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L'onore dipende spesso
dall'ora che segna l'orologio.
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Calibano: la terra, il fango,
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e non ha bisogno di luce né di parola.
La carne, l'anima, lo spirito insieme
in un ultimo viaggio; prima della
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un nuovo luogo, un nuovo corpo da
,o dove addormentarsi, come
dice Ariel, sotto un fiore



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Cristo! come eravamo ridicoli
io e il Nuvola mentre seguivamo
il furgone mortuario del Comune
…ti saresti divertita, cazzo!…
noi sulla circonvallazione
a cambiare la candela sporca
e la tua bara grigio topo gettata
nel cimitero di Prima Porta
…ti saresti divertita, cazzo! …
così come ti divertivi da sballo
a fare l’autostop sulla Colombo
per rubare una giornata alla
disperazione
e sbatterla sulla spiaggia di
Capocotta….
…io e te…confusi tra gli altri
che lanciavano la loro allegria
sugli asciugamani colorati della
fantasia
…io e te…la sera nel vagone
del treno…
ad assaporarci il sale sulle labbra,
a scandalizzare quelle facce
di cartapesta imbolsite dal sopore,
…io e te…ad inventare equilibrismi
sulla corda tesa del pudore ma…
con la mente già chiusi in
quella stanza.
Che assurdità quel grattacielo
di morti murati dietro quei marmi
di fiori appassiti e nomi dimenticati.
Ti lasciammo tra i crisantemi gialli
rubati ad un disgraziato tuo vicino
e l’odore di cera e fiori marciti…
andammo via tirando calci ad
una Pepsi
e cantando All along the watch
tower…
cantavamo forte per non piangere,
forse,
..io non ho pianto…ma,…
una volta tornato in quella stanza,
ho passato la notte alla finestra,
tutta la notte a guardare
il fumo leggero della Marlboro
che mi bruciava gli occhi
e lo scorrere lento dei vagoni.
(P. Welby, 

 

All Along The Watchtower 
dalla raccolta -Natiche Sadiche-)

 

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13 settembre 2015

DE BREVITATE VITAE

Nulla è di minor importanza per un uomo affaccendato che il vivere: di nessuna cosa è più difficile la conoscenza. Dappertutto vi sono molti insegnanti delle altre arti, e alcune di esse sembra che i fanciulli le abbiano così assimilate da poterle anche insegnare: tutta la vita dobbiamo imparare a vivere e, cosa della quale forse ti meraviglierai, tutta la vita dobbiamo imparare a morire. Tanti uomini illustri, dopo aver abbandonato ogni ostacolo e aver rinunziato a ricchezze, cariche e piaceri, solo a questo anelarono fino all'ultima ora, di saper vivere; tuttavia molti di essi se ne andarono confessando di non saperlo ancora, a maggior ragione non lo sanno costoro.

Lucio Anneo Seneca


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7 settembre 2015

DE BREVITATE VITAE

.......Vivete come se doveste vivere in eterno, mai vi sovviene della vostra caducità, non ponete mente a quanto tempo è già trascorso; ne perdete come da una rendita ricca ed abbondante, quando forse proprio quel giorno, che si regala ad una certa persona od attività, è l’ultimo. Avete paura di tutto come mortali, desiderate tutto come immortali. Udirai la maggior parte dire: "Dai cinquant’anni mi metterò a riposo, a sessant’anni mi ritirerò a vita privata". E che garanzia hai di una vita tanto lunga? Chi permetterà che queste cose vadano così come hai programmato? Non ti vergogni di riservare per te i rimasugli della vita e di destinare alla sana riflessione solo il tempo che non può essere utilizzato in nessun’altra cosa? Quanto tardi è allora cominciare a vivere, quando si deve finire! Che sciocca mancanza della natura umana differire i buoni propositi ai cinquanta e sessanta anni e quindi voler iniziare la vita lì dove pochi sono arrivati!....

Lucio Anneo Seneca




5 settembre 2015

Il tempo vola? Riempilo, non meditare

Se di un bene prezioso che hai forti ragioni di spendere, te ne resta poco – diventi avaro. Non è vero solo per i soldi. È vero anche per il tempo. Ai vecchi di tempo ne resta poco. Diventano spilorci: badano a non sprecare le ore. Sebbene abbiano avuto molti anni per prepararsi, alcuni di loro ci si angosciano e si lamentano con tutti dello stress che soffrono. Descrivono le loro notti insonni o disastrate da sogni opprimenti. Ci stanno male.

Stanno male anche certi lavoratori alla fine dei loro periodi di vacanza. Considerano i giorni di ferie tanto più gradevoli e preziosi di quelli di lavoro che soffrono quando glie ne restano pochi. Alcuni ci soffrono tanto che se li rovinano con le lagne e i rimpianti anticipati. È come se uccidessero le ore migliori – quelle che amano di più. Comportandosi così tendono a dare ragione a Oscar Wilde che scrisse: “Ogni uomo uccide la cosa che ama”. Per fortuna l’asserzione del poeta non è proprio vera in generale.

