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UNA MORTE OPPORTUNA

 Sabato 7 febbraio 2009

Finalmente Eluana sta morendo. Lo dico con gioia: finalmente! Canterò per lei e spezzerò il mio pane per suo padre e per sua madre, e berrò con loro un vino di grazia e di consolazione. Lasciamola correre felice, Eluana, tra le braccia di Dio, perché è questa la fine che lei desiderava. E lei voleva questo perché amava la vita. Amava la vita ma non la idolatrava. L’amava nel modo giusto, perché era pronta al distacco. Aveva intuito la Verità. Criticando i farisei, Gesù ammonì: «Non l’uomo fu fatto per il Sabato, ma il Sabato per l’uomo». Così possiamo dire: «Non l’uomo è fatto per la vita, ma la vita è fatta per l’uomo». Amare la vita è giusto, farsene un idolo è un fatale errore. È in nome degli idoli che l’uomo inganna, umilia, prevarica, tormenta il suo prossimo e lo uccide. In nome degli idoli smarrisce la pietà. Per questo, Eluana, desidero solo dirti parole di gioia e di amore. Con il poeta mistico Gialàl ad-Dìn Rumì ti voglio dire: «O amanti, o amanti, è tempo di migrare dal mondo,/ con l’orecchio dell’anima sento tamburi di partenza dal cielo!/ Già siamo stati nel cielo, siamo stati compagni degli angeli,/ e là ancora torniamo, amico, la patria nostra è quella!». Con queste parole ti voglio accompagnare nella gioia dei Campi Elisi, dolcissima Eluana. Con un bacio e un sorriso. Nella serena esultanza del cuore.

Massimo Jevolella

http://www.massimojevolella.it/

Pubblicato il 9/2/2009 alle 10.53 nella rubrica Diario.

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