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Cristo! come eravamo ridicoli
io e il Nuvola mentre seguivamo
il furgone mortuario del Comune
…ti saresti divertita, cazzo!…
noi sulla circonvallazione
a cambiare la candela sporca
e la tua bara grigio topo gettata
nel cimitero di Prima Porta
…ti saresti divertita, cazzo! …
così come ti divertivi da sballo
a fare l’autostop sulla Colombo
per rubare una giornata alla
disperazione
e sbatterla sulla spiaggia di
Capocotta….
…io e te…confusi tra gli altri
che lanciavano la loro allegria
sugli asciugamani colorati della
fantasia
…io e te…la sera nel vagone
del treno…
ad assaporarci il sale sulle labbra,
a scandalizzare quelle facce
di cartapesta imbolsite dal sopore,
…io e te…ad inventare equilibrismi
sulla corda tesa del pudore ma…
con la mente già chiusi in
quella stanza.
Che assurdità quel grattacielo
di morti murati dietro quei marmi
di fiori appassiti e nomi dimenticati.
Ti lasciammo tra i crisantemi gialli
rubati ad un disgraziato tuo vicino
e l’odore di cera e fiori marciti…
andammo via tirando calci ad
una Pepsi
e cantando All along the watch
tower…
cantavamo forte per non piangere,
forse,
..io non ho pianto…ma,…
una volta tornato in quella stanza,
ho passato la notte alla finestra,
tutta la notte a guardare
il fumo leggero della Marlboro
che mi bruciava gli occhi
e lo scorrere lento dei vagoni.
(P. Welby, 

 

All Along The Watchtower 
dalla raccolta -Natiche Sadiche-)

 

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30 gennaio 2009

CONVEGNO



Convegno dal titolo "What is death?"

video integrale


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29 gennaio 2009

RICORSO AL TAR CONTRO SACCONI

 ROMA (29 gennaio) – Il caso di Eluana Englrao torna a far puntare i riflettori sul ministro Sacconi. Questa volta è il Movimento di difesa del cittadino (Mdc) a presentare ricorso al Tar del Lazio contro la direttiva del ministro del Welfare, che impone alle regioni e alle asl di non permettere la sospensione della nutrizione artificiale.

Ricorso contro Sacconi Lo ha annunciato il presidente Mdc Antonio Longo, in una conferenza stampa in cui ha raccolto anche l'appoggio di Mina Welby e dell'associazione “Luca Coscioni”. Secondo l'avvocato Gianluigi Pellegrino, che ha depositato il ricorso 10 giorni fa, «la direttiva è illegittima, perchè crea una discriminazione tra i cittadini capaci di intendere e di volere, che in ogni momento possono rifiutare qualsiasi terapia, come recita la Costituzione, e quelli che sono in uno stato di incapacità. A loro si dice che le volontà espresse prima non hanno alcun valore, e che devono subire ogni tipo di ingerenza sul proprio corpo». La sentenza della Cassazione sul caso Englaro, ha concluso l'avvocato, «non ha aperto la strada all'eutanasia, ma detto che vanno verificate caso per caso le volontà della persona. Sacconi non ha accettato questo principio, cioè che le cure devono essere garantite salvo che non sia possibile ricostruire una diversa volontà del malato».

Dichiarazione di Mina Welby
Mi dichiaro solidale come dirigente dell’Associazione Luca Coscioni con il Movimento Difesa del Cittadino che presenta ricorso nei confronti dell’atto d’indirizzo emanato dal Ministro per il Welfare Maurizio Sacconi. Quest’atto non è fondato su base e motivazione di diritto ma anzi contravviene e ne causa un vulnus patente già al primo impatto di cui si rende conto anche il semplice cittadino. Il Ministro vieta la sospensione della nutrizione artificiale e con ciò di eseguire la volontà ricostruita di Eluana Englaro.

Una persona capace di esprimersi può rifiutare qualsiasi terapia medica, come Welby il respiratore, Nuvoli la nutrizione enterale, ma secondo il Ministro una persona, qualora cadesse in stato vegetativo è costretta a subire l’insulto al suo corpo di una pompa che inietta nel suo stomaco una miscela di prodotti chimici, e questo in violazione dell’art. 32 della nostra Costituzione e all’art. 3 della carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea.

