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dall'ora che segna l'orologio.
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La carne, l'anima, lo spirito insieme
in un ultimo viaggio; prima della
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un nuovo luogo, un nuovo corpo da
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Cristo! come eravamo ridicoli
io e il Nuvola mentre seguivamo
il furgone mortuario del Comune
…ti saresti divertita, cazzo!…
noi sulla circonvallazione
a cambiare la candela sporca
e la tua bara grigio topo gettata
nel cimitero di Prima Porta
…ti saresti divertita, cazzo! …
così come ti divertivi da sballo
a fare l’autostop sulla Colombo
per rubare una giornata alla
disperazione
e sbatterla sulla spiaggia di
Capocotta….
…io e te…confusi tra gli altri
che lanciavano la loro allegria
sugli asciugamani colorati della
fantasia
…io e te…la sera nel vagone
del treno…
ad assaporarci il sale sulle labbra,
a scandalizzare quelle facce
di cartapesta imbolsite dal sopore,
…io e te…ad inventare equilibrismi
sulla corda tesa del pudore ma…
con la mente già chiusi in
quella stanza.
Che assurdità quel grattacielo
di morti murati dietro quei marmi
di fiori appassiti e nomi dimenticati.
Ti lasciammo tra i crisantemi gialli
rubati ad un disgraziato tuo vicino
e l’odore di cera e fiori marciti…
andammo via tirando calci ad
una Pepsi
e cantando All along the watch
tower…
cantavamo forte per non piangere,
forse,
..io non ho pianto…ma,…
una volta tornato in quella stanza,
ho passato la notte alla finestra,
tutta la notte a guardare
il fumo leggero della Marlboro
che mi bruciava gli occhi
e lo scorrere lento dei vagoni.
(P. Welby, 

 

All Along The Watchtower 
dalla raccolta -Natiche Sadiche-)

 

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29 agosto 2011

INTERVISTA A RITA BERNARDINI


LE CARCERI COME LA PENA DI MORTE: COSTRINGEREMO IL PARLAMENTO AD AGIRE

di ELEONORA MARTINI da IL MANIFESTO 25/08/11

La Radicale Rita Bernardini: «Ci sarà la seduta straordinaria»

Inarrestabile, come ogni estate Rita Bernardini, deputata Radicale eletta nelle liste dei Pd, gira senza sosta e senza preavviso per le carceri italiane. In questi giorni sta visitando gli istituti della Basilicata ma è ad Aieta, in quel di Cosenza, quando i suoi colleghi di partito Donatella Poretti e Marco Perduca l`avvertono che il traguardo delle 105 firme da raccogliere al Senato per convocare una seduta straordinaria di entrambi i rami del Parlamento, come prevede l`articolo 62 della Costituzione, è stato raggiunto. Anzi, superato, arrivando a quota 128. Dunque si farà, per discutere di amnistia, indulto, depenalizzazione e decarcerizzazione. E sarà la quarta convocazione straordinaria nella storia d`Italia. Un altro gol messo a segno dal partito più cocciuto d`Italia, incoraggiato dalle parole non certo rituali che il presidente Giorgio Napoletano ha usato lo scorso 28 luglio per definire lo stato della giustizia penale italiana: “Una questione di prepotente urgenza sul piano costituzionale e civile” a cui la politica deve trovare soluzioni “non escludendo pregiudizialmente nessuna ipotesi che possa rendersi necessaria”.

Tra i senatori straordinariamente al lavoro a causa della manovra economica, i Radicali hanno raccolto le firme di oltre un terzo dei componenti, anche grazie all`atteggiamento "morbido" del capogruppo Pdl Gaetano Quagliariello.

D.: Onorevole Rita Bernardini, come prevede che andrà alla Camera?

R.: A Montecitorio abbiamo già raccolto una sessantina di firme ma c`è un problema di reperibilità dei deputati, in questi giorni ancora in ferie. Però non è strettamente necessario, perché in base all`articolo 62 della Costituzione “quando si riunisce in via straordinaria una Camera, è convocata di diritto anche l`altra”.

