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                GLI EDITORIALI

       DEL CALIBANO

   (PIERGIORGIO WELBY)

Io amo la vita: la storia di Piero e Mina Welby - trailer

 

      

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Welby Un atto di giustizia
Riccio Disinformazione medica e

vigliaccheria politica

  http://testamentobiologico.
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       Radical italiani
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Il grande fratello 
dei falchi pellegrini e non solo


 

Album di Aria e Vento 2007


Vestivamo alla
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(copyright by Welby)

       
   
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un sorriso
contro la violenza

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L'onore dipende spesso
dall'ora che segna l'orologio.
Guillaume Apollinaire
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Calibano: la terra, il fango,
le viscere, la passione cieca,
l'incognito, il caos, la paura,
il talento primordiale, virile,
erotico che spesso vibra di febbre
e non ha bisogno di luce né di parola.
La carne, l'anima, lo spirito insieme
in un ultimo viaggio; prima della
separazione, della libertà di scegliere
un nuovo luogo, un nuovo corpo da
,o dove addormentarsi, come
dice Ariel, sotto un fiore



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IL MARATONETA
  LUCA COSCIONI
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       Un momento del V-Day 2007 a Bologna

       "Amore civile" - Nuove forme 
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emergenza kenya
      


      
Cristo! come eravamo ridicoli
io e il Nuvola mentre seguivamo
il furgone mortuario del Comune
…ti saresti divertita, cazzo!…
noi sulla circonvallazione
a cambiare la candela sporca
e la tua bara grigio topo gettata
nel cimitero di Prima Porta
…ti saresti divertita, cazzo! …
così come ti divertivi da sballo
a fare l’autostop sulla Colombo
per rubare una giornata alla
disperazione
e sbatterla sulla spiaggia di
Capocotta….
…io e te…confusi tra gli altri
che lanciavano la loro allegria
sugli asciugamani colorati della
fantasia
…io e te…la sera nel vagone
del treno…
ad assaporarci il sale sulle labbra,
a scandalizzare quelle facce
di cartapesta imbolsite dal sopore,
…io e te…ad inventare equilibrismi
sulla corda tesa del pudore ma…
con la mente già chiusi in
quella stanza.
Che assurdità quel grattacielo
di morti murati dietro quei marmi
di fiori appassiti e nomi dimenticati.
Ti lasciammo tra i crisantemi gialli
rubati ad un disgraziato tuo vicino
e l’odore di cera e fiori marciti…
andammo via tirando calci ad
una Pepsi
e cantando All along the watch
tower…
cantavamo forte per non piangere,
forse,
..io non ho pianto…ma,…
una volta tornato in quella stanza,
ho passato la notte alla finestra,
tutta la notte a guardare
il fumo leggero della Marlboro
che mi bruciava gli occhi
e lo scorrere lento dei vagoni.
(P. Welby, 

 

All Along The Watchtower 
dalla raccolta -Natiche Sadiche-)

 

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29 settembre 2008

SI FARA' UNA LEGGE SULLE DICHIARAZIONI ANTICIPATE SUI TRATTAMENTI SANITARI

Al Festival della Salute si è parlato anche del testamento biologico e della necessità di una legge che regolamenti questo tema. Nel confronto di Beppino Englaro, papà di Eluana e Mina Welby con il sottosegretario al welfare si è avuto la sensazione di forte contrasto su certi punti che dovrebbero essere inclusi nella piena autodeterminazione del malato, in particolare la nutrizione e idratazione artificiale. Per mercoledì 1° ottobre è calenderizzato in parlamento l'inizio della discussione sulla legge in materia di dichiarazioni anticipate sui trattamenti sanitari. Spero che si faccia una legge condivisa da maggioranza e opposizione in modo che sia una buona legge che rispetti fino in fondo la volontà della persona. Una cattiva legge con paletti e cavilli diventerebbe origine per processi e contenziosi e, soprattutto, per agonie protratte e sofferenze inutili. 

GUARDA SU YOUTUBE LE INTERVISTE AI PROTAGONISTI DEL FESTIVAL




permalink | inviato da Mina vagante il 29/9/2008 alle 14:53 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (30) | Versione per la stampa



22 settembre 2008

E questo sarebbe un partito "Democratico"?