Quando una persona fa testamento dei suoi averi, noi lo eseguiamo scrupolosamente. Tanto più siamo tenuti a rispettare l’espressione di volontà di una persona che dà disposizioni riguardo al proprio corpo.

Il senso civile dei cittadini concorda con le decisioni dei giudici che non sono un’opinione ma fondate sui diritti umani e civili della persona che dovrebbero essere scritti prima di tutto nel DNA di tutti i nostri uomini della politica che invece ne fanno il gioco alle tre carte. Fino a quando?

Basta chiamare in causa la protezione dei disabili attraverso la Convenzione ONU perché, come è stato chiarito dallo stesso TAR della Lombardia, applicare la convenzione ONU, come vorrebbe il Ministro, finirebbe per discriminare il disabile che, divenuto incapace, sarebbe costretto a ricevere delle cure contro la sua volontà che, se non fosse disabile, potrebbe legittimamente rifiutare.

Quindi ribadisco che, se vale il diritto all’autodeterminazione di una persona consapevole, questo deve valere anche per il momento in cui questa stessa persona perda la sua capacità di esprimersi, ma abbiamo la prova della sua volontà anticipatamente espressa.

Mina Welby




28 gennaio 2009

Dichiarazione di Mina Welby*

Eluana / Welby: "La magistratura dalla parte dei cittadini. E lo Stato?"

Il TAR della Lombardia ha dato ragione a Beppino Englaro e ha annullato l’ordinanza del Presidente della Lombardia, Formigoni, che proibiva a tutte le strutture sanitarie lombarde di eseguire la sentenza dei Giudici di Milano di sospendere la nutrizione forzata ad Eluana e darle una morte dignitosa ed opportuna. E’ un nuovo segnale che la Magistratura è all’avanguardia nel nostro paese, il sistema della nostra politica stenta a seguire la Magistratura che interpreta fedelmente il senso civile dei cittadini.
Recepirà domani (27 gennaio) il Senato questo messaggio in modo positivo? La mia esperienza, purtroppo, negativa, sperimentata finora, per quello che riguarda l’opinione della maggior parte dei nostri politici, non mi rende fiduciosa nell’attesa di un testo cosiddetto condiviso sui trattamenti sanitari. Spero che per la famiglia Englaro, si apra finalmente la possibilità della soluzione desiderata, e che finalmente i cittadini possano percepire che lo Stato italiano è laico, perché capace di rispettare anche le volontà delle minoranze.
26 gennaio 2009

*membro della Direzione Nazionale dell’Associazione Luca Coscioni




26 gennaio 2009

Antigone

 

Antigone

“ Caro Piero, mi è passata la tristezza, sento che ora sei davvero contento

e libero” ( parole pronunciate ai funerali di Piergiorgio Welby il 25

dicembre 2006 dalla moglie Mina )
di Gennaro Oriolo

Il corpo straziato,
occhi ricolmi d’ombra,
urla la notte incontrastata,
latrati di cani ossuti
nella terra muta di luce.
Giace Polinice
in bianco lenzuolo
preda lunare
d’infinito dolore,
così dispone il bando
del re crudele
“ tu non devi morire”.

All’alba, in questa luce
che disegna confini
di silenzio all’orizzonte,
tu poni un argine
a questa vita assente
che ti invade maligna,
smarrito l’indizio
del tragitto che non ha
testimoni e non salva,
assapori la perdita
del senso, un esilio
prima di una voragine
che accoglie da ogni dove;
in questa sospensione
della pena
così dispone il bando
del re crudele
“ tu non devi morire”.

Dardeggia fuori un sole
stanco di raggi inutili
al grido di rondoni migratori
al timido sorriso
sgretolato alle labbra
che dicono parole e
non si sente voce che
arrivi in fondo al cuore,
non suonano le ore
e non ha senso il tempo
che veglia la tua vita
viva dentro la morte,
così dispone il bando
del re crudele:
“ tu non devi morire”.

