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Cari Parlamentari


Cari tutti,

l'essere qui oggi ha anche il particolare significato di ricordare Luca Coscioni nel decimo anniversario della sua morte anche riguardo al diritto a una morte dignitosa o chiamiamola meglio opportuna.

In commissione Politiche sociali si discute già sulle disposizioni anticipate di trattamenti sanitari. Tra due settimane circa si aggiungerà anche la commissione giustizia per includere nel dibattito l'eutanasia.

Comprendo le difficoltà personali che ognuno possa avere, di parlare di questo tema. Permettetemi di fare delle considerazioni e richieste ai membri delle Commissioni e anche a voi dell'intergruppo:

Dibattendo sulla fine vita, i politici legislatori non hanno il compito di entrare nella camera da letto dei morenti, consigliando, proibendo e limitando la libertà nelle loro scelte. Non invadano ambulatori e studi dei medici quale controllori, ma rispettino i sanitari nel loro rapporto con i loro pazienti.

I politici non hanno il dovere - potere di influire sulla deontologia medica. Nel caso del fine vita il legislatore ha un solo dovere: fare una legge che rafforzi i diritti dei cittadini per quello che riguarda le loro scelte prese con consapevolezza e in responsabilità. E per quello che riguarda il medico, proteggerlo contro incriminazioni in base agli articoli 575,(omicidio volontario) 579(omicidio del consenziente), del codice penale.

I cittadini di ogni ordine e estrazione sociale o professionale hanno il diritto di essere trattati con pari dignità che noi vogliamo si riconosca a ognuno di noi, (Cost. Art. 3), quindi pari diritti, qui con un particolare occhio ai morenti.

Per poter affrontare in modo corretto il tema dell'eutanasia credo sia l'unica nostra possibilità di depenalizzare gli articoli del Codice Penale citati in questione rispetto al rapporto medico-paziente. Accanto al letto dei morenti non deve essere chiamato nessun giudice. Ma al paziente deve essere garantita l'autodeterminazione e la dignità nel morire. Il medico e il personale sanitario devono essere protetti contro condanne penali per aver adempiuto ad un proprio dovere, rispettando le scelte del morente.

La certezza di poter attendere una morte dignitosa e senza sofferenze farà diminuire i suicidi a causa di malattie inguaribili e sofferenze immani.

Queste considerazioni, davvero scarne, ma accorate, ve le consegno con la speranza che ne vogliate tener conto. Grazie.   

  Mina Welby

Co-presidente Associazione Luca Coscioni


Pubblicato il 20/2/2016 alle 20.35 nella rubrica Diario.

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