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Perchè sì al PD

 Perché no al PD (per ora, almeno). Appunti per una discussione

di Valter Vecellio


Perchè sì al PD  (risposta di Mina Welby a Valter Vecellio)

Caro Valter,
rispondo al tuo articolo "Perché no al PD (per ora, almeno). Appunti per una discussione" 
Una volta, quando ero giovane volevo fare le cose in fretta per entusiasmo giovanile, oggi ho fretta, volendo concludere ancora delle cose perchè mi sembra che manchi il tempo. Hai dato un bello scorcio sulla vita del Partito Radicale nelle cui file sono fiera di vivere la mia ancora giovane militanza, appena da tre anni, anche se sono iscritta da sei. Una volta in più ho dovuto capire che i Radicali sono fatti così e arrivano ai loro risultati, perchè hanno pazienza e sanno aspettare. E io troppo spesso la pazienza non ce l'ho.
E ora al nocciolo del mio "perchè ora". Sarà una mia presunzione, ma vedo in Marino, possibile segretario del PD, l'uomo giusto che, essendo vissuto negli USA, possa dare una svolta alla vera democraticità dentro al PD stesso. Sentirlo parlare di "partito aperto" non credo di sbagliare, se ripongo in lui le mie aspettative che tu riesci tanto bene a definire. Marino non è un politico professionista, ma credo fermamente e con la cocciutaggine di una tirolese che proprio i radicali facciano bene al PD. Ricordo troppo bene il suo aiuto personale di consigli e vicinanza nei giorni terribili del nostro Welby. Ricordo i suoi interventi nelle direzioni e riunioni dell'Associazione Luca Coscioni e dei Radicali Italiani. Sento Ignazio Marino più aperto e disponibile all'ascolto delle varie tematiche in campo. 
Chiunque poi sarà Segretario, avrà un grande compito di intavolare un dialogo fruttuoso e continuo tra gli iscritti per far diventare questo partito veramente "democratico maturo" (non lo chiamo laico, per le varie interpretazioni che si danno alla parola laicità). Inutile che ci aspettiamo dai candidati già programmi dettagliati. Non è più coerente per un partito che si dice democratico elaborare e definire insieme la linea politica vicina ai cittadini, insieme ai cittadini, per i cittadini, con lo sguardo alla politica nel mondo, quello vicino e lontano?
Ecco, da qualche parte bisognava pur cominciare, e io l'ho fatto. Ho violato una nostra regola di operare sempre nella legalità, prendendo la tessera del PD, contro il regolamento del suo statuto. La lettera di Luigi Berlinguer, Presidente Vicario e Garante, a Luigi Manconi mi conforta nel cammino intrappreso e spero che a Marco Pannella si riconosca a pieno titolo e al più presto di essere stato il primo in questo paese ad aver lavorato sull'idea di un Partito Democratico.
 
Mina Welby

Pubblicato il 20/7/2009 alle 15.55 nella rubrica Diario.

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