D.: Cosa chiedete al Parlamento?

R.: All`ordine del giorno della seduta straordinaria c`è la discussione di un documento nel quale vengono fissati i modi e i tempi certi per l`esame di amnistia, indulto, depenalizzazione e decarcerizzazione.

D.: Ma non era già successo nel gennaio 2010, quando una serie di mozioni Radicali orientate a risolvere II problema dei sovraffollamento carcerario furono approvate alla Camera?

R.: Delle 20 proposte che allora portammo a Montecitorio, e che vennero calendarizzate solo perché cominciammo uno sciopero della fa me, ne vennero approvate con il parere favorevole del governo solo 12, quelle che prevedevano la depenalizzazione e la decarcerizzazione. Ma non hanno sortito alcun effetto. Motivo per cui ricominciai lo sciopero della fame e al 25esimo giorno l`allora ministro Alfano mi mandò il suo ddl con il provvedimento “svuota carceri” che mi sembrava abbastanza soddisfacente ma che purtroppo nel suo iter parlamentare venne via via spolpato dei suoi contenuti, peggiorato, per volontà di Idv, Lega ma anche di parte del Pd. Venne stralciata la “messa alla prova”, e i domiciliari nell`ultimo anno di pena vennero di nuovo vincolati al parere del magistrato di sorveglianza. Così, invece di 10-11 mila persone, alla fine la legge 199 approvata nel dicembre 2010, la cosiddetta “svuota carceri”, liberò solo 3 mila detenuti. Però fu grazie alle nostre iniziative se ci arrivammo.

D.: Il neo ministro Nitto Palma a Ferragosto ha stroncato l`ipotesi dl amnistia e indulto ammettendo solo la possibilità dl ampliare il plafond della legge 199 e di estendere le misure alternative. Pensate davvero di convincerlo?

R.: Sì, almeno ci proviamo. Di depenalizzazione e decarcerizzazione se ne parla da una vita ma nessuno si è mai mosso. Anzi, hanno aumentato le fattispecie di reato. Ora debbono trovare innanzitutto il modo di spegnere l`incendio di illegalità delle carceri italiane. Per noi l`amnistia è l`unico modo, ma non abbiamo preconcetti davanti ad altre soluzioni, se le hanno. E se sono in grado di approvarle domani. Peccato che per fare una legge semplicissima come lo “svuota carceri” il Parlamento ci ha messo 10 mesi. Con l`amnistia non si risolve solo il problema del sovraffollamento ma si va ad incidere su quei 4 milioni di processi penali pendenti dei quali ogni anno quasi 200 mila cadono in prescrizione. Si tratta di un`amnistia di cui nessuno però si assume la responsabilità.

D.: Dall`aborto al divorzio, conosciamo le battaglie improbabili vinte dal Radicali, ma ci sono in questo Parlamento orecchie pronte ad ascoltare?

R.: Le cerchiamo. Noi non vogliamo vincere, vogliamo convincere. Ed è una battaglia, quella delle carceri, che riteniamo transnazionale, come con la pena di morte. L`importante è che si aprano spazi di confronto perché le opinioni si formano solo così, nel contraddittorio. Certo, se ci fossero un po` di telecamere a riprendere la scena, sarebbe più facile costringerli ad agire, invece di piangere e basta.




18 agosto 2011

PER UNA NOTTE SOLTANTO



Bellezza non vista

voce non udita

vita non apprezzata

il valore di tutto ciò rimane per sempre




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13 agosto 2011

PER RIMANERE IN TEMA


 Una bella Rassegna Stampa Radicale
non ci fa mica male!

http://www.radicali.it/notizie/rassegnastampa




13 agosto 2011

MAGARI FOSSE UN MEA CULPA

Benedetto XVI: economismo intrattabile e edonismo

... il fondamento del dinamismo del progresso corrisponde all’uomo che lavora e non alla tecnica, che non è altro che una creazione umana. Puntare tutto su di essa o credere che sia l’agente esclusivo del progresso o della felicità comporta una reificazione dell’uomo, che sfocia nell’accecamento e nell’infelicità quando quest’ultimo le attribuisce e le delega poteri che essa non ha....La tecnica che domina l’uomo lo priva della sua umanità. L’orgoglio che essa genera ha fatto sorgere nelle nostre società un economismo intrattabile e un certo edonismo, che determina i comportamenti in modo soggettivo ed egoistico. L’affievolirsi del primato dell’umano comporta uno smarrimento esistenziale e una perdita del senso della vita. Infatti, la visione dell’uomo e delle cose senza riferimento alla trascendenza sradica l’uomo dalla terra e, fondamentalmente, ne impoverisce l’identità stessa.