Antigone, dolce sorella
ora che tutto è fermo
il pendolo non batte le sue ore
s’accuccia il cane docile
al lume della fiamma intorpidita
ed il gatto non trova più l’uscita
ai tetti stralunati della sera ;
ora che il vento è piatto e
s’annuncia il tepore della sera
dissennata pietà invoco
di salpare nave carenata
verso l’utile approdo,
di rivolgere lo sguardo della mente
all’ignoto mistero dell’eterno
come rivolo d’acqua che si estingue.
A te chiedo la ragione del cuore
contro il bando tirannico
del re crudele:
“ e tu fammi morire”

Scandicci 16 aprile 2008




permalink | inviato da Mina vagante il 26/1/2009 alle 23:33 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa



22 gennaio 2009

Chiesa padrona

"Il Vaticano nei confronti della Repubblica italiana
non sta certo con le mani in mano.
Le usa entrambe: una per chiedere quattrini,
l'altra per suonar ceffoni in faccia alla politica.
Questo doppio registro si consuma all'ombra
del diritto, anzi: l'alibi perfetto è la legge più alta,
quella scolpita sulle tavole della Costituzione.
Conviene allora dirlo con chiarezza:
tutta questa ricostruzione è un falso giuridico...
Non è vero che le ingerenze vaticane siano protette
dalla libertà di parola o dalla libertà di religione:
non è vero che il Concordato sia protetto
dalla Costituzione." 

Michele Ainis

Chiesa  padrona

un falso giuridico
dai Patti Lateranensi a oggi

Ed. Garzanti

13.00 €
Michele Ainis insegna Istituzioni di diritto pubblico all'Università di Roma Tre. Oltre l'impegno accademico svolge un'intensa attività di editorialista.  




18 gennaio 2009

L'ATTESA DI ELUANA

Se oggi fossi lì con voi, non vorrei parlare. La sofferenza di mamma e papà Englaro è immensa, ma sentita e compresa da tante persone. E voi che siete lì presenti, ne siete testimonianza viva. Ma qualcuno che dovrebbe capire, perché illuminato dalla spiritualità di una religione che è amore, pietà, solidarietà, libertà, accoglienza, misericordia, non vuole capire e ideologicamente usa questi stessi valori per contrapporre alla speranza disperazione e sconforto. Le fiammelle delle nostre candele, i fuochi delle nostre torce vogliono significare al mondo e a chi aspetta la libertà che non tutti la pensano così. Vogliono essere segno, per chi ha fede in una vita oltre la vita terrena, di quella luce che svela ogni mistero della vita, ma anche della battaglia laica che credenti e non credenti e diversamente credenti combattiamo insieme, senza ipocrisie né chiusure. Vogliamo tutti la stessa cosa per Eluana, la pace, il riposo per quel corpo che lei non vorrebbe fosse mantenuto in quel limbo di non vita e di una morte sospesa.

Sappiamo tutti che la giustizia umana è fallibile. Per questo motivo si è data delle regole alle quali nessuno ha diritto di contravvenire. Dove sono gli uomini coraggiosi in questa Italia che era stata da anni implorata di aver pietà di un corpo in attesa di dissolvimento e di due genitori in attesa di poter elaborare il proprio lutto? La medicina ha i suoi codici, gli uomini possono sbagliare, ma è giusto che gli errori vengano corretti.

Dei giudici hanno depositato una sentenza di grande umanità, ma prima di tutto basata sul diritto della persona, sancita dalla nostra Legge Fondamentale, la nostra Costituzione. Lei ci illumina la nostra strada della vita civile per non perdere la democrazia. E noi tutti qui portiamo la nostra testimonianza e non vogliamo essere anonimi e per questo ci facciamo illuminare i nostri volti e rivendichiamo e chiediamo il coraggio civile di una struttura che dia finalmente il riposo a Eluana, come lei più di diciassette anni fa avrebbe sicuramente scritto, se allora ci fosse stata una legge per le dichiarazioni anticipate sui trattamenti sanitari. Mi auguro che questa dolorosa esperienza di una famiglia serva al Parlamento come spinta a varare una legge che impedisca in futuro il più possibile queste situazioni di morti sospese.

