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Il tempo vola? Riempilo, non meditare

Se di un bene prezioso che hai forti ragioni di spendere, te ne resta poco – diventi avaro. Non è vero solo per i soldi. È vero anche per il tempo. Ai vecchi di tempo ne resta poco. Diventano spilorci: badano a non sprecare le ore. Sebbene abbiano avuto molti anni per prepararsi, alcuni di loro ci si angosciano e si lamentano con tutti dello stress che soffrono. Descrivono le loro notti insonni o disastrate da sogni opprimenti. Ci stanno male.

Stanno male anche certi lavoratori alla fine dei loro periodi di vacanza. Considerano i giorni di ferie tanto più gradevoli e preziosi di quelli di lavoro che soffrono quando glie ne restano pochi. Alcuni ci soffrono tanto che se li rovinano con le lagne e i rimpianti anticipati. È come se uccidessero le ore migliori – quelle che amano di più. Comportandosi così tendono a dare ragione a Oscar Wilde che scrisse: “Ogni uomo uccide la cosa che ama”. Per fortuna l’asserzione del poeta non è proprio vera in generale.

Come si fa a evitare questi spiacevoli frangenti di fine ferie? Certi psicologi ne attribuiscono le cause e gli sviluppi allo stress. In linguaggio corrente si traduce con tensione, affaticamento, nervosismo. Da quando Hans Selye introdusse il termine, la psichiatria ha studiato a fondo sintomi, cause e rimedi di questa sindrome di adattamento a pesanti sollecitazioni esterne. La parola viene usata anche troppo spesso da chi giustifica il proprio scarso rendimento sul lavoro o le prolungate inadeguatezze nel fornire prestazioni promesse.

Su come non rovinare le code delle ferie, gli psicologi danno consigli talora sensati, tal’altra improvvisati e inefficaci. Fra i primi c’è il suggerimento di dedicare un tempo sufficiente al sonno e di dormire rilassati e senza incubi. Però non proprio tutti riescono a organizzare il proprio sonno a comando. Taluno suggerisce che il sonno si può evocare respirando molto profondamente. In questo modo si riuscirebbe a modificare la funzionalità dei circuiti neuronali attraverso i quali stimoli intensi possono menomare la nostra resilienza fisica e mentale. Infine taluno propone di ricorrere alla meditazione nei modi insegnati da certi maestri indiani, fino a raggiungere stati di crescente consapevolezza. Queste ultime non mi sembrano vie che possano condurre a un rapporto più sano e soddisfacente con il tempo che passa.

Io ho lavorato nell’industria a pianificare tempi e metodi e ho insegnato a progettisti e tecnici come usare al meglio i tempi di lavoro. Già che c‘ero ho imparato anche a gestire il tempo mio in modo soddisfacente. Raccolgo e imparo dati e teorie su come è fatto il mondo e su come sta cambiando: da un paio di secoli si evolve sempre più velocemente. Gli scienziati hanno raggiunto livelli di conoscenza e di analisi tanto alti e complicati che per capirne almeno un po’ ci vogliono anni di studio. Però molti fenomeni interessanti sono stati descritti e misurati, ma non spiegati. Se si vanno a guardare i dati, ampiamente pubblicati (e disponibili in rete) e ci si ragiona sopra, si capisce di più e talora si scopre qualcosa che nessuno ancora sa.

Quando racconto queste mie attività, qualcuno mi obietta:

“Sarà bello, ma non è uno hobby per tutti. Tu hai una formazione scientifica. Noi no.”

Non è proprio così. Ho una laurea in ingegneria vecchia di 64 anni, ma da allora, ho tenuto gli occhi aperti e ho imparato diverse cose. È più di un hobby. Se impari a costruire oggetti anche gradevoli da vedere o usare oppure a fare lavori elettrici o meccanici, dopo un po’ puoi annoiartene, Invece se ti ricordi almeno un po’ di algebra, prova a ragionare sull’economia, l’industria, l’agricoltura, la letteratura, la ricerca, la scienza. Sono argomenti di cui radio, TV e giornali parlano poco e male. Studia qualche testo elementare e poi guarda i numeri. Lo sai bene: su Internet trovi tutto. Ragionaci sopra. Vedrai che i discorsi astratti che non riesci a capire sui giornali o alla radio diventano chiari – oppure ti accorgi che erano irrilevanti. Il mondo ti comincia ad apparire diverso: non dico scontato e prevedibile, ma più trasparente, connesso, quasi comprensibile.

Gli hobby fatti di attività semplici, come dicevo, sono cose da ragazzi. Il super-hobby da adulti che descrivo non potrà mai annoiare perché l’universo delle cose da scoprire, da capire, da seguire man mano che se ne trovano e se ne inventano di nuove è senza fine. Se riesci a cascarci dentro, non hai più problemi di come riempire i tuoi giorni e le tue ore.

Non è necessario occuparsi di scienza, socio-economia o tecnologia. Puoi anche imparare le letterature, le storie politiche e civili quelle delle follie che gli uomini hanno inventato, disseminato o imposto. Il tempo non ti vola più via fra le mani: non ti basta mai se ti dedichi a guardare bene dentro il mondo. Ce n’è tanto. Basta per tutti.

Roberto Vacca (articolo uscito sull'Orologio il 1° settembre)


Pubblicato il 5/9/2015 alle 7.47 nella rubrica Diario.

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