Da Totus tuus network

Questo discorso del Papa ai nuovi Ambasciatori accreditati presso la Santa Sede potrebbe essere un mea culpa della Chiesa stessa. Peccato che non lo è. Non aggiungo miei commenti. Che ognuno che legge pensi e dica la sua. Sul link in alto potete leggere il discorso completo.



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11 agosto 2011

BUONE VACANZE

 LA CASTA D'AGOSTO

Ci meravigliamo che il Parlamento è vuoto?

Dove siamo noi?
Perchè non siamo tutti sulle piazze?
Perchè non ci riversiamo tutti lì dov'è il nostro posto?
Ci prenderanno mai sul serio, se comodamente aspettiamo solo di apprendere dagli schermi televisivi quello che avevano già deciso prima di andare in ferie, ma ce lo diranno appena tornano, quando è già troppo tardi?
Siamo noi che sosteniamo la Casta.
La Casta ringrazia.


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8 agosto 2011

LA VERA CARITA' E' DIRITTO

Dove sono altri coraggiosi difensori dei diritti dei malati e dei morenti? Lo chiedo a esponenti religiosi cattolici che vivono la Carità Cristiana. Ecco la situazione dei cittadini alla loro portata per un estremo gesto di Carità.

Il Servizio Hospice della Caritas della Diocesi e Provincia di Bolzano ha oggi pubblicato un articolo su Alto Adige dove critica e prende le distanze dal disegno di legge su Disposizioni in materia di alleanza terapeutica, di consenso informato e di dichiarazioni anticipate di trattamento, licenziato dalla Camera dei Deputati il 12 luglio.
Giustamente Günther Rederlechner, responsabile del Servizio dice che sono i cittadini a poter decidere autonomamente proprio nei momenti più importanti della loro vita, mentre questo ddl, toglie loro dignità e libertà, deteriorando anche il loro rapporto di fiducia con il proprio medico curante. Se sarà approvata dal Senato una simile legge, qualsiasi cosa decida per sé il cittadino per una situazione di incapacità che riguardi rifiuto delle terapie, non sarà rispettato e sarà obbligatoriamente sottoposto alle terapie che decideranno i sanitari della situazione. Questo in breve il sunto della notizia. Qui potete leggere il documento.
 
Di nuovo chiamo alla rivolta tutti coloro che amano i loro compagni di strada veramente, di dare un forte cenno al Senato, chiedendo di non approvare questo ddl sulle disposizioni anticipate di trattamento.

Mina Welby

E qui un documento di quattro anni fa:

R.S./Corriere Alto Adige: Mina Welby: “ognuno deve poter rifiutare le cure”