Ritengo vita quella capacità di capire, sentire, percepire, conoscere, gioire, esprimere sentimenti, gioia, dolore, tristezza, sconforto. Invece qui è rimasto un corpo inerte con le sue funzioni metaboliche che aspetta di essere lasciato alla terra. La vera Eluana vive in un’altra dimensione che nessuno di noi riesce a descrivere né immaginare. Credo che sia di tutti noi questo pensiero e speranza che tutti ci attende.


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14 gennaio 2009

Testamento fai da te

Sulle dichiarazioni anticipate sui trattamenti medici si discute da almeno quindici anni. La necessità di una legge si fa sempre più pressante con l’evolversi della medicina e delle sue tecniche. Viste le difficoltà che hanno molti Parlamentari di entrare nel vivo della questione e cioè che sono proprio i cittadini a chiedere una buona legge, li vogliamo spingere con una azione popolare, con il Testamento fai da te. Nessuno sarà costretto di dover fare un testamento biologico, ma anche se fossero pochi cittadini che volessero una buona legge in merito, il parlamento da loro eletto ha il dovere di promulgarla.
http://metilparaben.blogspot.com/2009/01/testamento-fai-da-te.html

Chiedo ai blogger e a tutti quelli che hanno un sito di richiamare con questo link a una azione di interesse pubblico. Grazie!
Mina Welby
Direzione Associazione Luca Coscioni
Roma




9 gennaio 2009

Il ricordo di Rosanna

 Fra poco saranno due anni ...

Fra poco saranno due anni, Piergiorgio ... Sul finire degli anni Ottanta, col tramonto dei Bot e di Ronnie Reagan ero entrata in casa tua come allieva di Mina e del suo “Sprechen Sie Deutsch?”. La piccola, grande eccezionale fantastica Mina che con la sua pazienza infinita era riuscita a spuntarla fino a farmi sostenere le sospirate annualità di tedesco.

Ricordo ancora l’urlo ai quadri e la prima telefonata da Villa Mirafiori a lei, a Tante Mine, a zia Mina, per dichiararle la gioia infinita e il mio grazie a tre metri da terra ...

Con te e il tedesco non c’era riuscita, senza mai arrendersi del tutto, però ...

Mi ricordo ancora quando la prendevi in giro perché con me poteva sfogarsi, mentre con te non c’era trippa per gatti ... A proposito di gatti, quello rosso transitava durante le nostre lezioni al pomeriggio, quando il sole inondava di luce la stanza, tu leggevi e noi componevamo frasi accanto a te. Poi, quando allo scadere della prima mezz’ora di Sturm und Drang imploravo una pausa, tu uscivi subito con i tuoi disegni, gli oli, le dissertazioni politiche, i Beatles e il country, la musica classica, Leonard Cohen e Suzanne.

- Ti piace John Denver? -

- Da morire! Ce l’hai “Annie’s song? -

Ho ancora la cassetta che mi hai regalato, certe cose accarezzano il cuore.

- E i Beatles? -

- Da morire, i Rolling però sono un’altra cosa, non credi? -

- Giorgio? ... quanto sei alto? -

- Un po’ -.

Ci sovrastavi con le tue coloratissime camicie di flanella a quadretti, i capelli color rame e gli occhi di cioccolato a sprizzare l’intelligenza e la tua energia intellettuale sul mondo.

Aldo l’ho conosciuto da te, quando ad aprirmi la porta di casa erano Luciana o Walter Matthau ... il soprannome che avevo dato a tuo padre per via dell’incredibile somiglianza con l’attore americano.

- Ti piace andare a pesca? -

Tu, Aldo e la pesca. E quella volta che avevi progettato per me una “joint-venture” con lui?

- Io e Aldo?! -

Sentimentalmente liberi, ma più opposti di due quadri astrali ...

Aldo se n’è andato prima di te. Quando Tante Mine me lo ha detto mi è venuta una tristezza infinita. E adesso mi piace pensare che ve ne andiate a pesca da qualche parte che non so.

Mentre tu leggi Euripide, Alceo, i grandi classici e lui sistema le canne.

In una giornata dorata, di quelle in cui il sole scalda senza bruciare, una brezza dolce fa ondeggiare le foglie e muove l’erba di un prato mutandone il colore.

