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Il PD superi dubbi e ambiguità.

 Oggi, lunedì 28 marzo,  si riunisce la Direzione del Partito Democratico. Segnaliamo ai suoi componenti che né Pier Luigi Bersani né Rosy Bindi hanno risposto alle due lettere in cui chiedevamo al PD un  atteggiamento più deciso contro la legge del centro destra - incostituzionale e inumana - sul testamento biologico*. 

Riteniamo che  motivo di questo silenzio sia  il timore di scontentare la componente del PD cattolica/integralista  o comunque prona ai voleri  del Vaticano. 
Siamo consapevoli che un partito deve sempre ricercare un punto di equilibrio nei programmi e nella azione politica, così come deve riconoscere a tutti la libertà di votare secondo coscienza su temi come quelli relativi ai diritti civili.  
Il gruppo dirigente di un partito deve però  definire alcuni punti fermi su cui tutte le componenti possano  convenire.  Due di questi punti fermi, per un partito che vuole essere progressista come il PD, sono la laicità dello Stato e la necessità di non restare perennemente indietro, in materia di diritti civili,  rispetto alla legislazione dei paesi comparabili con l’Italia. Su questi principi, a 141 anni da Porta Pia, nessun cattolico democratico dovrebbe avere dubbi .
Quanto al  ricorso  alla libertà di coscienza, esso  non dovrebbe essere ammesso  quando è in gioco il rispetto della Costituzione. Nessuno, nel PD, può decentemente votare a favore della  legge del centro destra sul testamento biologico perché essa, rendendo obbligatorie le terapie di nutrizione e idratazione artificiali,  viola  palesemente l’articolo 32 della Costituzione.  E i cattolici dovrebbero saperlo meglio di chiunque altro, visto che quell’articolo fu voluto personalmente dal giovane costituente  Aldo Moro.
Dunque, chiediamo a Pier Luigi Bersani e a Rosy Bindi di rispondere: prima che a noi, alla stragrande maggioranza dei loro elettori, attuali e potenziali, che riteniamo siano  stanchi di un partito paralizzato dalle proprie contraddizioni e paure.
 
·                 Carlo Troilo ha inviato una lettera aperta a Bersani il 5 marzo, nel giorno in cui iniziava un “digiuno di dialogo” con i deputati sulla legge.  Nei giorni successivi Mina Welby si è rivolta a Rosy Bindi e ai dirigenti della Assemblea Nazionale del PD. 

Pubblicato il 29/3/2011 alle 9.5 nella rubrica Diario.

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