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Io amo la vita: la storia di Piero e Mina Welby - trailer

 

      

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Il grande fratello 
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L'onore dipende spesso
dall'ora che segna l'orologio.
Guillaume Apollinaire
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Calibano: la terra, il fango,
le viscere, la passione cieca,
l'incognito, il caos, la paura,
il talento primordiale, virile,
erotico che spesso vibra di febbre
e non ha bisogno di luce né di parola.
La carne, l'anima, lo spirito insieme
in un ultimo viaggio; prima della
separazione, della libertà di scegliere
un nuovo luogo, un nuovo corpo da
,o dove addormentarsi, come
dice Ariel, sotto un fiore



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Cristo! come eravamo ridicoli
io e il Nuvola mentre seguivamo
il furgone mortuario del Comune
…ti saresti divertita, cazzo!…
noi sulla circonvallazione
a cambiare la candela sporca
e la tua bara grigio topo gettata
nel cimitero di Prima Porta
…ti saresti divertita, cazzo! …
così come ti divertivi da sballo
a fare l’autostop sulla Colombo
per rubare una giornata alla
disperazione
e sbatterla sulla spiaggia di
Capocotta….
…io e te…confusi tra gli altri
che lanciavano la loro allegria
sugli asciugamani colorati della
fantasia
…io e te…la sera nel vagone
del treno…
ad assaporarci il sale sulle labbra,
a scandalizzare quelle facce
di cartapesta imbolsite dal sopore,
…io e te…ad inventare equilibrismi
sulla corda tesa del pudore ma…
con la mente già chiusi in
quella stanza.
Che assurdità quel grattacielo
di morti murati dietro quei marmi
di fiori appassiti e nomi dimenticati.
Ti lasciammo tra i crisantemi gialli
rubati ad un disgraziato tuo vicino
e l’odore di cera e fiori marciti…
andammo via tirando calci ad
una Pepsi
e cantando All along the watch
tower…
cantavamo forte per non piangere,
forse,
..io non ho pianto…ma,…
una volta tornato in quella stanza,
ho passato la notte alla finestra,
tutta la notte a guardare
il fumo leggero della Marlboro
che mi bruciava gli occhi
e lo scorrere lento dei vagoni.
(P. Welby, 

 

All Along The Watchtower 
dalla raccolta -Natiche Sadiche-)

 

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30 giugno 2008

VOGLIO ESSERE IDENTIFICATA CON LE IMPRONTE DIGITALI

La politica sta diventando sempre più ermetica, illiberale, opaca, autoreferenziale. L’informazione è controinformazione a colpi di slogan d'impatto.
Chi alza la voce in parlamento a favore di una politica trasparente e con proposte di sviluppo per il paese, i Radicali, vanno tenuti in sordina. Problemi che sarebbero risolvibili con interventi sociali sul territorio si vogliono risolvere con interventi di polizia, impronte digitali anche dei bambini degli zingari.

File di cittadini italiani con i loro bimbi sotto le questure per farsi identificare con le impronte digitali. Mi piacerebbe.

10 milioni di processi da celebrare, una mole impossibile.

Abolire la Legge Gozzini: se ora dei detenuti hanno la possibilità di riscattarsi entrando nel mondo del lavoro esterno al carcere, si prospetta invece la costruzione di carceri dove chi non ha ancora imparato tutto della delinquenza, si laureerà all’Università di Sing-Sing.

Case di recupero in forme di aziende agricole, con produzione di ortaggi, olio, vino, allevamento, con prodotti di latticini. Produzione di prodotti da forno. Scolarizzazione dei detenuti anche stranieri. Ecc. ecc. Non sarebbe un’idea?

Investimenti che producono sicuramente non solo ricchezza, ma uomini nuovi.




30 giugno 2008

LIBELLULA


                               foto scattata da Piero 1983 (Olympus OM-2N,135 Macro)

....È dai tuoi occhi che traggo il mio sapere

e, astri costanti, mi dettan questo dire:

virtù e bellezza prospereranno insieme

                                                        P. W. 2000




permalink | inviato da Mina vagante il 30/6/2008 alle 8:22 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa



26 giugno 2008

Eluana Englaro

 "La Repubblica", GIOVEDÌ, 26 GIUGNO 2008
Pagina 16 - Cronaca
Milano

Caso Englaro, ultimo atto; il papà: lasciatela morire

MILANO - I giudici della prima sezione della corte civile d´appello di Milano decideranno entro dieci giorni se disporre un supplemento istruttorio sul caso di Eluana Englaro, la giovane donna in stato vegetativo permanente dal 1992 e per la quale il padre chiede che venga sospesa l´alimentazione artificiale. Ieri, al processo è stato a lungo sentito il padre Beppino Englaro.




