Blog: http://Calibano.ilcannocchiale.it

Farei causa al Vescovo

Viterbo: matrimonio religioso negato ad un paraplegico ritenuto incapace di procreare.
Questo episodio mi ha non solo sconcertata, ma riempito di rabbia. Il vescovo non ha potuto proibire questo matrimonio semplicemente perché non è accertato che per una paralisi un uomo non possa procreare. Oltre a questo il matrimonio non è solo ed esclusivamente istituito per procreare. Mi sono presa la briga di fare una piccola ricerca, perchè mi ricordavo che il Concilio Vaticano II dice anche altro sul matrimonio e non parla soltanto di procreazione. Ecco ho trovato nella Gaudium et spes, costituzione pastorale sulla chiesa nel mondo contemporaneo, al 1. capitolo sulla dignità del matrimonio e della famiglia e sua valorizzazione:

“Il matrimonio tuttavia non è stato istituito soltanto per la procreazione; il carattere stesso di alleanza indissolubile tra persone e il bene dei figli esigono che anche il mutuo amore dei coniugi abbia le sue giuste manifestazioni, si sviluppi e arrivi a maturità. E perciò anche se la prole, molto spesso tanto vivamente desiderata, non c'è, il matrimonio perdura come comunità e comunione di tutta la vita e conserva il suo valore e la sua indissolubilità. “

Recita inoltre il diritto canonico Can. 1084 - §2. "Se l'impedimento di impotenza è dubbio, sia per dubbio di diritto sia per dubbio di fatto, il matrimonio non deve essere impedito né, stante il dubbio, dichiarato nullo. §3. La sterilità né proibisce né dirime il matrimonio…."

E io aggiungo che un matrimonio può essere solo invalido se uno dei due tace l'incapacità di procreare. Ma qui ambedue erano ben coscienti.

E adesso invito un esperto di diritto canonico che mi dica il contrario.

Pubblicato il 13/6/2008 alle 18.16 nella rubrica Diario.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web