4 agosto 2011

COMUNICATO STAMPA

BIOTESTAMENTO:ESPERTO,CASO DONNA TREVISO DIMOSTRA LEGGE URGE

(V. 'DONNA CHIEDE E OTTIENE DA GIUDICE ...', DELLE 9.17) (ANSA) - ROMA, 3 AGO - Il caso della donna di Treviso testimone di Geova che ha ottenuto dal giudice un decreto che le permette di rifiutare le cure ed i farmaci salvavita destinati alla sua grave malattia degenerativa 'rende evidente che una legge sul biotestamento è più che mai necessaria'.
A sottolinearlo è il bioeticista e membro del Comitato nazionale di bioetica (Cnb) Francesco D'Agostino.
'Si rende evidente da un caso come questo - commenta l'esperto - che una legge è indispensabile, perche' - spiega - non è possibile affidare ai magistrati, che possono legittimamente anche avere opinioni diverse sulla materia, la determinazione ultima di questioni che riguardano la vita umana'. Inoltre, il decreto in questione, rileva D'Agostino, 'che fa riferimento genericamente a 'farmaci salvavita', dimostra la delicatezza della questione dal momento che la categoria di tali farmaci non è così rigorosa, e dunque anche una semplice aspirina, in determinate condizioni, può diventare un farmaco salvavita'.
Secondo il bioeticista, dunque, 'la verità è che quando questioni che riguardano la vita umana si intrecciano con valutazioni di carattere medico e farmacologico, è giusto che la legge affidi al medico l'assunzione delle decisioni'.
Per queste ragioni, ribadisce D'Agostino, 'credo che una legge sulle situazioni di fine vita sia realmente indispensabile. L'importante - conclude - è fare in modo che non siano i giudici a stabilire criteri vincolanti in situazioni così delicate'.

 
ESTIMONE GEOVA TREVISO:ROCCELLA,CONFINE SUICIDIO ASSISTITO
'NON E' INIZIATIVA ISOLATA; LEGGE BIOTESTAMENTO NECESSARIA' (ANSA) - ROMA, 3 AGO - 'Non si tratta di un'iniziativa isolata, bensì che ha preso piede da tempo in vari tribunali al fine di introdurre forme di testamento biologico che legittimino pratiche al confine con il suicidio assistito'.
Così il sottosegretario alla Salute Eugenia Roccella commenta il decreto del tribunale di Treviso che permettere a una paziente testimone di Geova di rifiutare le cure salvavita destinate alla sua grave malattia degenerativa.
'Esistono altre iniziative simili a quella del tribunale di Treviso; - rileva Roccella - si tratta di iniziative in atto per introdurre e legittimare pratiche al confine con l'eutanasia e il suicidio assistito. Dunque, non e' una cosa nuova'.
(ANSA) - ROMA, 3 AGO - Nel decreto in questione inoltre, sottolinea il sottosegretario, 'si fa un uso 'forzato' della figura dell'amministratore di sostegno, che nasce con finalita' diverse'.
Dunque, secondo Roccella 'a fronte di tali situazioni, e' importante che ci sia una legge sul biotestamento, perche' questioni cosi' delicate non possono essere affidate a iniziative estemporanee'. Inoltre, spiega, 'se gia' ci fosse la legge, la signora di Treviso potrebbe continuare comunque a rifiutare le cure finche' in condizioni di capacita' di intendere e volere'.
In riferimento invece al momento in cui la paziente non dovesse più essere lucida, conclude Roccella, 'tale decreto pone una serie di problemi, a partire dal fatto che si chiamerebbero in causa i medici al fine di 'dare la morte' alla paziente e si tratterebbe dunque di suicidio assistito'.

Devo constatare con grande preoccupazione i termini con cui il Prof. Francesco D'Agostino e la Sottosegretaria alla salute, Eugenia Roccella, si esprimono circa il rifiuto consapevole di tutte le terapie salvavita della signora di Treviso, affetta da una malattia degenerativa. 

Mi ricorda molto il ricorso al Tribunale di Roma di mio marito Piero Welby, nel dicembre 2006, quando mise in atto la sua disobbedienza civile, sostenuto dall'Associazione Luca Coscioni nella persone di Marco Cappato e  Marco Pannella e aiutato dal medico Dott. Mario Riccio. 
Ricordo le controversie tra la Procura di Roma, che sui risultati dell'autopsia sul corpo di mio marito, volle archiviare il caso, mentre il Gip continuò le indagini per poi comunicarmi, quale parte lesa, l'incriminazione coatta del medico. Finalmente il 23 luglio 2007 Mario Riccio fu prosciolto,  in base all'art. 51 cp con il commento che il medico aveva agito adempiendo un suo dovere professionale nei confronti del paziente.
 