25 giugno 2008

OGGI PRIMA UDIENZA VICENDA eLUANA ENGLARO

Dopo la sentenza della Cassazione che dà ragione alla famiglia

Litta Modignani: "I giudici abbiano il coraggio di guardare in faccia la realtà.
Cosa c'è di naturale nella vita di Eluana Englaro ?"


Oggi a Milano la prima udienza in Corte di Appello per la tragica vicenda di Eluana Englaro, la donna di Lecco che sopravvive in stato vegetativo permanente da oltre 16 anni.

Si tratta della nona tappa del calvario giudiziario della famiglia Englaro, ma ora la vicenda potrebbe essere a una svolta, dopo la sentenza della Corte di Cassazione del 16 ottobre scorso, che ha dato ragione ai genitori di Eluana su tutta la linea, annullando le sentenze precedenti.




22 giugno 2008

IL PARTITO DEMOCRATICO

Abbiamo forse poca pazienza ad aspettare che il nuovo Partito Democratico diventi un partito coeso e che nuove forze giovani, non solo per l’età, vi aderiscano. Nutrivo grande speranza sui Liberali, i Laici, tutti quelli interessati al bene del Demos. Ci vorrà tempo e pazienza e sacrifici. Lasciare un’appartenenza dove ci si è identificati per una vita per fare un salto nel buio non è facile. La varietà delle menti porta nuove idee. Credo, che quando si trovano interessi comuni per un bene comune l’egoismo rimane dietro la porta. La speranza per un futuro migliore rasserena e dà gioia per superare qualsiasi ostacolo.




16 giugno 2008

PILLOLA DEL GIORNO DOPO

venerdì 13 giugno 2008

Pillola del giorno dopo: questo post è una richiesta esplicita di aiuto a tutti i blogger

Allora, gente, la notizia è che oggi, durante la conferenza stampa che potete guardare cliccando qua, abbiamo presentato un nuovo servizio che potrebbe rivelarsi una vera e propria rivoluzione.
A partire da domani, sabato 14 giugno 2008, se una struttura pubblica ti ha negato la prescrizione della pillola del giorno dopo, e se sei a Roma o a Milano, puoi ricevere assistenza immediata chiamando i numeri di Soccorso Civile ed ottenendo subito la ricetta.
A Roma puoi chiamare il numero 333 9856046 tutti i giorni feriali dalle 09:00 alle 19:00, e non stop dalle 09:00 del sabato mattina fino alle 09:00 del lunedì mattina.
A Milano puoi chiamare il numero 345 5011223 non stop dalle 18:00 del venerdì pomeriggio fino alle 08:00 del lunedì mattina.

Per fare in modo che il servizio venga conosciuto da quante più persone possibile, e quindi per far sì che possano usufruirne in tanti, chiedo a tutti di aiutarci a diffondere la notizia; ecco quello che puoi fare per dare una mano:

  1. se hai qualche minuto di tempo, fai un post sull'argomento, mettendoci dentro un link a questa pagina;
  2. scarica a questo indirizzo il codice per mettere sul tuo blog il banner che pubblicizza l'iniziativa;
  3. chiedi a tutti i blogger con cui sei in contatto di darsi da fare anche loro.

E' inutile aggiungere che gli organi di informazione tradizionali stanno facendo del loro meglio per ignorare la notizia, e che quindi l'aiuto dei blogger è determinante per il suo successo.
Che dite, gente: ci date una mano?

