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Voto disabili, Bernardini

 Voto disabili, Bernardini: bravo Presidente, ma a decine di migliaia sara’ vietato votare

Roma, 9 aprile 2008

• Dichiarazione di Rita Bernardini, Segretaria di Radicali Italiani

Ho molto apprezzato le parole che il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha rivolto a Salvatore Crisafulli, uno dei 28 cittadini che avevano intrapreso uno sciopero della fame per richiamare le istituzioni sulle cure e l’assistenza tuttora carenti o negate ai disabili gravi i quali, oggi e sempre di più, hanno bisogno di “percorsi assistenziali personali”. Ringrazio Napolitano che seppe ascoltare Piergiorgio Welby e che oggi dimostra sensibilità nei confronti dei seri problemi posti da Salvatore Crisafulli.

Ho trovato anche pertinente il richiamo al voto da parte dei disabili affinché, esercitandolo, siano partecipi di “questo essenziale diritto di cittadinanza”. Ne sono convinta, come ne erano convinti Luca Coscioni e Piergiorgio Welby. Ma, chiedo al Presidente – dopo averlo chiesto al Ministro dell’interno Giuliano Amato – come fa ad andare a votare chi non può muoversi dal suo letto, chi è “intrasportabile” senza essere “dipendente in modo continuativo da apparecchiature elettromedicali”, essendo la dipendenza da macchinari la condizione per essere ammessi al voto domiciliare? Come si può accettare, in una democrazia, che cittadini vengano privati di un diritto fondamentale solo per le loro condizioni fisiche? Le soluzioni esistono e tutti lo sanno, tanto che in Europa siamo l’unico Paese con questa grave discriminazione: si può votare per corrispondenza (già lo fanno gli italiani all’estero), si può votare a domicilio, in alcuni Paesi è previsto il voto per procura.

Consentire a tutti gli aventi diritto la possibilità di esercitare il diritto di voto SI PUO’ FARE e, se si può, SI DEVE!

Pubblicato il 9/4/2008 alle 18.7 nella rubrica Diario.

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