

"Sapete dove hanno preso i 300 milioni di euro per Alitalia? Dal Fondo per la ricerca. Certo, ci vorrà molta ricerca per salvare la compagnia di bandiera"

Non risparmia un'amara battuta Susanna Agnelli, presidente di Telethon, ieri a Roma per presentare un eccezionale risultato ottenuto grazie a uno studio internazionale coordinato dal Tigem. "Mi ha telefonato Andrea Ballabio, direttore del Tigem, con cui è stato amore a prima vista, un amore che dura da almeno 13 anni, per dirmi - precisa la Agnelli - se sapevo da dove venivano i soldi per Alitalia". La ricerca, aggiunge la presidente di Telethon, ha bisogno di soldi "per andare avanti e produrre risultati. Bisogna non dimenticarlo mai". Il fatto che studiosi italiani abbiano messo a punto la prima terapia genica per curare una forma di cecità è una "notizia importantissima. Speriamo ora - interviene Ernesto Rinaldi , direttore di Oftalmologia della II Università di Napoli - che lo Stato non ci abbandoni tagliando i fondi per la ricerca, proprio ora che questa sta dando risultati concreti". Un appello lanciato dagli stessi studiosi del settore. "Speriamo che finalmente lo Stato capisca - sottolinea Ballabio - che tagliando i fondi alla ricerca si taglia il futuro, ma anche la competitività del nostro Paese. Purtroppo quelli in ricerca sono investimenti a medio e lungo termine: i Governi non durano abbastanza per vederne i risultati, dunque c'è la tendenza a favorire altri settori. Un trend che deve cambiare", conclude il ricercatore.




26 aprile 2008

Melegnano

 

Gli studenti dell'Istituto d'Istruzione Superiore
Vincenzo Benini,
Viale Predabissi 3 di Melegnano (Mi)
lunedì 28 aprile ore 11.00 
dibatteranno con Mina Welby sul tema Eutanasia

REGISTRAZIONE DELLA CONFERENZA




25 aprile 2008

La mia resistenza

Quando l’Alto Adige, la Provincia di Bolzano, andò in regime del nazismo di Hitler, cambiò qualcosa nella mia vita. Il mio papà aveva dovuto optare o per la Germania o per l’Italia. Optò per l’Italia perché non voleva portare la famiglia nell’insicurezza. Sentivo parlare gli adulti di cose orrende. Di deportazioni, di bombe che seppellivano molte persone nelle grandi città. Sentivo nominare le SS, la Gestapo, le squadre di morte di Hitler. Facevo finta di giocare con le mie bambole, ma ascoltavo terrorizzata. La mia mamma ammoniva gli altri di parlare sotto voce per non farmi sentire. Io ascoltavo e la mia fantasia faceva passare immagini vive di morte e distruzione nel mio piccolo cervello. Le notti avevo incubi e sogni orrendi. Arrivò l’autunno del 1943 e per me il primo anno di scuola. Si facevano le manifestazioni in piazza in onore del Fuehrer. Non si poteva più salutare “gruess Gott” (ti saluta Dio) ma si doveva dire “Heil Hitler”. Collegavo nel mio cervello gli orrori della guerra, ancora lontana dal mio paesino di montagna, San Candido, anzi Innichen, al confine con l’Austria, con Hitler. Capivo che era lui la causa di ogni distruzione e delle mie paure. Le bambine indossavano tutte un costume obbligatorio: gonna larga nera, corpino a pied-de-poule rosso-nero e grembiule blu con piccoli motivi floreali. Quando la mia mamma fece per cucirmelo rifiutai e perentoriamente le dissi che non me lo sarei mai messo. Il giorno della prima manifestazione mi alzai come sempre, mi sedetti un po’ imbronciata a tavola per la colazione, ma non mangiai: “Mamma mi fa male la pancia.” E la mamma complice capì al volo e senza commenti non mi fece andare a scuola. Alla prossima manifestazione ebbi mal di denti, ma i mal di pancia erano le cause liberatorie più frequenti. Ebbi una maestra che non mi aveva mai fatto pesare le mie assenze, anche lei complice come mia madre.


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permalink | inviato da Mina vagante il 25/4/2008 alle 22:14 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa



25 aprile 2008

Da Notizie Radicali, giornale telematico:

Associazioni pazienti sterili e Associazione Luca Coscioni scrivono una lettera aperta al Ministro Livia Turco

Cannabis, Associazione Luca Coscioni: la Cassazione consegna i malati nelle mani della criminalità organizzata