Da Alessandro Capriccioli: http://www.metilparaben.blogspot.com/




15 giugno 2008

NUVOLI: TRIBUNALE SASSARI; MORI' DI SETE, PROSCIOLTO MEDICO

(ANSA) - SASSARI, 14 GIU - Il giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Sassari, Maria Teresa Lupinu, accogliendo la richiesta del Pubblico ministero Paolo Piras, ha prosciolto Carlo Sini, il medico che si occupo' dell'assistenza domiciliare di Giovanni Nuvoli, l'ex arbitro algherese malato di Sla morto il 23 luglio dello scorso anno dopo un calvario clinico e giuridico di sette anni.
Il Gip ha condiviso le motivazioni del Pm, che a gennaio aveva raccolto in cinque pagine la sua richiesta di archiviazione. 'La sclerosi laterale amiotrofica lo ha indebolito fin quasi alla morte - aveva scritto il magistrato - la sete lo ha finito. Giovanni Nuvoli l'ha ucciso la Sla, una malattia che paralizza ogni muscolo del corpo e non perdona. Ma al termine di un calvario clinico e giuridico il colpo di grazia glielo ha dato la sete, il 23 luglio dello scorso anno'.
Fu lui a scegliere di lasciarsi morire in quel modo, non avendo alternative, e nessuno - secondo la Procura della Repubblica di Sassari - puo' essere ritenuto responsabile di quanto accadde. (ANSA).

Il Procuratore della Repubblica di Sassari ha proibito al dott. Ciacca di interrompere la ventilazione forzata, come Giovanni aveva diritto di chiedere, in base all'art. 32 della Costituzione. Io accuso il Procuratore di crudeltà, perchè ha fatto prolungare l'agonia di Giovanni. Trovo in questa scelta un cinismo farisaico veramente repellente.




13 giugno 2008

Farei causa al Vescovo

Viterbo: matrimonio religioso negato ad un paraplegico ritenuto incapace di procreare.
Questo episodio mi ha non solo sconcertata, ma riempito di rabbia. Il vescovo non ha potuto proibire questo matrimonio semplicemente perché non è accertato che per una paralisi un uomo non possa procreare. Oltre a questo il matrimonio non è solo ed esclusivamente istituito per procreare. Mi sono presa la briga di fare una piccola ricerca, perchè mi ricordavo che il Concilio Vaticano II dice anche altro sul matrimonio e non parla soltanto di procreazione. Ecco ho trovato nella Gaudium et spes, costituzione pastorale sulla chiesa nel mondo contemporaneo, al 1. capitolo sulla dignità del matrimonio e della famiglia e sua valorizzazione:

“Il matrimonio tuttavia non è stato istituito soltanto per la procreazione; il carattere stesso di alleanza indissolubile tra persone e il bene dei figli esigono che anche il mutuo amore dei coniugi abbia le sue giuste manifestazioni, si sviluppi e arrivi a maturità. E perciò anche se la prole, molto spesso tanto vivamente desiderata, non c'è, il matrimonio perdura come comunità e comunione di tutta la vita e conserva il suo valore e la sua indissolubilità. “

Recita inoltre il diritto canonico Can. 1084 - §2. "Se l'impedimento di impotenza è dubbio, sia per dubbio di diritto sia per dubbio di fatto, il matrimonio non deve essere impedito né, stante il dubbio, dichiarato nullo. §3. La sterilità né proibisce né dirime il matrimonio…."

E io aggiungo che un matrimonio può essere solo invalido se uno dei due tace l'incapacità di procreare. Ma qui ambedue erano ben coscienti.

E adesso invito un esperto di diritto canonico che mi dica il contrario.




12 giugno 2008

CHIEDO MASSIMA DIFFUSIONE

Dal sito di MicroMega:

''Pubblichiamo la lettera dello zio di Davide, il bimbo di Foggia affetto dalla sindrome di Potter, nato senza reni e sottratto ai genitori dai giudici minorili per sottoporlo a dialisi. Il padre e la madre, contrari a questo crudele accanimento terapeutico, chiedono che il provvedimento venga sospeso e che venga riconosciuto loro il diritto di decidere sul futuro del figlio e sui trattamenti medici cui sottoporlo.

 ''Davide è mio nipote. Vi sarò molto grato se vorrete firmare la petizione e darle in qualche modo visibilità.