Come si fa a evitare questi spiacevoli frangenti di fine ferie? Certi psicologi ne attribuiscono le cause e gli sviluppi allo stress. In linguaggio corrente si traduce con tensione, affaticamento, nervosismo. Da quando Hans Selye introdusse il termine, la psichiatria ha studiato a fondo sintomi, cause e rimedi di questa sindrome di adattamento a pesanti sollecitazioni esterne. La parola viene usata anche troppo spesso da chi giustifica il proprio scarso rendimento sul lavoro o le prolungate inadeguatezze nel fornire prestazioni promesse.

Su come non rovinare le code delle ferie, gli psicologi danno consigli talora sensati, tal’altra improvvisati e inefficaci. Fra i primi c’è il suggerimento di dedicare un tempo sufficiente al sonno e di dormire rilassati e senza incubi. Però non proprio tutti riescono a organizzare il proprio sonno a comando. Taluno suggerisce che il sonno si può evocare respirando molto profondamente. In questo modo si riuscirebbe a modificare la funzionalità dei circuiti neuronali attraverso i quali stimoli intensi possono menomare la nostra resilienza fisica e mentale. Infine taluno propone di ricorrere alla meditazione nei modi insegnati da certi maestri indiani, fino a raggiungere stati di crescente consapevolezza. Queste ultime non mi sembrano vie che possano condurre a un rapporto più sano e soddisfacente con il tempo che passa.

Io ho lavorato nell’industria a pianificare tempi e metodi e ho insegnato a progettisti e tecnici come usare al meglio i tempi di lavoro. Già che c‘ero ho imparato anche a gestire il tempo mio in modo soddisfacente. Raccolgo e imparo dati e teorie su come è fatto il mondo e su come sta cambiando: da un paio di secoli si evolve sempre più velocemente. Gli scienziati hanno raggiunto livelli di conoscenza e di analisi tanto alti e complicati che per capirne almeno un po’ ci vogliono anni di studio. Però molti fenomeni interessanti sono stati descritti e misurati, ma non spiegati. Se si vanno a guardare i dati, ampiamente pubblicati (e disponibili in rete) e ci si ragiona sopra, si capisce di più e talora si scopre qualcosa che nessuno ancora sa.

Quando racconto queste mie attività, qualcuno mi obietta:

“Sarà bello, ma non è uno hobby per tutti. Tu hai una formazione scientifica. Noi no.”

Non è proprio così. Ho una laurea in ingegneria vecchia di 64 anni, ma da allora, ho tenuto gli occhi aperti e ho imparato diverse cose. È più di un hobby. Se impari a costruire oggetti anche gradevoli da vedere o usare oppure a fare lavori elettrici o meccanici, dopo un po’ puoi annoiartene, Invece se ti ricordi almeno un po’ di algebra, prova a ragionare sull’economia, l’industria, l’agricoltura, la letteratura, la ricerca, la scienza. Sono argomenti di cui radio, TV e giornali parlano poco e male. Studia qualche testo elementare e poi guarda i numeri. Lo sai bene: su Internet trovi tutto. Ragionaci sopra. Vedrai che i discorsi astratti che non riesci a capire sui giornali o alla radio diventano chiari – oppure ti accorgi che erano irrilevanti. Il mondo ti comincia ad apparire diverso: non dico scontato e prevedibile, ma più trasparente, connesso, quasi comprensibile.

Gli hobby fatti di attività semplici, come dicevo, sono cose da ragazzi. Il super-hobby da adulti che descrivo non potrà mai annoiare perché l’universo delle cose da scoprire, da capire, da seguire man mano che se ne trovano e se ne inventano di nuove è senza fine. Se riesci a cascarci dentro, non hai più problemi di come riempire i tuoi giorni e le tue ore.

Non è necessario occuparsi di scienza, socio-economia o tecnologia. Puoi anche imparare le letterature, le storie politiche e civili quelle delle follie che gli uomini hanno inventato, disseminato o imposto. Il tempo non ti vola più via fra le mani: non ti basta mai se ti dedichi a guardare bene dentro il mondo. Ce n’è tanto. Basta per tutti.

Roberto Vacca (articolo uscito sull'Orologio il 1° settembre)





3 settembre 2015

DE BREVITATE VITAE

….."Piccola è la porzione di vita che viviamo". Infatti tutto lo spazio rimanente non è vita, ma tempo. I vizi premono ed assediano da ogni parte e non permettono di risollevarsi o alzare gli occhi a discernere il vero, ma li schiacciano immersi ed inchiodati al piacere. Giammai ad essi è permesso rifugiarsi in se stessi; se talora gli tocca per caso un attimo di tregua, come in alto mare, dove anche dopo il vento vi è perturbazione, ondeggiano e mai trovano pace alle loro passioni. Pensi che io parli di costoro, i cui mali sono evidenti?.....

Lucio Anneo Seneca


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2 settembre 2015

DE BREVITATE VITAE

.......Noi non disponiamo di poco tempo, ma ne abbiamo perduto molto. La vita è lunga abbastanza e ci è stata data con larghezza per la realizzazione delle più grandi imprese, se fosse impiegata tutta con diligenza; ma quando essa trascorre nello spreco e nell’indifferenza, quando non viene spesa per nulla di buono, spinti alla fine dall’estrema necessità, ci accorgiamo che essa è passata e non ci siamo accorti del suo trascorrere.......


De brevitate vitae, di Lucio Anneo Seneca 


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