  Giulia Innocenzi è la coordinatrice degli Studenti Coscioni per la Libertà di Ricerca.
Insieme ad Alessandro Capriccioli ha reso possibile il servizio "
SOS Pillola del Giorno Dopo", ha organizzato tavoli di informazione sessuale davanti alle scuole e alle università italiane coordinando la raccolta firme per l'abolizione dell'obbligo di ricetta per la contraccezione d'emergenza, ha ideato e realizzato la proiezione del film "Nazirock" alla Casa del Cinema di Villa Borghese.
Orbene, questa ragazza ha deciso di candidarsi alla carica di Segretario dei giovani del PD, partecipando alla primarie che si terranno presumibilmente (non si sa bene con quali regole) nel prossimo mese di ottobre.
A tale scopo, e vista la confusione sui termini e sulle modalità di partecipazione alle elezioni, Giulia ha scritto una prima
lettera (pubblicata dal quotidiano Europa) a Veltroni, invitandolo a intervenire per ripristinare la legalità e dettare regole chiare e certe per partecipare alle primarie: ovviamente (c'era bisogno di dirlo?) il buon Walter si è guardato bene dal rispondere, mentre da voci di corridoio (avete presente, quelle che conoscono solo soliti i ben informati?) è venuto fuori che le elezioni sarebbero fissate per il 17 e il 18 ottobre, e che per parteciparvi sarebbe necessario raccogliere, entro il 25 settembre (tra 3 giorni, gente!), 600 firme in 5 diverse regioni; il tutto, si badi, senza che il sito internet del PD faccia il minimo accenno alla vicenda, né renda disponibili gli "appositi moduli" che sarebbero necessari per la raccolta delle firme.
La nostra amica, pertanto, si è dovuta prendere la briga di scrivere al caro Walter una
seconda lettera, per denunciare questa imbarazzante e assoluta mancanza di legalità e invitarlo finalmente a chiarire le regole per concorrere democraticamente alla carica di Segretario.
Siamo di fronte, evidentemente, alla solita pagliacciata: niente regole e nessuna informazione, il tutto, presumibilmente, per fare in modo che i candidati siano esclusivamente quelli "di partito", e che a tutti gli altri, nell'incertezza generale, sia del tutto impedito di partecipare.
Quello che vi chiedo, se vi va e se avete un attimo di tempo, è di raccontare questa storia, in modo che quante più persone possibile possano venirne a conoscenza: scrivete quattro righe linkando questo post, e/o
il blog di Giulia Innocenzi, sul quale è possibile leggere il testo delle due lettere e scaricare il modulo per la raccolta delle firme (messo a punto da noi, s'intende, ché quello ufficiale non si sa dove trovarlo).
E poi, 'sto partito, lo chiamano Democratico...

dal blog http://metilparaben.blogspot.com/




permalink | inviato da Mina vagante il 22/9/2008 alle 22:18 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (27) | Versione per la stampa



20 settembre 2008

Laici per caso

 “[…] la religiosità, variamente contaminata dagli umori mondani del presente, ha invaso i confini della laicità dello Stato, della neutralità del politico, dell' autogiustificazione della scienza; e in tutti questi casi il conflitto fra i sostenitori delle ragioni della fede e i sostenitori delle ragioni della lai­cità ha spesso coperto altre poste in gioco, non direttamente attinenti né alla fede né alla laicità, bensì a problemi di senso della politica, di orientamento della biopolitica, di rappre­sentanza e governo delle società post -coloniali e di traduzio­ne dei loro codici culturali.”

(Ida Dominijanni, Corpo e laicità)

L’immarcescibile vecchietto dei film western sputava verso un cactus uno spruzzo di saliva e tabacco ed esclamava: l’indiano buono è l’indiano morto! Da un po’ di tempo, forse a causa delle dichiarazioni della seconda carica dello Stato, o di alcuni teoeditoriali, o delle sporadiche apparizioni nei tiggì di vescovi, prelati, e papi, ho la sensazione che siano in moltissimi a pensarla come il simpatico e attempato cowboy, ma al posto dell’indiano, metterebbero con sommo gaudio il laico. Oddio, non vorrei essere frainteso! Lungi (mica tanto) da me il sospetto che il senator probus vir, si sia trasformato nella mala bestia dei “laici_sti”, però è innegabile che il laico buono è, per lui e per i suoi sodali, il laico-per-caso.