Certamente serve una legge sulle disposizioni anticipate di trattamento, ma non questa che sta in attesa di approvazione al Senato: una proposta che è incostituzionale perché calpesta la dignità e la libertà delle persone, considerate non più pienamente persone quando diventano incapaci. 
Disposizioni anticipate si danno proprio per l'evento di perdita delle proprie capacità. Questa libertà viene negata da questa legge liberticida e incriminatoria. 
Spero che molti pazienti e medici coraggiosi inizino a ribellarsi e a ricorrere alla magistratura per ottenere una revisione e annullamento di questa illiberale legge. Una legge di cui non si è affatto parlato nelle tribune e nei salotti televisivi, perché alla stampa di regime fa paura il parere dell’80% degli italiani che invece è a favore del testamento biologico. Una legge approvata alla Camera solo per l’ennesima genuflessione alle gerarchie vaticane. Da donna cristiana non mi sento tuttavia di appartenere ad uno Stato bio-etico indifferente alla sofferenza umana, come quella patita da mio marito.  
 
Mina Welby
membro della Direzione dell'Associazione Luca Coscioni




4 agosto 2011

COMUNICATO STAMPA

BIOTESTAMENTO:ESPERTO,CASO DONNA TREVISO DIMOSTRA LEGGE URGE

(V. 'DONNA CHIEDE E OTTIENE DA GIUDICE ...', DELLE 9.17) (ANSA) - ROMA, 3 AGO - Il caso della donna di Treviso testimone di Geova che ha ottenuto dal giudice un decreto che le permette di rifiutare le cure ed i farmaci salvavita destinati alla sua grave malattia degenerativa 'rende evidente che una legge sul biotestamento è più che mai necessaria'.
A sottolinearlo è il bioeticista e membro del Comitato nazionale di bioetica (Cnb) Francesco D'Agostino.
'Si rende evidente da un caso come questo - commenta l'esperto - che una legge è indispensabile, perche' - spiega - non è possibile affidare ai magistrati, che possono legittimamente anche avere opinioni diverse sulla materia, la determinazione ultima di questioni che riguardano la vita umana'. Inoltre, il decreto in questione, rileva D'Agostino, 'che fa riferimento genericamente a 'farmaci salvavita', dimostra la delicatezza della questione dal momento che la categoria di tali farmaci non è così rigorosa, e dunque anche una semplice aspirina, in determinate condizioni, può diventare un farmaco salvavita'.
Secondo il bioeticista, dunque, 'la verità è che quando questioni che riguardano la vita umana si intrecciano con valutazioni di carattere medico e farmacologico, è giusto che la legge affidi al medico l'assunzione delle decisioni'.
Per queste ragioni, ribadisce D'Agostino, 'credo che una legge sulle situazioni di fine vita sia realmente indispensabile. L'importante - conclude - è fare in modo che non siano i giudici a stabilire criteri vincolanti in situazioni così delicate'.

 
ESTIMONE GEOVA TREVISO:ROCCELLA,CONFINE SUICIDIO ASSISTITO
'NON E' INIZIATIVA ISOLATA; LEGGE BIOTESTAMENTO NECESSARIA' (ANSA) - ROMA, 3 AGO - 'Non si tratta di un'iniziativa isolata, bensì che ha preso piede da tempo in vari tribunali al fine di introdurre forme di testamento biologico che legittimino pratiche al confine con il suicidio assistito'.
Così il sottosegretario alla Salute Eugenia Roccella commenta il decreto del tribunale di Treviso che permettere a una paziente testimone di Geova di rifiutare le cure salvavita destinate alla sua grave malattia degenerativa.
'Esistono altre iniziative simili a quella del tribunale di Treviso; - rileva Roccella - si tratta di iniziative in atto per introdurre e legittimare pratiche al confine con l'eutanasia e il suicidio assistito. Dunque, non e' una cosa nuova'.
(ANSA) - ROMA, 3 AGO - Nel decreto in questione inoltre, sottolinea il sottosegretario, 'si fa un uso 'forzato' della figura dell'amministratore di sostegno, che nasce con finalita' diverse'.
Dunque, secondo Roccella 'a fronte di tali situazioni, e' importante che ci sia una legge sul biotestamento, perche' questioni cosi' delicate non possono essere affidate a iniziative estemporanee'. Inoltre, spiega, 'se gia' ci fosse la legge, la signora di Treviso potrebbe continuare comunque a rifiutare le cure finche' in condizioni di capacita' di intendere e volere'.
In riferimento invece al momento in cui la paziente non dovesse più essere lucida, conclude Roccella, 'tale decreto pone una serie di problemi, a partire dal fatto che si chiamerebbero in causa i medici al fine di 'dare la morte' alla paziente e si tratterebbe dunque di suicidio assistito'.

