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XX SETTEMBRE

XX settembre 2005: la restituzione di Porta Pia

Mondo cristiano significa: convivenza umana dove le leggi del cristianesimo sono leggi della società e dello Stato. Il che può essere desiderabile per alcuni, meno o niente per altri. Niente desiderabile anche per un cristiano come Kierkegaard, che anche oggi ripeterebbe quanto aveva scritto, nei Diari, sulla Chiesa: "Si è voluto abolire o spiantare il vero Cristianesimo, il principio che il Cristianesimo si rapporta al singolo, e si sono così prodotte, con la "Religione nazionale e il dio nazionale", delle forme di religione inferiore […]” (1853, X5 A 97).
(E. Severino, Pensieri sul Cristianesimo)

Oggi è il XX settembre, giorno che molti vorrebbero cancellare dal calendario perché ricorda la Breccia di Porta Pia. Eppure, in quei giorni, anche tra la polvere e il fumo delle cannonate era impossibile confondere gli schieramenti: rutilanti gli Zuavj pontifici, camicia di lana blù, coperta di un corto giubbettino di panno azzurro, pantaloni larghissimi rossi, stretti sotto le ginocchia e uose bianche; più dimessi i Bersaglieri del Re. Da una parte c’era chi difendeva il potere temporale della Chiesa e la ghigliottina-benedetta, la sola cosa che il Papa aveva accettato dalla rivoluzione francese, dall’altra chi si batteva per la laicità (un po’ tagliata con l’accetta, ma hora ruit!). Non voglio insinuare che sarebbe molto meglio se i parlamentari nostalgici del Papa Re indossassero la divisa degli Zuavj…però, dovete ammettere che tutto sarebbe più chiaro. Certo rimarrebbero sempre i Ruinelliani e i gli opportunisti che, da esperti navigatori, starebbero sul cassero, pronti a cogliere ogni spiffero di sagrestia per cambiare rotta. È vero, resterebbero, pur sempre, quelli che, obbligati a scegliere tra una divisa e l’altra, opterebbero, ahinoi! per una adamitica nudità. Eppure, si farebbe un po’ di chiarezza, perché ciò che più disorienta il signor Rossi e la casalinga di Voghera sono i tentativi che gli Zuavj fanno per smarcarsi dall’accusa di essere ciò che sono. Se hanno deciso di essere i paladini di una visione del mondo confessionale, antiscientifica, punitiva, codina che, vagheggiando “l’uomo nuovo” (idea fissa dei totalitarismi), calpesta i tanti piccoli uomini comuni che vorrebbero poter unire il rispetto della Legge umana, non divina, con il rispetto delle loro individualità, senza essere segnati col marchio della vergogna da Calderoli, ministro di tutti gli Italiani: “Sono sempre stato un assertore che il riconoscimento delle coppie di fatto sia l'anticamera per un'apertura alle coppie omosessuali e quindi di un atto contro natura” (oggi si sono moltiplicati i marchiatori delle “Pecorelle Smarrite. Nota mia), o dalla Sharia invocata dal Parlamento della CEI, lo dicano apertis verbis e non si coprano di ridicolo nascondendo le pudenda laiche con la foglia di fico che il Card. Ruini li obbliga a indossare, ogni qualvolta mostrino di avere una piccola, e il più delle volte illusoria, erezione libertaria. Continuando così, per entrare in Parlamento, andrà a finire che, invece della cravatta, sarà obbligatorio indossare la foglia di fico d’ordinanza. Resterà scoperto il culo e la cosa non piacerà agli omofobi cacciatori di culattoni che, come il Manzoni risciacquava i panni in Arno, risciacquano la loro oratoria d’avanspettacolo nelle acque inquinate del Po.
E se le coscienze degli Zuavj, un giorno, si dovessero risvegliare al dubbio scettico, ricordino che: “Come la Chiesa rifiuta una democrazia in cui la libertà sia separata dalla verità, e dunque dalla verità cristiana quale è enunciata dalla Chiesa, così essa rifiuta ogni Stato che si presenti come negazione di tale verità. Contro questa forma di Stato, che per la Chiesa è violenza e ingiustizia, è lecita la ribellione. Rifacendosi a Tommaso d'Aquino, il nuovo Catechismo della Chiesa cattolica, diffuso nel 1992, dice che "l'autorità è esercitata legittimamente soltanto se ricerca il bene comune del gruppo considerato e se, per conseguirlo, usa mezzi moralmente leciti. Se accade che i governanti emanino leggi ingiuste o prendano misure contrarie all'ordine morale, tali disposizioni non sono obbliganti per le coscienze". Ma il "bene comune", i "mezzi moralmente leciti" e l'"ordine morale" sono inseparabili dai contenuti della rivelazione cristiana, e quindi in nessuno degli Stati laici del mondo moderno - e anzi, per quanto mi risulta, in nessuno Stato attualmente esistente (fatta eccezione per lo Stato vaticano) - l'autorità è esercitata legittimamente: appunto perché le loro legislazioni si discostano più o meno profondamente dalla verità cristiana.” (op. cit.).

Il Calibano del 20 Settembre 2005

Pubblicato il 18/9/2007 alle 22.54 nella rubrica Diario.

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