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RICORDANDO COSCIONI WELBY CRISAFULLI

Il 21 febbraio è morto Salvatore Crisafulli. Ricordo la grande e profonda pietas di Piero Welby con cui aveva seguito la vicenda di questo sfortunato padre di famiglia venuto alla ribalta nel 2005. Piero per un periodo seguì la cronaca del miglioramento di Salvatore e ne era sinceramente felice. “Purtroppo,” disse a me, incredula, “io faccio il cammino inverso.” Infatti le loro vite si incrociarono proprio, quando Piero ebbe il suo grave peggioramento. Arriva il 10 dicembre 2006 una e-mail di Salvatore a Welby: “Caro Piero Welby,…rispetto la tua volontà, ma vorrei che tu cambiassi idea, decidendo di lottare fino alla fine, non chiedere la morte ma combatti per la vita….Non chiedere l’eutanasia, unisciti a noi per vivere meglio. Se avessimo un’assistenza adeguata ad hoc, ed alleviando le sofferenze nostre e dei nostri familiari, sono convinto che nessuno chiederebbe di morire.” (Ricordo che già nel 2005 Piero con profonda partecipazione aveva seguito la vicenda di Salvatore.) Piero gli rispose: “Caro Salvatore Crisafulli, la tua voglia di vivere è straordinaria. Mi auguro serva anche per conquistare nuove libertà per i malati e disabili: di vita indipendente, di parola, di assistenza, di voto per gli intrasportabili, come da anni con Luca Coscioni e la nostra associazione cerchiamo di fare. Proprio perché mi sono battuto per questi obiettivi, credo sbaglieresti a viverli come contrapposti alla mia lotta contro la tortura che sto subendo. Uno Stato che non ha pietà di me, che non sa ascoltare la mia voce, sarà meno capace di ascoltare la tua. Uno Stato che saprà rispettare le scelte di fine vita, sarà più capace di rispettare le tante straordinarie vite che siamo.”

Ritengo che le parole espresse da Welby possano essere più che testimonianza, un richiamo forte a quello che fin dal suo nascere nel 2002 l’Associazione Luca Coscioni sta facendo: un carico politico sul rispetto dei diritti umani e civili dei singoli, in base alla nostra Costituzione che tutela l’inviolabile libertà personale di tutti i cittadini. Per venire dal generale al particolare: Salvatore insieme a suo fratello chiede allo Stato di incrementare la ricerca sulle cellule staminali, non specificando di che tipo di staminali. L’Associazione Coscioni è nata con lo scopo della libertà di ricerca scientifica, quindi anche sulle cellule staminali embrionali. Il cammino che ha fatto in soli dieci anni solo su questo “scopo” di Luca è notevole e importante. Non si è limitata a scioperi della fame e manifestazioni, ma ha trovato le strade giuridiche e politiche per cambiare sia la mentalità dei cittadini, sia per cambiare delle leggi proibizioniste, come la Legge 40. Il nostro lavoro è a favore del bene di tutti e mai ci atteggiamo da emblema contro nessuno. In questa direzione va anche la nostra ricerca sull’imparare che il morire non è “un improvviso diventare incoscienti”, ma un “fatto di apprendimento del vivere e saper scegliere”.

Volevo unire il ricordo di Luca, di Piero e di Salvatore, tanto simili e tanto diversi. Sono vite preziose che hanno conosciuto insieme a noi il dolore e ci spronano a continuare nelle loro orme, ciascuno liberamente come crede.

Mina Welby

Pubblicato il 26/2/2013 alle 16.40 nella rubrica Diario.

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