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DIRITTI - SCIENZE - LAICITA'

 Lo scenario italiano sulla questione dei diritti civili sta prendendo un aspetto piuttosto equivoco e preoccupante. Ci si orienta verso una totale chiusura se non a un comportamento reazionario. Ha quasi lo stesso aspetto dei mesi prima del referendum sulla legge 40 (procreazione medicalmente assistita).
A un anno dall’inizio di discussione nella società civile su una legge in materia di dichiarazioni anticipate di trattamento sanitario e tutte le tematiche connesse, accanimento terapeutico, autodeterminazione, eutanasia, sembra tutto fermo in un incaglio senza uscita. I pochi entusiastici operatori per una legge vengono scoraggiati. Sembra perfino che tutte le audizioni al Senato, raccolte in un volume di 300 pagine, siano state inutili. E non si tratta soltanto di una proposta di legge sul testamento di vita, ma anche su quella a favore delle coppie di fatto. La questione della prostituzione viene solo considerata un fatto di ordine pubblico. La pillola Ru 486 viene vista come un male del secolo. La legislazione sulla droga conosce solamente proibizionismo che da sempre è stato la causa di crimine e morte.

Gli studi delle scienze e delle tecnologie in tutti i settori stanno facendo passi da gigante e le biotecnologie stanno modificando la vita globale non solo umana. La bioetica è entrata prepotentemente nella cultura della società mondiale. Ma nel nostro sistema scolastico arretrato è stato fatto entrare in modo quasi sfastidiato e solo al quinto anno dei licei tecnologico e economico. Come da sempre la storia della filosofia, così oggi la bioetica ha bisogno di un insegnamento su base pluralista e laica che apra le menti all’universo delle scienze. I futuri cittadini abbiano la possibilità di conoscere per poter scegliere le strade nella loro vita. L’ora di religione nelle scuole non deve essere lezione di catechismo cattolico ma storia delle religioni. All’insegnamento della propria religione devono provvedere gli oratori, le moschee, le chiese delle varie appartenenze.

L’ordinamento e i programmi della scuola italiana hanno bisogno di una buona riforma su base laica. Non solo per i cittadini italiani ma per la crescente moltitudine di cittadini stranieri che si stanno integrando nel nostro paese. Bando agli integralismi da qualsiasi parte vengano. La formazione di futuri genitori può avvenire solo attraverso una scuola aperta a tutte le culture che si mescolano e si integrano nelle convivenze dei quartieri, nei matrimoni misti. Sono i genitori i primi a formare le coscienze dei loro figli. Spesso sembra che la società civile sia avanti nello sviluppo e nell’apertura mentale più di molti nostri politici, conservatori di valori finti messi in primo piano per un pugno di voti.
La migrazione degli stranieri verso l’Europa e in particolare verso il nostro paese ha bisogno di una grande attenzione culturale e politica per favorire una integrazione blanda, collaborativa sia da parte degli stranieri che da parte dei cittadini italiani.

Per citare dei numeri Istat recenti, raccolti da http://www.pjagora.it/notizia/focus168.pdf

Istat: al 1° gennaio 2007 gli stranieri residenti in Italia sono 2.938.922 (1.473.073 maschi e 1.465.849 femmine), rispetto all'anno precedenteaumentano del 10,1%.

I cittadini stranieri residenti che sono nati nel nostro paese nel complesso sono 398 mila e rappresentano la seconda generazione di immigrati, pari al

13,5% del totale della popolazione straniera. I minori stranieri al primo gennaio 2007 ammontano a 665.625 unità e rappresentano il 22,6% della popolazione straniera. Si tratta di 80 mila in più rispetto al primo gennaio 2006; oltre il 72,1% di questo aumento è dovuto proprio ai nuovi nati. La restante parte è costituita da minori giunti in Italia per ricongiungimenti familiari.

De Il Sole-24 Ore Roma, 24 settembre 2006 è la seguente statistica su un calcolo di sorpasso nell’anno duemilaecinquanta, anno in cui nelle scuole i bambini stranieri saranno altrettanti se non di più di quelli italiani. La stima è di Gian CarloBlangiardo, docente di demografia e statistica all’Università Bicocca di Milano. Per il Sole-24 Ore del lunedì ha incrociato le proiezioni Istat sull’evoluzione della popolazione con tre ipotesi di flussi annuali di arrivi in Italia da Paesi a forte pressione migratoria: 150 mila, 250 mila, 350 mila. E ha calcolato che nel 2050 i ragazzi extracomunitari alle elementari potrebbero aumentare fino a un massimo di 119,8 ogni 100 italiani; alle medie fino a 105,2 ogni 100. Anche a voler considerare l’ipotesi centrale (la seconda, anche se i flussi attuali sono più elevati), dunque, fra poco più di 40 anni tra i banchi di scuola si conteranno più Ramona o Tariq di Mario e Giovanna. Ma in alcune città – per lo più del Centronord – nei quartieri a più forte immigrazione, non c’è bisogno di aspettare il 2050. Alle elementari “Pestalozzi” di Torino, zona Barriera di Milano, ci sono classi in cui gli stranieri sono già il 70%. Soltanto 10 anni fa non erano che il 10% - ricorda la dirigente Nunzia Del Vento.

Ecco perché spero che il futuro Governo Italiano abbia cura di pensare il futuro di una società multiculturale, multireligiosa, multietnica che ha bisogno di una istruzione omogenea per incrementare lo sviluppo pieno delle persone e sentirsi tutti cittadini di un paese civile dove ognuno si senta rispettato per il suo modo di pensare, di credere, di agire.

Pubblicato il 28/3/2008 alle 23.33 nella rubrica Diario.

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