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Io amo la vita: la storia di Piero e Mina Welby - trailer

 

      

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L'onore dipende spesso
dall'ora che segna l'orologio.
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Calibano: la terra, il fango,
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in un ultimo viaggio; prima della
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un nuovo luogo, un nuovo corpo da
,o dove addormentarsi, come
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Cristo! come eravamo ridicoli
io e il Nuvola mentre seguivamo
il furgone mortuario del Comune
…ti saresti divertita, cazzo!…
noi sulla circonvallazione
a cambiare la candela sporca
e la tua bara grigio topo gettata
nel cimitero di Prima Porta
…ti saresti divertita, cazzo! …
così come ti divertivi da sballo
a fare l’autostop sulla Colombo
per rubare una giornata alla
disperazione
e sbatterla sulla spiaggia di
Capocotta….
…io e te…confusi tra gli altri
che lanciavano la loro allegria
sugli asciugamani colorati della
fantasia
…io e te…la sera nel vagone
del treno…
ad assaporarci il sale sulle labbra,
a scandalizzare quelle facce
di cartapesta imbolsite dal sopore,
…io e te…ad inventare equilibrismi
sulla corda tesa del pudore ma…
con la mente già chiusi in
quella stanza.
Che assurdità quel grattacielo
di morti murati dietro quei marmi
di fiori appassiti e nomi dimenticati.
Ti lasciammo tra i crisantemi gialli
rubati ad un disgraziato tuo vicino
e l’odore di cera e fiori marciti…
andammo via tirando calci ad
una Pepsi
e cantando All along the watch
tower…
cantavamo forte per non piangere,
forse,
..io non ho pianto…ma,…
una volta tornato in quella stanza,
ho passato la notte alla finestra,
tutta la notte a guardare
il fumo leggero della Marlboro
che mi bruciava gli occhi
e lo scorrere lento dei vagoni.
(P. Welby, 

 

All Along The Watchtower 
dalla raccolta -Natiche Sadiche-)

 

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18 gennaio 2011

Morlupo 22 gennaio




permalink | inviato da Mina vagante il 18/1/2011 alle 20:45 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa



18 gennaio 2011

giornate intense a Palermo

Mina qual è il tuo rapporto con il ricordo.

O meglio cosa significa, per te, ricordare?

 
Non significa soltanto ricordare in modo astratto lui le sue parole, la nostra vita insieme. Per me è rimanere legata a lui nelle mie azioni nel testamento che mi ha lasciato in eredità. Se lui era il Calibano io sono la Minavagante, rispettosa di adempiere a ciò che mi ha raccomandato di continuare: le sue battaglie per la libertà nella vita fino alla fine, la vita indipendente, dove anche il disabile grave trova piena inclusione nella società civile con lo studio, il lavoro, nel modo di gestire il suo tempo libero, parità dei diritti civili da cittadino, libertà di lettura, libertà di espressione, insomma parità dei diritti per tutti.




11 gennaio 2011

DISPOSIZIONI ANTICIPATE SUI TRATTAMENTI SANITARI

Nei prossimi tempi in Camera dei Deputati dovrà essere messa in calendario la discussione sulla Proposta di Legge: Disposizioni in materia di alleanza terapeutica, di consenso informato e di dichiarazioni anticipate di trattamento.

In materia di disposizioni anticipate di trattamento, ci sono sostanzialmente due posizioni: quella che ha assunto la maggioranza e che si è concretata nella proposta di legge Calabrò, approvata dal Senato e in prossima discussione alla Camera. Un testo che il presidente della Camera Gianfranco Fini ha sostenuto degna di uno stato etico. E poi c’è la posizione radicale, la posizione nostra: la mia ancor prima che fossi radicale: le disposizioni anticipate sui trattamenti sanitari sono un diritto del cittadino, che liberamente e in coscienza esprime la volontà su come essere curato, e quando esserlo, quando non esserlo più; ed è una volontà che crediamo debba essere tutelata, garantita, rispettata. Noi riteniamo che – per andare sul caso concreto – alimentazione e idratazione sono trattamenti medici, come affermato dalla Federazione delle Società Italiane di Nutrizione e riconosciuto da tutte le Società Scientifiche e Mediche specialistiche internazionali e nazionali e dunque possono e devono essere sospese, se il paziente lo vuole.

