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Una norma che vuole ristabilire la libertà

Testamento biologico

una norma che vuole

ristabilire la libertà

di Chiara Lalli*

Il testamento biologico è ormai diventato familiare per gli italiani. E questo è senza dubbio positivo. Meno positivo è quanto accade – o meglio, non accade – in Parlamento. La discussione sulla legge, infatti, è arenata da anni in meandri paternalistici, imbrigliata da troppi disegni di legge, molti dei quali non sono che una caricatura di quello che una legge sul testamento biologico dovrebbe essere: una estensione della nostra libertà di autodeterminazione. Decidere se e come curarci. Deciderlo, quando siamo ancora in grado di intendere e di volere, per un futuro in cui potremmo non esserlo a causa di un incidente o dell’aggravamento di una malattia.

La libertà di decidere

È importante ricordare che la libertà di decidere sui trattamenti sanitari è sancita dalla nostra Costituzione ed è l’anima del consenso informato: la decisione ultima, in un rapporto tra il medico e il paziente che si augura il più possibile di complicità, spetta al paziente. Nessuno può obbligarci, nemmeno per il “nostro bene”, a sottoporci ad un qualche trattamento. Tutto questo è sintetizzato dall’appello lanciato all’inizio di dicembre da Ignazio Marino: «Rispettiamo l’Articolo 32 della Costituzione».Marino, firmatario di un ottimo disegno di legge sul testamento biologico, rivendica «l’indipendenza dei cittadini nella scelta delle terapie» come un diritto fondamentale di tutti i cittadini, sia per chi può «parlare e decidere che per chi ha perso l’integrità intellettiva e non può più comunicare, ma ha lasciato precise indicazioni sulle proprie volontà». Questo dovrebbe garantire una legge sul testamento biologico: che il diritto alla salute non si trasformi in un dovere, in un obbligo “terapeutico”. Quando la libera scelta è garantita, ognuno può seguire le proprie preferenze. Compresa quella di non scegliere, di non redigere un testamento biologico. In caso contrario diventeremmo schiavi del volere altrui. I cittadini l’hanno capito: nel giro di poche ore erano migliaia le firme a sostegno dell’appello di Marino. Oggi sono quasi 25.000. Speriamo che anche i loro rappresentanti siano in grado di comprenderlo e di rispettare le volontà di chi li ha eletti.
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*Docente di Bioetica all'Università La Sapienza

Rai Due: Maria Antonietta Farina Coscioni ospite di Tg2 Dossier Storie, l'audiovideo

Pubblicato il 11/12/2008 alle 9.28 nella rubrica Diario.

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