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Leggi trasparenti per incentivare i giovani ricercatori
Meritocrazia, incentivi a giovani cervelli, ma non solo. Per 'salvare' la ricerca italiana servono anche leggi e regole più trasparenti. Questa la ricetta di due scienziati italiani: Elena Cattaneo, direttrice del laboratorio di biologia delle cellule staminali e farmacologia delle malattie neurodegenerative all'università degli studi di Milano, e Paolo Bianco, ordinario di anatomia patologica all'università La Sapienza di Roma. Entrambi affidano le proprie riflessioni all'Agenda Coscioni del mese di dicembre, mensile dell'associazione per la libertà di ricerca scientifica da sempre in prima linea in questo settore. "Penso - scrive Bianco - che sia un intento assolutamente lodevole l'iniziativa del presidente della Commissione Igiene e sanità del Senato Ignazio Marino, che ha presentato emendamenti alla legge finanziaria per prevedere che una quota dei fondi per la ricerca venga riservata a ricercatori sotto i 40 anni, attraverso una commissione giudicatrice composta anche da ricercatori internazionali e secondo un sistema di peer review. Ma - aggiunge - è insufficiente parlare di meritocrazia: servono su questo argomento regole, leggi e Istituzioni. I criteri fondati sul merito non possono rimanere tali, si devono trasformare in regole". Un terreno su cui si articola l'intervento della 'collega' Cattaneo. "In questo Paese è data pochissima attenzione alla ricerca e al desiderio della comunità scientifica di fare ricerca fatta bene, con regole precise e trasparenti". Secondo la scienziata nel nostro Paese "non funziona l'A-B-C dell'assegnazione dei fondi, nonostante introdurre certe regole non avrebbe un grande costo. Penso ad esempio - suggerisce - al principio, valido in tutto il mondo, secondo il quale i componenti delle commissioni giudicatrici dei progetti e distributrici di fondi di ricerca non siano al centro di un conflitto d'interessi: non devono, mi pare il minimo, presentare progetti e ricevere fondi dalla stessa commissione. Farne parte è dunque un onere e un onore per il ricercatore, che si mette al servizio della comunità scientifica". In ogni caso 'disco verde' anche per Cattaneo alla proposta Marino. "A patto che non diventi una specie di segregazione di casta, ma venga ampliata e diventi il sistema generale dell'assegnazione dei fondi in Italia".

Pubblicato il 20/11/2007 alle 11.10 nella rubrica Diario.

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