Con affetto primaverile

Rosanna


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8 gennaio 2009

La controffensiva di papà Englaro

 Eluana, la controffensiva di papà Englaro Pronto il ricorso al Tar contro Formigoni

da Repubblica.it del 8 gennaio 2009

di Piero Colaprico

Si chiama "atto d'urgenza". I legali dicono di non averlo ancora organizzato, papà Beppino Englaro mantiene il silenzio che s'è imposto sulle questioni legali (e sabato sarà ospite a Che tempo che fa, Raitre). Ma risulta a Repubblica che la decisione sia stata presa, nel giorno della Befana. E che la controffensiva degli Englaro, "in nome dello Stato di diritto", sia pronta. Ed è pronta a scattare se la clinica di Udine, ancora impegnata a interrogarsi se e quando accettare la paziente Eluana, dovesse fare marcia indietro e dire di no. La decisione, in Friuli, forse slitterà ai primi giorni della prossima settimana, fa capire l'amministratore delegato della clinica Claudio Riccobon. E anche l'udienza per far ripartire la procedura di ricovero coatto della donna in stato vegetativo da oltre diciassette anni potrebbe celebrarsi, davanti al Tar, il tribunale amministrativo regionale, tra meno di due settimane.

Le sentenze dei tribunali danno ragione ai ricorsi per conto di Eluana. Ma la Regione Lombardia a settembre si è rifiutata di fornire un hospice: lo stesso governatore Roberto Formigoni ha spiegato i criteri politici, ma anche religiosi, di questa scelta, restando sordo a ogni obiezione. Anzi, aggiungendo che "il Servizio sanitario nazionale dà compito alla Regione di assistere, curare, tentare di guarire, non esiste l'obbligo alle Regioni di dare la morte". E che la sentenza così com'era non gli bastava: "Ci dicano intanto che abbiamo un obbligo, sinora non l'hanno fatto".

Inoltre, nei giorni di una campagna politico-religiosa contro le scelte degli Englaro, la Regione Lombardia ha accolto e ritrasmesso immediatamente la direttiva sui disabili emessa dal ministro del Welfare Maurizio Sacconi. Un atto amministrativo che, nella notte tra il 16 e il 17 dicembre, aveva avuto la forza di dirottare l'autoambulanza che stava per prelevare Eluana Englaro dalle suore Misericordine di Lecco per trasportarla al terzo piano, reparto privato, della clinica "Città di Udine", dove tutto era pronto per "l'ultimo viaggio".

L'avvocato Vittorio Angiolini, d'accordo con la curatrice speciale di Eluana, Franca Alessio, ha dunque deciso di ricorrere contro la Regione. E lo scenario che si profila può portare a conseguenze che forse i politici non avevano preventivato. E cioè che, se verrà dichiarato illegittimo dal Tar della Lombardia il rifiuto del servizio sanitario a rispettare una sentenza (dello scorso luglio) confermata dalla Cassazione, il primo passo sarà la nomina di un commissario. Questo commissario speciale si sostituisce ai funzionari della Regione. E quindi ordina - ne ha il potere - di rispettare la sentenza. Cioè indica (impone) il luogo dove consentire a questa paziente di riprendere il cammino naturale della morte per incidente d'auto, bloccato da una rianimazione che non ha rianimato, inceppato da terapie e pratiche che Eluana, in vita, aveva dichiarato di non voler accettare. Eluana, quindi, potrebbe persino essere accompagna da una scorta di carabinieri o poliziotti per far valere i suoi diritti, calpestati - se gli Englaro otterranno ragione - dalla Regione e dal Welfare.

Già all'indomani delle prese di posizione politiche contro le sentenze, alcuni magistrati e tecnici avevano eplicitamente suggerito di rivolgersi alla forza pubblica. Resta da aggiungere che questo ricorso era stato accantonato dagli Englaro solo quando i friulani avevano firmato il protocollo che stabiliva i criteri medici, umani e giuridici per gli ultimi giorni di una persona che, a detta della medicina internazionale più accreditata, vive "staccata" dal mondo esterno. E c'era (e c'è ancora) un primario dell'ospedale pubblico, Amato Da Monte, che s'era detto disponibile ad accompagnare Eluana alla morte, insieme con un'équipe di volontari (che ci sono ancora, senza defezioni).


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