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la Chiesa e la sua lotta facile con l'ipocrisia

Funerale Dalla, Welby: la Chiesa e la sua lotta facile con l'ipocrisia

Lucio Dalla è potuto entrare in cattedrale per il funerale perché non aveva mai detto di essere gay.

Piero Welby chiese di morire e quando accadde gli fu negato il funerale in Chiesa, benché io da cristiana lo avessi desiderato per lui. Sono trascorsi gli anni ma la situazione in Italia è sempre quella: la Chiesa scomunica la forma, perché non ha la forza per intervenire sulla sostanza.

Siamo biologicamente gay, siamo biologicamente eterosessuali, siamo biologicamente e eticamente depositari di diritti, siamo sostanzialmente proprietari delle nostre vite.

Stendere, come fa la Chiesa, su tutto ciò che è discutibile per certi canoni acquisiti un velo pietoso è ancora la tecnica per escludere una parte dell'umanità che è in ricerca del diritto alla felicità come tutti gli altri.

Mio marito, Piergiorgio Welby, ed io, l’Associazione Coscioni e i compagni radicali scegliemmo di non tacere: scegliemmo di reclamare un diritto sancito dalla Costituzione per interrompere una terapia a Piergiorgio. La nostra richiesta divenne la pietra dello scandalo. Era stato assimilato all'eutanasia. E' vero che Welby l'abbia chiesta ma da lì alla realtà era stato un percorso lungo e sofferto. Piero chiedeva una legge. Anch'io chiedo una legge che depenalizzi l'eutanasia e il suicidio assistito oltre alla legge sulle disposizioni anticipate sui trattamenti sanitari.

Allora il funerale in chiesa di Giovanni Nuvoli era fatto per carità cristiana?

Perché la Chiesa Gerarchica pospone il diritto alla carità?

Mina Welby
co-Presidente Associazione Luca Coscioni

Pubblicato il 6/3/2012 alle 13.53 nella rubrica Diario.

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