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CRUCIVERBA

Casa nostra ha la cultura dei cruciverba. Fin quando viveva ancora papà Alfredo dappertutto c’erano sparse le settimane enigmistiche. Era assolutamente obbligatorio riuscire a compilare tutti i riquadri delle parole crociate. Il posto ultimo di questi libretti, dove erano rimasti dei termini inevasi, era stato il bagno. Oltre a strizzare il cervello, dovevano servire per una più proficua eliminazione degli scarti di una cena o di un pranzo luculliano ben digerito. Un giorno, tanti anni fa, sentii Piero ridere a squarciagola e gridare sei romano, sì! Qualcuno soprapensiero avevo scritto sì al posto di inserire il numero romano VI. Naturalmente era papà a rivelarsi il responsabile dell’errore, e per un bel po’ di tempo era diventato lo zimbello della famiglia. Se per un giorno non veniva preso in giro, ci ricordava: so’ romano! I cruciverba di Bartezaghi poi erano ostici e spesso difficili e lo sono tutt’ora. Ma questo signore ha avuto la buona idea di inserire in uno degli ultimi cruciverba del 10 novembre 2007 la determinazione per una parola molto in voga da un anno circa: raccoglie le volontà su come essere curati in casi estremi. Qualche anno fa questa parola, testamentobiologico, non esisteva ancora nel linguaggio della gente comune. Mi sto domandando quanti italiani lo conoscano, quanti capiscano il suo vero significato. E poi se veramente ci possiamo sperare ad averne una legge e che venga rispettato. Troppa acredine tra le parti, troppo protagonismo dove ognuno vuole difendere non un diritto, ma un’ideologia. Manca l’apertura tra le parti che si spieghino e si ascoltino a vicenda per capire e accettare correzioni delle proprie idee. Si difende un’appartenenza, una bandiera. Ma intanto si perde di vista l’uomo, la sua libertà di scelta, il suo bene, i suoi diritti, si perdono di vista i propri diritti o, forse, hanno una corsia privilegiata?

Pubblicato il 21/11/2007 alle 22.51 nella rubrica Diario.

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