Nella proposta di legge la nutrizione e idratazione artificiale non sono rifiutabili. Ciò vuol dire che non puoi scrivere nelle tue disposizioni anticipate che non vuoi essere nutrito artificialmente. Dall’art. 7 poi risulta che il medico curante sarà in scienza e coscienza responsabile di ciò che deciderà che sia bene per te.
La maggioranza di centro-destra e singoli rappresentanti del centro-sinistra è su una posizione che concorda su questa posizione che è anche quella delle gerarchie vaticane. Di più non voglio dire su questa posizione.
Dice bene l’On. M. Antonietta Farina Coscioni, deputata Radicale nel PD: “In Parlamento la varietà delle posizioni che si manifestano attraversano gli schieramenti orizzontalmente: è un segno di ricchezza, di vitalità del Parlamento, che a volte riesce a dimostrare di essere un luogo di confronto; ed è importante che lo sia soprattutto su temi e questioni come queste, che riguardano direttamente la nostra vita. Dove capita che ogni singolo la pensi in modo differente.” Sono d’accordo su questo punto di vista.
Quello che mi preme dire è che la suddetta proposta di legge non rispetta la Costituzione, in particolare negli articoli 2, 3, 13 e 32. In questi articoli la Repubblica Italiana riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, si impegna a rimuovere gli ostacoli che limitano la libertà e l’uguaglianza dei cittadini  davanti alla legge, garantisce l’inviolabilità della libertà della persona e tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo, ma senza l’obbligo a sottoporsi a trattamenti sanitari.
La Carta dei Diritti fondamentali dell’Unione Europea, sul diritto all’integrità della persona dispone che ogni individuo ha diritto alla propria integrità fisica e psichica; e che nell’ambito della medicina e della biologia devono essere particolarmente rispettati il consenso libero e informato della persona interessata, secondo le modalità definite dalla legge. E qui un inciso dove lamento insieme a molti cittadini che in questo spesso i nostri sanitari peccano, non dedicano tempo al paziente per informarlo. C’è poi la Convenzione di Oviedo, con il suo articolo 9: “I desideri precedentemente espressi a proposito di un intervento medico da parte di un paziente che, al momento dell’intervento non è in grado di esprimere la sua volontà saranno tenuti in considerazione”.
La proposta di Legge redatta dal Senatore Calabrò non rispettando la Costituzione, né la Carta dei Diritti, né la Convenzione di Oviedo, non rispetta i singoli cittadini.
Perché serve una legge sulle disposizioni anticipate sui trattamenti sanitari? Per spiegare questo cito un estratto dell’articolo Io, Welby e la morte del 21 gennaio 2007 sul Sole24ore del Cardinale Carlo Maria Martini:
“….La crescente capacità terapeutica della medicina consente di protrarre la vita pure in condizioni un tempo impensabili. Senz'altro il progresso medico è assai positivo. Ma nello stesso tempo le nuove tecnologie che permettono interventi sempre più efficaci sul corpo umano richiedono un supplemento di saggezza per non prolungare i trattamenti quando ormai non giovano più alla persona. È di grandissima importanza in questo contesto distinguere tra eutanasia e astensione dall’accanimento terapeutico, due termini spesso confusi. La prima si riferisce a un gesto che intende abbreviare la vita, causando positivamente la morte; la seconda consiste nella «rinuncia ... all’utilizzo di procedure mediche sproporzionate e senza ragionevole speranza di esito positivo…»
Con queste parole il cardinale spiega l’articolo del catechismo cattolico che parla di desistenza terapeutica.
Una legge non può imporre ai cittadini dei trattamenti non desiderati in base all’art. 32 della Costituzione, ma ognuno è libero di scegliere come essere curato. Per questo motivo invito tutti a lasciare scritto per un momento in cui non saremmo capaci di esprimerci, come voler essere trattati.
Il Prof. Umberto Veronesi dice: “Ora come ora, applicando la Convenzione di Oviedo firmata anche dall'Italia, (ma non diventata legge perché manca il decreto ministeriale applicativo, aggiunta mia) il testamento biologico troverebbe comunque il suo rispetto e la sua applicazione. Basta un notaio. Con la legge in discussione alla Camera, invece, la vita artificiale diventa un obbligo. Un obbligo di Stato contro diritti quali la libera scelta terapeutica, l'autodeterminazione, la responsabilità della propria vita".
Io aggiungo che, se questa proposta diventerà legge, dobbiamo andare compatti al referendum o ottenere il cambiamento della legge, appellandoci alla Corte costituzionale con delle sentenze ottenute dalla Magistratura, in caso di non rispetto delle nostre volontà.  


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permalink | inviato da Mina vagante il 11/1/2011 alle 0:34 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa


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