Il laico-per-caso non è citato nel Grand Larousse del XIX secolo, o nel Tommaseo nella edizione del 1865, o in Google, o in qualsivoglia motore di ricerca. Il laico-per-caso è stato partorito, da poco, per partenogesi, dalla laicità sana, sorella devota e prolifica della laicità malata che, notoriamente, è meno feconda del panda gigante. Il laico-per-caso avrebbe voluto indossare il saio o la tonaca, avrebbe voluto vivere in una trappa, o in una canonica, o in una nunziatura, o almeno in una sagrestia. Avrebbe voluto, ma il caso lo ha sospinto verso altri destini. Ah! fata volentem ducunt nolentem trahunt! Caro Lucrezio Caro, laico antelitteram e non per caso, per questo quel sant’uomo di Girolamo nel Chronicon lo tratta a pesci&pani in faccia, se intervenisse in un Porta a Porta sulla vera laicità, annichilirebbe anche Rockpolitik!

Insomma il laico-per-caso si ritrova, che so io, Presidente del Senato della Repubblica? Allora si sbraccia ad affermare che la sola Etica che non sia rosa dal tarlo relativista è quella Cattolica Apostolica Romana. I fata gli hanno destinato l’illacrimata parte di conduttore-televisivo-giornalista? Allora, si sbraccia ad affermare che tutte le leggi, dal Codice di Ammurabi a quelle del Codice della Strada, sono inutili perché, per far funzionare la società, bastano i Dieci Comandamenti. Le imperscrutabili vie della Prima Repubblica ne hanno fatto, mettiamo, un Andreotti? Allora, si sbraccia a votare o non votare, come il suo Vescovo gli ordina.

I laici-per-caso sono contagiosi? La UE consiglia di non baciarli in bocca (v. Riina), di non frequentare le loro lezioni universitarie (v. Popper), di non accompagnarli a Valle Giulia (v. Pasolini.). Ma, nonostante questa indispensabile profilassi, il virus LpC_B16 può essere trasmesso dal teleschermo a 8pollici&mezzo, dai fogli del Foglio, da Norcia e dintorni e purtroppo dagli uccelli stanziali, migratori e di doppio passo. Cosa c’entrano gli uccelli con Pera, Ferrara e Andreotti? Beh, allora, ditemi voi, che cosa c’entrano Pera, Ferrara e Andreotti con la laicità? Finiranno i laici-per-caso e i laici-per-scelta di fronte a Salomone affinché stabilisca a chi appartenga il neonato dell’Etica? Io temo che nessuno dei due contendenti si opporrà allo squartamento del corpicino e si accontenteranno del lacerto di Etica che il giudice gli assegnerà. Scrive Remo Bodei in “L'etica dei laici” che il senso dell'etica laica poggia sull'impresa di formulare regole e leggi, organicamente connesse tra loro, che hanno valore proprio perché non esistono naturalmente, perché de­vono contribuire a plasmare un mondo migliore che ancora non c'è e che mai sarà perfetto, ma in cui siano limitate le sof­ferenze, combattute le ingiustizie e aumentate le opportunità di migliorare la qualità della vita individuale e collettiva.

Sì, vabbè, ma se i laici-per-caso decidono -per tutti- che i Dieci comandamenti siano più efficienti del giudice Santi Licheri e che ogni nuova legge debba passare al vaglio dell'enci­clica Centesimus annus - per cui “se non esiste al­cuna verità ultima la quale guida e orienta l'azione politica, allora le idee e le convinzioni possono esser facilmente stru­mentalizzate per fini di potere”, tanto vale appendere al chiodo della storia lo spezzato dell’Aufklärung e indossare un clergyman.

Il Calibano
del 29 ottobre 2003

Personaggi liberamente intercambiabili.
Da allora è cambiato qualcosa?


