Blog: http://Calibano.ilcannocchiale.it

PENA DI MORTE

“Nessuno tocchi Caino, no, qualcuno dia una mano a Caino.” (P. Welby)

Spesso ho di questi flash-back calibaniani.

Nella conferenza stampa sul Rapporto della pena di morte nel mondo è stato conferito il premio Abolizionista della Pena di Morte dell’anno a Papa Francesco. Come Capo di Stato del Vaticano, oltre che a Capo della Chiesa Cattolica, l’11 luglio 2013 aveva cancellato la pena dell’ergastolo e introdotto la pena per tortura, nel quadro di una riforma della giustizia penale dello Stato della Città del Vaticano, firmando il “motu proprio”. Questi segnali forti del papa non potranno che indurre non solo gli stati democratici, come gli USA, ma anche gli stati di prevalenza islamica, ad abolire questa pena da sovranità di stato teocratico. L’Italia introduca la pena per tortura. La pena di morte in Italia non c’è, ma esiste la pena di morte dei sepolti vivi e dimenticati nelle carceri speciali, l’ergastolo, una pena di morte nascosta, come dice papa Francesco. Esiste la morte per pena di tortura, il suicidio, unico atto di vita ancora possibile per salvare la propria vita e non perderla. Qual è il ruolo dei secondini che devono tenere ordine e calma tra le mura carcerarie? Anche loro hanno il diritto di rimanere umani e non essere torturatori. Non hanno forse la responsabilità di essere tutori della vita di coloro che sono privati della libertà? Troppe volte i dilemmi in cui vengono a trovarsi li portano a un cortocircuito che termina vite fragili di fronte a responsabilità troppo grandi di una persona.

Pubblicato il 4/8/2015 alle 14.8 nella rubrica Diario.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web