Davide è nato il 28 aprile agli Ospedali Riuniti di Foggia. Subito dopo la nascita è stato trasportato in terapia intensiva neonatale per uno pneumotorace. Nelle ore, nei giorni successivi le notizie si sono susseguite, in un crescendo che ha via via eroso la speranza: Davide forse non ha i reni, Davide certamente non ha i reni, Davide ha la sindrome di Potter. Nome simpatico per una malattia terribile. I bambini affetti da sindrome (o sequenza) di Potter non hanno i reni, hanno i piedi torti, non hanno o hanno poco sviluppati gli ureteri e la vescica, hanno malformazioni al viso (facies di Potter) e, nel 60% dei casi, malformazioni intestinali ed anorettali. Nel caso di Davide, a ciò si aggiunge l’altissima probabilità di danni cerebrali per mancanza di ossigeno durante il parto. La prognosi per la sindrome di Potter è “costantemente infausta” (R. Domini-R. De Castro, Chirurgia delle malformazioni urinarie e genitali, Piccin, Padova 1998, p. 96). Quasi tutti i bambini affetti da questa malattia muoiono subito dopo il parto. Nel caso di Davide, le cose vanno diversamente. Il bambino sopravvive alle prime ore. Nei giorni successivi le sue condizioni polmonari migliorano, fino a non rendere più necessaria la respirazione artificiale.
Nel raccontare i nudi fatti abbiamo tralasciato di riferire lo stato d’animo dei genitori. Non occorre spendere molte parole: ognuno può figurarselo. I genitori di Davide passano dalla felicità per la nascita al dolore, alla speranza che cerca di alimentarsi frugando nelle pieghe dei resoconti dei medici. I quali, però, di speranze non ne lasciano. L’indicazione che ricevono dai sanitari è chiara: un bambino con quella malattia non può sopravvivere, insistere sarebbe egoismo. Si rassegnano, comprendono. E’ doloroso, ma bisogna fare i conti con la realtà. Quando Davide comincia a respirare da solo, la situazione cambia di colpo. Ai genitori, che con non poca sofferenza hanno accettato una situazione così disperante, si chiede ora di fare una scelta: evitare ogni ulteriore trattamento, oppure autorizzare la dialisi. Non è una scelta facile. Nessun genitore vorrebbe arrendersi alla morte del figlio. Ma la dialisi è forse, in questo caso, una forma di accanimento terapeutico. Una terapia dolorosa ed invasiva che con ogni probabilità non eviterà a Davide la morte. I genitori sono confusi. Non è facile passare dalla gioia al dolore alla speranza alla rassegnazione. Né è facile capire cosa è bene e cosa è male per Davide. Chiedono tempo. Vorrebbero discuterne con il comitato etico dell’ospedale. Nella rivista eMedicine si legge che nel caso di sindrome di Potter con pneumotorace “può non essere indicato un ulteriore trattamento”, e che “la decisione dev’essere presa dopo una discussione con i genitori”. Così vanno probabilmente le cose all’estero; non in Italia. Nessuna discussione, nessuna riunione del comitato etico. Con un atto di forza incomprensibile ed umanamente deprecabile, il primario del reparto di terapia intensiva degli Ospedali Riuniti si rivolge al Tribunale per i Minori di Bari per chiedere la sospensione dei genitori di Davide dalla potestà genitoriale, ottenere di esserne nominato tutore e autorizzare, in quanto tutore, il suo trasferimento presso un ospedale attrezzato per la dialisi. Viene accontentato. Con provvedimento del 10 maggio il Tribunale per i Minori di Bari sospende la potestà genitoriale dei genitori di Davide. La decisione è presa “inaudita altera parte e senza ulteriori approfondimenti del caso”, dice il provvedimento. Che vuol dire: senza ascoltare i genitori di Davide e senza nemmeno chiedersi cos’è una sindrome di Potter.
Ora Davide si trova presso l’ospedale Giovanni XXIII di Bari. Vi è stato trasportato senza che i genitori venissero informati; hanno saputo dove si trovava il figlio solo a trasferimento avvenuto. Ai medici dell’ospedale di Bari, persone umane e premurose, non sono stati forniti i numeri di telefono dei genitori di Davide.
Le condizioni di Davide sono attualmente disperate.
Non è facile, in situazioni così gravi e difficili, fare la cosa giusta. Sbagliare è comprensibile, sempre; in questi casi lo è di più. Ma è difficile non scorgere in alcuni passaggi della storia che è stata raccontata una incomprensibile insensibilità nei confronti di persone che si sono trovate ad affrontare un grande dramma umano. Il provvedimento di sospensione della potestà genitoriale è offensivo e umiliante, ed ha arrecato una grande sofferenza psicologica a persone già duramente provate.
Per questo chiediamo che il provvedimento venga sospeso e che venga riconosciuto ai genitori di Davide Marasco il diritto di dire la loro sul futuro di loro figlio e sui trattamenti medici cui sottoporlo.''
Il link per firmare la petizione:
http://www.petitiononline.com/davmar/petition.html