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permalink | inviato da Mina vagante il 20/9/2008 alle 19:58 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (12) | Versione per la stampa



16 settembre 2008

FIGLI E FIGLIASTRI?

 www.ministerosalute.it
Comunicato stampa
11 settembre 2008
Ministero del Lavoro della Salute e delle Politiche Sociali
UFFICIO STAMPA
Sottosegretario Roccella ha incontrato oggi Salvatore Crisafulli Annunciato l’impegno della Regione Sicilia a sostenere le spese per l’assistenza domiciliare Consegnata lettera del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

Sono contentissima che Silvio Berlusconi abbia recepito il grido d'aiuto di un malato grave, sono altrettanto felice che vorrà, come promette nella sua lettera, dare migliore assistenza alle persone in "stato vegetativo".

Spero che non dimentichi gli altri ammalati gravissimi, sla, distrofici, affetti da varie malattie rare inguaribili che a tutt'oggi spesso non hanno assistenza ma sono lasciati soli insieme alla loro famiglia.

Mi pesano come un macigno.




12 settembre 2008

VIDEOINCHIESTA


Chi può e chi vuole copiate e incollate questo post e diffondetelo il più possibile!
Grazie!

 

Care e cari,

come forse alcuni di voi già avranno saputo da alcuni echi di stampa, anche autorevole (Repubblica e TG3 su tutti), l’Associazione Radicali Roma ha terminato il suo lavoro d’indagine-inchiesta sulla situazione di legalità nel territorio romano, circa la prescrizione della “pillola del giorno dopo”.

Tale attività investigativa ha radici profonde nella nostra sensibilità radicale sui temi della legalità, ma anche origini non certo recentissime. I primi passi li abbiamo fatti con un’indagine telefonica (a campione, certo incompleta) presso i consultori di diverse zone di Roma. Molte telefonate fra febbraio ed aprile che fotografavano inesattezze, inadempienze e ignoranza. Abbiamo denunciato e reso noti i nostri risultati, con la speranza che gli organi preposti (come si dice in questi casi) intervenissero.

Dopo circa 20gg di vana attesa abbiamo deciso di forzare la cosa e, muniti di telecamera nascosta, alcuni nostri compagni iscritti all’Associazione hanno visitato tutti, e sottolineiamo tutti, i pronto soccorso della città durante le ore notturne e nei giorni festivi, quando cioè la legge prevede che la prescrizione di questa tipologia di farmaco sia a carico della Guardia Medica e dei pronto soccorso e non più del medico di famiglia, come di norma nelle ore diurne dei giorni feriali.

Risultato: un panorama sconfortante con oltre il 50% di mancate prescrizioni (12 su 22), con gli operatori sanitari che si appellavano all’obiezione di coscienza, peraltro non prevista dalla legislazione vigente per i contraccettivi, categoria nella quale rientra la pillola del giorno dopo.

Abbiamo pubblicato il video, adeguatamente montato, su http://roma.repubblica.it/multimedia/home/2899382 e sul nostro sito www.radicaliroma.com , abbiamo indetto una conferenza stampa ed ora di nuovo attendiamo che ci sia un interessamento da parte della autorità preposte (per iniziare il Commissario governativo alla Sanità nel Lazio).

Contiamo molto su noi, su voi tutti per dare la massima diffusione al video ed alla denuncia sociale; ma forti delle precedenti esperienze negative, vi annunciamo già ora ciò che faremo:

1) consegna del video all’Autorità Giudiziaria

2) consegna del video al Commissario Governativo alla Sanità nel Lazio Piero Marrazzo

3) ripetizione periodica dell’indagine inchiesta.

Siamo certi che il muro del silenzio possa essere sbriciolato solo dalla volontà di tutti e per questo vi chiediamo un aiuto a diffondere in ogni realtà (familiare, di lavoro, associativa) il video.

La video inchiesta la puoi trovare sul nostro sito: www.radicaliroma.com

Puoi lasciare un tuo commento e/o una tua esperienza personale al link: http://www.radicaliroma.com/news/3896

Puoi iscriverti all’Associazione Radicali Roma lasciando i tuoi dati al link:
http://www.radicaliroma.com/info/iscrizione

Distinti saluti!