Devo constatare con grande preoccupazione i termini con cui il Prof. Francesco D'Agostino e la Sottosegretaria alla salute, Eugenia Roccella, si esprimono circa il rifiuto consapevole di tutte le terapie salvavita della signora di Treviso, affetta da una malattia degenerativa. 

Mi ricorda molto il ricorso al Tribunale di Roma di mio marito Piero Welby, nel dicembre 2006, quando mise in atto la sua disobbedienza civile, sostenuto dall'Associazione Luca Coscioni nella persone di Marco Cappato e  Marco Pannella e aiutato dal medico Dott. Mario Riccio. 
Ricordo le controversie tra la Procura di Roma, che sui risultati dell'autopsia sul corpo di mio marito, volle archiviare il caso, mentre il Gip continuò le indagini per poi comunicarmi, quale parte lesa, l'incriminazione coatta del medico. Finalmente il 23 luglio 2007 Mario Riccio fu prosciolto,  in base all'art. 51 cp con il commento che il medico aveva agito adempiendo un suo dovere professionale nei confronti del paziente.
 
Certamente serve una legge sulle disposizioni anticipate di trattamento, ma non questa che sta in attesa di approvazione al Senato: una proposta che è incostituzionale perché calpesta la dignità e la libertà delle persone, considerate non più pienamente persone quando diventano incapaci. 
Disposizioni anticipate si danno proprio per l'evento di perdita delle proprie capacità. Questa libertà viene negata da questa legge liberticida e incriminatoria. 
Spero che molti pazienti e medici coraggiosi inizino a ribellarsi e a ricorrere alla magistratura per ottenere una revisione e annullamento di questa illiberale legge. Una legge di cui non si è affatto parlato nelle tribune e nei salotti televisivi, perché alla stampa di regime fa paura il parere dell’80% degli italiani che invece è a favore del testamento biologico. Una legge approvata alla Camera solo per l’ennesima genuflessione alle gerarchie vaticane. Da donna cristiana non mi sento tuttavia di appartenere ad uno Stato bio-etico indifferente alla sofferenza umana, come quella patita da mio marito.  
 
Mina Welby
membro della Direzione dell'Associazione Luca Coscioni




2 agosto 2011

E PANNELLA NON MOLLA!

Sabato scorso Pannella ha dichiarato che riprenderà prossimamente lo sciopero della fame e della sete. L’obiettivo resta sempre quello di ripristinare la legalità nelle carceri conseguente all’amnistia per il regime.

Pannella aveva solo sospeso la sua iniziativa non violenta per “onorare come segno positivo” l’incontro con il Capo dello Stato e con il Presidente del Senato in occasione del convegno per la riforma della giustizia italiana promossa dal Partito Radicale sotto l’Alto patrocinio della Presidenza della Repubblica e del Senato.
Pannella è cocciuto e non si arrende. Non vuole che il convegno sia stata solo l’occasione per spendere belle e buone parole. Pannella vuole che dalle parole si passi ai fatti.
E se questa battaglia fosse l’occasione per sbrogliare la complicata fase politica che stiamo attraversando? Un governo inefficiente che gode della fiducia del Parlamento e una opposizione parlamentare, altrettanto inefficiente, che invoca a sproposito le dimissioni di un governo legittimo.
Forse la discontinuità, da tanti invocata, potrebbe concretizzarsi con un primo atto legislativo volto ad amnistiare innanzi tutto le illegalità, nell’ambiente carcerario, del regime partitocratrico. (bl)

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