Ci rendiamo conto di dove stiamo andando? Secondo me no,altrimenti,in un Paese attento e non abbrutito e rincoglionito,ci sarebbe stata una reazione popolare indignata e forte.
Purtroppo questi sono i primi passi...il peggio deve ancora arrivare.





9 giugno 2008

“Morire con dignità?”

Per il dibattito “Morire con dignità?” a San Candido (2500 abitanti) ho trovato una sala gremita da 260 persone. Non conosco più nessuno del mio paese, erano troppi anni che ero assente. Rivedere e riconoscere i compagni e le compagne di scuola elementare, la bimba alla quale avevo fatto da babysitter cinquant’anni fa, e ormai diventata nonna, la figlia del contadino dove avevo passato l’ultimo inverno di guerra, nata molti anno dopo quel 1945, tutto questo è stato molto emozionante per me e anche per loro.

Il mio intervento ha introdotto il convegno con una breve cronistoria della vicenda della vita di Piergiorgio Welby, il suo impegno insieme a Luca nell’Associazione Luca Coscioni, le sue ultime richieste e la sua scelta di poter interrompere la ventilazione artificiale. Brevi accenni su testamento biologico, accanimento terapeutico, autodeterminazione delle persone.

L’intervento di Mons. Karl Golser, Presidente dei Teologi Morali d’Italia, è una lectio magistralis che spiega, in modo semplice e accessibile a tutti, le terminologie dei concetti inerenti all’autodeterminazione del malato, sui suoi diritti, basandosi sulla costituzione, la convenzione di Oviedo, il codice deontologico medico. Cita in grandi linee quello che dice prof. Umberto Veronesi nel suo libro “Diritto di morire”, anche nelle parti delicate che riguardano l’eutanasia attiva. L’argomento della sacralità della vita lo affronta in modo filosofico e asserisce alla fine che ci possono essere delle situazioni di sofferenza insopportabile per il singolo tali da non trovare altra via d’uscita che di voler lasciare questa vita. Parla dell’eutanasia passiva del lasciar morire e dell’interruzione e dell’astensione dalle pratiche mediche come pratica lecita contro l’accanimento terapeutico, e cita a proposito la “Evangelium Vitae 65 e un passo di un discorso di Giovanni Paolo II del 12. 11. 2004. Certo come teologo di morale cattolico non ha apertura a favore dell’eutanasia attiva. Manifesta con chiarezza la necessità di una legge sul testamento biologico dove al malato, sostenuto da un fiduciario, venga dato pieno diritto decisionale non delegabile ai parenti o ai medici. Cita anche più volte il prof. Ignazio Marino. Presenta gli aspetti etici che possono influenzare la piena osservanza da parte dei medici di un testamento biologico. I medici anestesisti presenti spiegano meglio questo concetto con degli esempi pratici: difficoltà acute di un malato vengono sempre trattate, quando ci sono i parametri di una possibilità positiva di recupero, mentre si desiste da interventi che si reputano inutili, per la maggior parte delle volte in caso di cronicità di patologia irreversibile, dopo aver sentito il parere dei congiunti sulla concezione del vivere della persona in questione. In conclusione dà grande importanza alle cure palliative e la presa in carico delle persone malate, sia curando il loro corpo che sostenendole con affetto, non abbandonandole al loro destino. Quello che dà una nota particolare alla sua esposizione è l’atteggiamento al di sopra delle parti e di profonda comprensione dei problemi delle persone nelle estreme difficoltà alla fine della loro vita.

Il pubblico era interessato e vivace e ha posto molte domande, sia in modo anonimo, consegnando dei biglietti con delle domande scritte, che chiedendo la parola. L’impressione sul pubblico era di grande apertura a favore del testamento biologico con richieste pratiche come farlo, come conservarlo. I referenti davano il consiglio di tenere un biglietto sempre in tasca e di redigerlo con la guida del proprio medico o altra persona di fiducia.



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