Blog: http://Calibano.ilcannocchiale.it

Betori: rischio eutanasia, no al testamento biologico

di Franca Giansoldati

Sui temi etici lo scontro laici-cattolici cova sotto la cenere. Non si è anco­ra chetata la burrasca sui Dico che all'orizzonte si intravedono altre nuvole nere. L'episcopato italiano per bocca del suo segretario, monsignor Giuseppe Betori, ha sbarrato il passo al Testamento Biologico. «Non vediamo la necessità di una legge del genere» dato che condur­rebbe «ad una deriva eutanasica». Se il Parlamento dovesse approva­re il ddl, la Chiesa - in tutte le sue articolazioni laicali - non esitereb­be a scendere in piazza, proprio come è accaduto lo scorso 12 mag­gio. Proprio come aveva anticipato Savino Pezzotta alcuni giorni fa. Betori, benedicendo le posizioni del portavoce del Forum delle Fa­miglie, ha aggiunto: «Come è suc­cesso per il referendum sulla fecon­dazione e per il Family Day credo che ci sarà una mobilitazione an­che su questo tema». A fare la parte del leone stavolta sarà Scienza e Vita, il comitato costituito due an­ni fa in vista del referendum sulla procreazione assistita. «Una legge specifica sul testamento biologico non è necessaria, il rapporto mala­to-paziente (forse: medico - paziente, nota mia) già è in grado di garanti­re pienamente la libertà del malato. Ulteriori specificazioni potrebbero essere pericolosi scivolamenti ver­so esiti di tipo eutanasico». Poche ore più tardi l'altolà della Cei si leva la voce del presidente dell'Ulivo al Senato, Anna Finocchiaro. «Il Par­lamento è assolutamente libero di decidere nel calendarizzare i provvedimenti quali che siano le priori­tà». Il tanto temuto ddl Marino avanza a passo di carica, sono state fatte 49 audizioni, il tema «è matu­ro». Il diessino Ignazio Marino puntualizza:«La Chiesa ha dato indica­zioni col suo catechismo, lo Stato adesso deve poterlo fare con una legge» mentre Piero Fassino inter­viene per moderare: «Credo che la legge serva. Bisogna realizzarla equilibrata e attenta» senza «scivo­lare in forme di eutanasia». La polemica però viaggia e il conflitto in corso tra l'anima laica dell'Italia e quella di matrice cattolica non cenna a placarsi. E non mancano nemmeno le polemiche coi gay dopo che Betori, rispondendo ad una domanda, ha rigettato le accuse di «emofobia» (omofobia, correzione mia) sostenendo che è diffi­cile entrare in dialogo con le loro associazioni: un po' perché non sono rappresentative delle posizio­ni di tutti gli omosessuali, un po' perché tendono sempre a generaliz­zare e a non entrare nel particolare. «Rifiutare il dialogo con noi è un segno di debolezza e di arroganza», ha commentato Franco Grillini. «La Chiesa continua ad essere la principale agenzia ideologica che alimenta il pregiudizio omosessua­le». Tanti gli argomenti affiorati durante il dibattito in Vaticano tra i 247 vescovi. Si sono confrontati sul concetto di Chiesa di popolo, sull'emergenza povertà, sul ruolo educativo della Chiesa, sulla difesa della famiglia anche se c'è stato il silenzio più totale sulla prima Con­ferenza dedicala alla famiglia indet­ta da un governo repubblicano. «Siamo stati invitati ma non ci saremo perché impegnati in assem­blea», ha spiegato Betori. «Non mancherà però l'arcivescovo di Fi­renze in omaggio al Capo dello Stato».


• da Il Messaggero del 23 maggio 2007, pag. 5


Si stanno aprendo scenari veramente inquietanti. Anzitutto non esiste una contrapposizione cattolici - laici, semmai cattolici integralisti - cattolici laici, laici - laicisti. Qui toccherebbe andare nella fossa del leone e parlare una volta a tu per tu. Ma c'è Prof. Marino che già lo fa, l'ha fatto e lo farà ancora, ma quando sono duri di mente e non vogliono cedere, non c'è nulla da fare. Va a finire che la povera gente sarà plagiata come per il referendum nel 2005 sulla legge 40 e per il family-day.

Il gay pride sarà una bella festa, ma, secondo me, finirà a seppellire le ultime speranze che ho, perchè si ottenga qualcosa.

 

 Mina

 

Pubblicato il 24/5/2007 alle 11.10 nella rubrica Diario.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web