Massimiliano IERVOLINO Demetrio BACARO
Segretario Radicali Roma Tesoriere Radicali Roma

P.s .Certi di poter contare su di voi vi ricordiamo anche che stiamo raccogliendo le firme per una delibera ad iniziativa popolare sull’Anagrafe degli Eletti, per avere una maggior trasparenza al Comune di Roma, anche per questa iniziativa ci piacerebbe essere in tanti, perché un segnale si può ignorare, ma molti segnali concentrati possono far vacillare anche i regimi più forti

Per segnalare la tua disponibilità puoi scriverci all’email: radicaliroma@radicali.it

www.radicaliroma.com




9 settembre 2008

SEVERINO MINGRONI

 
Conoscere Severino Mingroni può solo dare un impulso efficace a chi vuol capire cos'è Vita.
Leggete sul link la sua storia e la sua battaglia non soltanto per se stesso, ma per tanti come lui.



http://www.radicali.it:80/newsletter/view.php?id=97756&numero=6252&title=NOTIZIE%20RADICALI

http://www.lucacoscioni.it/radicali_mingroni_
sogno_una_lista_elettorale_di_radicali_nel_
mio_abruzzo


Caro Severino,
la proposta di legge sul voto domiciliare l'abbiamo depositata e con la firma dei deputati di ogni orientamento. Nella relazione introduttiva sei citato anche tu! E' mio impegno farla approvare per tempo. Tu pubblicizzala che sei bravissimo! Un bacio
Tua Rita (Bernardini ndr.)
Ecco la pdl

PROPOSTA DI LEGGE
d'iniziativa dei deputati
BERNARDINI, AMICI, ARGENTIN, BARETTA, BELTRANDI, BOCCUZZI, BUTTIGLIONE, CALVISI, CAPANO, CASINI, CIMADORO, CONSOLO, DAL LAGO, FARINA COSCIONI, FERRANTI, FERRARI, FIANO, FRANCESCHINI, LA LOGGIA, LEHNER, MECACCI, MOTTA, PAGLIA, MARIO PEPE (PdL), PISICCHIO, PITTELLI, RAO, SAMPERI, SBAI, SCELLI, SERVODIO, SPOSETTI, STRACQUADANIO, TENAGLIA, MAURIZIO TURCO, ZAMPARUTTI
Modifiche all'articolo 1 del decreto-legge 3 gennaio 2006, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 gennaio 2006, n.22, in materia di ammissione degli elettori disabili al voto domiciliare
Presentata l'8 maggio 2008




6 settembre 2008

L’INTERVISTA MINA WELBY E L’ADDIO RELIGIOSO PER IL MARITO NON CONCESSO

 Da La Nazione

"Un ultimo dono negato a me e a Piergiorgio"
A dicembre di due anni fa, il Vicariato di Roma non concesse a Piergiorgio Welby, morto sotto sedazione dopo che gli era stato staccato il respiratore, la funzione religiosa perché egli aveva pubblicamente affermato la volontà di porre fine alla propria vita