23 aprile 2008

SPAGNA/ DA DOMANI TESTAMENTO BIOLOGICO LEGALE IN TUTTO PAESE

Già 30.500 dichiarazioni sono raccolte in un registro centrale

da APCOM 

Madrid, 22 apr. (Apcom) - Da domani, con l'approvazione anche nella Comunità (regione) autonoma delle Asturie della legge che regola i testamenti biologici, in tutta la Spagna sarà in vigore il 'diritto a una morte degna'. Il processo iniziò nel 2002, quando il parlamento nazionale approvò la 'Legge di autonomia del paziente', stabilendo la creazione di registri nelle diverse regioni per consentire ai cittadini di lasciare per iscritto le proprie volontà rispetto a eventuali trattamenti terapeutici, nel caso in cui si trovino in condizioni critiche e non siano in grado di esprimersi.
Secondo quanto indica il quotidiano di centrosinistra 'El Pais', il registro centralizzato (in cui vengono riversati i dati dei cittadini iscritti a quelli regionali) contiene già 30.500 testamenti biologici. La legge permette di esprimere la propria volontà con il solo limite di non poter sollecitare l'eutanasia attiva o trattamenti contrari alle buone pratiche mediche. E proprio l'opinione del medico, sottolinea 'El Pais', resta fondamentale: se il dottore responsabile non è d'accordo, anche in presenza del testamento, c'è il rischio che i trattamenti continuino ad essere somministrati. Per questo, le associazioni come la Dmd "Derecho a morir dignamente", suggeriscono di scrivere un testo "più concreto possibile", se possibile con la consulenza di un medico.
La Chiesa cattolica spagnola non è estranea a questa apertura, ricorda 'El Pais': pur rifiutando decisamente l'eutanasia attiva, dal 1989 fu pioniera nell'elaborare un formulario per i credenti. Indirizzato "alla mia famiglia, al mio medico, al mio sacerdote e al mio notaio", questo definisce la vita come "un dono e una benedizione di Dio, ma non il valore supremo assoluto" e chiede "che non mi si mantenga in vita attraverso trattamenti sproporzionati o straordinari".




20 aprile 2008

GRAZIE

Cari amici, che ci avete sostenuti e credete nel PD. Non è andato al governo. Avremo in Parlamento 9 valide sentinelle Radicali che continueranno a vigilare e prendere iniziative per legalità e laicità dello Stato. Si spera che anche le proposte di legge sul testamento biologico non vadano perse e che si trovi trasversalmente comprensione e volontà politica nel rispettare i diritti dei cittadini.
L'idea di un bipartitismo all'americana che si comincia a delineare con questa tornata di governo spero possa radicare e trovare consenso presso i cittadini, quando si renderanno conto della maggiore stabilità del governo.

Purtroppo a Roma i Radicali non hanno avuto nessun successo e saremo assenti dall'amministrazione comunale, municipale e provinciale.
Vi chiedo ancora di sostenere i candidati del PD al ballottaggio
il 27 e 28 aprile
Francesco Rutelli Sindaco di Roma
e
Nicola Zingaretti Presidente alla Provincia di Roma.

Grazie a tutti che mi hanno sostenuto personalmente e
... alla prossima, se avrò bisogno di scendere in piazza per una cosa utile, mi permetterò di rivolgermi a voi.
Grazie e con affetto vi abbraccio
Mina




15 aprile 2008

Serve un Testamento biologico?

