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Laici per caso

 “[…] la religiosità, variamente contaminata dagli umori mondani del presente, ha invaso i confini della laicità dello Stato, della neutralità del politico, dell' autogiustificazione della scienza; e in tutti questi casi il conflitto fra i sostenitori delle ragioni della fede e i sostenitori delle ragioni della lai­cità ha spesso coperto altre poste in gioco, non direttamente attinenti né alla fede né alla laicità, bensì a problemi di senso della politica, di orientamento della biopolitica, di rappre­sentanza e governo delle società post -coloniali e di traduzio­ne dei loro codici culturali.”

(Ida Dominijanni, Corpo e laicità)

L’immarcescibile vecchietto dei film western sputava verso un cactus uno spruzzo di saliva e tabacco ed esclamava: l’indiano buono è l’indiano morto! Da un po’ di tempo, forse a causa delle dichiarazioni della seconda carica dello Stato, o di alcuni teoeditoriali, o delle sporadiche apparizioni nei tiggì di vescovi, prelati, e papi, ho la sensazione che siano in moltissimi a pensarla come il simpatico e attempato cowboy, ma al posto dell’indiano, metterebbero con sommo gaudio il laico. Oddio, non vorrei essere frainteso! Lungi (mica tanto) da me il sospetto che il senator probus vir, si sia trasformato nella mala bestia dei “laici_sti”, però è innegabile che il laico buono è, per lui e per i suoi sodali, il laico-per-caso.

Il laico-per-caso non è citato nel Grand Larousse del XIX secolo, o nel Tommaseo nella edizione del 1865, o in Google, o in qualsivoglia motore di ricerca. Il laico-per-caso è stato partorito, da poco, per partenogesi, dalla laicità sana, sorella devota e prolifica della laicità malata che, notoriamente, è meno feconda del panda gigante. Il laico-per-caso avrebbe voluto indossare il saio o la tonaca, avrebbe voluto vivere in una trappa, o in una canonica, o in una nunziatura, o almeno in una sagrestia. Avrebbe voluto, ma il caso lo ha sospinto verso altri destini. Ah! fata volentem ducunt nolentem trahunt! Caro Lucrezio Caro, laico antelitteram e non per caso, per questo quel sant’uomo di Girolamo nel Chronicon lo tratta a pesci&pani in faccia, se intervenisse in un Porta a Porta sulla vera laicità, annichilirebbe anche Rockpolitik!

Insomma il laico-per-caso si ritrova, che so io, Presidente del Senato della Repubblica? Allora si sbraccia ad affermare che la sola Etica che non sia rosa dal tarlo relativista è quella Cattolica Apostolica Romana. I fata gli hanno destinato l’illacrimata parte di conduttore-televisivo-giornalista? Allora, si sbraccia ad affermare che tutte le leggi, dal Codice di Ammurabi a quelle del Codice della Strada, sono inutili perché, per far funzionare la società, bastano i Dieci Comandamenti. Le imperscrutabili vie della Prima Repubblica ne hanno fatto, mettiamo, un Andreotti? Allora, si sbraccia a votare o non votare, come il suo Vescovo gli ordina.

I laici-per-caso sono contagiosi? La UE consiglia di non baciarli in bocca (v. Riina), di non frequentare le loro lezioni universitarie (v. Popper), di non accompagnarli a Valle Giulia (v. Pasolini.). Ma, nonostante questa indispensabile profilassi, il virus LpC_B16 può essere trasmesso dal teleschermo a 8pollici&mezzo, dai fogli del Foglio, da Norcia e dintorni e purtroppo dagli uccelli stanziali, migratori e di doppio passo. Cosa c’entrano gli uccelli con Pera, Ferrara e Andreotti? Beh, allora, ditemi voi, che cosa c’entrano Pera, Ferrara e Andreotti con la laicità? Finiranno i laici-per-caso e i laici-per-scelta di fronte a Salomone affinché stabilisca a chi appartenga il neonato dell’Etica? Io temo che nessuno dei due contendenti si opporrà allo squartamento del corpicino e si accontenteranno del lacerto di Etica che il giudice gli assegnerà. Scrive Remo Bodei in “L'etica dei laici” che il senso dell'etica laica poggia sull'impresa di formulare regole e leggi, organicamente connesse tra loro, che hanno valore proprio perché non esistono naturalmente, perché de­vono contribuire a plasmare un mondo migliore che ancora non c'è e che mai sarà perfetto, ma in cui siano limitate le sof­ferenze, combattute le ingiustizie e aumentate le opportunità di migliorare la qualità della vita individuale e collettiva.

Sì, vabbè, ma se i laici-per-caso decidono -per tutti- che i Dieci comandamenti siano più efficienti del giudice Santi Licheri e che ogni nuova legge debba passare al vaglio dell'enci­clica Centesimus annus - per cui “se non esiste al­cuna verità ultima la quale guida e orienta l'azione politica, allora le idee e le convinzioni possono esser facilmente stru­mentalizzate per fini di potere”, tanto vale appendere al chiodo della storia lo spezzato dell’Aufklärung e indossare un clergyman.

Il Calibano
del 29 ottobre 2003

Personaggi liberamente intercambiabili.
Da allora è cambiato qualcosa?

Pubblicato il 20/9/2008 alle 19.58 nella rubrica Diario.

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