Roma, 5 settembre 2008 - A dicembre di due anni fa, il Vicariato di Roma non concesse a Piergiorgio Welby, morto sotto sedazione dopo che gli era stato staccato il respiratore, la funzione religiosa perché egli aveva pubblicamente affermato la volontà di porre fine alla propria vita.
Mina Welby, lei è la vedova di Piergiorgio: come commenta questa disparità di trattamento coi fatti di Arezzo?
"Mio marito è stato un soggetto politico che ha fatto una battaglia politica, e al quale è stato rinfacciato di avere detto troppo spesso e troppo forte che voleva morire. Dichiarazioni, le sue, che la gerarchia ecclesiastica non gli ha perdonato, anche perché non voleva avallare un suicidio richiesto. La vicenda di questi due poveri ragazzi è terribile".
Resta però il fatto che la Chiesa concede la funzione religiosa a un omicida-suicida.
"Piergiorgio non ha mai voluto fare del male a nessuno. Voleva soltanto il bene per sé. Spero che un giorno la Chiesa chieda scusa di una cosa del genere".
Al di là del rifiuto ufficiale della Chiesa al rito funebre per suo marito, lei ha ricevuto attestati di simpatia e di vicinanza da parte di ambienti ecclesiastici o di singoli religiosi?
"Certo. A me è stato chiesto scusa da don Andrea Gallo di Genova, un prete di strada che sta dalla parte dei più poveri. E anche da don Vinicio, della Comunità di Capodarco, che aveva già scritto a Piergiorgio una bellissima lettera in cui gli diceva di avere compreso la sua volontà di non vivere più in quel modo. Poi ci sono stati tanti altri sacerdoti; tra questi ricordo don Paolo Farinella, un parroco genovese che vive per i suoi fedeli e che ha anche il coraggio di sporcarsi le mani con la politica. Addirittura, ci sono stati numerosi parroci che mi hanno scritto dicendo di avere celebrato una messa per Piergiorgio il giorno del suo funerale. Credo che in Italia per nessun morto siano state dette tante messe quante ne sono state dette per mio marito. Questo per me, che sono credente, è stata una profonda consolazione".
Il caso Welby suscitò un acceso dibattito sull’eutanasia e, più in generale, sui rapporti tra legge ed etica. Se ne discute ancora oggi, per il caso di Eluana Englaro. Si giungerà mai a una soluzione definitiva del dilemma: libertà di morire, sì o no?
"Durante una trasmissione televisiva ho detto che il valore massimo non è la vita, bensì l’uomo. La vita è un talento affidato all’uomo, e molti uomini la sacrificano per salvare quella di un altro. Quindi, ripeto, è l’uomo il massimo valore. Stando così le cose, il rifiuto di un accanimento terapeutico e il rifiuto di andare avanti con terapie considerate inutili dal malato sono più che giusti e leciti. E questo è il principio che sto tentando di difendere. Tra l’altro, nel catechismo c’è un articolo, il 2278, in cui si prevede la rinuncia all’accanimento terapeutico e si accetta di non potere impedire la morte".

Gaetano Basilici




6 settembre 2008

MA QUALI DIRITTI?

Crisafulli cambia idea: «Non riesco a sopportare questa lunga ed atroce sofferenza di Stato» 5 set 2008

Lettera aperta di Salvatore Crisafulli, risveglaitosi dallo stato vegetativo, a Silvio Berlusconi

Era stato battezzato l'anti-Welby, per aver scritto a Piergiorgio invitandolo a cambiare idea.
Ora l'idea l'ha cambiata lui, stanco dell'indifferenza e delle mancate risposte che trova nella sua battaglia per vivere. Protagonista di un discussissimo digiuno pochi mesi fa, in una nuova lunga lettera a Berlusconi chiede un intervento immediato della politica a favore dei disabili gravissimi, per rispettare il loro diritto di vivere. Altrimenti, dice, «chiederò pubblicamente di porre fine alla mia esistenza. Perdonatemi tutti, ma io non riesco a sopportare questa lunga ed atroce sofferenza di Stato». 

Caro Salvatore Crisafulli, tu almeno hai

 intorno a te i tuoi cari che ti curano e ti aiutano, ma c'è chi non ha più nessuno, è rimasto solo, e le istituzioni, cioè il comune non lo sente. Ci sono le leggi 104/92 e 162/98 che dicono chiaro come devono essere aiutati i disabili per avere una vita indipendente. E' sempre la solita storia: non ci sono fondi. Volevo intervenire personalmente in un caso di estrema necessità, sono tre mesi ed è ancora tutto in alto mare. Non ho più voglia di dire in giro che i disabili hanno diritto di chiedere in base alle leggi tot e tali, perchè mi sembra di prendere in giro le persone. Ci manca poco e mi incateno davanti a Montecitorio o al Quirinale. Serve? Credo di no, perchè io vorrei che anche l'Italia diventi un paradiso per i carrozzati come l'Olanda, la Danimarca, la Svezia.
Ma qui c'è anch da chiarire una cosa, Piergiorgio non ha fatto un ricatto per ottenere qualcosa. La sua scelta è stata dopo oltre 40 anni di vita di disabile grave una scelta di accettare la morte perchè era l'unica buona per dar ancora valore alla Vita.