Serve o non serve un testamento biologico?
di Mina Welby

A questa domanda non c’è una risposta univoca. Questo dipende dal carattere, dalla concezione di vita, di dignità delle persone. Sono ben sicura che non tutti gli italiani vorranno redigere un testamento biologico e vorrebbero che siano i medici a decidere sul che fare. Fatalismo? Smisurata fiducia nel proprio medico? Quindi partiamo dal dire che non sarà obbligatorio per legge ma facoltativo stendere un testamento biologico.
La stessa domanda gli italiani se la sono fatta quando si trattava di chiedere una legge sull’aborto. Gli italiani hanno voluto la legge che è esattamente una legge che così si formula: Norme per la tutela sociale della maternità e sull'interruzione volontaria della gravidanza.
Non tutte le donne fanno uso della legge sull’aborto, non tutte le coppie sposate hanno bisogno di una legge sul divorzio, tuttavia sono leggi che hanno regolamentato l’aborto clandestino e ridimensionato il fenomeno per quello che riguarda l’aborto, e regolamentato le convivenze e dato pieni diritti alle persone e aiutato anche a riprogrammare una vita dopo un matrimonio fallito.
Io credo che una legge sulle dichiarazioni anticipate sui trattamenti sanitari serva per vari motivi.
Chi di noi non è venuto a confrontarsi con la grave malattia di un familiare, di un amico, un conoscente. Quali erano i pensieri al suo capezzale? Cosa avete detto al medico? Ognuno di noi ha reazioni diverse in una stessa situazione: Dottore faccia il possibile, dottore non insista, non lo faccia soffrire. Qualche medico chiede ai familiari quale fosse, secondo loro, il desiderio della persona gravissima. Ecco, se ci fosse una dichiarazione scritta della persona, sarebbe più semplice, e anche il medico avrebbe un punto di appoggio per un atto di desistenza da terapie invasive.
I medici presenti sanno sicuramente delle inchieste che sono state fatte nel passato sulle morti negli ospedali. Vorrei portare soltanto l’esito del monitoraggio di un gruppo di studio che dal 1991 monitorizza oltre 300 rianimazioni italiane su un totale di poco più di 400. Colpisce che nel 62 % la morte avviene per desistenza terapeutica, dopo decisione collegiale, non solo, ma anche da parte di un singolo medico. Credo che proprio la decisione dei medici dovrebbe essere supportata dalla espressione di volontà libera e consapevole del paziente. Quindi vedo urgente l’approvazione di una legge sulle volontà anticipate sui trattamenti sanitari.
Il diritto all’autodeterminazione è un riconoscimento della nostra libertà. Quando una persona è cosciente può rifiutare qualsiasi intervento terapeutico o diagnostico. L’art. 32 del Codice deontologico medico specifica che il medico "deve" desistere da qualunque atto diagnostico e/o terapeutico consapevolmente rifiutato dal paziente.
Perché non dovrebbe valere l’espressione della sua volontà scritta anticipatamente? Quando i nostri nonni si erano stancati di soffrire, capendo che la morte era la prossima tappa, rifiutavano il cibo. Perché non potremmo rifiutare la Peg o la ventilazione artificiale o la dialisi, quando le nostre condizioni non lasciano più speranze o la nostra futura vita sarebbe soltanto una tortura, un prolungamento di sofferenze inutili. Credo che accettare la morte sia il segno di una vita vissuta in pienezza e coraggio.
Bisogna ricordare, però, che ogni persona ha una propria concezione di dignità personale. Ed è proprio in questo che i testamenti o dichiarazioni anticipate di trattamenti sanitari si dovranno differenziare. Ci sarà chi non sopporterebbe mai di rimanere per anni immobile in un letto ed essere accudito in tutto, doversi servire di macchinari per respirare, alimentarsi. E c’è invece chi vorrebbe vivere tuttavia e comunque, anche se in stato vegetativo. E c’è chi non lo vorrebbe mai. Come non voler rispettare la volontà di queste persone?
Spesso si portano gli esempi di persone che, dopo aver subito la violenza di terapie invasive, hanno vissuto ancora un periodo di vita piacevole e fecondo, penso a quella di Welby Piergiorgio. Non possiamo essere sicuri che tutte le vite abbiano un esito simile. Dipende anche dalle coincidenze della vita e dalle circostanze. Nessuno può atteggiarsi a creatore della vita altrui. Piergiorgio ha fatto della sua sofferenza dei nove anni, vissuti per forza, assistito da una ventilazione artificiale e con mille difficoltà, mascherate con ironia e spirito battagliero, uno strumento per una battaglia politica. Lui voleva una legge sul testamento biologico e voleva una legge sull’eutanasia. Due cose differenti ma necessarie per estirpare le eutanasie clandestine negli ospedali e nelle case degli italiani, richieste o, il più delle volte, non richieste dal malato stesso.
Molto è già stato scritto su questo tema, troppo spesso si oppone l’opinione che un testamento biologico non serve e che anzi porterebbe in modo surrettizio all’introduzione dell’eutanasia. Ho l’impressione che si voglia negare alle persone la loro capacità di decidere della propria vita nel momento più cruciale e di poter vivere con pienezza e consapevolezza già in anticipo i momenti ultimi della propria vita, anche se soltanto su un foglio di carta firmato. Chi siamo noi per poter decidere per l’altro, anche se fosse nostro figlio o la persona più cara al mondo? Il rispetto della volontà dei cittadini, della loro libertà e autodeterminazione è l’espressione di uno stato che è vicino ai cittadini nelle loro decisioni più difficili e li tutela contro sfruttamento e violenza. Ecco perché dico che una legge che riguarda le dichiarazioni anticipate sui trattamenti sanitari o testamento biologico serve. E spero che anche in Italia abbiamo presto una legge in base alla quale vengano rispettate le volontà depositate dei cittadini, come in altri paesi europei e negli Stati Uniti d’America.

Questo intervento è stato letto il 14 aprile 2008 da Stefania Bastianello, moglie di Cesare Scoccimarro, malato di sla, in un convegno a Milano, organizzato dall'Istituto Europeo di Oncologia.




13 aprile 2008

CONVEGNO A CHIVASSO

 Conferenza su Testamento Biologico,

a Chivasso (To), il 18 aprile, alle ore 21.00,

presso la ex Chiesa degli Angeli, ubicata in via Torino (vicino al Municipio).

La serata, aperta alla cittadinanza,
organizzata dall'Associazione Sostegno e Assistenza

al Malato Cronico e Oncologico - SAMCO Onlus,

sarà condotta da un giornalista
di un settimanale locale e sarà così articolata:

Mina Welby, testimonianza e prospettive
Mauro Secci, magistrato (inquadramento giuridico)
Libero Ciuffreda, oncologo ( il punto di vista del medico)
Paolo Mirabella, teologo cattolico romano
Sergio Manna, pastore valdese



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