Mina Welby




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3 settembre 2008

MORTE CEREBRALE

Riporto qui dal sito www.ignaziomarino.it

 mercoledì 3 settembre 2008

MORTE CEREBRALE – MARINO SULLA PRESA DI POSIZIONE DELL’OSSERVATORE ROMANO: “QUANDO IL CERVELLO SI SPEGNE, L’INDIVIDUO MUORE”

L’Osservatore Romano ha scatenato ieri con un editoriale in prima pagina una polemica destinata ad influenzare il dibattito su temi come il testamento biologico o la pratica dei trapianti, mettendo in discussione che la dichiarazione di “morte cerebrale” sia il criterio più adatto per decretare la fine della vita di una persona. L’articolo, a firma di Lucetta Scaraffia, rappresenta una presa di posizione forte da parte del quotidiano del Vaticano, e per quanto la Santa Sede abbia precisato che non si tratta di posizione ufficiale, non ha mancato di sollevare un dibattito tra medici ed esperti.

Netta la posizione di Ignazio Marino, espressa in una lunga intervista all’Unità e in una lettera pubblicata oggi su Repubblica. Secondo il chirurgo dei trapianti “affermazioni di questo tipo possono causare gravi conseguenze su attività cliniche che ogni giorno salvano centinaia di vite umane. Grazie al lavoro svolto dall’Ad Hoc Committee di Harvard, sin dal 1968 si è capito che la fine della vita non corrispondeva all’arresto del cuore, bensì al danno irreversibile al cervello, la morte cerebrale. Si tratta del lavoro di un comitato serio e rigoroso, composto da medici e scienziati, uomini di legge e teologi, e rappresenta una pietra miliare che ha cambiato la definizione della morte e il modo di lavorare negli ospedali.”

“Se non fosse più valido l’accertamento di morte con l’elettroencefalogramma piatto ripetuto dopo sei ore, più una visita specialistica – continua Marino – ciò significherebbe fermare i trapianti, pratica che ad oggi ha salvato quasi un milione di vite, e assumersi la responsabilità morale di migliaia di persone che morirebbero, senza più speranza”. Per approfondire, scarica qui sotto i principali interventi di Marino sui giornali di oggi:

LEGGI IL TESTO COMPLETO DELL’INTERVISTA ALL’UNITA’

LEGGI LA LETTERA DI MARINO A REPUBBLICA




2 settembre 2008

Il Vaticano: «La morte cerebrale non è fine della vita

Valutare le nuove ricerche scientifiche. E le basi morali sull'autorizzazione ai trapianti. Insorge la comunità scientifica.

Al 40° anniversario del rapporto di Harvard che modificò la definizione di morte, Lucetta Scaraffia, membro del Comitato Nazionale di Bioetica e Vicepresidente di Scienza e Vita, scrive sull’Osservatore Romano un editoriale che la morte cerebrale non è indice di morte della persona.

Mi sembra che con questo è detto tutto. Serpeggiava da anni questa tesi che l’encefalogramma piatto non fosse indice di morte.

Quando possiamo essere considerati morti? Quando dopo morti non ci crescono più unghie e barba?

Il punto dolente, per me, è il fatto che Lucetta Scaraffia abbia avuto possibilità di pubblicare un articolo così sconcertante e capace di portare insicurezza in cittadini non beninformati di questi problemi scientifici. Ecco come poi arriviamo a frasi moralistiche da parte di uomini investiti di poteri ecclesiastici! Non è il papa che studia a tavolino cosa dire al prossimo Angelus della domenica o oggi all'udienza. Ciò non toglie che volentieri anche lui ripete urbi et orbi queste tesi. Sono quindi le associazioni cattoliche che in modo non scientifico dicono cose che fanno comodo per influenzare l'opinione pubblica, ma in particolare una certa parte della politica italiana anche attraverso le parole delle autorità della chiesa. Che tristezza!

Bella eco oggi sulla stampa!
Leggete l'articolo del Sen. Marino su Repubblica.
Su La Stampa l'articolo di Prof. Defanti.
Altri articoli su l'Unità, Corriere della Sera.




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